La solitudine dei numeri primi.

 

E’ dal tempo di Bersani – quello che ‘pettinava le bambole’ dopo le elezioni post Monti che gli avevano consegnato un partito ‘senza i numeri per governare’ da solo – è da ben cinque anni fa, quindi, che si prolunga l’agonia di un paese-senza che traccheggia e non sa risolversi a dare una solida maggioranza a chicchessia purché sia messo in grado di governare.
E il tripolarismo odierno è, in realtà, una arlecchinata di colori strani coalizzatiper massimizzare il profitto elettorale e i soli a possedere una apparente omogeneità di intenti stanno nel M5S di Grillo e Casaleggio – un movimento che rischia di sfaldarsi nella brutta partita a poker che deciso di giocare dentro le malate istituzioni repubblicane.

E’ una ‘solitudine da numeri primi’ quella del M5S, che sfocerà nel solo prevedibile esito di elezioni anticipate perché nessun coniglio è nel cappello di Sergio Mattarella per risolvere la situazione – e si andrà, quindi ad una renovatio a Gentiloni per il disbrigo degli affari correnti e la messa a punto di un Def di transizione ed elezioni anticipate in autunno.

E il grande rischio per il M5S è che le sue odierne offerte di strane alleanze di governo con il pd o con la Lega gli assottiglino il consenso ottenuto al sud e restituisca ai due forni, nelle urne aperte in autunno, il lievito che ha loro sottratto con destrezza. Chi vivrà https://rep.repubblica.it/…/la_road_map_di…/…Gestire

Resurrezioni ed investigazioni – Ieri accadeva e oggi siamo un filo scettici

Quei semidei immortali che ci piace immaginare – 08 aprile 2015

E non si contano i libri di ‘inchiesta’ su quello strano profeta d’amore e di speranza di riscatto universale e ‘salvezza’ che chiamiamo Gesù, che Dio lo abbia in Gloria. Libri che perseguono il vano scopo di chiarire se davvero c’è stata ‘resurrezione’ – con tutto l’ambaradan di conseguenze metafisiche e religiose e sociali che una tale enormità seco trascina – e converrete che non è facile dire vera un’ascensione al Cielo che contrasta con tutte le leggi della fisica dimostrate e dimostrabili.

E l’alternativa sola e credibile e verosimile agli occhi degli inquirenti era un puro e semplice trafugamento di cadavere – il più geniale crimine e gravido di conseguenze storiche che si registri nella storia dell’umanità perché ha dato alimento al mistero. E neanche gli archeologi futuri ci diranno la verità, seppure si scoprisse lo scheletro di un palestinese databile all’anno zero con ferite uguali a quelle del ‘crocefisso’, – considerato che le crocifissioni erano all’ordine del giorno sotto il tallone dei Romani e una quantità di sedicenti profeti e rivoltosi e ladroni tout court infestavano quei territori marginali dell’Impero.

Ed è gloria e immenso prodigio degli apostoli e martiri seguaci che hanno dato impulso straordinario al ‘cristianesimo’ delle origini e all’impresa titanica di farlo diventare forza propulsiva della storia europea e occidentale nei secoli a venire quello di aver predicato e detto ‘verità di fede’ l’ascensione al cielo del profeta crocefisso con tutto il suo corpo vivente risanato – e chissà se avrà superato la stratosfera e in quale pianeta o diversa galassia avrà stabilito il suo Regno; se lo chiese per primo Gagarin sorvolando la Terra dentro una capsula spaziale e tutto intorno a lui era solo un mare di stelle e materia oscura e raggi gamma e buchi neri: niente di paragonabile al Paradiso della leggenda religiosa, tutto luce canti angelici e fitto di santi e beati.

Ma per chi è interessato al probabile finale di questa storia e alla verosimiglianza degli eventi straordinari predicati e predetti dagli uomini di Fede e Dottrina consiglio la lettura del bel libro: ‘La Fisica dell’Immortalità’ di Frank J. Tipler – un ‘cosmologo’ un tempo ateo che si prova nell’immane impresa di dare seguito scientifico a tutti i nostri sogni di vita dopo la morte e interpretazione scientifica perfino delle più strane e controverse leggende religiose quali la Resurrezione, appunto.

