Archivi categoria: esortazioni

L’Europa è cambiata. Cambiate l’Europa

Vi avevo esortato a ‘non avere paura’, in questa congiuntura di apparente incertezza – e la Fitch, agenzia di rating, che ci conferma in serie BBB, ma, tra le righe, ci manda a dire che, se non ci raddrizziamo, se non la smettiamo di votare Lega e M5S, saranno cazzi nostri e la serie C sarà presto il nostro inferno economico in seno all’Unione. E l’apparente bonaccia post elettorale, – con i giochi di ri-posizionamento e il poker di chi vede il gioco di chi e chi, invece, lascia il tavolo (il pd) e manda a dire ‘stiamo bene all’opposizione’, dopo tre anni di figure meschine e signori nessuno che apparivano in tivù a reti unificate a leggere le veline stupide del loro capo Renzi-l’imbonitore – l’apparente bonaccia, dicevo, non illude nessuno che ‘ce la caveremo’ sulla scena internazionale e avremo un governo degno di questo nome.

Però continuo ad esortarvi a ‘do not fear’, o alla sua variante: ‘male non fare paura non avere’, perchè i giochetti di riposizionamento di forze storiche quali il pd e forza italia (rigorosamente con la minuscola) non fregano più nessuno e la Lega, nella simulazione elettorale prossima ventura, vola al 22 per cento e il M5S a più 2 sull’esito già esaltante delle elezioni appena scorse.
Segno che l’elettorato si ‘riposiziona’ anch’esso e capisce che chi fa giochetti stupidi e vetusti va mandato a quel paese, fanculeggiato e deriso – e il pd andrà al 10 per cento alle prossime elezioni, con quelle sue figure di ectoplasmi miserrimi quali Martina e Del Rio e Civati e Cuperlo – che se non ci fossero i tg a ricordarcene i nomi manco per niente ci verrebbe da dire chi sono: se cuochi stellati o artigiani di ‘poltrone-sofà’ senza speciali qualità.

E perfino Macron, lamentando gli estremismi italici alle elezioni appena scorse che sono ‘peggio della brexit’, dice e dichiara che sono state le fallimentari politiche dell’immigrazione clandestina a sciami di locuste, esaltate quali ‘accoglienze misericordiose’ dai renziani di s-governo, a determinare quel disastro europeo – e urge una ‘road map’ perché i loro navigatori e i tom-tom vetusti non sono aggiornati da gran tempo, e l’Europa a guida Francia-Germania andrà a sbattere se non farà proprie le parole d’ordine delle destre austriache, olandesi e di ‘quelli di Visegrad’ dalle frontiere chiusissime.

Non abbiate paura, elettori ed elettrici, ce la faremo a far rinsavire quei suonati dell’Unione che continuano a macinare figure meschine ad ogni nuova tornata elettorale. Cambierà l’Europa sotto l’urto delle vostre determinazioni elettorali – e se qualche suonato di ritorno continuerà a gridare ‘al lupo,al lupo’ fascista, lasciamolo gridare a perdifiato fino ad averne spenta l’ugola.
Dopo la raucedine del caso, quei tali ci penseranno dieci volte prima di ri-lanciare al vento della Storia le loro inutili e stolte lamentazioni.
Urgeva rinsavire dopo la sbronza dei grandissimi numeri di immigrati clandestini delle baraccopoli di Calais e di Ventimiglia e i ‘radicalizzati sul web’ che uccidono a man salva sulle ‘promenade des Anglais’ e sulle piazze e nei teatri di Parigi e Bruxelles.

L’Europa è già cambiata, cambiamo l’Europa: l’unica riforma urgente dell’agenda prossima ventura.

Segnali forti. Per Maastricht si cambia.

 

Non ho aspettative miracolistiche per le elezioni del 4 di marzo. Teorizzo il ‘voto di segnale’. Un segnale forte mandato a chi ha s-governato il paese a partire dalla folle politica di immigrazione massiva vergognosamente coperta dall’imbonitore fiorentino con lo slogan atroce de: ‘ Salviamo vite’. E più si alzavano i numeri degli sbarchi più aumentavano, in parallelo, i numeri dei morti affogati – per la legge statistica dei grandi numeri e dei rischi correlati alla traversata nei diversi periodi dell’anno.
E troppo tardi si è cambiata quella politica e si è cominciato a lavorare coi governi africani per costringerli ad assumersi le responsabilità che loro competono di governare il loro territorio e i flussi di clandestini in transito e provare a fermare l’immondo e tragico commercio di schiavi e di morituri annunciati, come dovrebbe essere per ogni stato degno di questo nome.
E tardiva e ipocrita, ahi quanto! è stata la decisione di ordinare alle navi di ogni nazionalità che raccolgono i migranti in mare di sbarcarli nel porto più vicino – con l’esenzione incomprensibile e infingarda delle navi delle o.n.g. (che ne raccolgono oltre il 40 per cento) che continueranno a sbarcarli nei porti italiani, chissà perché.

