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La solitudine dei numeri primi.

 

E’ dal tempo di Bersani – quello che ‘pettinava le bambole’ dopo le elezioni post Monti che gli avevano consegnato un partito ‘senza i numeri per governare’ da solo – è da ben cinque anni fa, quindi, che si prolunga l’agonia di un paese-senza che traccheggia e non sa risolversi a dare una solida maggioranza a chicchessia purché sia messo in grado di governare.
E il tripolarismo odierno è, in realtà, una arlecchinata di colori strani coalizzatiper massimizzare il profitto elettorale e i soli a possedere una apparente omogeneità di intenti stanno nel M5S di Grillo e Casaleggio – un movimento che rischia di sfaldarsi nella brutta partita a poker che deciso di giocare dentro le malate istituzioni repubblicane.

E’ una ‘solitudine da numeri primi’ quella del M5S, che sfocerà nel solo prevedibile esito di elezioni anticipate perché nessun coniglio è nel cappello di Sergio Mattarella per risolvere la situazione – e si andrà, quindi ad una renovatio a Gentiloni per il disbrigo degli affari correnti e la messa a punto di un Def di transizione ed elezioni anticipate in autunno.

E il grande rischio per il M5S è che le sue odierne offerte di strane alleanze di governo con il pd o con la Lega gli assottiglino il consenso ottenuto al sud e restituisca ai due forni, nelle urne aperte in autunno, il lievito che ha loro sottratto con destrezza. Chi vivrà https://rep.repubblica.it/…/la_road_map_di…/…Gestire

Auguri e scongiuri

 

Pare che il Berlusca non abbia perso il suo smalto del promettere tutto il cucuzzaro alla più larga platea elettorale possibile: 1000 euro ai pensionati al minimo (quale copertura nella partita doppia del bilancio dello stato?) e perfino sgravi fiscali per chi si prende cura di un animale domestico – come se le nostre città e i parchi cittadini non fossero già stra pieni di deiezioni canine non raccolte e le porte delle abitazioni tutte ‘pisciate’ dai nostri allegri ‘amici a quattro zampe’ che riempiono la vita di coloro che soffrono di vistosi deficits affettivi e hanno un disperato bisogno di pelouches semoventi e abbaianti e/o latranti. Ci ha risparmiato, in verità, lo slogan-ammiraglio del ‘meno ta(o)sse per tutti’, ma forse se lo tiene buono per gli ultimi giorni di Pompei di una campagna elettorale al vetriolo e che ci farà scompisciare dalle risate (amare).

Prepariamoci al peggio del peggio, ragazzi. Sarà una guerra di religione, una strage degli innocenti elettori che voteranno chi di pancia e chi col portafoglio nel cuore e una mano artigliata di sotto perché non è chiaro che razza di governo uscirà da quella triade annunciata dai sondaggi dei Cinquestelle soli al comando, ma senza uno straccio di maggioranza possibile, e uguale destino a destra e a sinistra dello schieramento – e forse torneremo a votare a giugno e poi ancora a ottobre, chi vivrà vedrà, viva la fantasia al potere degli italiani/e tutti. Speriamo che funzioni il catalizzatore della guerra contro ‘i trafficanti degli esseri umani’ e la necessità e l’urgenza di fermare, una volta per tutte, le partenze dei barconi dalle coste libiche e tunisine ed egiziane.

Auguri di buon anno nuovo a chi se lo merita e siate felici del fatto che abbiamo lasciato meno morti sulle piazze e feriti gravi negli ospedali di quelli del biennio maledetto 2015/16 per mano degli assassini jiahdisti ‘radicalizzati sul web’ a cui abbiamo regalato una troppo facile cittadinanza europea, subito rinnegata a favore del Califfato dell’allegro Medioevo di ritorno in cui ci è capitato di vivere.

Nebbie e dintorni – Ieri accadeva

21 novembre 2013

 

E’ solo nelle nebbie fitte di ciò che impropriamente chiamiamo ‘politica’ che può nascondersi la vergogna di un ‘caso Cancellieri’ – proposto ai cittadini quale vallo difensivo e ultima spiaggia di un ‘governo delle larghe intese’ che, altrimenti, rischia di franare.

E che lo stesso governo di larghe discordie giudiziarie e decadenze osteggiate, e minacce oscene di sfracelli istituzionali da parte delle cornacchie berlusconiane, sia stato presidiato e arginato coi sacchi di sabbia che si mettono sugli argini dei fiumi durante le peggiori alluvioni dovrebbe convincerci che l’azzardo politico voluto da napolitano dopo le elezioni ultime scorse è stato massimo e davvero non valeva la pena vivere questa stagione di ennesimo schifo politico a tutto tondo che si prolunga dentro l’inverno entrante, l’ennesimo inverno ‘del nostro scontento’.

