Archivi categoria: Imbonimenti per cretini

Scriverò a ‘Cambridge Analytica’

Credo che scriverò a quelli di ‘Cambridge Analytica’. E mi lamenterò di essere stato ingiustamente escluso dai loro briefing e propagande elettorali a favore di Brexit, di Trump, delle elezioni austriache e olandesi, del referendum renziano del 4 dicembre e delle elezioni italiane ultime scorse – chiaramente manipolate e fitte di brogli col fine di massima perfidia di castigare il pd di s-governo e favorire gli schifosi populisti, gli odiatori di ogni risma nascosti dai nick names nella immonda palude della Rete: umana cloaca dove scorrono e impazzano i mefitici ‘leoni delle tastiere’ aizzati da Zuckenberg contro i pacifici e serissimi professionisti della politica frequentatori della Leopolda e amici di Casini e della Bonino, di Alfano e tutti i ‘no borders’ adoratori di Soros.

E’ una ingiustizia che non abbiano neanche provato a subornarmi, a condizionare pesantemente il mio pensiero e le mie capacità di scelta libera elettorale e mi chiedo il perché di quella esclusione atroce. Non ero abbastanza psicolabile per loro? Non ero nel novero dei ‘troppi cretini alle urne’ – famigerata locuzione di quei tali della sinistra di s-governo che hanno mandato i loro campioni al vertice delle istituzioni della repubblica a mostrare come si distrugge in un triennio di infamia il tessuto sociale ed economico di un paese con le folli politiche immigratorie delle frontiere chiuse a nord e i clandestini arrampicati sui tir nel tunnel della Manica o gelati sui passi montani e i campi profughi diffusi e le liti tra sindaci e prefetti sui numeri sempre in aumento e le ‘giungle di Calais’ e di Ventimiglia?

Protesterò clamorosamente con quelli di ‘Cambridge Analytica’ perché mi hanno escluso dalla loro raccolta dati, dai temutissimi ‘data-base’ che i politici sinistri e i loro giornalisti al seguito, suonati e rintronati dai risultati elettorali degli ultimi dieci anni, si sognano anche di notte – e hanno incubi fitti di ‘hacker russi’ che fuoriescono dalle botole, dagli armadi, dai tombini delle fogne, dalle fessure dei muri delle loro abitazioni e li condannano all’ignominia elettorale e li mandano a casa, a fare il nulla di prima che venissero premiati dai vitalizi parlamentari e dalle pensioni principesche dopo solo una legislatura.

E tutte quelle ‘fake news’ che ci propina la Rete e paiono così difficili da individuare e influenzano (dicono, affermano i tg e i giornaloni) i pensieri profondi e il voto di noi poveri ‘cretini alle urne’ chissà perché io le riscontro, invece, nella gigantesca bolla di ‘fake news’ di una informazione pubblica parziale e distorta e pilotata dai direttori di rete e dei giornali e giornalisti ‘embedded’ per spegnere (illusione, dolce chimera) la protesta degli elettori/trici e ricondurre a manipolazione professionale e ubbidienza di s-governo i maledetti ‘populisti’.

Mi sbaglierò, chissà, forse è tutto un mio film, un cd che mi sono fatto, io povero ‘cretino alle urne’ neanche preso in considerazione da quei sovversivi e ferocissimi manipolatori di ‘Cambridge Analytica’ che mi umiliano con la loro incomprensibile esclusione dai ‘data-base’ incriminati.

Mi consolerò, pensando che sono, invece, a buon diritto, dentro i ‘data-base’ della Tigotà, di Conad e di Zanchetta – che mi mandano senza tante storie i loro sms e le promozioni di inizio primavera, che siano benedetti.

Anti fascismi immaginari

Ascoltavo, ieri mattina, una trasmissione radiofonica su radio3, la ridotta pellerossa dell’informazione partigiana preferita dai centri sociali. Parlavano del preteso ritorno del fascismo e vi si ospitavano ‘esperti’ e professori che discettavano da par loro sulle differenze tra il fascismo di ieri e di oggi. E’ sempre interessante ascoltare un diverso parere e le tesi, sia pure vistosamente claudicanti, di chi si dice e si fregia ‘antifascista’ – una parola onnicomprensiva, un ‘passi’ politico che sembra uno sciroppo per la tosse buono per tutti i bronchi infiammati e gli stanchi polmoni di chi troppo ha gridato vanamente ‘Al lupo!’; e buono per tutte le stagioni del nostro scontento politico e sociale.
Il fascismo preteso e redivivo usato quale binario-scambiatore dell’odierno scontro politico-elettorale per far deragliare o far finire su un binario morto il treno degli avversari.
Della serie: ‘Chi non pronuncia ogni minuto-secondo la parola magica in coro e con la mano sul cuore e l’espressione religiosa stampata in viso è un maledetto fascista e non ha diritto di rappresentanza e presenza politica e sociale’.
Aiuto!!! Fatemi uscire da questa stanza fitta di pazzi furiosi!

