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Il mondo a rovescio che si rappresenta

Forse si dovrebbe tornare al ‘giudizio di Dio’: a quei tornei o alle varie e diverse prove estreme a cui venivano sottoposti i ‘presunti colpevoli’ nel Medioevo e più in là nel tempo – e se soccombevano, loro o i loro campioni, era il segno della verità che trionfava sulla menzogna. Oppure ai processi tipo ‘streghe di Salem’, dove l’isteria e il terrore della pena di morte delle giovinette imputate di sabba infernali e commerci diabolici le faceva confessare cose incredibili e atroci e valeva come verità processuale. O alla ‘storia della colonna infame’ suggerita dal povero Tortora durante il suo privato calvario.

 

Già, perché, nel presente ‘mondo al rovescio’ in cui viviamo, della verità delle cose e delle diverse persone importa poco a nessuno – e ieri vedevamo al telegiornale la bella ‘ruby-rubacuori’ vestita con eleganza penitenziale che si auto accusava davanti ai giudici di aver detto ‘panzanate’ per contrastare la verità delle intercettazioni telefoniche in cui confessava a un amico, ridendo spensierata, che, se Noemi Letizia era la bellezza e il fiore dell’adolescenza, lei era ‘il culo’ presso il suo senile pagatore e ‘utilizzatore finale’: il molto onorevole e onorato cavalier silvio berlusconi.

 

E qual’è il vero e quale il falso, siori e siore, dove sta l’asso e il trucco in questo gioco sciocco delle tre carte o delle tre scatolette: se il berlusconi disperato che prometteva -sempre nel corso delle odiatissime intercettazioni- di ‘riempirla d’oro’ e ‘ti do cinque milioni e ti sistemo per la vita’ oppure la presente manfrina della ruby che va a leggere fuori del tribunale di Milano la sua accorata difesa e il suo j’accuse ai giudici che le avrebbero fatto dire cose non vere per screditare il suo vecchione, povera illibata e casta Susanna.

 

E se tutti non avessimo visto, negli ultimi due lustri, il ‘prima’ e il ‘dopo’ delle trasformazioni delle ‘signorine in carriera’, grazie alle ‘presunte’ prestazioni del terzo tipo ad Arcore o nella villa in Sardegna o a palazzo Grazioli, – con le foto della Carfagna ‘prima della cura’ che si esibiva quale arrapante soubrette scosciata e tette al vento negli studios televisivi e, dopo la cura, stretta in un severo gessato regimental e i capelli raccolti e il bel visetto serio e compunto di ministro della repubblica in pectore, forse ci verrebbe qualche dubbio che la ruby-rubacuori ci sta rifilando oggi le sue panzane e non ieri, – già riempita d’oro e trasformata in bravissima attrice di quel ‘grande fratello’ in cui ci pare di vivere: il mondo a rovescio che ci rappresenta il cavaliere mascarato e l’incredibile stuolo dei suoi servi al soldo: registi e truccatori e avvocati in parlamento e giornalisti di talento che scrivono sui ‘giornali di famiglia’ le più incredibili ‘panzanate’, spacciandole per libere convinzioni di gente che sa cosa vuol dire ‘dignità personale’ e ‘senso della vergogna’.

 

Poveri giudici dei tribunali, costretti a districare la matassa enorme delle bugie clamorose che ci hanno raccontato con faccia di tolla gli attori e i registi del mondo al rovescio berlusconiano per tre lustri di fila, incuranti di dirci imbecilli e cretini – e certi, certissimi, che: ‘se la racconti grossa, la devi raccontare con la massima serietà possibile dipinta in volto e descrivendone i minimi particolari e ribadire fino al limite della farsa che si, la minorenne in questione è la nipote di mubarak, poverina, e va consegnata nelle mani della mia igienista dentale e affidata a una prostituta, invece che ai servizi sociali e alle case di protezione della giovane, parola di presidente del consiglio dei ministri del paese Italia.