‘Buona lettura.’, direbbe un mio amico di penna che si divertiva un mondo a mostrare quanto sia strano e ‘misterioso’ il mondo in cui viviamo e quanto siamo pervicaci, noi semidei terrestri, nel dirci e sognarci ‘immortali’.

L'immagine può contenere: 2 persone
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Le urne dei forti e la I.A.

 

Ascoltavo con attenzione le frasi di circostanza e quelle rituali del prete dall’altare, stamattina, nel corso di un funerale, – l’ennesimo che colpisce la ‘gente del tango’, così come tutte le altre ‘erbe del prato’ pareggiate dalla parca assassina incaricata di dare spazio alle generazioni nuove e vigorosa ricrescita al prato dell’umanità futura.
Non c’è migliore rituale di quello cattolico romano, rodato da millenni e celebrato all’interno delle meravigliose chiese, per dare conforto e consolazione ai funerali – recita una felice battuta di una protagonista delle ‘Desperate housewiwes’ – ed è davvero così perché il costante riferimento ad altro paesaggio ‘aldilà’ dove ritrovarsi e sorridersi di bel nuovo dopo la morte e la bontà del Dio di riferimento e la sua attitudine al perdono generalizzato dei peccatori e alla misericordia ‘erga omnes’ leniscono efficacemente il dolore del commiato.
E tuttavia mi stupisco ogni volta per la vetustà del rito e per il suo ancoraggio nel passato millenario del messaggio cristiano quando, in realtà, tutto, davanti a noi, è mutato e muta con una rapidità che ci sconcerta e ci predice che quel messaggio scomparirà del pari – pensate alla mutazione epocale della curva demografica di una Europa che proietta i nostri ospiti islamici in testa alle classifiche da qui a un trentennio; e sarà la ritualità della loro religione a rendere obsoleta e presto dimenticata la nostra, riti di consolazione inclusi.

E la tecnologia ci insidia dappresso del pari e : ‘L’intelligenza si sta separando dalla coscienza, avvertono alcuni degli analisti del futuro post-umano come Harari; e, una volta liberata dalla coscienza, l’intelligenza sviluppa una velocità vertiginosa. Quella dei post-umani immaginati nei templi dello ‘human+’ come Google e dei suoi sacerdoti come Ray Kurwell.’ (l’Espresso del 1 aprile 2018 – ‘Se l’uomo si fa Dio’).
E, con grande ritardo culturale, arriviamo a renderci conto finalmente che : (…) ‘Solo un dio ci può salvare’ (M.Heidegger) E forse nemmeno di quel dio c’è più la necessità, dato che saremo noi stessi come specie, o una parte di noi, potenziati da dispositivi frutto della santa alleanza tra bioingegneria e informatica, a trasformarci in ‘Homo Deus’, come ha suggerito lo storico del futuro Yuval Noah Harari (articolo citato).’

Ed è dibattito e ‘avviso ai naviganti’ che correva tra le righe di libri e riviste specializzate da decenni – e io stesso ne ho dato conto, negli anni scorsi, citando ripetutamente, nei miei articoli, il bel libro ‘La fisica dell’immortalità’ di F.J. Tipler, che proietta i miti delle religioni nell’unica sfera possibile (e credibile) futura della scienza umana, ma oggi è una corsa contro il tempo.
Il tempo fisico delle nuove scoperte scientifiche e le conseguenti applicazioni tecnologiche e la lentezza da bradipo della coscienza e intelligenza umana destinata alla rottamazione e sostituzione con una sempre più inquietante I.A. – l’intelligenza artificiale applicata alla computeristica e alla robotica.

‘Ma forse è inutile preoccuparsi di un futuro post-umano alla Onfray, se dovesse realizzarsi la situazione in cui, per la parola ‘umano’, non ci sarebbe semplicemente più posto, con o senza prefisso. Lo ipotizza il filosofo N. Bostrom (fautore del potenziamento umano e studioso dell’intelligenza artificiale tra i più accreditati) nel suo ultimo saggio ‘Superintelligenza’: ‘(…) quando la I.A. supererà quella umana potrebbe sterminare l’umanità intera.’ (articolo citato)

I riti arcaici dei funerali come disperato ancoraggio e anticamera di quella cancellazione e totale oblio? E si insegnerà ancora nelle scuole il bel distico funerario del Foscolo: ‘A egregie cose il forte animo accendono le urne dei forti, oh Pindemonte?’ Ai posteri l’ardua sentenza.