Che, se vogliamo usare bene e in modo appropriato le parole, dovremmo attenerci all’etimo e alla storia : fascismo viene da ‘fasci di combattimento’ e le modalità della sua nascita e del suo imporsi quale movimento politico e partito di governo nella storia italiana, benedetto dal re travicello Vittorio Emanuele terzo, davvero non ha nulla a che fare con i fatti e gli eventi di oggi.
E Casa Pound e Forza Nuova, ad onta del loro richiamarsi ad alcuni fatti e personaggi del Ventennio con la cautela dovuta alle severissime leggi sulla ‘ricostituzione del partito fascista’, visti in piazza osteggiati con violenza degna di miglior causa dagli scalmanati dei centri sociali, appaiono ai più gente pacifica a cui viene impedito di manifestare e di dire la loro.
La Costituzione, che riconosce il diritto a manifestare il proprio pensiero politico, può attendere, in questi casi.

E sono stupefacenti sui ‘social forum’ i commenti di coloro che si pretendono ‘antifascisti’ e hanno gli occhi e la tastiera iniettati di sangue, a leggere le dichiarazioni intrise di un odio viscerale mai spento nel corso dei decenni e malgrado l’annuncio di pacificazione nazionale voluta da Togliatti qualche anno dopo la fine della guerra.

E il risultato di tutta quella violenza estremistica dei centri sociali potrebbe essere, paradossalmente, quello di favorire l’ascesa elettorale delle destre e, se accadesse, constateremmo che ‘chi è causa del suo mal pianga se stesso’. E, se, dopo il 4 di marzo, vedremo Salvini agli Interni, dovremo ringraziare quegli scalmanati e violenti della peggior risma e buonanotte al secchio.

L’amnistia Togliatti fu un provvedimento di condono delle pene proposto dall’allora Ministro di grazia e giustizia Palmiro Togliatti, approvato dal governo italiano, promulgata con decreto presidenziale 22 giugno 1946, n.4.[1]
IT.WIKIPEDIA.ORG

Il ratto di Europa rivisitato

Il ratto d’Europa è mito lontano nel tempo ma, come gran parte dei miti, ci perseguita e ricorre stravolto nell’immaginario di noi ‘europei’ (lo siamo?) perché non è Giove Pluvio mutato in toro arrapato che ce la rapisce e porta via, bensì, volta a volta, i vari capi di stato dei molti (troppi?) Stati membri che si oppongono alla dittatura dell’Esecutivo e/o dei ‘poteri forti’, – che nessuno sa ben dire chi sono e perché sono così perversi e pervicacemente contrari agli interessi dei diversi popoli ‘europei’ malamente affratellati. (‘Tutti citrulli siamo e questo è quanto / se ci ripenso, quanto è vero il sole / dalla vergogna mi si muove il pianto. / Non credo più nemmeno nelle scuole.’ Così scriveva un avvilito Fucini dei popoli italici malamente affratellati dopo ‘l’Unità d’Italia’.)
Oppure, gli stati membri, si oppongono alla ‘dittatura della Merkel’ – capro espiatorio buono per ogni improperio/invettiva perché ha un nome e un volto e una fama consolidata di ‘uomo forte’ che fa e disfa a piacimento le cose d’Europa malgrado quel suo viso paciocco e la stazza e l’espressione bonaria di una zia amorevole e comprensiva. Che gioca, spesso, al ‘poliziotto buono e quello cattivo’ lasciando a Schauble il ruolo ingrato di menar fendenti e pugni al basso ventre – e lei si ritaglia il ruolo di conciliatrice finale e capo di stato responsabile capace di ricucire ogni strappo di quel tessuto che ha ormai più toppe che trama uniforme e lo chiamiamo ottimisticamente’ Europa’.

E, ieri, ecco Renzi – il nostrano imbonitore che: ‘Venghino, venghino, siore e siori. Più gente entra più bestie si vedono!’ – rubare la scena a una Merkel annoiata e infastidita per l’ennesimo berluschino italico che ‘ci prova’ e la accusa di non essere la donatrice di sangue che pretende di essere, ma senza di lei – è a tutti evidente – i polli del pollaio-Europa starebbero a testa in giù legati insieme per le zampe o a beccarsi chiusi nelle stie stivate sui camions che li portano al mercato per la s-vendita settimanale.