E il cono d’ombra che inghiotte l’azione dei professionisti della misericordia, – per finire con le denunce recenti e atroci di abusi sessuali all’interno della Oxfam e di Save the children e di Medecins sans frontieres – ci mostra come la bontà e la misericordia assunta come mestiere con fondi illimitati e opachi non siano la giusta risposta agli immensi drammi del mondo – e bisognerà far ripartire gli ‘aiuti allo sviluppo’, prima o poi, ben mirati e affidati a una commissione di esperti senza macchia; e la cooperazione internazionale rilanciata come un post moderno ‘piano Marshall’ rivolto a quei paesi africani dai quali partono/iranno i milioni di migranti del nostro occidentale spavento.

Ma oggi è tempo di ‘segnali forti’ da consegnare nelle urne rabbiose. E il 5 di marzo, se quel segnale arriverà, costringerà l’Europa tutta a una riflessione profonda sulla sua identità continentale e sugli orizzonti di futuro che l’attendono, – oggi abbuiati dalle integrazioni mai avviate e da pretesi ‘cittadini’ radicalizzati sul web nelle enclaves nemiche refrattarie e ostili all’imposizione della legalità repubblicana di ogni paese membro. Da Roma per Maastricht il 5 di marzo si cambia.

Diciannove persone sono state licenziate, mentre gli altri membri del personale sono stati sanzionati in altri modi
LASTAMPA.IT

 

Bufale e dintorni

A visitare quotidianamente i social forum si ha la dimostrazione clamorosa (è il caso di dirlo) di quell’adagio che recita(va) ‘non c’è sordo peggiore di chi non vuol sentire’. E anche la favola triste del pastore burlone che si divertiva un mondo a gridare ‘Al lupo, al lupo!’ in assenza del medesimo vi trova riscontro, ma nel senso inverso, ahinoi, perché tutto il gridare alle ‘fake news! fake news!’ e alle ‘Bufale! Bufale!’che fanno gli s-governanti sinistri e i leaders dipartito di sinistra conventicola provvisoriamente al vertice delle istituzioni della repubblica trova orecchie aperte in alcuni profili di persone scarsamente attrezzate alle ricerche che si possono fare in Rete per verificare di persona se davvero di ‘fake news’ si tratta oppure se vi è costrutto e riscontro – e, per ragioni di partito preso e ostinata e cieca appartenenza alla fazione accoglientistica ad oltranza quei dessi lo vogliono nascondere al popolo per tema di contraccolpi elettorali prossimi venturi.

E bene ha fatto un mio amico feisbuchiano a rispondere con link confermativi e originali a un tale che gli gridava compulsivamente ‘fake news!’ come commento stupido al suo link che illustra e resoconta le guerre intestine che si combattono nelle disgraziate enclaves di alcune città della Svezia, Malmoe in primis. Ed è vero, invece, che molta parte di queste informazioni di libera stampa e della Rete sulla tragedia dell’ordine pubblico conseguente al troppo che stroppia di immigrazioni massive e non integrabili sono regolarmente censurate e/o pochissimo evidenziate dai giornaloni di regime e dai giornalisti televisivi e radiofonici ostinatamente buonisti, – ad onta delle mille evidenze del dramma epocale che sta vivendo l’Europa a causa del ‘nemico in casa’ che ha stipato a milioni nelle banlieues delle metropoli europee e di cui si parla solo per il ricorrente esplodere di stragi e mitragliate di kalashnikov o per l’irrompere dei tir sulla folla di Nizza e Berlino. Domani chissà.
Il 4 di marzo mandiamoli a casa questi pastorelli che ‘non c’è peggior sordo e cieco…’26907764_10210222741357191_6128545697867152160_n

Abluzioni e depurazioni

 