Minuetti

Siamo il paese dei minuetti istituzionali, delle rituali visite al Quirinale per dire al signor presidente che non c’è trippa per gatti, non ci sono i numeri per fare nessun tipo di governo perché chi lo fa con chi deve poi rispondere ai suoi elettori delle sue scelte sbagliate. Non si può convincere il diavolo a intingere nell’acquasantiera e la flat tax non va a braccetto con lo ius soli.
Ma tant’é: l’ovvio del non avere nulla da dirsi, nel minuetto, è nascosto dagli inchini e dalle giravolte e dopo un incontro si guarda altrove – altro giro altra corsa, abbiate pazienza la meta è lontana, si rivoterà a giugno, ma bisogna dare l’impressione al popolo bove che ce l’abbiamo messa tutta e abbiamo provato tutte le combinazioni: dc, pci, pli pri, psdi, msi, pentapartito e appoggio esterno col petardo in mano nascosto dietro la schiena. Si stava meglio quando si stava peggio?

Il mondo sulle spalle di Atlante.

E se a Bardonecchia gli agenti francesi fanno le ispezioni e gli esami delle urine a un immigrato in odore di droga che noi non facciamo – e dentro la sede di una o.n.g. comandata dal ministero dell’interno a fare le gentili cose e giostrare i minuetti della politica buonista comandata ai prefetti dal governo centrale, non sarà un incentivo concesso a Netanyau per spedirci folle, a migliaia, di migranti economici perché nella discarica occidentale del : ‘Venghino, venghino: c’è posto per tutti’ e : ‘Tutti a bordo dei barconi primaverili, si riparte!’ sanno meglio trattare i rifiuti speciali conferiti da paesi che del melting pot non sanno proprio che farsene – e già convivere tra arabi israeliani e palestinesi frontalieri è impresa di Sisifo e fardello di Atlante a cui tremano le gambe per il gran peso del mondo rotto globale caricato sulle spalle?

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

Il dubbio di ‘pasquetta’

Il dubbio è malandrino. Non sarà che quella storia lontana 2018 anni fa di resurrezioni e assunzioni in cielo risenta della temperie culturale dell’epoca in cui è stata scritta e rifilata agli ingenui credenti di allora – capaci di dar credito agli apostoli in diaspora e ‘profughi’ ante litteram, ma, di lì a qualche secolo dopo, creduloni e seguaci perfino di quel Maometto i cui nefasti storici e coranici scontiamo ancora oggi con i ‘radicalizzati sul web’ rinnegati occidentali che si ispirano alle sure malamente intese ed interpretate?

Già, perché, nei secoli lontani in cui era possibile credere all’inganno del racconto biblico del sole che veniva fermato nella sua corsa intorno alla Terra dal gesto imperioso di Giosuè combattente a Gabaon, l’idea che qualcuno di speciale risorgesse dal suo sepolcro con il corpo tornato caldo e si innalzasse verso il Cielo incurante delle leggi della gravità e diretto chissà dove, oltre la stratosfera nel vuoto cosmico, poteva anche starci – e ci volle del bello e del buono per arrivare alle verità scientifiche di Copernico e all’osservazione telescopica del nostro Galileo intimato di ritrattazione e abiura.

E la cosa strana, in verità, è che quelle buffe credenze e leggende millenarie vengano tuttora riproposte, nel corso delle messe di Pasqua e durante i funerali, quali verità di fede e dai pulpiti in festa grande si cita il santo Paolo caduto da cavallo che affermava nelle sue lettere che: ‘Se non credete alla resurrezione del Cristo il vostro credo è vano’.

E perdura anche, in quei tali ambiti e chiese la ‘verità di fede’ del mito della nascita di Cristo dal ventre di una Vergine, ma, si sa, il pacchetto è quello e non si discute, dopo tanti litigiosi concilii ed eresie combattute e vinte. Prendere o lasciare – e chi lascia è fuori e niente paradiso.