 

 http://youtu.be/x5JSDL7Utjg

A chiare lettere e parole

A chiare lettere e parole

E’ l’uso appropriato delle parole il centro di tutta la questione. Ed ecco allora l’avvilito sancho panza sul suo ‘Foglio’ andare lancia in resta (la lancia del suo padrone disarcionato dalla pala del mulino a vento) contro l’uso della parola ‘furbizia orientale’ usata dalla Boccassini.
Come se il Marocco, pur se posto a Occidente, fosse esente da quell’influenza di furbizia ‘levantina’ che promana dalle tradizioni e gli usi dei commerci degli avi fenici e investe l’intera area mediterranea, fin dove arrivarono i mercanti. 
E se chiedete a nord delle Alpi che idea hanno degli italiani vi diranno ‘levantini’: furbi da tre palle un soldo, imbonitori, gente che tira a fregare – e il berlusconi ci ha messo abbondantemente del suo per perpetuare questo tristo luogo comune diffamatorio.
Però l’evidenza dei misfatti e delle attitudini lontane a brigare e ‘arrangiarsi’, il dna di popolo furbo, c’é tutta nelle cronache odierne – e perfino il Machiavelli, a ben pensarci, ha contribuito a diffamarci e diffamare il suo ‘Principe’, assunto fuori dai confini nazionali quale prototipo di un tipo furbo e rotto a tutte le peggiori compromissioni di potere.

E che siano le parole il centro del dibattere e del ‘credere, obbedire, combattere’ di ‘quelli del pdl’ a difesa dell’imputato concussore, inclusi gli avvilenti giornalisti al soldo, lo dicono i titoli della stampa di famiglia, proni per pagine e pagine di menzogne e peana vittimistici all’interesse del padrone disarcionato, in un modo che dire ‘vergognoso’ è dire poco o nulla, meglio ‘imbarazzante’ – come quando vedi il vecchietto vicino di casa che acquista la rivista pornografica dietro l’edicola all’angolo, guardandosi intorno guardingo, e la nasconde dentro il quotidiano.

Perché è del principe dei levantini che stiamo parlando, cari voi. Il principe degli imbonitori, che, privato delle leve del potere, mostra i denti di caimano ferito a morte e azzanna l’intera ‘democrazia’ del paese, riducendo tutte le questioni ‘civiche’ – il lavoro che non c’è, le tasse, i Comuni senza soldi – alla sua sola, oscena, rappresentazione di piazza pro o contro; e la parola ‘giustizia’ finisce intera nel tritacarne mediatico, ridotta alla enorme, spudorata bugia dell’essere ‘comunista’ e complottarda ai fini di una suggestiva ‘eliminazione politica’.

Non è così e hanno torto tutti i pelosi e colpevoli difensori/elettori di un tale barabba notorio e leggendario lex luthor: campione di una civiltà senza regole e limiti e confini di decenza e levantino nel senso peggiore e deteriore del ‘satrapo’ concussore – che, dall’alto del suo essere stato presidente del consiglio, ordinava ai funzionari di polizia, intimoriti dal rango e dal ruolo, di violare la consegna e le leggi e di affidare alla sua maitresse igienista dentale la minorenne ‘nipote di mubarak’.

E’ questo e non altro che non si può tollerare di quest’uomo piccolo-piccolo e levantino: che tutte le leggi della repubblica e il pubblico dibattere si conformino e obbediscano all’interesse di un solo. Di un vecchio puttaniere che si è fatto prendere la mano dall’orgia di potere che i suoi soldi gli hanno costruito intorno – e uno stuolo di miserabili servi sempre pronti a srotolargli i tappeti rossi ovunque si rechi e appaia.

A Brescia si è rotto l’incanto e gli hanno scritto, giustamente ‘Hai le orge contate.’; ed era una giovane donna, la meglio gioventù, a sollevarlo alto e ‘a chiare lettere’ e parole, finalmente non vergognose e asservite alla pezzente ricchezza del ‘re di denari’.

