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Sipario

Se non ci fossero altre (e validissime) ragioni per dire tutto il male possibile del nostro sbruffoncello di s-governo Renzi Matteo e auspicarne una rovinosa caduta dal piedistallo basterebbe la gigantesca puttanata che gli si imputa: di essere il ‘braghettone’, emulo ridicolo di Daniele da Volterra, che ha imbustato i nudi delle statue che avrebbero potuto disturbare la vista del suo ospite iraniano.
E, forse, quest’ultimo, malgrado la sua medioevale appartenenza islamica sciita, non avrebbe battuto ciglio e si sarebbe goduto le meraviglie dell’arte italiana senza per questo non firmare i contratti che gli sottopongono a decine le imprese italiane, avide di commesse da quel grande paese imbustato in un regime teocratico che lo castiga e lo avvilisce.

E, per la nota proprietà transitiva, il nostro illuminato presidente del consiglio avrebbe dovuto sospendere e rimandare alle calende greche anche la legge sui matrimoni gay approdata in parlamento e le annesse ‘stepchild adoptions’ (tu vedi l’imbecillità degli inglesismi imperanti. Viva l’Accademia della Crusca!) al fine di non disturbare il pensiero religioso del suo ospite – perché è ben noto che l’omosessualità dalle sue parti è vista come il fumo negli occhi e peggio.

E questo suo imbustare i nudi delle statue al passaggio di sua magnificenza l’Ospite Islamico si accompagna al servaggio ridicolo e al ridicolo ‘politicamente corretto’ del togliere i crocefissi dalle aule e non far eseguire i canti di Natale nelle scuole perché i nostri ospiti islamici, pare, si dice, si mormora, sono così psicologicamente fragilini e tanto suscettibili, poveri cari.

Speriamo che venga presto ottobre e che il referendum sulla persona di Renzi-il riformatore (sic) lo mandi a casa, lui e tutti i suoi insopportabili e petulanti renzini – con annessi i vecchi ‘smacchiatori di giaguari’ che gli hanno tenuto bordone così a lungo e vergognosamente per ‘fedeltà di partito’. Sipario.

foto di Enaz Ocnarf.

All’ombra delle larghe intese

Lo schifo pubblico all’ombra delle ‘larghe intese’

E, dopo lo schifo delle mancate dimissioni di un ministro che ha privatizzato il suo ruolo istituzionale e lo ha messo ‘a disposizione’ della famiglia ligresti -noti finanzieri d’assalto con molta dimestichezza familiare con giudici e processi e galera; tu vedi le belle amicizie di colei che passa per essere ‘un onesto servitore dello stato’- ecco l’ennesima ‘avance’ del berlusconi versus re giorgio – che farebbe ancora in tempo a graziarlo ‘motu proprio’, prima ancora che inizi a scontare la pena.

Se mai qualche dubbio mi aveva colto nelle mie intenzioni di voto prossimo venturo, questa palude fetida delle ‘larghe intese’ e tutto lo schifo pubblico che si consuma in suo nome mi fanno rientrare in un proposito di voto di azzeramento e rottamazione di una classe politica senza dignità alcuna personale né senso della vergogna. Né mi sorprenderebbe che la faccia di tolla di questi ignobili parlamentari della repubblica confermasse berlusconi-lex luthor al suo posto di ‘onorevole’ senatore.

Non c’è limite al peggio all’ombra delle vomitevoli ‘larghe intese’.