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Viva l’Arte viva (3)

Viva l’Arte viva (3)

E non può mancare Utopia nell’Arte viva di questa Biennale – l’isola magnifica e bella come non altre mai, ma che mai appare all’orizzonte dell’umana navigazione infelice.
Utopia è la Creazione rivisitata dall’uomo di pensiero ardito, ma che resetterebbe una grandissima parte della creazione esistente, se si inverasse, perché infestata dal Male, dal Brutto e dallo Sgraziato del mondo.
E se V. Koshlyakov (Ca’ Foscari sede espositiva) ci propone le sue immagini scenografiche sbrindellate e i pezzi sapientemente ricomposti e incollati su grandi tele e cartoni e afferma che non ha mai smesso di cercare di costruire un’immagine di Utopia (che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa), c’è un altro artista che espone in un palazzo di fronte all’imbarcadero di Riva di Biasio che afferma che Utopia è morta e sepolta, facciamocene una ragione.
E, a dire il vero, basterebbe un’azione meno eclatante del cercare costantemente di rappresentare l’Isola-che-non-c’é.
Basterebbe medicare al meglio le molte piaghe aperte e che abbiamo impietosamente sotto gli occhi ogni santo giorno e provare con fermezza e costanza a ‘raddrizzare il legno storto dell’umanità’ – ma sembra che proprio queste piccole cose di ogni giorno nuovo siano la maledetta Utopia che non ci riesce di costruire e trasciniamo le vite nell’attesa di nuovi attentati del franchising assassino dell’Isis incistato nelle enclaves islamiche delle nostre metropoli e la vana speranza che Europa sia davvero capace di cantare un giorno il suo Inno alla Gioia senza remore e avvilimenti.

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Maledette correlazioni statistiche – Ieri accadeva e oggi accade

Maledette correlazioni statistiche

Buon ultimo, in questo nostro presente di infamia e lingue confuse della novella Babele, è caduto anche il mito della mia generazione ‘che non ha conosciuto guerre’ – stupore massimo di storici e commentatori autorevoli sui principali quotidiani.
Invece, eccola tutta dispiegata in cronaca la battaglia delle Ardenne di Bruxelles del 22 di marzo 2016 – che fa seguito al 13 novembre di Parigi e al gennaio tristo, tristissimo di Charlie Hebdo, che i ‘buonisti’ nostrani hanno già seppellito nelle loro menti infiammate e incurabili, ma che già Francesco, il loro campione, a ferita ancora aperta, diceva urbi et orbi con disgraziata metafora : ‘Se ti offendono la madre o il padre io gli do un pugno.’ Il ‘pugno’ dei kalashnikov dei maledetti assassini contro i disegnatori e i redattori parigini indifesi e inermi. Come dire che la libertà di espressione – massima conquista laica dell’Occidente ‘crociato’ – è una peste e va punita. Ce la siamo andata a cercare, insomma, e gli assassini islamici sono la postmoderna raffigurazione del medioevale ‘castigo di dio’, – con la minuscola: per sottolineare la bestemmia di allora e di oggi pronunciata dai pulpiti mediatici dagli impuniti di sempre che mandavano a morte i patrioti insorti a Roma prima della breccia di Porta pia.

E se i morti di queste battaglie perdute contro il maledetto ‘islam radicale’ che abbiamo voluto ‘accogliere’ e ghettizzare stupidamente nei quartieri dove la polizia ha paura di mettere piede (Moellenbeck, St. Denis), se gli odierni morti vi sembrano pochi in paragone alle grandi battaglie della seconda guerra mondiale, prendete nota che questa sarà una nuova ‘guerra dei trent’anni’ contro il terrore islamista e che seguiremo nuovi funerali e deporremo molte altre corone di fiori sulle piazze e le strade della mattanza contro gli inermi nell’accoglientissima Europa – che ancora non capisce che ‘gli assassini sono tra noi’, serpi in seno di un’accoglienza disordinata e senza limiti.
E’ una semplice constatazione statistica. Più ne stipi nei quartieri-ghetto delle nuove povertà e del ‘disagio sociale’ più possibilità statistica avremo di armare le menti dei ‘radicalizzati sul web’ di prima o seconda ondata migratoria in crisi di identità e di valori.