Dovremmo fare come in certi films dove l’eroe protagonista , giunto ad uno svolto decisivo della sua vita é pronto al ‘grande finale’ e inizia il rito del lavacro nel fiume e della depurazione da ogni elemento negativo che il film della vita gli ha appiccicato addosso rallentandone l’azione.
Così concluderò l’anno 2017 tagliandomi le unghie e con le abluzioni di rito nella vasca recitando il mantra degli auguri per tutto lasciare e depurarmi dei giorni andati e lavare via tutto lo sporco dell’anno ormai morto (a proposito com’è stato? Solito ‘anno di emme’, come nel biennio che lo ha preceduto?).
Ed è stato l’anno del mio esodo da una città stanca di guerra – la guerra dei trent’anni della sua trasformazione in quinta teatrale di carnevali e maschere e milioni di visitatori incantati dalla sua esibita decadenza e dei belletti culturali che non nascondono le rughe profonde e la rigidità delle membra vetuste di un cadavere che si vuole ancora vivo – e si sprecano i denari che vengono da Roma del suo sempiterno restauro ad uso invariabilmente solo turistico e nuovi bed and breakfast e grandi navi.

E non dirò che ‘tutto il mondo è paese’ perché ogni paese è un mondo, invece, e la cittadina che mi ospita ha i suoi problemi, ma non è male e prova anch’essa a dirsi viva, a suo modo, ed efficiente nei servizi offerti ai cittadini, ma ‘partire è un po’ morire’, ne converrete, e l’espianto con tutte le radici di un grande albero e il suo trapianto altrove è operazione rischiosa e chissà come sarà la foliazione delle prossime primavere e quali colori nuovi e diversi dipingeranno i miei prossimi autunni.

Però va bene, the show must go on e facciamoci gli auguri di rito e abbracciamoci nel tango delle nostre vite affaticate e chissà che non si cavi qualche bel ragno dal buco nero dei giorni dell’anno entrante e qualche novità si possa vedere anche in politica – con gli sbarchi dei migranti finalmente ridotti al lumicino e l’azione in Niger dei nostri militari capace di far argine davvero e muro all’insensatezza e pura follia delle migrazioni globali a sciami di locuste e distruttive di un tessuto sociale fragile e già abbondantemente compromesso da una crisi economica e dal lavoro precario durati trent’anni – e non si sente davvero il bisogno di un nuovo mendicismo aggiuntivo per le strade e guerre tra poveri, (il programma della sinistra di s-governo), bensì aspiriamo a rinascere e diversamente ordinare le nostre vite affinché si apra l’orizzonte del futuro e si torni a parlare, finalmente, di ‘magnifiche sorti e progressive’ dopo tanto medioevo di ritorno e ‘allah u akbar’ gridato stupidamente dai rinnegati neo cittadini europei ‘radicalizzati sul web’. Amen e così sia.

Ma la televisione, ha detto che il nuovo anno, ci sarà una…
YOUTUBE.COM

Non siamo nati ieri

Non siamo nati ieri

C’è una vera e propria industria che tesse le sue trame – letteralmente – al fine di isolare e mettere al riparo le persone fragili da influenze ritenute pericolose e dannose al sistema di potere e informativo vigente. Alla stazione del treno, in quei pochi minuti di attesa in cui, da uffici nascosti chissà dove, si invita perentoriamente ad ‘allontanarsi dalla linea gialla’, mi è capitato di notare una tale che portava a tracolla una borsa di stoffa con su scritto: ‘No blogger, no influence, only me.’
Come se fosse facile isolarsi da influenze esterne di ogni tipo che ci vengono da giornali, televisioni, amici a cena, colleghi di ufficio e restare chiusi in quella improbabile torre d’avorio sintetizzata malamente da quel ‘only me’ impresso sulla borsa della signora. Only you?https://www.youtube.com/watch?v=IlVjR5Clz0A (passatemi la citazione dei favolosi Fifties).

In verità siamo tutti, chi più chi meno, delle vere e proprie ‘carte assorbenti’ (chi se li ricorda più i beati anni degli inchiostri?) di tutto quanto viene detto, trasmesso, orecchiato, gridato, promesso (a volte vigliaccamente: vedi i politici in campagna elettorale) da un intero mondo e clamore che ci circonda, ci avvolge, ci frastorna, ci influenza, ci indigna, ci fa arrabbiare.
E la risposta ‘giusta’ a tutto questo frastuono – che un Shakespeare nichilista sintetizzava da par suo in : ‘rumore e furore che non significano niente’) – è il semplice, sereno ‘farsi un’idea’ di come va il mondo per il tramite di quegli stessi giornali, tele e radio giornali, blogs e bloggers, amici e colleghi e politici in comizio che ascoltiamo, dobbiamo ascoltare con il necessario ‘grano salis’ e massima capacità di discernimento che nessuna borsa tessuta (sospetto commissionata dal pd) mette al riparo e garantisce.

