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Di chi dà aria alla bocca

Di chi dà aria alla bocca

Ieri, al telegiornale, Achille Variati, che mi risulta militare nelle file del pd, diceva cose sensate, sensatissime in seguito all’accordo intervenuto tra prefetto e sindaci che rassicurava questi ultimi. L’uomo del governo dava la sua parola d’onore che non sarebbero stati più di uno a mille i profughi e quegli altri, più numerosi, i clandestini che gli van dietro e ‘ci provano’, lucrando sulla pietas dovuta alle traversie che si vivono sui ‘barconi’ e sul resto delle lacrimose cronache che ci vengono scodellate nelle orecchie ogni giorno che Dio manda in terra. Mille oggi, duemila domani, tremila dopodomani. Ogni giorno ha la sua pena, ahinoi, migliaia di pene. Una pioggia incessante di uomini e donne e bambini africani che sono l’avanguardia del numerosissimo esercito in attesa di imbarco e immediato ‘salvataggio’ da parte della nostra Marina.

Uno a mille, dunque, i cosiddetti ‘profughi’ (ma le statistiche dicono che solo tre su dieci otterranno l’attestato, gli altri peseranno sulle italiche finanze per i rimpatri o correranno a frotte a Calais), stemperati nella popolazione anche dei Comuni più piccoli per non dare nell’occhio.
E il sindaco Variati, affermava, poi, in pubblica tivù: ‘Facciamo quest’ultimo sforzo per puro senso di responsabilità, ma che sia finita, perché, se si violerà questo patto e si modificheranno i numeri, non so dire cosa potrà succedere quanto a conflitti sociali.’
E che quel patto e quella parola data dall’incauto prefetto siano destinate ad essere traditi lo dice il continuo stillicidio di migliaia di ‘barconi’ che continuano ad arrivare sulle nostre coste ogni santo giorno e maledetto telegiornale.

Anche lui, Variati, è un ‘piazzista da quattro soldi’, come pretende quel tal monsignore dalla lingua scollegata dal cervello che impreca e maledice coloro, gli elettori e i loro leaders, che si dicono e si diranno in cabina elettorale più convinti del verbo di un Salvini, sul merito dell’immigrazione selvaggia e fuori controllo, piuttosto che della sua insensatezza politica di buonista fuori dalla politica, di professionista della carità a carico dei cittadini italiani e che si compiace di vedere l’Italia straboccare di nuovi disoccupati a carico della pubblica assistenza?
E come giudica, quel tal monsignore dalla lingua scollegata, quest’altra notizia data dal Tgr quattro giorni fa: che 6 pusher su dieci, beccati in flagrante spaccio e registrati dalla polizia sui loro mattinali, sono magrebini, ganesi, nigeriani e sudanesi?
Piazzisti da quattro soldi anche gli inquirenti e i poliziotti? E che ci dice, il monsignore che dà aria alla caritatevole bocca, del mendicismo diffuso nelle nostre città di giovani neri spesso molesti che lavoro non ne trovano e sono stati esclusi dalla consorteria dei venditori di borse taroccate perché ormai viaggiano a ‘numero chiuso’ ed è troppa la concorrenza?

L’insensatezza politica di quel monsignore chiacchierone e poco documentato è la stessa di chi valuta il ‘crescendo’ spaventoso dei numeri quotidiani degli ingressi e dei salvataggi in mare che affannano quotidianamente i prefetti e i sindaci come una pioggerellina di primavera e/ un ‘dono del cielo’, ma tralascia di dirci ciò che segue in cronaca a quest’accoglienza senza freni e limiti e confini (vedi la Grecia, che già boccheggia economicamente di suo e non ha ‘trippa per gatti’ da distribuire fuori bilancio).
Tralascia di dirci che il gravissimo disordine di Calais e l’assalto ai tir e le violazioni alla sicurezza dei trasporti è figlio della lassezza e della cattiva politica del nostro ministro degli interni che ha consentito ai clandestini che non ci riesce di rimpatriare e privi di controllo e della necessaria schedatura di sciamare oltre i confini-schengen e di creare i gravi disordini che lamenta Cameron, il premier britannico.
E’ una ‘guerra’ che ci è stata dichiarata, caro il nostro ‘padre santo’ in vena di facezie mattutine e quotidiane – una guerra che non abbiamo dichiarato noi, cittadini europei basiti per tanta insipienza e incapacità di risposta forte e severa degli stati e dei governi contro la legalità violata, bensì dichiarata da chi arremba e considera un suo diritto violare le leggi degli stati e fa aggio sulla ‘pietas’ dovuta ai pochi, veri profughi per affannarci e avvitare la crisi di economie già largamente provate dalla lunga crisi economica e a perenne rischio di ‘default’.