Ed è davvero un ‘caso napolitano’ che si apre, se la cancellieri la farà franca e si intanerà nell’ufficio di via Arenula con il protettorato vergognoso di ‘re giorgio’ – elemento politico affatto nuovo e anomalo di una democrazia italica azzoppata e sempre più malata – e il privilegio parlamentare è vissuto come ‘refugium peccatorum’ dai peggiori figuri che vi hanno trovato scudo di impunità e spalti difensivi dai quali mostrare i ghigni e i cachinni delle peggiori canaglie e dei malfattori di ogni rango.

Questo è quel mondo.

 

Non c’è niente di nuovo sotto il sole. La battaglia della comunicazione distorta e partigiana si è combattuta nel corso delle due guerre mondiali e della ‘guerra fredda’ del confronto aspro fra mondo socialista e mondo capitalista e oggi si combatte addebitando alla parte politica avversa le presunte e pretese ‘fake news’ relative ai fatti tragici che viviamo ormai quasi quotidianamente.

E della strage di ieri a Las Vegas i sedicenti ‘liberal’ e i nostri sinistri renzian-gentiloniani affermano in coro che la destra, forte su internet e spalleggiata dalle piattaforme di Google, distorce i fatti e accredita il folle assassino in conto agli esagitati anti Trump – e si mostra in rete la foto della sua partecipazione a manifestazioni contro il presidente eletto – e la destra, di contro, afferma che si vuole censurare i fatti e si mette la sordina alle ipotesi di terrorismo, peraltro rivendicate apertamente dall’Isis, al fine di evitare le ricadute negative sul dilagare dell’islam radicale in Occidente e sulla piaga delle immigrazioni di massa fuori controllo e governo che sono il mare in cui nuotano i pesci assassini dei ricorrenti attentati contro vittime inermi.

E viviamo tempi grami davvero della presente guerra di tutti contro tutti di un mondo rotto e sgovernato e di buonisti radicali che spacciano i confusi pensieri della loro cattiva politica immigratoria e ‘no borders’ come un messaggio evangelico – e non manca molto che, per fare la comunione, oltre a non essere separato o divorziato, occorrerà sottoscrivere davanti al prete una dichiarazione di entusiastica accoglienza dei milioni di diseredati in arrivo nei prossimi decenni sulle nostre sponde.

E ci vorrebbe una canzone di successo che raccontasse i fatti presenti della follia collettiva in cui viviamo immersi di morti ammazzati un tanto al chilo per le strade ci dica e canti che, oltre che in un mondo di ladri, viviamo in un mondo di pazzi furiosi e santi presunti e sedicenti che alimentano il caos e il disordine universale e le ‘fake news’ della misericordia spacciata come dottrina e verità di fede in sostituzione della politica.
Amen e mettiamocela via, questo è quel mondo. Oremus fratres.

Le fake news e il sogno di Utopia

Le fake news e il sogno di Utopia

Il mondo felice è il sogno di Utopia. Un luogo che non esiste, come ben sapete, ma anche un luogo buono e bello quale solo nei sogni riusciamo a immaginare. E nell’isola di Utopia esiste anche una stampa e una televisione vocate a dire il vero e a perseguire i giusti obbiettivi di corretta informazione e conoscenza che dovrebbero essere il ‘giuramento di Ippocrate’ dei liberi giornalisti di una libera stampa all over the world.
Così non è, ahinoi, e il giornalismo – nostrano ed estero – è, invece, schieramento di fazioni l’una contro l’altra armata di ‘fake news’ sparate in prima pagina per ottenere i cattivi scopi di ogni fazione politico-giornalistica incurante del verbo e delle pratiche democratiche.
E la campagna di stampa contro il presidente eletto Donald Trump da parte della fazione ‘democrats’ che ha perso le elezioni e non riesce a farsene una ragione e ad elaborare il lutto e passar oltre conosce oggi il suo diapason di notizie farlocche e ‘rumors’ ridicoli e battute da bar sport rubate alla campagna elettorale più avvelenata della storia americana per le quali – a sentire i giornalisti del Washington Post e i loro confratelli miserabili e diffamatori da un tanto al chilo – si sente aria di ‘impeachment’.

E la sola e vera buona notizia di queste campagne diffamatorie dei democrats di ogni risma e veleno e rigurgito esofageo è che – a forza di rifilarci le notizie farlocche e i ‘rumors’ ridicoli e le battute da bar del senatore repubblicano in vena di facezie, usato sui loro fogli quale ‘utile idiota’ – ci stanno educando a riconoscere ‘a naso’ le cretinerie giornalistiche di coloro che imbastiscono campagne di stampa a fini anti democratici e per rovesciare l’esito delle elezioni ultime scorse, così che spegniamo radio e televisioni embedded e insopportabilmente faziose e passiamo oltre – e issiamo le vele della nave Speranza verso l’isola di Utopia di una buona ed equilibrata stampa futura capace di guarire dagli acidi rigurgiti di fazione e di mostrarci gli articoli di quel buon giornalismo che, sempre più di rado, emerge dalle nebbie del mare di questo nostro tempo infelicissimo e bugiardo.

