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Resurrezioni ed esplosioni

 

Marx è morto, Cristo e morto e neanch’io mi sento troppo bene, scherzava W.Allen in un suo noto film. Qualcuno suggerisce che il Cristo, però, è risorto – e tutto sta nel crederci, perché le levitazioni e le assunzioni in Cielo di chicchessia hanno molto di leggendario e la scienza fatica a fornire loro dei supporti che non siano quelli dei rumorosissimi razzi terrestri per vincere la gravità – e, di là della stratosfera, pare non vi sia traccia dei mitici Troni e le Dominazioni e delle altre truppe angeliche salmodianti effigiate nei meravigliosi quadri del Lorenzetti e del Beato Angelico.

E, invece, qui dabbasso, forse a Pasquetta, pare voleranno i razzi e i missili a lunga e corta gittata con relative esplosioni – e sarà interessante notare se colpiranno chirurgicamente tutti i siti nucleari e le basi militari della Corea del nord e se l’attacco sarà così convincente ed esaustivo da non consentire al regime del piccolo budda coreano dalla capigliatura ridicola alcuna risposta militare di qualche peso – e se, cessato il bombardamento, le sue forze armate si leccheranno le gravissime ferite e rifletteranno sul fatto che non bastano le parate (le faceva anche Ceausecu) bensì, in una guerra, contano le tecnologie militari più avanzate e le giuste alleanze.
E anche la Cina sembra aver preso le distanze dal regime del bamboccio coreano e speriamo, perciò, che la guerra annunciata sia limitata al territorio della Nord Corea e cada rovinosamente quel regime sopravvissuto alla Guerra Fredda tra capitalismo e comunismo e che altro di nuovo emerga in quelle lontane contrade che ci racconti di un mondo che sa rinnovarsi, in un qualche suo modo caotico e irto di contraddizioni epocali.

E, in ogni caso, in verità in verità vi dico, il mondo non è mai come lo si sogna e i disegni occulti del caos sempre ci sorprendono e ci amareggiano per le forme nuove che assumono e il destino nostro di esseri umani in costante ricerca di una vera ‘umanità’ è e resta ‘esplosivo’ – nel senso delle guerre e delle armi nuove e letali che sforniamo e commerciamo a tonnellate; e nessun pacifismo saprà imporre il suo sogno per i prossimi anni e lustri.

Per i secoli futuri si vedrà. Amen e armiamoci di sante speranze, la giornata presente di pretese resurrezioni lo impone.

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Ladri, libri, follie. La quantità nella Storia.

Ladri, libri e follie. – Ieri accadeva
La cosa che più stupisce, a leggere e ascoltare le narrazioni della Storia, è la quantità.
Una quantità enorme di uomini e mezzi, una quantità di fabbriche in funzione per incrementare gli armamenti e/o sostituirli, una quantità di bombe che cadono dal cielo e di morti tra le macerie e di morti ammazzati nelle battaglie di terra, di cielo e di mare.

E una quantità di libri che si sono salvati (per nostra fortuna) dai roghi dei libri che amavano fare in piazza i nazifascisti per sancire la differenza fra loro e noi. E ‘loro’ erano gli odiati ‘plutocrati’ delle ‘demoplutocrazie giudaiche’ e ‘noi’ eravamo quelli della pura razza ariana – che, ideologia importata in Italia, paese di mille mescolanze e invasioni barbariche e di approdi multietnici fenici e cartaginesi e arabi ante litteram sulle nostre coste mediterranee, veniva da ridere, ma non si poteva fare – e toccava, invece, fare i ‘sabati fascisti’, i balilla e le ‘giovani italiane’, le ‘adunate oceaniche’ e gli ‘eia, eia alalà!’ risonanti fuori dagli amplificatori dell’Eiar che istupidivano gli italioti colle storie ridicole del novello Impero fascista e ‘spezzeremo le reni alla Grecia’.