E tutto il can can che fanno i giornaloni di regime sinistro ( e domani quelli di centro e/o di destra ) e i politici oggi allo s-governo della nazione contro le pretese ‘fake news’, le notizie false, si può bellamente e opportunamente cestinare con il semplice clic su internet che ti rimanda alla fonte della notizia o alla ‘home’ del portale e del sito da cui partono le informazioni e le opinioni. Papale papale e semplice come deglutire in pezzo di pane pre masticato.
E, se è vero, che non sempre ci riesce di smascherare i mitici, mitologici, ‘hacker russi’ di cui si riempie la bocca mezza classe politica europea ( e giornaloni annessi ed embedded ) e i democratici americani per denunciare improbabili influenze sulle elezioni trascorse e quelle che verranno, basterà un sano e distaccato disincanto relativo a ‘tutto quanto fa spettacolo’ politico a restituirci il grimaldello col quale possiamo aprire le porte della buona e sana informazione che ci permette di bilanciare le eventuali menzogne e false notizie. In fin dei conti non siamo nati ieri.
E alla signora che indossava quella borsa stupida e frase cretina mi sentirei di consigliare la lettura di più e diversi giornali e blogs di bloggers diversi e ‘voilà!’, come per miracolo, la sua idea personale è bella che fatta e ‘no influence’. Capito mi hai, povera cara?!

Мои новые каналы (my new channels):https://www.youtube.com/channel/UCrFi_SRWezWFUGdxi_…
YOUTUBE.COM

Del parlare la lingua dell’amore – Ieri accadeva

Se non parli la lingua dell’Amore

Non è solo il ‘morire di maggio’ che esige ‘molto coraggio’ – come recita la nota canzone di De Andrè. Ed è metafora che dice il morire affanno atroce – e se è primavera e il sole scalda e tornano le rondini a riempire i cieli vuoti quell’affanno mozza davvero il respiro e chiude gli occhi.

Il vero coraggio è affermare le proprie opinioni ‘fino in fondo’ e i veri coraggiosi sono quei moribondi e i loro familiari che scelgono il funerale laico – e nessun prete strano intorno alla bara a incensare e a officiare i riti del trapasso e a ricordarci che solo la ‘resurrezione in Cristo’ dà senso alle nostre vite. Che sarebbe un bel conforto, non c’è discussione, ma cozza (l’ipotetica resurrezione) contro l’evidenza che di tutti i morti della storia dell’umanità non uno si è risvegliato ed è uscito dalla tomba fin qua – e Giosafatte è ormai un luogo mitico che scomparirà dalle enciclopedie non appena inizieranno i viaggi spaziali.

I funerali laici sono incontri informali di molte (o poche) persone che ricordano il vissuto comune di chi ‘ci ha lasciato’ ed esercitano il ‘conforto della memoria’ – che è quanto dire, scolasticamente: ‘A egregie cose il forte animo accendono le urne dei forti…’ Ma la memoria nostra di uomini e donne, lo sappiamo, è virtù neuronica fragile e bastano tre generazioni a mandare in rovina le gloriose urne e le tombe e disperdere i ricordi di chi ha vissuto ed è transitato tra ‘i più’ della Storia lontana.

E se la Storia non è magistra e tuttora va col passo del gambero (uno avanti e due indietro) è proprio perché la memoria è fragile, ahinoi, e ben lo sanno le maestre/i e i professori/esse quanto sia difficile riempire le zucche vuote di certe allievi di tutto quanto è necessario sapere perché la vita degli uomini e donne migliori col passare delle generazioni e il futuro torni ad essere quello sognato delle ‘magnifiche sorti e progressive’.

Però quei coraggiosi dei funerali laici hanno almeno il merito di metterci di fronte al senso finale delle cose. Che senso ha farsi benedire da un prete e ascoltare tutte quelle improbabili promesse di ‘vita dopo la morte’ e speranza di resurrezione -che tante discussioni hanno suscitato in vita, ma è solo nel momento del trapasso che devi dire la parola finale che ci angoscia: credo o non credo e chissà che Luce c’è dall’altra parte degli occhi che si chiudono per sempre.