Ma tu faglielo capire, agli infiammati e incurabili buonisti, che si ostinano nella recitazione della loro follia di accoglienza universale in tutti i ‘talk shows’ televisivi, che questa è una ‘diretta correlazione statistica’ a cui non si sfugge e che ingrosserà inevitabilmente le file dei ‘foreign fighters’ della prossima ‘guerra dei trent’anni’ dell’Europa di domani e dopodomani.

http://www.corriere.it/esteri/16_marzo_23/bruxelles-751-kamikaze-check-in-911-boato-metro-300ccbf4-f07b-11e5-b1a2-f236e4ccb109.shtml

Del vivere e del morire

Discutevamo di tutto con la passione che ci metto(eva)no i giovani al loro primo affacciarsi sulla scena della politica, la società, la religione. Un vero e proprio ‘accanimento di dibattito’: discussioni titaniche come se dall’esito di quelle nostre discussioni potesse uscire la soluzione definitiva dei problemi universali e un condivisibile riordino del caos del mondo.
E perfino la morte la evocavamo e dominavamo dall’alto dei nostri diciotto/vent’anni – e sembrava un’ombra nera distante anni luce, che la nostra navicella spaziale ha, però, coperto in un ‘fiat’, maledizione! E oggi ci troviamo a confrontarci col ritratto in soffitta di Dorian Gray e la vita che ci residua tra le dita e ci mostra le ragnatele e le foto ingiallite del tempo caotico e crudele che abbiamo abitato. Une photo, viellie photo de ma jeunesse.
E ho rivisto il suo ritratto sulla locandina di un giornale locale, il giorno dopo che era scoppiato il dibattito asfittico sulla ‘dolce morte’ del ‘dj Fabo’. Una fotografia straordinaria a piena pagina che ne evidenziava la gentilezza dell’animo, che fu la nota distintiva del suo vivere, e insieme la rassegnazione per la malattia che ne aveva minato la forza e aperto la strada alla decisione finale di porre fine al terribile dolore oncologico in una clinica svizzera.
E chissà se gli sono tornate a mente, negli ultimi istanti della sua vita, le accese discussioni che facevamo sulla liceità del suicidio e la piena disponibilità che abbiamo delle nostre vite in opposizione alle tesi dei vescovi e cardinali e papi che ‘rendiamo l’anima a Dio’, invece, e le nostre vite Gli appartengono e i suicidi si devo(oveva)no seppellire in terra sconsacrata perché, a sentir loro, è delitto di lesa maestà e proposito sempre e in ogni caso insano, qualunque sia la condizione che spinge al suicidio e l’insopportabilità del dolore che affligge i nostri corpi fragili.
La più grande ‘fake new’ della storia dell’umanità: quella dell’esistenza di un Dio dispotico e crudele (o, forse, di un Dio tout-court) che ha condizionato la vita degli uomini e delle donne per i secoli seculorum e li ha costretti a gridare e stringere i denti per il dolore intollerabile sui letti maledetti delle loro morti prima di ‘rendere l’anima’ straziata a quel supposto iddio di cui solo in questi anni si mette radicalmente in dubbio l’esistenza e la provvidenza nei confronti degli esseri umani.
Ed è incredibile il ‘silenzio dei colpevoli’ di tanto strazio: quegli ecclesiastici che troppo spesso mettono lingua falsa e bugiarda sulle vicende umane e hanno taciuto clamorosamente sulla vicenda del dj Fabo e su quella del ‘veneziano che è andato morire’ in ugual modo, in modo dolce e umano, nella Svizzera che ci è maestra di vita e di umanità – forse vergognosi e/o rabbiosamente discordi in seno alla curia per la svolta misericordiosa di Francesco che non offre più nessuna certezza metafisica e di ‘infallibilità’ (finalmente!) e perfino sui gay è arrivato a dire: ‘Chi sono io per giudicare?’
Già. Chi sei tu, Francesco, in questi anni di incertezze globali e chi sono i tuoi seguaci e chi ti ha preceduto – che tanta insania di posizioni e proposizioni apodittiche e disumane avete sparso a piene mani nel corso dei secoli e nel tempo presente?