E il nostrano imbonitore ha un bel provarsi a fare il gallo, ma resta il vanitoso pollo delle origini e giova a poco lamentarsi dell’ennesima procedura di infrazione che ci piombata addosso per la nostra inefficienza conclamata nello schedare i migranti e così distinguere il grano dei veri ‘profughi’ dal molto, troppo loglio dei ‘migranti economici’ che ‘ci provano’ a farci fessi e fra essi c’è pure il ‘foreign fighter’ dei prossimi attentati mortali delle ‘allerta quattro’ di questi giorni e prossimi mesi.

E sono stati molti, ieri, nel corso del vertice europeo, a dirlo erede di berlusconi e rodomonte parolaio che spara contro la croce rossa di un Europa in sempiterno affanno solo per distrarre gli psicolabili che ancora ne bevono le vuote verbosità – e il caso Boschi racconta, invece, agli italiani i vecchi vizi e vizietti di una mala politica che doveva tutto rottamare, ma naufraga nella risacca della vecchia politica mai doma il cui ispiratore occulto è morto l’altro ieri di anni 96 e chissà che pacche sulle spalle col nipotino di Belzebù che l’ha preceduto. Parce sepulto.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Recitazione della controversia immigratoria (3)

..che poi, quella gran schiera di generosi e buoni, buonissimi -scrittori e giornalisti e varia gente dabbene- che si provano a convincerci che 2/300.000 migranti sbarcati in otto/dieci mesi sulle nostre coste sono una benedizione del cielo e un’opportunità per il futuro (Renzi-l’Imbonitore dixit) e che la Storia è maestra di Grandi Migrazioni Epocali Irresistibili -vedi l’Australia e gli Stati Uniti d’America- tralasciano sempre di sottolineare il rapporto spazio-tempo sotteso a quei Grandi eventi Migratori ai quali dovremmo fare il callo e accettarli supinamente e/o a 90 gradi di latitudine sud.

Perché i numeri che citano quei tali dabbene e tanto tanto ‘buoni’ delle grandi migrazioni storiche dovrebbero essere considerati nella loro distensione temporale di conflittuali secoli e guerre e massacri di popoli pellerossa perpetrati con sommo cinismo e ‘Gangs of New York’ che ci raccontano che il melting pot è violenza di bande opposte e legge della giungla urbana.

E anche gli scontri etnici di Baltimora e altrove ci dimostrano che il melting pot è violenza e conflittualità sempre latente, e così pure la ‘rivolta delle banlieues’ a Parigi – vera e proprio polveriera di un futuro che più gramo non può apparirci nelle predizioni che ne facciamo.

E l’odierna evidenza degli accampamenti e delle stazioni occupate e dei prefetti che suscitano le ire dei sindaci di ogni ordine e grado e partito rifilandogli ad ogni giorno nuovo qualche centinaio di poveri cristi che ‘ci provano’ a violare i nostri confini e le nostre leggi dimostra che, se continui a raccoglierne a migliaia ogni settimana, nessuna città o paese della penisola avrà più l’abituale aspetto di vivibilità e ordinato vivere civile e che il voto ‘leghista’ ha una sua plastica evidenza di necessità e vigorosa e giusta protesta contro tutti coloro che non sanno gestire e governare lo spaventoso fenomeno migratorio che hanno incentivato e favorito per anni con malintesa e malaccorta pietà. E l’Europa tutta a coglionarci e a dirci che sbagliavamo con ‘Mare nostrum’ – e che a tutt’oggi ribadisce che tutta quella gente da noi pietosamente raccolta ce la dobbiamo tenere.

A buon intenditor pochi concetti e i migranti sono tutti suoi.

E a noi pare, nel leggere i giornali e i telegiornali, che tutta quella gente che intasa la stazione di Milano o forma accampamenti di affamati ed assetati e prostrati al Brennero non somigli proprio per nulla ad una ‘opportunità’ bensì una iattura senza fine di costi sociali e disordine e aumento percentuale delle cifre della criminalità urbana e, sicuramente, un grossissimo problema di convivenze difficilissime – non inferiore a quello dei ‘campi-rom’ che tanto ci sono costati e tuttora collettivamente malediamo e non sappiamo come disfarcene e quali nuove e diverse politiche attuare di civile convivenza.

Aveva seguito i “consigli” di Alessandra Moretti, la candidata alla regione Veneto travolta alle elezioni regionali. Aveva aperto le porte di casa sua a un immigrato, come…
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Opportunità per il futuro

‘La globalizzazione è un’opportunità per il futuro.’, dice Renzi-l’Imbonitore.
Peccato che agli italiani che leggono i giornali e guardano i telegiornali la globalizzazione abbia questo aspetto e non un altro.

 

Accampati per la notte, stesi, sfiniti dopo il lungo viaggio. Buttati per strada davanti alla stazione di Milano o nel mezzanino della Centrale, dove è stato allestito un centro di…
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