E se Luce c’è, io credo ci sarà per tutti: credenti e laici e cristiani e ortodossi e induisti e islamici. L’intera umanità richiamata in vita (forse, chissà) a celebrare i fasti e i nefasti del comune cammino nel Bene e nel Male nel quale ci siamo impantanati senza ben sapere che senso avessero le guerre che abbiamo combattuto e le distruzioni e gli omicidi e i femminicidi e le corruzioni e le ruberie e le contrapposizioni politiche che fanno il nostro tristissimo e tragico ‘vissuto’ collettivo.

E, forse non a caso, c’è sempre qualcuno che, anche nel corso di un funerale laico, ci richiama alla mente la parola fondamentale, la parola ‘Amore’, comunque e con chiunque coniugata – e torna la lettera di san Paolo, interpretata in chiave laica, ma liaison con i ‘credenti’ di ogni fede, che ci ha incantato guardando il meraviglioso ‘film blu’ di Kieslowski.

Perché puoi ‘sapere tutte le lingue del mondo’, ma se non hai parlato la lingua dell’Amore nei giorni e gli anni della tua vita niente ha avuto un senso.

Amen e così sia.

A remake of the famous Blue film… by Krzysztof Kieslowski. I of assembly on the…
YOUTUBE.COM

Segnali fortissimi e sogni soavi.

 

Comunque andrà (mo’ mi vesto e vado al seggio) il segnale forte, fortissimo è stato dato. Le trombe di Giosafatte sono state suonate a toni altissimi e, seppure ci toccherà la sventura massima (Dio non voglia) di doverci tenere l’imbonitore fiorentino con la sua fragorosa batteria di pentole riformistiche che, a sentir lui, cuociono anche le suole (le note ‘sole’ renziane), ci penserà Hofer in Austria a tenere svegli di notte gli s-governanti europei di sinistra-centro con gli incubi di perdere la cadrega e vedersi castigati dagli elettori per le loro pessime politiche immigratorie e per aver consentito che le periferie urbane delle nostre città siano diventate gli slums delle occupazioni abusive e le discariche sociali del non lavoro e del mendicismo diffuso e della microcriminalità che lo surroga – e ci costa sotto forma di detenzioni nelle patrie galere e ‘radicalizzazioni’ più di quanto ci è costata in termini di pretesa e avvilente ‘accoglienza’ di caserme strapiene e sindaci e cittadini in rivolta per l’immissione forzata di migliaia di clandestini (in gran parte) nel fragile tessuto sociale di città e paesi pesantemente provati dalla crisi.
E nessun progetto di ampio respiro da parte del duo Renzi-Alfano bensì solo un avvilente stipare dovunque e quantunque e senza una ragionevole stima di compatibilità e ‘impatto sociale’ l’enorme massa di persone che attende sulle coste libiche di essere raccolta e trapiantata in terra di missione e occupazione. Italy bel suol d’amore. La Storia che va col passo del gambero.

Perché quello che non capiscono le anime belle infiammate neuronicamente sul web e nei ‘social’ sulla questione ‘accoglienza’ universale e ‘no borders’ è che la rivolta dell’elettorato della ‘Brexit’ e di Donald e di Hofer é la richiesta divenuta perentoria (un tempo verbo ‘di sinistra’) di tutti coloro che ‘chiedono legge per ciò che risulta eccessivo’ – rileggetevi la bella poesia di Celaya – e chiedono che si governi, finalmente! il disordine globale che sta cambiando i connotati delle nostre città e delle nostre vite.
Parole al vento, lo so, in quelle plaghe neuroniche infiammate e resistenti agli antibiotici di nuova generazione di renziani e piddini arroccati nelle trincee del ‘hic manebimus optime’, malgrado l’evidenza fragorosa dello sciogliersi del pupazzo di neve del loro progetto di s-governo.

Perciò tocca agli elettori dare il segnale forte e mandare a casa tutti coloro che hanno abbuiato il nostro orizzonte di futuro e ci rifilano una lodevole attitudine dell’anima a essere buona e caritatevole con chi ha bisogno per un progetto di s-governo permanente e pretesa ‘accoglienza’ e conseguenti conflitti sociali annunciati a migliaia.