E’ una storia dolce e un filo mielosa, quella che si racconta nel bel film ‘La ladra di libri’, ma serve a raccontare la Storia e a rinnovare la Memoria, quella che si perde nel transito delle generazioni – che se vai in una discoteca e chiedi a un po’ di ragazzotti/e che cos’è l’Olocausto, capace che ti rispondano che è quel nuovo locale un po ‘fusion’ che hanno aperto al Prenestino.

E, ancora, è la quantità che torna a stupirci, seguendo il filo dell’io narrante del film che è la Morte. Che è innamorata degli uomini, dice nel finale, e della straordinaria commistione di malvagia follia e di inerme Bontà che riescono a esprimere nel corso delle loro vite.

200000 morti nel bombardamento di Dresda – e la storica Frauenkirche sbriciolata in milioni di pezzettini e la storica città, la Firenze sull’Elba totalmente distrutta. 15000 tonnellate di bombe caddero sopra Berlino nella battaglia aerea che, nel 1943, costò molte perdite alla Raf; e 9 milioni di obici erano ammassati intorno ai cannoni che bombardarono le difese tedesche nel corso della battaglia finale dell’Oder-Neisse che aprì i varchi per entrare a Berlino.
E centinaia di migliaia furono i morti nel rush finale di ambe le parti in conflitto, e morirono ragazzini-soldato di 13/14 anni e nonni di sessanta e passa anni, arruolati da Hitler per disperazione e massacro finale del popolo tedesco totalmente immerso nella sua ultima follia bellica.

E l’ultima quantità che stupisce, nel film – che narra la Storia dimenticata e la gigantesca rimozione nelle coscienze tedesche della follia dei padri -, è la quantità dei sopravvissuti al massacro e la loro capacità di rinascere e tornare a crescere e diventare nazione-guida di quest’Europa nata da quelle macerie e da quei massacri.

E chissà se la Morte si farà di bel nuovo ‘io narrante’ in un film che si girerà fra cent’anni – e i protagonisti saranno i nostri nipoti immersi in una nuova e diversa follia che si scriverà nella Storia, perché ‘il sonno della ragione genera mostri’ e ‘la madre degli imbecilli è sempre incinta’, si dice.

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L’anno che verrà

 

E’ stato l’anno del G.I.R. il Grande Imbonimento Renziano – finito nelle discariche della storia seppellito da una valanga di ‘no’. E chissà a cosa brinderanno gli orfani di Renzi e del suo pd di s-governo che si erano riempiti i pensieri degli slogans ex berlusconiani: ‘L’Italia è una grande paese’ con varianti zuccherose, – il paese dei vouchers e della disoccupazione a due cifre – e dell’avvilente lotta titanica e donchisciottesca contro l’Europa del nostro scontento e dell’austerità permanente che alimenta il mostro del lavoro-zero.

E lo slogan renziano più atroce è stato quello del : ‘Salviamo vite’ che si è tradotto in cinquemila affogati e il terribile messaggio sedicente buonista lanciato urbi et orbi in Africa e nel Medio Oriente de : ‘Venite, partecipate in massa alla Lotteria della Traversata Mediterranea.’ Più gente entra più morti si contano.

E contiamo, in parallelo, il conseguente numero dei clandestini che non hanno titolo di profughi e che girano per l’Europa di Schengen come schegge impazzite e si ‘radicalizzano sul web’ e salgono sui Tir di Nizza e di Berlino e fanno le stragi che abbiamo visto e ascoltato in cronaca.

E chi non arriva a tanta disperazione radicale vivacchia tra mendicismo e piccola criminalità sull’orizzonte di disoccupazione cronica e permanente di un paese che fatica a dar lavoro ai suoi e finanzia l’operazione ‘mare nostrum’ dei salvataggi in mare con i continui tagli alla Sanità e al residuo welfare.

Sono pazzi, pazzi davvero questi renziani. Prima li seppelliremo a fondo nella discarica della Storia prima potremo concentrarci sulla difficile e faticosa guarigione delle purulente piaghe sociali aperte da questa genia di folli di s-governo.