Che angoscioso dilemma per i morituri ansiosi di vita eterna, mannaggia.

Copernico e Galilei: riassunto sulle teoria copernicana e galileiana. appunti di Filosofia
DOC.STUDENTI.IT
 Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Inferni comparati

 

Dunque l’inferno non esiste – Francesco dixit. Per equiparazione e proprietà transitiva anche il paradiso ha ottime possibilità di essere la macchietta televisiva del caffè Lavazza piuttosto che quel luogo luminosissimo fitto di Troni e Dominazioni e schiere di Arcangeloni in formazione para militare disposte tutte attorno alla Lux Maxima che ‘vuolsi così colà dove si puote ciò che ci vuole’, come scriveva il Poeta.

Resta il fatto che sul mito dell’inferno e dei diavoloni coi forconi che affondano nelle carni frolle dei penitenti per l’eternità e gli echi orribili delle ‘orribili favelle e grida di dolore e accenti d’ira’ è vissuta una larghissima schiera di esseri umani sottomessa al Terrore Eterno delle predicazioni gesuite e domenicane ammannite dai famigerati pulpiti sulle teste dei penitenti di ogni età cosparse di cenere.
Coerenza vuole che Francesco chieda perdono, – la tiara in testa e a nome di tutti i suoi malati predecessori sul trono di Pietro – a tutti quei poveretti che sono morti nel terrore delle visioni apocalittiche e punitive del mito infernale costruito ad arte per sottomettere ad ubbidienze terrene i sudditi di ogni feroce e corrotta monarchia che ha inquinato la Storia.

E, invece, eccolo scusarsi e far precisare dai suoi addetti-stampa che: ‘…veramente il Papa non ha detto questo.’ E hanno sbagliato tutti quei giornalisti a riportare le frasi incriminate dell’intervista con il gran vegliardo Scalfari Eugenio, fondatore di ‘La Repubblica’.

Perché il mito dell’inferno, ben lo sappiamo, è mito fondativo e basico dell’organizzazione religiosa ‘Santa Romana Chiesa’ che sul Terrore dell’Aldilà ha estesamente campato nei saeculi saeculorum – e il suo franare nella confusione della presente torre di Babele delle lingue confuse e della anarchia teologica e ‘relativismo religioso’ che sconfina con l’ateismo rischia di rendere fragilissimi i pilastri della Dottrina e buona notte al secchio.
E da qui in avanti sarà solo la Bontà e la Misericordia erga omnes e urbi et orbi, inclusi gli infedeli seguaci del profeta della confusa predicazione di Francesco, a tenere unite le folle che si adunano in piazza san Pietro e nelle ‘adunate oceaniche’ delle piazze e stadi dei viaggi papali.

Ma, forse, è ‘l’inferno in terra’ che viviamo e che si sostanzia di guerre assassine e orchi terroristi radicalizzati sul web ad avere indotto il buon Francesco a negare l’esistenza del secondo inferno perché le torture e le efferatezze e le ferinità del primo sono ben maggiori delle atrocità immaginate dal sommo Poeta nel suo viaggio laggiù dove ‘sarà pianto e stridor di denti’.-paradiso-lavazza-crozza-cherubino-motociclista-1

L’Italia che cambia

 

E, sempre per sottolineare le stranezze delle cronache e degli eventi che cambiano le nostre vite, ecco a voi il capolavoro politico, é su tutti i giornali, di quel Salvini – ragazzotto rozzo e spiccio nei modi e nelle tesi – denigrato e insultato a viso aperto da centinaia di migliaia di anti fascisti immaginari e no borders da ‘centro sociale’ fino al giorno prima. Tu vedi cosa può fare, in democrazia, un 18 per cento di consensi ben usati al momento opportuno.
E ‘mai con Salvini’ diventa oggi un ‘tutti intorno a Salvini’ – che mette alle corde con un micidiale ‘uno-due’ i vecchi arnesi di Forza Italia e impone cambi di rotta e di nomi al Senato e alla Camera – e chissà quali altre colombe farà uscire dal suo cappello di prestidigitatore del terzo millennio entrante dopo le consultazioni quirinalizie.
Veri e propri ‘sorci verdi’, il vederlo entrare al Quirinale, per tutti coloro che si sono impancati a Soloni della democrazia e dell’antifascismo riveduto e corretto secondo le proprie credenze e opinioni neo globaliste.
Alla via così. Il nuovo che avanza ci stupisce e nega che ‘tutto resterà come prima’ dei nichilisti da tre palle un soldo del ‘non voto’. Forse il disordine globale che abbiamo importato a pieni barconi e appalti alle o.n.g. di Soros può davvero essere governato, chissà.
Chi vivrà vedrà, occhio agli ingressi dei supermercati e al mendicismo diffuso. E’ una spia che ci racconterà la nuova Italia prima delle prossime, eventuali, elezioni.