Tirannosauri in libertà

Si è parlato quasi esclusivamente di economia, stamattina, a ‘Primapagina’, la rassegna stampa dei giornali di Radiotre. Ed è vero che il giornalista-lettore era del ‘Sole24ore’, ma è vero anche che il governo cerca disperatamente 4 miliardi di ulteriori tagli da fare nel bilancio di previsione – e la somma dei tagli alla Sanità pubblica, alle Ferrovie, alle pensioni e dovunque ci sia una coperta già corta è di 10 miliardi, – se si vuole evitare l’aumento dell’iva che deprime i consumi.
E, per trovare rapidamente quei 4 miliardi che mancano all’appello, forse basterebbe rinegoziare gli accordi della partecipazione dell’Italia all’operazione di ‘scout and rescue’ denominata ‘Triton’, in considerazione del fatto che abbiamo già dato ‘ad abundantiam’ e oltre con quella detta ‘Mare nostrum’ – senza che nessuno, in Europa, ce lo chiedesse ed imponesse, peraltro.
Ma sono certo che una quantità di indomabili e irredimibili ‘buonisti’ e terzomondisti e immigrazionisti ad oltranza si straccerebbero le vesti, nel caso qualcuno del governo avanzasse ufficialmente questa proposta, perciò teniamoci i tagli alla sanità-pensioni-ferrovie e altro di faticosamente acquisito nei trascorsi decenni oppure paghiamoci l’iva in aumento e deprimiamo i consumi e zitti e mosca.

E, a proposito della sicurezza che si mangerebbe poco a poco la liberté, secondo i buontemponi del Journal du Siècle che pubblicano una vignetta in cui si vede il tirannosauro della Securitè fare un boccone della mitica ‘libertè’ della Rivoluzione del 1789, mi vien da chiedere se la manifestazione di ieri qui a Mestre dei 1500 bengalesi (750 secondo la Questura) che chiedevano ‘più sicurezza’ e tranquillità nelle case e nei negozi di loro proprietà si deve ascrivere a un desiderio di quei tali immigrati di un governo forte e incurante della libertà oppure a una più semplice e condivisibile necessità di meglio convivere in un paese più sicuro e capace di assicurare la legalità e il controllo sul territorio.

Così, giusto per notare che il continuo gridare ‘ Au loup! Au loup’ dei nostrani ‘buonisti’ storici e recidivi sembra un tantino grottesco e stupido e paradossale, a ben vedere i fatti e le evidenze della cronaca.

http://nuovavenezia.gelocal.it/…/marcia-contro-la-violenza-…

Domenica pomeriggio a Mestre la manifestazione contro le aggressioni delle baby…
NUOVAVENEZIA.GELOCAL.IT

 

Della coltivazione biologica delle patate

Della coltivazione biologica delle patate

Che poi: è vero che c’è la necessità di dare aria alla lingua – che è esercizio senza dubbio meno importante di quello di sgranchire l’intelligenza, di quando in quando – ma che uno passi per essere un acuto economista e dotto e sapiente analista per aver affermato che il ‘problema dei problemi’ dei ‘capitoli di spesa’ del paese sono le ‘bebipensioni’, beh sono parole grosse; e invito a quel tale a dedicarsi, piuttosto, con maggior lena e successo, alla coltivazione biologica delle patate – così da ‘rilanciare i consumi’ elementari e abbassare i prezzi.