 

Giova ricordare (2) Ieri accadeva, domani accadrà?

 

08 gennaio 2015

E’ ancora e sempre la vecchia pretesa di avere la Verità in tasca. Che i due idioti patentati e garantiti dalla Jihad internazionale del terrore e dai suoi tristi figuri vestiti di nero ( a partire dal famigerato Komeini della ‘fatwa’ contro Salman Rushdie che diede inizio a tutto ) abbiano gridato ‘Allah u akbar!’ – parafrasi di ‘Dio lo vuole’ – mentre sparavano e uccidevano degli inermi giornalisti dentro la sede del loro giornale, ci riporta a quella vecchia e stupidissima pretesa di affermare una Verità.
La nostra o la loro o quella degli induisti o dei seguaci di Manitù non fa differenza.
Fa differenza il modo in cui la porgiamo agli altri, al nostro prossimo, e la sosteniamo – sempre dubbiosi (dovremmo) di avere preso una cantonata metafisica e storica e dubbiosi di sostenere una Leggenda religiosa che fa acqua da tutte le parti e non regge il confronto con la scienza e le predizioni del futuro prossimo e remoto.

Semplicemente non esiste una sola Verità. Ce ne sono molte. Tante quante ne sosteniamo ognuno e tutti, brancolando ciechi e istupiditi in questo nostro universo parallelo che deve essere finito dentro un culo di sacco quantistico, a giudicare dalla quantità di idioti e orchi assassini che vanno in giro a uccidere, fare esplodere, massacrare, tagliare teste di inermi perché lo vuole il loro asfittico allah – divino retaggio atavico di popolazioni nomadiche vocate al fanatismo identitario e tribale.

E la guerra che questi idioti assoluti e fanatici istupiditi ci hanno dichiarato è persa in partenza se continuiamo a opporre loro solo la nostra occidentale, incrollabile fiducia nella democrazia che garantisce la libertà. Perché quella libertà nostra conquistata nei secoli con fatica e troppi morti ammazzati non viene introiettata da chi ha il fanatismo nel sangue e nel dna tribale – ed è triste ammettere che abbiamo perso la battaglia per l’integrazione di quelle centinaia di migliaia di immigrati che, a tutt’oggi, si imbarcano dalle sponde mediorientali e africane in fiamme per l’esplodere incessante delle opposte Verità dei califfati e delle dittature satrapiche e tribali (pagando fior di dollaroni sonanti ai mercanti di esseri umani) e importano e scaricano gli atavici conflitti ‘islamici’ nel cuore dell’Europa. Ultimo dei quali l’atroce attentato di ieri nella sede di Charlie Hebdo – l’avanguardia della libertà di espressione nella libera Europa.

E ci vediamo costretti, nostro malgrado, a militarizzare piazze e sedi di giornali e istituzionali perché tutti obiettivi potenziali di ‘cellule impazzite’ e/o ben coordinate da menti criminali ottuse nella loro ostinata e stupida Verità bellicosa e assassina. Che l’Inferno islamico se li porti tutti, gli assassini e i loro complici e sodali, con tutto il Medievo di ritorno che questi malnati tentano di affermare nelle terre dell’Occidente.

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08 gennaio 2015

Salman Rushdie non avrebbe dovuto scrivere i suoi ‘Versetti satanici’ per non incorrere nelle ire di Komeini ed evitare la ‘fatwa’ assassina’? Lo scrittore anglo-indiano ebbe una debolezza, questo lo sappiamo, e provò a ritirare il romanzo dal mercato per provare a cambiare la sua vita di reclusioni e scorte dei servizi segreti britannici tese a proteggerne la vita, ma la fatwa maledetta aveva già esteso i suoi malefici effetti e gli assassini islamici – gli ottusi seguaci del cattivo islam fanatico e fondamentalista – avevano già ferito e ucciso i traduttori del romanzo e dato fuoco ai magazzini dove stavano stivate le pile del libro in attesa di essere distribuite nelle librerie.