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Se anche i miracoli accadono

 

Sui giornali francesi di fazioni opposte si concorda sulla brutalità del dibattito televisivo tra Macron e Marine Le Pen. E, tra i benpensanti e gli incrollabili ‘buonisti’ di sinistra-centro, si mena scandalo per i ganci indiavolati e gli ‘jabs’ e i ‘diretti’ di Marine al mento del fighetto dei Rotschild, peraltro buon incassatore e favorito dai pronostici.
E in tale circostanza è naturale, negli ambienti della boxe, che gli assistenti e i consiglieri del pugilatore sfavorito dai sondaggi gli consiglino la strategia dell’attacco senza remissione di colpi, – ragion per cui ci viene da ridere nel leggere le recriminazioni e gli sdegni e gli alti lai delle anime belle sinistre che pretendono correttezza quando in gioco ci sono i valori nazionali e la sicurezza dei cittadini in un paese in guerra contro le enclaves del meticciato islamico che offrono tane e covi alle serpi in seno jahdiste e ai troppi ‘radicalizzati sul web’ del ‘disagio sociale delle banlieues’.

E su questa ed altre questioni calde e bollenti del nostro infelice vivere europeo nel terzo millennio – l’immigrazione senza limiti e/o invasione programmata delle o.n. g. dai bilanci opachi – non c’è, non ci può essere remissione di colpi e vero dialogo tra i sostenitori di questa e dell’opposta fazione perché è una ‘questione di fede e dottrina’. O di qua o di là – e sarebbe troppo complesso e sicuramente improduttivo cercare di addentrarci nei meandri neuronali e analizzare le complesse sinapsi che hanno costruito questa opinione e quella opposta.

Bisognerebbe tornare alla maieutica socratica e, a botte di domande e risposte guidate, trovare il bandolo della odierna matassa aggrovigliata dalle invasioni/immigrazioni di cui si dice che ‘ci pagano le pensioni’, – ma vedere tutti quei neri mendichi ad ogni angolo di strada e piazza o in galera per spaccio o ciondolanti in bivacchi attorno alle stazioni o impiegati a raccogliere pomodori e pagati una miseria in nero, viene il dubbio che si tratti, in realtà, di una maledetta ‘fake new’ di matrice boldrinian/renziana e che nessuna pensione futura sia alle porte, né lavoro ed integrazione positiva di quelle folle di neri per caso che ad Ercolano sono stati chiamati a votare per Renzi alle ‘primarie’ e il sindaco indigeno (pd) se ne dice ‘fiero’. Sono peripatetici questi renziani.

Aspettiamo domenica. Se la fede esiste e non è una ‘fake new’ forse anche i miracoli accadono.

Quelli che: ‘Ci avete rotto….’

Se il 60 per cento degli italiani non avesse sepolto sotto una fragorosa frana elettorale l’imbonitore fiorentino ci preoccuperemmo di certi commenti di gente che delle matite non copiative e dei possibili brogli denunciati in molti seggi non gliene poteva importar di meno – e qualcuno si è spinto oltre l’ultima frontiera della convivenza civile scrivendo in chiaro: ‘ci avete rotto……’ con livore e acredine degna del peggior buzzurro da curva sud.
Tu vedi dove approda il gran dibattere che si è fatto su Voltaire e sul suo: ‘Darei la vita perché tu possa esprimere una opinione contraria alla mia.’ Parce sepulto.voltaire-liberta-di-pensiero

 

 

 

Il metodo di certe follie

Il metodo di certe follie

Che ci sia del metodo in certune follie lo sappiamo da secoli – dal tempo di Shakespeare e di Amleto – e questo personaggio, che sbraita e recita a soggetto in pubblica corte di giustizia gli slogans paranoici che piacciono tanto ai poteri forti – quelli che, nei pochi giorni che restano, fanno di tutto e di più e di vergognoso per fermare la Brexit che li condannerebbe all’infamia da cui sono usciti e in cui ci hanno precipitato – questo personaggio ridicolo e utilmente folle (l’utile idiota delle grandi crisi globali) sembra essere uscito al momento giusto dal cappello di prestidigitatore di Juncker o della presidente del Fondo Monetario internazionale.
Forza, oh popolo sovrano britannico! Se riuscirai a sottrarti alla morsa di questa genia una pagina gloriosa sarà scritta per la democrazia europea tutta.

“Morte ai traditori, Gran Bretagna libera”. Sono state queste le prime parole che Tommy Mair, l’uomo incriminato per la brutale uccisione della deputata laburista Jo Cox, ha…
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