Perché è vero che hanno un peso economico notevole, le bebipensioni, così come lo ha la ‘cassa integrazione guadagni’ e le altre voci del debito stellare dell’Inps, ma sono una realtà acquisita che conseguiva a leggi varate in ‘tempi di vacche grasse’ – che a nessuno veniva in mente, allora, di criticare aspramente perché l’economia andava, grazie alla ‘liretta’ delle ricorrenti svalutazioni, all’Europa che ancora non aveva la fissa del rapporto debito-pil e dei ‘compiti a casa’ e altro di cui oggi discutiamo con rabbia perché ‘non c’è più trippa per gatti’ e la crisi morde, ahi! se morde.

E quella di fissarsi su un capitolo di spesa da tagliare piuttosto di un altro è segno di una coperta cortissima che si tira di qua e di là dello schieramento sociale e politico – e giusto e sacrosanto è prendersela coi politici e i consiglieri regionali che ci costano una enormità (8500 euro netti mensili nel Veneto, indennità a parte, ci informano i telegiornali), meno giusto pare, a naso e cum grano salis, togliere una bebipensione a qualcuno che ci vive oggi a stento e gli avanza di passare qualche euro al figlio o nipote che fatica a mantenere un lavoro continuativo.

Senza trascurare il fatto che quasi tutti i pensionati che si sono rivolti alla corti di giustizia nei casi di tagli sbrigativi alle loro pensioni si sono visti riconoscere il ‘diritto acquisito’ che è seguito al patto che firmiamo con lo Stato quando accettiamo ‘la pensione’.

L’invito è, perciò, tutto ciò esposto e ponderato, di prendere in considerazione altri capitoli di spesa (Mare nostrum in testa, che ben dieci paesi europei ci hanno chiesto che cosa ci è saltato in mente di ‘fare i primi della classe’ e mandare segnali fortissimi a tutta l’area mediterranea in conflitto e guerra di ‘Venite, venite! che qui c’è posto per tutti e siamo gioiosi di accogliervi a braccia aperte!’ O magari la Difesa, con tutti quei generaloni a quattro stelle che ci costano una fortuna e chi più ne ha – di suggerimenti inutili – più ne dica e dia aria alla lingua).

‘Venghino, venghino, siore e siori! Più gente entra più bestie si vedono.’ gridano gli imbonitori all’esterno dei circhi.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Il paese che amo

E’ passata nel repertorio degli sceneggiatori di Hollywood: che quando vogliono caricaturare un politico in carriera e di belle speranze e rotto a tutte le frasi più stupide che si possono attribuire a un politico gli mettono in bocca questa, con l’espressione classica in primissimo piano del coglione fatto e finito: ‘Io amo questo paese!’, oppure ‘Questo è il paese che amo!’.

 

E l’ha pronunciata anche il nostro lex luthor nazionale ai tempi della discesa in campo e ripetuta in qualche comizio fitto di pensionati benestanti e commercialisti erremoscia – per dire, una volta di più, quanto suoni stupida e ridicola.

 

Perché, per amare questo paese, bisognerebbe ravvisarci qualche nota positiva e un elettorato che non ‘tiri a fregare’ il suo prossimo, rifilandoci il primo barabba che si presenta in tivù col cerone sulla faccia e la calza sull’obbiettivo a cantare ‘forza italia!’ degli evasori cronici e recidivi – neanche fosse una partita di calcio e coi trascorsi a tutti noti di un barabba atrocisssimo orfano del suo patrigno politico latitante ad Hammamet.

 

E chissà se, nel suo videomessaggio estremo prima del buio dei domiciliari o dell’affidamento ai ‘servizi sociali’ (quali? la raccolta delle deiezioni canine dei troppi cani metropolitani e padroni incivili?), il nostro lex luthor ce la ripeterà col cerone e la calza sull’obbiettivo.

 

 

‘Questo è il paese che amo!’ Lo dirà ancora, dopo tanta sofferenza patita a causa dei ‘giudici comunisti’ e dei comunisti tout court che la fanno da padroni nel pidimenoelle alleato di s-governo e i maledetti grillini?

A che punto è la notte

Forse non sono ancora passati i canonici ‘cento giorni’ che segnano l’eventuale ‘cambio di passo’ di un governo nuovo (si fa per dire), ma abbiamo a disposizione sufficienti elementi per valutare e giudicare ‘a che punto è la notte’ di questo governo nato col fine esplicito de ‘addà passa’ ‘a nuttata’.