Foglie di fico

Se c’è un caso che dà la misura della distanza tra ‘la casta’ -le cui malefatte abbiamo così a lungo e duramente denunciato- e il ‘paese reale’ sono le parole taglienti pronunciate da Battiato al parlamento europeo. Apriti cielo! E tutti gli eletti/e vecchi e nuovi a stracciarsi le vesti quando è noto a tutti i cittadini il vergognoso ‘mercato delle vacche’ andato in scena nel corso della legislatura berlusconiana ultima scorsa – fitta di parlamentari e perfino ministre di governo ‘scese’ in politica grazie ai vergognosi ‘servizi alla persona’ prestati al satrapo puttaniere e lautamente ricompensati.

Soubrettes di grido e di gemito e igieniste dentali assurte all’olimpo della politica e del governo della repubblica e pagate coi soldi dei contribuenti -colle cifre mostruose che sappiamo dovute ai consiglieri comunali/regionali e alle parlamentari e/o ministre- hanno detto al paese tutto e alle giovani generazioni di donne col loro esempio che fare le troie e/o le puttane cogli uomini giusti sono attività redditizie e che hanno splendido risalto in cronaca e aspettative di lavoro benissimo remunerato.521416_361035000681226_1908629709_n.png

E se oggi una degnissima persona assurta alla presidenza della camera lamenta l’offesa atroce per obblighi di ruolo istituzionale è foglia di fico e geremiade scontata che nulla toglie alla verità della parole dell’assessore alla cultura siciliano – che quelle parole e quei giudizi ha scritto nelle sue canzoni senza che nessuno menasse scandalo e si stracciasse le vesti. Tu vedi l’ipocrisia e gli ipocriti stomachevoli.

E se un giudizio finale si può dare su questa vicenda è che il ludibrio delle istituzioni consumato dal berlusconi satrapo e puttaniere -e votato dalle schiere dei suoi elettori ‘impresentabili’ senza un minimo di salutari conati di vomito- oggi si sconta per intero e segnerà il futuro prossimo, e dimenticarlo non sarà facile perchè i guasti e i misfatti commessi e propagandati senza vergogna da quell’uomo minuscolo e osceno e dai suoi luogotenenti aziendali e parlamentari si proietteranno a lungo sugli schermi degli anni che verranno.521533_498930326821346_561721655_n.jpg


Il potere dei soldi

Il potere dei soldi e i soldi che comprano tutto, anche i corpi, e avviliscono le anime e le menti.
E alle puttane e al loro atroce commercio coi soldi riserviamo tutto il disprezzo e il più acre perché sono l’evidenza, nei volti smorfiosi e nei comportamenti e negli abiti e nel riso satanico, di chi ‘non ha più niente da perdere’ – una penosissima riduzione a ‘merce’ dell’intero loro essere e intuirsi e mostrarsi come ‘persone’ nel consesso civile.

Ma è sempre una ‘questione di soldi’ perché, se la puttana è di alto bordo e i suoi ‘servizi alla persona’ sono profumatamente pagati – e la persona, poniamo, è un presidente del consiglio e un tycoon ricchissimo – l’essere e mostrarsi puttane è altra cosa, diventa ‘exemplum’ di vita riuscita e successo, un gabbare la sorte e dribblare una vita miserella, in questi tempi di crisi globale e di scarso lavoro, e giungono al vertice della vita politica, nientemeno – consigliere del principe e ascoltate consulenti ‘dentali’ e altro del satrapo nostro nazionale che affida loro missioni politiche esiziali e diplomatiche quali quella de ‘salvate la nipote di mubarak!’ e sottraetela alle grinfie dei giudici comunisti (sic).