S.p.q.r. – Sono persi nel nulla dei loro sogni soavi questi renziani.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto
Letture consigliate. Umberto Eco – ‘A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico.’ Bompiani editore. ‘Se qualcuno si batte per una scelta politica (e nel caso in questione, civile e morale), fatto salvo il d…

Tardive resipiscenze e clamori mediatici

C’è da dire, a scanso di equivoci, che io ero misericordioso ben prima della nouvelle vague mediatica di Bergoglio e del suo giubileo – che tanto somiglia alla storica ‘vendita delle indulgenze’ ferocemente avversata da Lutero e da tutti gli altri rigoristi della Riforma.
Ed ero ragazzo quando Fabrizio cantava la canzone dei suicidi – quella ‘Preghiera in Gennaio’ che faceva venire i brividi, tanto bene descriveva la condizione umana della sofferenza spinta verso il suo limite estremo di sopportazione del dolore e della perdita. E mi commuoveva il pensare a quel gesto magnifico e umanissimo di un Dio che tutti li baciava in fronte, quegli addolorati e sconfitti dal dolore di vivere che avevano guardato in faccia la morte e le erano corsi incontro perché liberava l’orizzonte loro personale da uno stato di vita indegna di esser vissuta a quel modo e con quel diapason di sofferenza.

E la chiesa di allora, la Chiesa delle scomuniche e dell’avversione cieca e feroce verso ogni autogestione del rapporto personalissimo che tutti noi intratteniamo con la vita e con la malattia e la morte, mandava, invece, quel corteo di addolorati e vinti, in ‘terra sconsacrata’. Reietti e maledetti dalla comunità dei pretesi e arroganti ‘credenti’ – come se i cimiteri fossero regno loro, dei preti che celebrano i funerali, e solo la loro benedizione possa aprire le porte di un supposto aldilà della consolazione e del riscatto.
E abbiamo ancora in memoria le fragorose battaglie mediatiche dei cari vescovi e cardinali contro tutti noi che indicavamo alcuni casi di eutanasia come pietosi e misericordiosi e ragionevoli, a fronte del dolore estremo della loro malattia – e loro, invece, ferocemente schierati a favore di accanimenti terapeutici davvero degni di miglior causa; e si facevano forti della loro insensata ‘verità rivelata’ e del monopolio della ‘parola di Dio’ da chissà chi e perché consegnato nelle loro mani.

E prima di me e dei resipiscenti e tardivi preti e vescovi e papi che finalmente predicano la misericordia quale ‘via di salvezza’ altre religioni e altri monaci e sacerdoti e filosofi dei templi buddisti e induisti hanno considerato la via della compassione universale la ‘via maestra’ di un ‘Risveglio’ ad una condizione di migliore e più saggia vita – e migliore condizione di relazione con il nostro prossimo.
E il confronto tra quelle religioni antichissime e la nostra sembra indicare che nessuna verità esclusiva si possa consegnare ad alcuno – meno che meno a coloro che hanno combattuto crociate e/o jihad per affermare la sola e unica ‘Via, Verità e Vita’ e hanno seminato terrore e morte in quella loro folle predicazione lungo i secoli.

Non sarebbe male se, alla luce di tutto ciò esposto, si chiudesse il sipario mediatico e la piaggeria dei mezzi di comunicazione di massa verso il Vaticano e i loro esponenti. Davvero non hanno molto da insegnarci, a parte l’indicarci le loro molte stoltezze storiche e le tardive resipiscenze.

 

Bodhisattva (devanāgarī बोधिसत्त्व) è un sostantivo maschile sanscrito che significa “Essere (sattva) ‘illuminazione’ (bodhi)”. È un termine proprio del Buddhismo.
IT.WIKIPEDIA.ORG

 

Dello scrivere qualcosa

 

Scrivi qualcosa, ti chiedono ogni giorno i redattori di facebook che ci tengono al buon funzionamento delle nostre sinapsi neuronali. E, per la verità, il mondo in cui viviamo offre occasioni di riflessione a iosa, – minimaliste o di grande respiro filosofico e politico.
Avete mai pensato al fatto che le nostre cellule si rinnovano in modo talmente veloce che dire ‘noi’ o ‘io’ è una vera e propria ‘sostituzione di persona’: un reato da codice penale?
Ma c’è la memoria, dire te voi, quella ci salva e riunisce nel ricordo tutti i cambiamenti e costruisce un ‘super io’ (un ‘super noi’) fatto di tutti i momenti diversi e le diverse emozioni che ci hanno costruito e che costruiscono la storia delle nostre vite. Ah beh, si beh.

Devo ri-cominciare a chiedermi chi veramente sono – dal momento che la mia memoria degli eventi lontani e intermedi sbiadisce ogni giorno di più e davvero non mi riconosco in certe mie scelte e ‘se tornassi indietro’….
Ecco, ho scritto qualcosa. Contenti, redattori di facebook?
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
Chi siamo, da dove veniamo – Paul Gauguin.
foto di Enaz Ocnarf.