Le tesi di alcuni autorevoli (?) commentatori, variamente condivise o avversate nella Rete, che non bisogna ‘scherzare coi santi’ e sarebbe bene, invece, auto moderarsi e ‘rispettare’ i credi diversi per evitare le reazioni dei pazzi e fanatici fondamentalisti fa a pugni con la rivendicazione di piena libertà di espressione che la civiltà occidentale rivendica come suo tratto distintivo e appartenenza illuministica e ‘conquista’ anti oscurantista.

Perché, discendendo lungo quel crinale di paure e pavidità e malinteso rispetto di leggende religiose vetuste e inadeguate a coniugare il futuro della scienza e delle arti rischiamo di imbatterci nel Galileo dell’ ‘Eppur si muove.’ che rinnegò il suo libro e le sue evidenze scientifiche di fronte al consesso del cardinaloni inquisitori – e anche il Marx de ‘l’oppio dei popoli’ sarebbe oggetto di fatwe assassine se fosse vissuto in questo medioevo di ritorno che viviamo.
E, visto che ci siamo, anche gli Illuministi avrebbero dovuto auto regolarsi nei loro scritti rivoluzionari e trovare un compromesso che salvasse il collo del Re e della Regina e salvasse le proprietà religiose dai sequestri dei tiranni della Convenzione. Una riscrittura della storia della civiltà occidentale che muove il riso e davvero non è ‘condivisibile’ e proponibile senza agghiacciarci a cadaveri ancora caldi dei giornalisti della redazione di Charlie Hebdo.

E, già che ci siamo, come coniugano gli autorevoli commentatori dell’auto regolamentazione e del malinteso rispetto nei confronti dell’islam e dei suoi santi e profeti col turbante tutte quelle notizie che ci vengono dai paesi dove quella religione impera e impone la sua buia ‘sharia’?
L’autrice di Persepoli, il magnifico film che conosciamo che racconta i nefasti della storia dell’Iran dei Preti Neri e le repressioni e carcerazioni dei dissidenti e le donne ridotte a nere suore, avrebbe dovuto rinunciare a scrivere la sua ‘graphic novel’ e farne un film pluri premiato nell’Occidente delle libertà piene e totali?
E che ci dicono quegli illuminati (sic) professori delle donne arabe arrestate e carcerate perché sorprese a guidare un’automobile? Così, giusto per stimolare il dibattito e stare sul filone de ‘l’oppio dei popoli’ che continua ad addormentare le menti degli uomini e delle donne fin dentro il terzo millennio.

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Gli dei che accecano chi vuol perdere. (Brexit 2, la vendetta.)

 

Bisogna rileggere tutto quanto è stato scritto dai maggiori giornali d’opinione e di partito e detto in tivù dagli opinionisti di grido per capire il senso della metafora degli dei che accecano chi vuol perdere. Perché non esiste nessun dio, ca va sans dire, ma solo la cecità e l’imbecillità che si imbelletta di intelligenza e si mostra vanesia e stupida in pubblico come Hillary Clinton nei suoi comizi e i concerti e le ovazioni della sua parte politica assistita dai pretesi intellettuali chiaroveggenti – che adesso si stracciano le vesti e ‘il re è nudo’ e tutto è illuminato della disastrosa scena politica e sociale americana e si battono il petto e gridano ‘aiuto!’ ma il loro destino è quello degli sconfitti di ogni guerra e pietà l’è morta.

E non mi è di nessun conforto il ricordarvi che ‘Ve l’avevamo detto’ e ripetuto che il disagio dell’America profonda, della white America stanca di globalizzazione e disoccupazione e melting pot conflittuale e violento sarebbe esploso, prima o poi, (e ci stupisce il prima e la civiltà dell’averlo detto democraticamente col voto); ve l’avevamo detto e ripetuto che avreste pagato caro il culto del disordine sociale e globale spacciato per buonismo – e la retorica infingarda della vostra impresentabile candidata del ‘costruire ponti’ invece che muri quando l’evidenza del disordine globale invocava argine e contenimento e governo del disordine globale che ci affligge, di qua e di là dell’Atlantico.