E Cipro è puttana in Europa e le sue banche si sono ‘vendute l’anima’ ai magnati russi di cui si dice un gran male, e malissimo della loro ‘accumulazione primitiva’, che a Cipro hanno trovato un ‘paradiso fiscale’ alle porte di casa, ma oggi sbavano rabbia contro la maledetta Europa che non perdona all’isola l’indisciplina dei bilanci e le malefatte economiche e i maneggi finanziari contrari alle buone regole europee e attua il sequestro dei loro beni e li minaccia di una pesante tassazione riparatoria.

E neanche al Sarkozy recentemente sbalzato di sella i soldi hanno portato fortuna – e lo accusano di ‘circonvenzione di incapace’ nientemeno! perché batteva facile cassa e otteneva ‘prestiti’ pochissimo onerosi da una povera miliardaria che di quei soldi non sapeva più che farsene, poverina! Davvero un peccato lasciarli inutilizzati e ad ammuffire nei depositi delle banche.

E ai soldi deve tutto il principe degli imbonitori de noantri – che si è comprato la malafede dei suoi elettori promettendo loro di rimborsare l’imu di tasca propria, se del caso, e se i vincoli di bilancio l’avessero impedito – e ieri ha staccato un assegno di 15 milioni a favore dei suoi dipendenti aziendali riuniti in ‘partito politico’ perché non smettano di organizzargli le manifestazioni di piazza che lo manderanno assolto da tutte le imputazioni e fermeranno i processi a suo carico.

Comprarsi la politica per intero e ‘mandarla a puttane’, letteralmente, non sarebbe stato concesso neanche al mitico re Mida ai tempi suoi – che perlomeno trasformava tutto in oro quel che toccava, mentre quest’altro che ci ritroviamo tra i piedi muta in cacca ogni cosa che tocca e le persone.580035_532602773444431_1065220070_n.jpg

I buchi neri della democrazia e gli tsunami delle folle

Non è il genere di cose che ti fa star bene e ti mette a tuo agio lo spettacolo di una folla che rumoreggia e grida e ritma parole d’ordine e slogan suggestivi. Buona ultima è Cipro, ma accadeva ad Atene e dopodomani a Roma, già sconvolta dagli entusiasmi dei ‘papaboys’. Perché la folla è come l’onda di uno tsunami che tutto travolge, se di dà il caso, ad esempio, di un petardo che scoppia a margine della manifestazione o di una carica improvvisa e violenta della polizia – e quel mare umano prende la corsa e tutto travolge e, il giorno dopo, i giornali titolano di decine di corpi schiacciati dalla marea umana e i parenti e i congiunti piangono le care vittime.

Vale per la folla che tifa per una squadra di calcio e per quella che, invece, si eccita e si indigna e scalpita e urla pro o contro un leader politico e i suoi slogans suggestivi. La folla è cieca e stupida, per definizione. E’ una massa amorfa e tellurica che basta un boato di troppo per trasformarla in onda assassina – e ancora abbiamo in mente Bangkok e la guerriglia urbana scatenata dall’emulo indigeno del nostro berlusconi (i maledetti berlusconi della Terra) e la follia delle sue camicie rosse che avevano dato il sangue non per gli ospedali e la vita da restituire agli ammalati, ma per buttarlo a litri sulle strade e rendere drammatica e belluina la protesta di chi voleva imporre quel corrotto e figura porca alla testa della nazione.

E mi sovviene il ragionamento cretino di un tale, in un forum, che sosteneva che votare un barabba allo s-governo della repubblica fosse un ‘atto democratico’ del quale bisogna avere rispetto. Votiamo il peggiore fra noi e lo rendiamo immune e al riparo dalla giustizia dei comuni mortali e designato ai peggiori delitti per via di scelte politiche ad hoc e leggi ad personam – perfino quello di stravolgere il dettato costituzionale ai suoi fini populistici.

Parlo di strani ‘marziani a Roma’, gente che la democrazia la concepisce a forma di portafoglio personale e dossier titoli e per quei loro scopi di privata ricchezza (magari accumulata per via di evasione ed elusione) ci rifilerebbe il peggior corrotto uscito dalle fogne di Tangentopoli osannandolo quale ‘statista’ e osando perfino designarlo come ‘presidente della repubblica’ senza incorrere in un violento conato di vomito.