Il leader 5 Stelle: no al governo breve. E spera che gli azzurri restino fuori. Ma Salvini frena: accordo sul programma e niente liste di proscrizione
LASTAMPA.IT

Scriverò a ‘Cambridge Analytica’

Credo che scriverò a quelli di ‘Cambridge Analytica’. E mi lamenterò di essere stato ingiustamente escluso dai loro briefing e propagande elettorali a favore di Brexit, di Trump, delle elezioni austriache e olandesi, del referendum renziano del 4 dicembre e delle elezioni italiane ultime scorse – chiaramente manipolate e fitte di brogli col fine di massima perfidia di castigare il pd di s-governo e favorire gli schifosi populisti, gli odiatori di ogni risma nascosti dai nick names nella immonda palude della Rete: umana cloaca dove scorrono e impazzano i mefitici ‘leoni delle tastiere’ aizzati da Zuckenberg contro i pacifici e serissimi professionisti della politica frequentatori della Leopolda e amici di Casini e della Bonino, di Alfano e tutti i ‘no borders’ adoratori di Soros.

E’ una ingiustizia che non abbiano neanche provato a subornarmi, a condizionare pesantemente il mio pensiero e le mie capacità di scelta libera elettorale e mi chiedo il perché di quella esclusione atroce. Non ero abbastanza psicolabile per loro? Non ero nel novero dei ‘troppi cretini alle urne’ – famigerata locuzione di quei tali della sinistra di s-governo che hanno mandato i loro campioni al vertice delle istituzioni della repubblica a mostrare come si distrugge in un triennio di infamia il tessuto sociale ed economico di un paese con le folli politiche immigratorie delle frontiere chiuse a nord e i clandestini arrampicati sui tir nel tunnel della Manica o gelati sui passi montani e i campi profughi diffusi e le liti tra sindaci e prefetti sui numeri sempre in aumento e le ‘giungle di Calais’ e di Ventimiglia?

Protesterò clamorosamente con quelli di ‘Cambridge Analytica’ perché mi hanno escluso dalla loro raccolta dati, dai temutissimi ‘data-base’ che i politici sinistri e i loro giornalisti al seguito, suonati e rintronati dai risultati elettorali degli ultimi dieci anni, si sognano anche di notte – e hanno incubi fitti di ‘hacker russi’ che fuoriescono dalle botole, dagli armadi, dai tombini delle fogne, dalle fessure dei muri delle loro abitazioni e li condannano all’ignominia elettorale e li mandano a casa, a fare il nulla di prima che venissero premiati dai vitalizi parlamentari e dalle pensioni principesche dopo solo una legislatura.

E tutte quelle ‘fake news’ che ci propina la Rete e paiono così difficili da individuare e influenzano (dicono, affermano i tg e i giornaloni) i pensieri profondi e il voto di noi poveri ‘cretini alle urne’ chissà perché io le riscontro, invece, nella gigantesca bolla di ‘fake news’ di una informazione pubblica parziale e distorta e pilotata dai direttori di rete e dei giornali e giornalisti ‘embedded’ per spegnere (illusione, dolce chimera) la protesta degli elettori/trici e ricondurre a manipolazione professionale e ubbidienza di s-governo i maledetti ‘populisti’.

Mi sbaglierò, chissà, forse è tutto un mio film, un cd che mi sono fatto, io povero ‘cretino alle urne’ neanche preso in considerazione da quei sovversivi e ferocissimi manipolatori di ‘Cambridge Analytica’ che mi umiliano con la loro incomprensibile esclusione dai ‘data-base’ incriminati.