 

E se ‘il buongiorno si vede dal mattino’ ce ne torniamo di corsa a letto -come diceva quel tal buontempone su f/b- e tiene banco l’imu da togliere e/o sospendere ma, certo, non da rimborsare perché ‘non c’è più trippa per gatti’, né per i cassintegrati di nuovo e vecchio conio e le altre spese urgenti – e i Comuni piangono lacrime di gesso e non riescono a garantire neanche i livelli elementari di assistenza, figurarsi gli scuolabus e le mense.

 

E la Convenzione – seconda grancassa elettorale del solito noto cialtrone di s-governo – è già andata in soffitta e il pluricondannato lex luthor manda a dire che scherzava sulla sua proposta di presiederla lui stesso – grande statista delle nostre stanche beole e titolare di una squadra di s-governo che gli serve giusto per andare a fare le manifestazioni contro i ‘giudici comunisti’ a Milano e a Bari o a Brescia – auspichiamo, presto, anche nella piazza grande del mercato della Gran Cayman, con contorno di olgettine tuttora a libro-paga perché non gli testimonino contro nel ‘processo Ruby’.

 

E del pd-l c’è poco da raccontare se non che si sta sgretolando come i vecchi muri dalla mia Venezia e manca l’accordo sull’impresetta interna che tiri gli intonaci a nuovo possibilmente in nero perché, a causa di quei disgraziati del m5s, toccherà rinunciare al finanziamento pubblico dei partiti e ai rimborsi elettorali.

 

E davvero importa poco di quel che ne uscirà da quei tormenti e rarissime estasi del pd-l dappoiché si è mangiato il poco di dignità che gli residuava accettando di passare sotto le forche caudine dei suoi compari di s-governo – e ogni giorno è una gogna e un battere stolido di grancassa e, quando cesserà quella sull’imu, tornerà il tormentone sul leader disconosciuto e sotto tiro dei ‘magistrati comunisti’ che ‘mi vogliono eliminare’; ma davvero non avevate niente di più originale da proporci, elettori ed elettrici, su questo stanco palcoscenico italico dove si consuma l’avvilente fescennino* delle ‘larghe intese’?

 

*Secondo il grammatico Festo, il termine “fescennini” avrebbe due diverse origini. Secondo la prima, esso deriverebbe dalla città di Fescennium, al confine fra Etruria e Lazio, dove si svolgevano feste agresti per il raccolto ed era radicato l’uso di festeggiare per l’abbondanza del raccolto scambiandosi dei versi in forma sboccata e licenziosa, come ringraziamento alla divinità fallica. Per la seconda, invece, il nome avrebbe origine da fascinum, che significa al tempo stesso “malocchio” e “membro virile”, in riferimento alle maledizioni che venivano lanciate sui carri (che trasportavano l’uva) degli altri agricoltori durante la vendemmia. Per altri ancora, il termine avrebbe un senso marcatamente fallico, essendo un sinonimo di veretrum.

Questo genere letterario sarebbe quindi il risultato o dell’influenza etrusca nella cultura romana o il tentativo di esorcizzare il forte timore che i romani avevano per il malocchio scherzando su di esso ed irridendolo con il fallo. (Wikipedia)

Il Mackie messer dell’italico avanspettacolo cochon

Non metterebbe conto di parlarne più, della campagna elettorale e del suo protagonista negativo, il Cavaliere Inesausto.
Che continua a blaterare da par suo e pronunciare, impunito, le spaventose cose di sempre: la magistratura che è un ‘cancro’ e fitta di ‘giudici comunisti’ e le tangenti di Finmeccanica derubricate a ‘normali commissioni’ di un commercio industriale globale dove la corruzione è, appunto, cosa normale, passaggio inevitabile e dovuto -e in questo suo dire è contenuta per intero la rete di corruzione della sua pratica di imprenditore ai tempi di Tangentopoli, di cui è stato il vendicatore politico una volta chiusa la brevissima stagione di ‘Mani Pulite’.

E dobbiamo ringraziare Ratzinger, il pio, il quieto pastore tedesco de ‘non ce la fo’ più’, che ce l’ha ‘tolto dai co……’ delle prime pagine dei giornali e delle televisioni -e davvero non se ne può più di ascoltare il riporto sciocco e residuale delle terribili idiozie e pubbliche sconcezze di un tale buffone di s-governo che una quantità di concittadini suonati vorrebbero rifilarci di bel nuovo alle urne.