Della serie: ‘I buchi neri della democrazia elettiva’

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Il Caimano 16 – Tonfo finale

Il berlusconi va alla guerra, disperato dell’insignificanza della sua truppa fitta di lanzi da tre palle un soldo e di poveri cristi allettati dalla promessa: ‘Vi restituisco l’imu e, se del caso, ve la pago di tasca mia.’
E’ disperato perché l’assedio giudiziario lancia le sue ultime palle di pece infuocata dentro la cittadella assediata e non bastano i pali appuntiti conficcati di fuori dai suoi avvocati-parlamentari a fermare l’assedio all’arma bianca. Né le mine del trasferimento ad altra sede giudiziaria, dopo aver sparato tutte le cartucce del ‘legittimo impedimento’. La politica usata come ‘arma di distrazione di massa’ e i suoi parlamentari e i giornalisti al soldo ridotti a carne da cannone per salvarlo dai processi e dalla prossima latitanza ad Antigua.

Perciò eccolo gridare alle sue stanche truppe: ‘Tutti in piazza! Alle armi, alle armi!’ – ridicolo golpista da tre palle un soldo che protesta e si agita e contorce perché un parlamento sovrano e democraticamente eletto voterà, verosimilmente, una personalità a lui non gradita alla Presidenza della repubblica.

Prossimamente su questi stanchi schermi italici: ‘Il caimano 16: il tonfo finale’.

E poi si arrabbiano se li diciamo ‘impresentabili’ o da ‘conati di vomito.

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casalinghe disperate

Le cronache dalla crisi globale ci mostrano gli aspetti turpi – e c’è la poveretta, lavoratrice eroica, che muore distesa su una panchina della metro di Roma e quell’altra, a Pescara, che viene denunciata in flagranza di prostituzione del proprio corpo e vanamente chiede ai carabinieri che fanno irruzione il rispetto della privacy perchè ‘l’ho fatto per il mutuo e per mangiare’, dice, ‘e, come me, siamo in tante a farlo’.
Non ci sono più le eroine di una volta, mannaggia! E non si scriverà mai più nessun ‘Libro Cuore’, se prevalgono in cronaca le casalinghe disperate che si prostituiscono su quelle che muoiono di fatica distese su una panchina.

E questa di prostituirsi dovrebbe essere disperazione massima per una madre di famiglia e moglie fedele e, poiché non sono donna, fatico a immaginare come possano farsi quei gesti necessari del prostituirsi: lo spogliarsi davanti a uno sconosciuto, magari laido e osceno a vedersi e udirsi, e mostrare e offrire le proprie intimità e fingere gioia carnale nel coito. Davvero è meglio morire di fame, piuttosto di alienare il proprio senso della vergogna e ‘morire dentro’ in ogni caso.

E il ceto medio lavoratore che impoverisce e muore grida alto la propria disperazione per una crisi che sembra non voler finire – e basta una separazione o la perdita del lavoro per ritrovarsi in coda alla mensa della caritas e, se c’è un mutuo non pagato, addio casa; e se andiamo a leggere le statistiche sui suicidi degli anni ultimi scorsi forse vedremo un picco come in Grecia. Una faccia, una razza. E c’è, in tanta miseria sociale e morale, anche chi fa cadere il governo che ha impedito un ulteriore discesa verso l’abisso per le ragioni miserabili del fermare il decreto-legge che impedirebbe ai condannati in giudizio di candidarsi. Fanculo.


la politica noiosa di un paese normale

Forse non ci avete fatto caso, ma, da mesi, viviamo all’interno di una bolla informativa protetta che ci sciorina le cronache di una politica ‘noiosa’ e i partiti in affanno di redenzione dai peccati di corruzione e malaffare.