E adesso, povera donna candidata, poveri giornalisti embedded che stridete come aquile ferite e cieche nel cielo plumbeo della vostra insipienza e incapacità sopra un’America che vi ha detti incapaci di governo e capaci, invece, di errori geo strategici spaventosi – come quello che ha scatenato la guerra civile siriana e liberato il mostro assassino del Califfato e dell’Isis e dei ‘radicalizzati sul web’ che seminano terrore e morte?

Dubito che siate capaci di analisi chiare e intelligenti e dei conseguenti mea culpa perciò continuate a leccarvi le ferite e a meditare nelle galere della Storia la vostra cocente sconfitta.
Ve la siete cercata con accanimento e arroganza degna di miglior causa e questo gli dei, i metaforici dei, davvero non lo perdonano.

E adesso l’Europa. E il 4 di dicembre l’Italia. Brexit 3 la vendetta. Contro l’arroganza degli stupidi globalisti e buonisti che fanno di tutto per perdere e imporci il disordine sociale del melting pot malamente mascherato da infingarda misericordia e pretesa accoglienza.

Bandiere flosce

Niente vento sul ponte di comando della Garibaldi dove i pretesi ammiragli dell’Europa allo sbando ammannivano i loro ragli politici e i loro propositi destinati al nulla di sempre ai poveri marinai schierati. E in assenza di vento, – potente metafora delle presenti miserie politiche -, le bandiere dei tre paesi che si pretendono ‘leaders’ stavano mosce e flosce all’ingiù. A casa, miserabili s-governanti di un’Europa trasformata in una ‘nave dei folli’ assediata da mille barconi e da ‘giungle’ e campi-profughi ueberall. A casa. Avete già fatto immensi danni che pagheremo salati e a suon di morti per le strade nei prossimi decenni.

Fiori sulla tomba europea fitta di morti assassinati dal terrorismo di importazione. http://www.repubblica.it/…/22/news/ventotene-146444766/…

La guerra che non possiamo perdere

E la classe politica più penosamente imbelle e inadeguata al ruolo di governo di una nazione sotto attacco ormai da anni si presenta davanti alle telecamere con facce di tolla e sfila davanti alle teste di cuoio a stringere le mani obbligate a farlo per il ruolo, ma è fischiata dai parenti delle vittime di Nizza per il vergognoso voler nascondere la clamorosa incapacità di offrire sicurezza, nascondendo i filmati delle telecamere puntate sulla ‘promenade des anglais’ e i suoi dintorni.

E prima ce ne sbarazzeremo degli Hollande e Valls e Renzi e Merkel e Juncker, prima chiuderemo e governeremo con pugno di ferro le frontiere dell’Europa sotto attacco, prima avremo la garanzia che andrà ad iniziare un futuro meno gramo di questo: di contare e raccontare dolenti a giorni alterni di vittime inermi per le strade e nei teatri e nei ristoranti e nelle redazioni dei giornali di libera stampa.

Il sogno delle sinistre europee di un affratellamento universale e di felici popoli illuministicamente intesi alle ‘magnifiche sorti e progressive’ di un mondo pacificato è naufragato nel sangue e nella barbarie degli sgozzamenti dei riti e delle sfide islamo-terroristiche e negli annegamenti dei barconi le cui partenze non hanno saputo/voluto impedire.

Avete scritto la peggior pagina di infamia della storia recente della civiltà occidentale, gente vergognosa e incapace. A casa. Tutti. Al più presto.
L’Europa, per causa vostra, dovrà per anni leccarsi le ferite inferte alla sua convivenza civile da un ‘buonismo’ stupido e incapace della menoma decisione di governo e di leggi adeguate alla sicurezza dei cittadini .