L’augurio è che si avveri la promessa del Bersani candidato alla premiership di far votare, in primis, una legge sul conflitto di interessi che si porti via per sempre dalle cronache di infamia di questo paese questo volgare Mackie Messer da avanspettacolo cochon. Amen e così sia.


Gli spalatori esausti

Impazza la campagna elettorale e se ne ascoltano ‘di tutti i colori’. E la cosa sorprendente non è tanto l’incredibile faccia di tolla del Solito Noto, l’Imbonitore per antonomasia – capace di sparare le più spudorate menzogne sul ‘merito’ del suo s-governo’ e trova ancora orecchie piene di cerume e pus che se le bevono come nettare del loro dio di denari.

Sorprende che non ci sia un giornalismo ‘dalla schiena dritta’ in grado di fare le pulci e il contropelo in diretta ai cialtroni delle promesse spudorate e ridicole. Sorprende che si affidi al ‘popolo sovrano’ – che include una buona percentuale dei famigerati e storici ‘cretini alle urne’ – il compito di salvarci dallo spread che tornerà a salire all’impazzata, non appena i risultati elettorali mostreranno un parlamento ingovernabile e rissoso e ancora il Ghino di Tacco di Arcore a fare da grassatore politico e impedire il buon governo della cosa pubblica e una legge sul conflitto di interessi di matrice europea.

O, forse, non sorprende affatto, perchè -come già affermava la Merini con tagliente e lucidissimo giudizio para poetico: in questo paese le mosche volano instancabili perché la merda è veramente tanta. Tanta davvero, ahinoi, e i pochissimi spalatori in servizio hanno dichiarato, or sono decenni, di non farcela.

Non si poteva dir meglio.

 
view post Inviato il: 14/1/2013, 14:07 Citazione
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Pure a me Silvio è sembrato un patetico polveroso e inceronato . Forse se si togliesse quella maschera di gomma sarebbe meglio. Non ha detto niente di nuovo , ovvero ha sciorinato le solite palle vecchie come il cucco , ha delirato contro ” i comunisti ” ( in perfetta linea con il sentir della Mafia ), ha lanciato sguardi fessurati e luciferini da Rosemary’s baby , si è capito che ha cercato di fare il simpatico per vendere l’ennesimo aspirapovere tarocco …insomma è stato ribadire il niente pieno di cose pessime che è ed è sempre stato .
Il giorno dopo tutto questo sproloquiare da parte dei media secondo i quali la sua apparizione da Santoro gli ha fatto fare un balzo in avanti mi è sembrata la solita vorrei dir cagagata ( non è elegante ma non trovo termini equivalenti ) con cui i giornali e le tv cercano di riempire righe ed onde altrimenti semivacue . Visto che Pacciani è morto , Parolisi è in galera e Misseri tace che si fa ? Si arzigogola e ciancia sulla posticcia revirgination di Berlusconi , ancor piu’ succosa in quanto rimandata da “Servizio Pubblico ” ( Che per altro , se non fosse per la insaziabile fame di audience e denaro, poteva benissimo risparmiarsi di ospitarlo . E’ stata una fetecchia ). Ma non è vero niente , non è cambiato niente dopo quella trasmissione . Chi sa che Silvio è un cattivo soggetto non ha cambiato idea . Chi invece ha un penchant per lui lo ha ed avra’ anche senza averlo visto da Santoro , in quanto propendere verso la Silvitudine è atteggiamento dell’animo ( tralascerei la mente )che comporta assoluta negligenza della realta’ , sprezzo delle informazioni che non siano falsate dai Testimoni di Forza Italia , derisione del parere di voci autorevoli ,mancanza di senso di cio’ che è ridicolo : in buona sostanza cecita’ e sordita’ sono loro necessarie . E quindi nulla li fara’ cambiare rotta . Tutt’alpiu’ , se si fossero dimenticati le parole ( 4 ) della nenia “Meno Tasse , piu’ Imu ” c’è sempre un vicino di panchina ai giardinetti che puo’ ricordargliele.