Del governo futuro delle cose

 

Mettiamoci il cuore e i pensieri in pace: le cose non vanno – quasi mai – nel senso da noi desiderato. Che siate di sinistra, destra o centro avete buoni e diversi motivi per essere insoddisfatti del corso del mondo in questi anni di conflitti annunciati o già deflagrati – vedi la guerra intestina che ci hanno dichiarato le ‘serpi in seno’ e i morti per le strade di quel terrorismo islamico dei ‘radicalizzati sul web’, figli e nipoti dei troppi immigrati mai integrati che abbiamo stipato nelle periferie urbane in decenni di s-governo delle sinistre europee.

E i pervicaci soloni del giornalismo ‘embedded’ di sinistra/centro che non ne hanno azzeccato uno dei sondaggi cruciali della ‘brexit’ e dell’elezione di Trump oggi si sono riciclati in Cassandre e menagrami e paventano sfracelli anche maggiori di quelli del biennio orribile 2015/16 con Trump alla presidenza – e gli si è bloccata la digestione, poverini, e girano con il Maalox e la Biochetasi in tasca e si consolano con le vignette rancide di Ellekappa e di Vauro, ma non si vive di sola satira, cari, bensì di sogni che si inverano e/o di incubi che abbuiano il nostro orizzonte di futuro ed è il vostro turno, fatevene una ragione.

Perché il redde rationem della Storia è sempre dietro l’angolo e i Greci lo chiamavano Nemesi e ne avevano fatto una divinità terribile del destino cattivo che fa seguito alle nostre male azioni e ai pensieri sbagliati che abbiamo permesso ci intridessero i neuroni malati di buonismo: una clamorosa, sinistra abdicazione al governo delle cose e della nazione e un pessimo modo di gestire la realtà e di governarla ai fini ragionevoli di una vita vivibile e di un progresso che sarebbe stato possibile anche in tempi di crisi globale, se non ci avessimo buttato dentro il caos dei barconi alla deriva nel Mare Nostrum e l’immigrazione selvaggia a sei cifre.

E speriamo che la ‘brexit 3’ del referendum voluto dall’imbonitore fiorentino mandi finalmente a casa tutti gli alfieri dello s-governo immigratorio e cominci un vero governo degli eventi rispettoso delle leggi e delle frontiere e dei fragili equilibri delle economie europee ancora in rotta e con cifre da zero virgola. Dipende da voi, cari e-lettori. Votate assennatamente e liberatevi/ci degli imbonitori che così tanti conflitti presenti e futuri hanno stipato in questo povero paese.

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Tempo di traslochi

 

Sarà perché sto mentalmente preparando un trasloco che il governo delle cose e ‘ogni cosa al suo posto’ mi stanno così a cuore? E quando mi prende il panico per l’immane quantità di lavoro che un trasloco comporta mi tornano a mente i vecchi adagi tipo ‘una cosa alla volta’ – che è sempre buona regola e percorso obbligato per sbrogliare le matasse della nostra vita quotidiana e riordinare il troppo di tutto che abbiamo stipato nelle nostre case lungo i decenni delle nostre vite.

E dal micro al macro: gran fermento sta provocando il ridisegno del mondo che ha in mente Donald-l’intruso, secondo i manifestanti della fazione sconfitta che ‘non se la mettono via’ e pretendono di ‘mandarlo a casa’ prima ancora che si insedi nello studio ovale.
Ma già si fanno i nomi dei prossimi governanti e dei segretari di stato e dei consiglieri più autorevoli che decideranno la politica americana dei prossimi quattro anni ed è bene che questo genere di cose vadano per la ‘diritta via’ e non conoscano impacci e conflitti troppo accesi perché i desideri folli degli sconfitti causerebbero lo sconquasso della fragile democrazia americana più di quanto faranno le reboanti dichiarazioni di Trump di restituire al mittente milioni di clandestini e ‘sin papeles’ che vivono di espedienti nelle avvilenti periferie urbane delle metropoli americane.