Infiammazioni pericolose

Infiammazioni pericolose

…che poi, se dovessimo farne un copione per un film premiato a Berlino, dovremmo evidenziare il fatto che, nel durare dei ‘salvataggi in mare’ e del formicare tra le onde dei ‘barconi’, si sentono in tivù e si leggono sulla carta stampata e sui ‘social’ solo le geremiadi e le lagne dei ‘buonisti’ e ‘no borders’ che la pietas ce l’abbiamo solo noi e tutti gli altri sono ‘razzisti’ – invettiva stupida da infiammazione neuronica refrattaria agli antibiotici di ultima generazione.
Vedi, a un tal proposito, il Vauro della vignetta cretina ultima scorsa, poverino, che discettava sul ‘ma’ delle stragi e dei conflitti a migliaia, spesso taciuti, per la presenza di troppi immigrati mai integrati in Europa e metteva un suo ‘punto’ arrogante e penosissimo che racconta come ormai ‘noi’ e ‘loro’ parliamo lingue diverse, viviamo su pianeti diversi, ma in Europa, vedi caso, si vota per la Brexit e per Hofer e le frontiere sono sempre più chiuse e solo noi italici buonissimi e ospitalissimi ci ostiniamo ad accoglierli a centinaia di migliaia ogni anno a riempire di rimessa clandestina le famigerate ‘banlieues’ che sono grembo e covo dei ‘radicalizzati sul web’ delle stragi.
Urge finanziare la ricerca per trovare antibiotici che siano ancora capaci di contrastare efficacemente certe infiammazioni pericolose.

BASTA PRENDERCI PER IL CULO!Basta prenderci per il culo! Questa mostruosità l’avete creata voi e ha un nome preciso: si chiama multiculturalismo, la più evidente stortura ideologica del nostro tempo. Questa bestia che si annida nel cuore dell’Europa e che esplode periodicamente con una violenza ciec…
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Sindaci

Ci vuole un fisico bestiale, in effetti, per fare il sindaco anche solo di Maerne, figurarsi di Roma!
E, se ha ragione il berlusconi-stracotto e maschera imbelletata di senilità vanesia, che afferma che un sindaco sta 12/14 ore in ufficio ad arrovellarsi su come rendere peggiore la vita dei suoi concittadini e scontentarli e farli incazzare, basterà pensare a ‘quando c’era Lui, caro lei’, – che la finestra del palazzo romano in cui lavorava stava accesa tutta la notte, ma era solo uno spreco di energia elettrica e l’amatissimo Dux-l’Africano ronfava serenamente nell’alcova del corridoio più avanti a sinistra o intratteneva sbuffando la sua duecentesima amante ‘giovane italiana’.

E non s’è mai vista una tale ressa a spintoni e urlacci e vaffa a denti stretti e ‘maledetti sfascisti’: tutti a voler fare il sindaco della città più disastrata d’Italia – a destra come a sinistra – e ci manca tanto il Marino, invece: marpione emerito che stava più tempo in America e in vacanza che a casa, alla facciaccia delle buche e degli scandali di Roma-capitale’ – e dava così dimostrazione che tutto funziona al solito peggio italico, che sia presente o assente il sindaco o l’assessore incaricato, che differenza può mai fare? Tanto c’è sempre il ‘city manager’ a cui dare la colpa di tutto, se la cittadinanza finalmente (e vanamente) insorge, o i ‘funzionari infedeli’ di seconda linea: capri espiatori per definizione e destino cinico e baro.

Credetemi, non è poi così difficile fare il sindaco. Lo saprei fare anch’io, col di più di non curarmi per nulla dell’elettore, una volta eletto, perchè, se davvero si vuole governare e far funzionare le civiche cose, scontentare la maggioranza dei concittadini è d’uopo e virtù civica per eccellenza – e risponderei solo alla Storia che mi direbbe Magno.

Fare il sindaco in questa Italia impantanata nel malaffare e nelle inutili grida manzoniane e nessun controllo di legalità se non a posteriori, durante gli inutili processi per corruzione subito prescritti, è davvero facile cosa. L’intendenza ti prende per mano e ti guida per le segrete stanze e gli archivi e basta qualche scazzottata verbale in Consiglio comunale con l’insipiente opposizione ogni secondo giovedì del mese e tutto va ben madama la marchesa. Con l’elettorato che ci ritroviamo che sindaco egregio volete che emerga dalle sudate urne? La classe politica è specchio della gente che va alle urne e in quello specchio appannato dal tempo è meglio evitare di rimirarsi per non perdere l’autostima.

 

Di buoi e randellate e macerie

Di buoi e randellate tardive e macerie sociali e politiche.