Mi consolerò, pensando che sono, invece, a buon diritto, dentro i ‘data-base’ della Tigotà, di Conad e di Zanchetta – che mi mandano senza tante storie i loro sms e le promozioni di inizio primavera, che siano benedetti.

Elezioni e medicalizzazioni

Elezioni e medicalizzazioni

Chi l’avrebbe mai detto. Che il Salvini – quello schifato dalle mille invettive degli infiammati ‘buonisti’ di ogni ordine e grado e arroganza ‘antifa’ – avrebbe inondato i nostri schermi televisivi e le onde radio come un qualsiasi aspirante presidente del consiglio o della Camera alta; chissà cosa si deciderà nei prossimi giorni e mesi delle affannose consultazioni quirinalizie.

E ‘non farmi il Salvini di turno’ mi esortava un amico trinariciuto qualche anno fa, mentre impazzavano coi kalashnikov in pugno per le strade di Parigi e nei teatri dei concerti i terroristi assassini che sterminavano gli infedeli che li ospitavano – come e peggio della ‘notte di san Bartolomeo’ della strage di ugonotti per mano dei cattolici.

Ne è passata di acqua sotto questi ponti di polemiche politiche e sdegni e rabbie e tristi riflessioni sull’Europa accogliente a sproposito, cari i miei infiammati buonisti e ‘antifa’ immaginari da tre palle un soldo. E avete dovuto medicarvi ripetutamente e disinfettare le ferite della brexit, di Trump, del referendum renziano alle ortiche e l’Austria felix in mano a un cancelliere ‘di destra’ e oggi l’Italia al 67 per cento contro e avversa ai maestrini stolidi della sinistra di s-governo – ‘Che orrore, che spavento, che tregenda della Storia che ripete le sue tragedie!’ Il vostro quotidiano: ‘Al lupo, al lupo!’ che nessuno ascolta più per le ovvie ragioni dell’insensatezza e della burla.

Ed è, invece, nella vostra mente annichilita dall’orrore e dallo spavento politico che dovreste cercare il bandolo dei pensieri perduti, delle sinapsi sbagliate che vi hanno fatto perdere il ‘polso della situazione’ – ma, ancora! nei cenacoli e nelle conventicole vostre e cene penitenziali continuate a blaterare di ‘follia della Storia’ e di ‘fascismi che ritornano’, poveri cari.

E non vi siete ancora resi conto dell’errore marchiano commesso dai vostri campioni politici al vertice delle istituzioni di s-governo: di aver scambiato le pie attitudini dell’animo umano naturalmente vocato alla bontà e alla misericordia per una politica immigratoria praticabile e sostenibile a fronte degli sciami di locuste di un intero continente che danno quotidianamente l’assalto alle nostre coste a centinaia di migliaia ogni anno.

E il sequestro di ieri della nave della o.n.g. spagnola Open Arms, che sottrae, con pervicacia degna di miglior causa, centinaia di ‘migranti’ alla guardia costiera libica e si rifiuta di consegnarli al porto più vicino – direttive approvate di recente dall’Europa finalmente rinsavita – mostra come quegli infiammati ‘buonisti’ e ‘no borders’ ostinati e recidivi siano destinati presto a scomparire dalle cronache e a fare buon viso a cattiva sorte e adeguarsi al nuovo clima politico imposto all’Europa dai suoi elettori.
Fatevene una ragione, cari. L’Europa è cambiata e vieppiù cambierà.

‘Chiediamo legge per ciò che risulta eccessivo’, scriveva un poeta spagnolo ‘di sinistra’, decenni fa. Un distico che vale ancora per noi – che di sinistra siamo stati fino al giorno in cui ci siamo resi conto che impazzava per l’aere europeo un virus micidiale ‘buonista’ che rimbecilliva le menti dei nostri compagni di strada e ne storpiava i pensieri e le parole.
Urgeva medicalizzare (e votare) – e siamo a buon punto nella regressione della terribile malattia neuronica, per nostra (e vostra) fortuna.

La procura di Catania: associazione per delinquere. Dopo il braccio di ferro coi libici, aveva salvato 218 profughi
LASTAMPA.IT