Archivi categoria: accoppiamenti giudiziosi

L’Italia che cambia

 

E, sempre per sottolineare le stranezze delle cronache e degli eventi che cambiano le nostre vite, ecco a voi il capolavoro politico, é su tutti i giornali, di quel Salvini – ragazzotto rozzo e spiccio nei modi e nelle tesi – denigrato e insultato a viso aperto da centinaia di migliaia di anti fascisti immaginari e no borders da ‘centro sociale’ fino al giorno prima. Tu vedi cosa può fare, in democrazia, un 18 per cento di consensi ben usati al momento opportuno.
E ‘mai con Salvini’ diventa oggi un ‘tutti intorno a Salvini’ – che mette alle corde con un micidiale ‘uno-due’ i vecchi arnesi di Forza Italia e impone cambi di rotta e di nomi al Senato e alla Camera – e chissà quali altre colombe farà uscire dal suo cappello di prestidigitatore del terzo millennio entrante dopo le consultazioni quirinalizie.
Veri e propri ‘sorci verdi’, il vederlo entrare al Quirinale, per tutti coloro che si sono impancati a Soloni della democrazia e dell’antifascismo riveduto e corretto secondo le proprie credenze e opinioni neo globaliste.
Alla via così. Il nuovo che avanza ci stupisce e nega che ‘tutto resterà come prima’ dei nichilisti da tre palle un soldo del ‘non voto’. Forse il disordine globale che abbiamo importato a pieni barconi e appalti alle o.n.g. di Soros può davvero essere governato, chissà.
Chi vivrà vedrà, occhio agli ingressi dei supermercati e al mendicismo diffuso. E’ una spia che ci racconterà la nuova Italia prima delle prossime, eventuali, elezioni.

Il leader 5 Stelle: no al governo breve. E spera che gli azzurri restino fuori. Ma Salvini frena: accordo sul programma e niente liste di proscrizione
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Verba e parole

Si comincia con la considerazione che ‘le parole sono pietre’ – e come non convenirne – poi il pensiero va al Verbo delle origini – che stava ‘presso Dio’ – tu vedi l’azzardo degli uomini che già si intuivano semidei e figli del Medesimo.
Ma poi finì a tarallucci e vino e i ‘verba’ che ‘volant’ presero il posto delle sacre Rivelazioni e si finì con l’orgia incomprensibile di Babele e della sua Torre e con Mina che gli fa il verso nel post moderno e ribaldo canzoniere: ‘Parole, parole, parole…’
E’ mai possibile che le cose degli uomini finiscano sempre in farsa? 🙁

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Scambiamoci un segno di pace

Scambiamoci un segno di pace

C’è voluto lo sgozzamento di Isacco sull’altare delle religioni arcaiche del Libro perché si ‘dessero un segno di pace’.

E abbiamo il problema da risolvere se quei pochi o molti (secondo che siate del ‘bicchiere mezzo pieno’ o mezzo vuoto) che sono andati nelle chiese a chiedere e ottenere un ‘segno di pace’ sono una modesta avanguardia volenterosa delle schiere di musulmani che interpreteranno in futuro le sure del Corano in versione misericordiosa, in accordo con papa Francesco, o siano/saranno, invece, i genitori o i parenti incolpevoli dei ‘radicalizzati sul web’ che continueranno a ingrossare le fila dei terroristi che interpreteranno alcune sure del Corano in versione jihad e ‘sterminiamo tutti i crociati senza pietà’ – compresi i rinnegati che hanno risposto all’appello pacificatore e hanno rotto il muto fronte dell’omertà con i terroristi e gli aspiranti tali che durava da troppo tempo. Chi vivrà vedrà.

E una risposta sensata a queste domande potrebbe venire dall’azione della politica (cosa, voi mi confermate, assai improbabile) che riuscirà a creare più lavoro e a includere, conseguentemente, le migliaia di senza lavoro cronici che imbottiscono le famigerate ‘banlieues’ e i quartieri musulmani del Belgistan, Mollenbec in testa.

E speriamo che l’essersi scambiati un segno di pace non sia come tra quei vicini di casa religiosi e piissimi che, una volta tornati a casa dopo la messa, tornano a guardarsi in cagnesco e a disputare su: ‘l’erba del mio vicino che infesta anche le mie aiuole e i suoi alberi allungano le loro maledette frasche di là della mia rete di recinzione.’ E, di notte, innaffiano con l’acqua bollente la linea di confine per fare ‘terra bruciata’.
Qualcuno di voi ha qualche esperienza di vita vissuta in proposito?

Massi! Scambiamoci un segno di pace ed esprimiamo voti che serva davvero a qualcosa e che i prossimi attentati e i prossimi morti sulle nostre piazze e strade aumentino le presenze islamiche nelle nostre chiese il giorno dopo. In fondo qualche spiritello buonista sopravvissuto ai massacri islamo-terroristici degli ultimi dieci anni aleggia ancora tra i miei pensieri di maledetto ‘avvocato del diavolo’.

È una cosa importantissima quella che è successa ieri con musulmani che pregano nelle chiese, segno di grande…
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La legge di Murphy

Murphy pronunciò la sua storica frase:
« Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo.»

Esultate, iubilate. Quanto è avvenuto in Senato nelle ultime ore è una bella dimostrazione della controversa ‘legge di Murphy’ e, insieme, un potentissimo rilancio del dibattito epocale su che cos’é ‘natura’ e cosa, invece ‘cultura’. Peccato che il grande Eco non si sia più tra noi, perché ci avrebbe illuminato con una delle sue sapientissime ‘bustine di Minerva’ o un aggiornamento dei suoi gustosissimi ‘Diari minimi’.

In Senato è accaduto che una legge ‘voluta dall’Europa’ (sempre lei!) e fortemente sostenuta dal variegato ‘mondo arcobaleno’ – un mondo sconosciuto ai più e che nessuna inchiesta giornalistica ci ha descritto nel dettaglio, ma che l’Imbonitore nazionale Renzi Matteo ha voluto magnificare come ‘un mondo d’Amore’ ben degno dei mitici ‘diritti’ italici – è accaduto, dicevo, che si è votata una legge della quale il principale sostenitore (essenziale alla ‘fiducia’ ma poco premiato di suo dalla natura) ha detto che: ‘ha evitato la legalizzazione di cose ‘contro natura’.
E se natura è l’unione primitiva tra un uomo e una donna (come avviene dai tempi delle caverne) che ha come risultato la nascita ‘naturale’ di un figlio, è difficile dargli torto. Ma, forse, nelle caverne allignava fin da allora anche il ‘vizietto’ di qualche reprobo imberbe che sarebbe così potentemente esploso diecimila e più anni dopo equiparandosi alle note pratiche de ‘Wilma, (o Lucy) dammi la clava!’ che costitui la ‘naturaleza’ dei rapporti cavernicoli lungo i sofferti millenni della storia dell’uomo.
E per le step-adoptions post cavernicole e tanto, tanto ‘amorevoli’ (Renzi dixit) ci penseranno i noti giudici italici che giudicheranno ‘caso per caso’ ma solo per quelli tra i reprobi che avranno sufficiente denaro per pagarsi un avvocato e avviare la causa. Fino alla Corte costituzionale, se necessario – e vedrete che sarà necessario, come quasi sempre in questo paese che dovrebbe dare la cittadinanza onoraria al grande Murphy di cui sopra. Chi vivrà vedrà e le prossime leggi saranno le sue. Tenetevi forte.

http://www.scienzaefilosofia.it/…/si…/res569822_07-musto.pdf

foto di Enaz Ocnarf.