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Il ritorno del Cretino 7 -Vendetta finale

La campagna elettorale partita due giorni fa avrà il merito di fare chiarezza su alcuni tra i principali temi del dibattito sociale e politico.
Che cos’è lo spread lo sanno ormai anche gli asini che residuano sugli altopiani della Basilicata profonda e rischia di diventare il remake di una nota canzone di Capossela.

Dubito che gli italiani che voteranno berlusconi (rigorosamente con la minuscola perché una tale macchietta italica da vecchio film di Sordi non è il caso di degnarlo della maiuscola), dubito fortemente, dicevo, che sappiano quanti milioni di interessi sul debito pubblico siano stati pagati sull’altare di quel maledetto differenziale tra i bund tedeschi e i nostri buoni del tesoro.

Così come dubito fortemente che tutti i suonati italioti -urlanti nei bar o nei salotti delle loro case che chiunque prometta loro di abolire l’imu lo voteranno-, dubito che sappiano come e con quale nuova imposta o cancellazione di spesa sociale (sanità, difesa, scuola, trasferimenti agli enti locali) verrà coperto l’immenso buco di bilancio che si aprirebbe nelle casse dello Stato e dei Comuni.

E purtuttavia questa immensa ‘pancia’ dell’Italia infame, l’Italia merdosa di sempre, si raccoglierà osannante come un sol uomo dietro il suo campione di promesse mai mantenute – quel Barabba di cento processi prescritti a botte di leggi ad personam o ad aziendam che saltella come un Pippo-cammina-dritto sul palco della rediviva notorietà universale chiocciando le sue ridicole affermazioni populistiche da tre palle un soldo – ricostruzioni oniriche di un Italia nuova senza più spread né euro, né Europa e capace di rinascita economica prodigiosa.

Non è costui che dovremmo avversare e cancellare dalle nostre agende audio-video dei prossimi due mesi ( e lo faremo perché ‘che due palle!!’), bensì il ‘ritorno del cretino’ alle urne: l’italiota furbo che si frega le mani ed esce dal seggio elettorale cogli occhi lucidi di una sua segreta soddisfazione truffaldina e dice alla moglie o agli amici di bar e di forum : ‘Gliel’abbiamo messo ancora una volta nel c… ai maledetti comunisti delle tasse e dei conti dello Stato in ordine!’.

Prossimamente sugli schermi di tutto il paese: ‘Il Ritorno del Cretino7 – La Vendetta finale’. Buona visione.

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le ‘ascoltatrici’ e le tende beduine

Una ‘ascoltatrice’ (buffi questi nomi che derivano da una specifica attività quotidiana) di Prima Pagina imposta il suo intervento come una propaganda smaccata al futuro, ‘nuovo’ partito di berlusconi -e afferma che il ‘caro leader’ deve buttare a mare tutti gli sciacalli di cui si è circondato e ascoltare la voce della parte sana del partito.

Parte sana del partito? Esiste, è esistita mai, in quindici anni di vergogna e infamia nazionale, una ‘parte sana’ del pdl – di speranzosi che quel partito di plastica, quel partito-azienda, quel ‘padrone di denari’ che si è comprato la politica per salvarsi dai processi, scassando le istituzioni della Repubblica pro domo sua, – speranzosi, dicevo, che un tal partito facesse una politica nell’interesse dei cittadini tutti e la salvezza del paese?

Ad ascoltare certe voci, di pretese ‘ascoltatrici’ sembra di vivere sulla Luna, la sua parte buia e fredda.

Una Luna abitata da lunatici omini e donnine verdi agghindate com ‘p.r.’ da convention aziendale e fedeli al capo al punto da fungergli da ‘igieniste dentali’, che si svegliano la mattina e decidono che le loro pretese di ‘rifondazioni’ della destra belusconiana e le annesse illusioni pie e stupide propagande trovino credito nell’universo-mondo dei rimbecilliti italioti che non hanno veduto, sentito, dibattuto, negli ultimi quindici anni, della più orrenda cronaca politica mai apparsa sul pianeta Terra dai tempi di Nabucodonosor e passando per il Gheddafi delle 300 Amazzoni e la tenda beduina nel centro di Roma.