Come è potuto accadere, dopo tanto brillare di arguzie berlusconiane ridanciane e i fuochi di artificio di un satrapo che affidava alle sue più presentabili puttane i ruoli della cosiddetta ‘politica’ e le mandava in parlamento o nei consigli regionali e provinciali in quota pdl -il Formigoni acquiescente e pronto ad ogni più vergognoso servizio al padrone di denari?

 

Siamo forse rinsaviti dopo la grande paura dello spread impazzito al rialzo e una nuova consapevolezza di dover ‘mettere la testa a partito’ -nel senso di pensare la politica dei partiti rinnovata dalle fondamenta e gente nuova e non ingessata ideologicamente e i ‘costi della politica’ abbattuti come le mura di Gerico al suono delle trombe dell’ ‘antipolitica’ militante?

 

Se ne sentiva un gran bisogno da tempo di questa pausa di riflessione e di noia delle normali cose di ‘un paese normale’ -e niente più dittatorelli dello stato libero di bananas spacciati per ‘uomini della provvidenza’, niente più ‘ole’ e cori ridicoli de ‘menomalechesilvioc’è’ e ‘se non c’era lui, caro lei’ di schiere di fans che in pubblico forum dileggiavano gli avversari politici ‘comunisti’ con passione degna di miglior causa e nei salotti televisivi impedivano di parlare agli avversari colle tecniche ostruzionistiche imparate e provate e riprovate negli studi Mediaset.

 

Il governo dei tecnici non è stato taumaturgico, ne conveniamo, però ha consentito al grande malato-Italia di sfebbrare e liberare l’intestino di tutto il puzzosissimo suo contenuto di imprenditori di scuola craxiana scesi in politica per salvare l’azienda e salvarsi dai processi e le cricche degli appalti e i Tarantino e i Cuffaro e i Fiorito e tutta la variopinta e vomitevole fauna della gente di destra che ci ha mostrato ‘di che pasta son fatti’ -e mi veniva da ridere, ieri, al vedere un servizio televisivo in cui si mostravano gli ‘orfani’ del pdl dentro un capannone spoglio questuare un partito nuovo e ‘moralità e ‘cultura’.

 

Ma da dove siete usciti, mi veniva fatto di chiedergli davanti al video, ma chi avete votato fino a ieri, ma che idea di moralità possibile può uscire da quelle vostre teste matte e marce di gente che non vomitava ogni giorno di fronte alle imprese del satrapo gradasso e delle sue cricche di malaffare e inneggiava al Silvio nazionale e comprava nelle edicole, e si beveva come vangelo, tutto quello che scrivevano gli infami Farina e Sallusti su Libero e il Giornale?

grasso che cola

A leggere l’articolo dell’emerito Ferrara su Grillo e i suoi successi annunciati prossimi venturi verrebbe voglia di soprassedere al proposito di non andare a votare e votare il Movimento Cinque Stelle.

Che avrà pure un nome curioso e buffo come quello degli hotel lussuosi (che ci azzecca coi grillini in politica?), ma fa bene il suo mestiere dell’antipolitica -nel senso che non si è macchiato (finora) di nessuna delle nefandezze di cui sono macchiati, invece, tutti gli attuali partiti nessun escluso.

 

E sempre sono stupito di tanto spreco di intelligenza apparente negli articoli dell’emerito Ferrara -di tanto suo prodigioso ‘non si poteva dir meglio se si voleva dir niente’ che somiglia tanto alle arringhe di quel brillante e focoso avvocato che il cliente in aula lo pregava: ‘Basta, avvocato, per favore, che sennò perdiamo la causa.’

 

E Grillo peccherà pure di tutte le umane debolezze che furono di Masaniello e di altri ‘rivoluzionari’ e demagoghi e populisti che finirono come sappiamo, ma di fronte all’emerito Ferrara fa la figura di un gigante in marcia che scivola e si arresta improvvisamente e, alzando la suola, constata di aver calpestato un escremento e porcona da par suo:

‘Belin! ancora e sempre il Ferrara. Grasso che cola!’