Dunque avevamo ragione noi e torto loro: i cosiddetti ‘buonisti’ – quelli che neanche le cifre di ‘un milione di profughi in arrivo’ (cifre da mani sui capelli), dette e ripetute dai radio e telegiornali lungo un intero anno, ne scalfivano l’inossidabile bontà congenita, il magnifico e generosissimo sentire de: ‘Venite parvulus dei barconi. Siate i benvenuti!’ di una bontà ripetuta tre volte o sette-volte-sette, come diceva quel mitico Tale benedicente dei reports dei Vangeli.

Venite ed aggiratevi mendichi e senza arte né parte né prospettive di lavoro e di integrazione e intanto lucrate l’assistenza generosa – un tetto, cibo caldo e sigarette e le schede telefoniche – di una Europa annegata nel buonismo del suo marasma senile e che si denuda delle sue francescane vesti per darle ai poveri, ai milioni di poveri che bussano e busseranno quest’anno e nei prossimi alle sue frontiere-colabrodo.
Un’assistenza generosissima che paghiamo coi milioni di euro che versiamo nelle voraci casse dell’Europa e che solo parzialmente rientrano nei progetti finanziati dall’Unione.
Con l’aggiunta beffarda delle ‘procedure di infrazione’ che ci castigano finanziariamente perché non li schediamo né identifichiamo, quei migranti scafati che hanno tutti, tutti, ‘perso i documenti’ e si rifiutano di porgere l’indice e il pollice delle impronte e si fanno beffe delle cattive leggi e regolamenti e trattati che li inchiodano a parassitare da noi mentre le mitiche frontiere di Schengen si chiudono una dopo l’altra.

E quei buonisti/altruisti meravigliosi e commoventi li vedevi ieri affollarsi nelle stazioni di arrivo in Germania ad applaudire e spellarsi le mani verso i ‘profughi’ siriani che scendevano dai treni dell’est nel momento di massima follia della Merkel – momento oggi rientrato, e la mitica Cancelliera fatta rinsavire a botte di voti contrari dai membri del suo partito dopo gli spaventosi eventi del capodanno feroce di Colonia e Amburgo e Zurigo ed Helsinki, ma a buoi già dilagati a centinaia di migliaia nella stalla-Europa e il messaggio catastrofico de: ‘Accogliamoli tutti! ormai lanciato urbi et orbi nel Medio Oriente del medioevo islamico e ai parenti e agli amici che ancora premono alle frontiere esterne del continente provvisoriamente fermati dai muri di filo spinato che si alzano e si potenziano in tutti i paesi della cintura est – e la Grecia isolata e lasciata a cuocere nel suo brodo di incapacità e inefficacia delle scarsissime misure prese per ad arginare la marea umana.

E ditemi voi, alla luce di questi eventi largamente annunciati e prevedibili dell’umano ‘troppo che stroppia’ che ci affanna e già smorza la fragilissima ripresa economica europea chi sono quelli che ‘fanno danno’ perché troppo generosamente ‘danno e fanno’ in favore dei milioni di migranti in larga parte clandestini.
‘Danno e fanno’, già. A sproposito e senza un minimo di grano salis nelle zucche zuccherose e immedicabilmente buoniste.

Sto parlando di Renzi e dei suoi scherani di partito che ieri ha tuonato (si fa per dire, erano i fiati intestinali di un ventriloquo) contro la chiusura delle frontiere e lo stop a Schengen.
Voce di un folle inascoltato e che, speriamo, a ottobre si prenderà in testa la randellata decisiva del referendum contro le pretese ‘riforme’ e se ne andrà a casa, lasciando bene in vista i cocci e le macerie della sua folle politica buonista.

La prossima ondata di barconi sulle nostre coste. 

In Tunisia la rivolta dei disoccupati è arrivata anche a Tunisi. E dopo giorni di cortei pacifici sono aumentate le devastazioni e gli scontri con la polizia: per questo il…
ILFATTOQUOTIDIANO.IT
Le prossime ondate dei ‘profughi’ e i capodanni e i carnevali tragici delle violenze che verranno. http://www.lastampa.it/…/gli-usa-pensano-al…/pagina.html