C’è un gran bisogno di governo in questo mondo rotto e milioni di schegge impazzite schizzate per ogni dove che le sinistre europee hanno portato al collasso – in primis per non aver saputo gestire e governare la catastrofe umanitaria dell’immigrazione clandestina a sei cifre e le conseguenti ‘giungle di Calais’ e di Ventimiglia e i bivacchi dei pretesi profughi nelle stazioni delle principali città europee e i disordini e le molestie di Capodanno alle donne di Colonia, Zurigo, Helsinki quali ci hanno consegnato le cronache 2015/16: anni orribili di morti per le strade e nei ristoranti e teatri e aeroporti per mano dei ‘radicalizzati sul web’ assassini prodotti dalla disoccupazione e dalla mancata integrazione degli immigrati che abbiamo stipato a milioni nelle orribili ‘banlieues’ dove la polizia non si azzarda a mettere piede. Enclaves di miseria e di un rancore sordo contro l’Occidente incapace di vera accoglienza e di integrazione e polveriere dei futuri conflitti annunciati.

E tutto il discutere che si fa di ‘populismo’ e tutto il fracasso che è conseguito all’evidenza della rabbia degli elettori che hanno votato per la brexit e per Trump e, forse, speriamo, contro Renzi e le sue ridicole ‘riforme costituzionali’ finalmente approda a tardivi ‘mea culpa’ e angosciate domande su ‘dove abbiamo sbagliato’.

Avete sbagliato a spacciare facile misericordia benedicente e l’avvilente retorica dell’accoglienza buonista quando i sindaci vi dicevano, uno via l’altro, che i loro cittadini non ci stavano a trasformare le loro città e paesi in bivacchi di nuovi poveri e nullafacenti e mendichi.
Avete sbagliato nel non voler considerare che il troppo dell’immigrazione a sei cifre mal si concilia con un paese che non conosce crescita economica da oltre dieci anni.
Avete sbagliato nel cercare di imporre all’Europa le ‘quote’ che nessuno ragionevolmente vuole al di là delle Alpi perché le elezioni li castigano e se gli elettori vi castigano vuol dire che vedono le cose sbagliate nelle strade e nei parchi cittadini che voi vi ostinate a non vedere e/o a dirle governabili ad onta delle mille evidenze contrarie – vedi, oggi, il sindaco Sala, buonista per partito preso (il disastrato PD di Renzi) che chiama l’esercito a sedare la guerra per bande delle sue periferie fitte di immigrati che non trovano lavoro e si dedicano al suo surrogato criminale dello spaccio e dello sfruttamento della prostituzione.

Davvero c’è bisogno di vero governo e di un radicale cambio di politiche nell’Europa sconvolta dalla brexit e dall’elezione di Trump.
Buongiorno, cari e-lettori, è tempo di traslochi. Il futuro è incominciato.

God bless America 2

God bless America 2

Ci vorrà del tempo prima che si possa vedere un primo scenario di nuovo governo del caos globale che Trump eredita dalla pessima amministrazione Obama, ma già sul fronte caldissimo della Siria l’aver abbandonato alla loro sorte quel confuso fronte di non meglio precisati ‘ribelli’ che fronteggiano con nessuna speranza di vittoria Assad e la Russia sua alleata fa ben sperare che si possa tornare a un fronte comune decisivo per la vittoria contro il mostro dell’Isis.

Ed è il ‘fronte interno’, invece, quello che preoccupa di più: quella guerra insensata di piazza che gli hanno dichiarato i suoi oppositori e rischia di travolgere la fragile democrazia americana con scontri e violenze e arresti in crescita esponenziale – e magari, prossimamente, delle contro manifestazioni a favore di Trump, Dio ce ne scampi, che prefigurerebbero scenari sud americani.
God bless America.

God bless America

God bless America

E l’analisi del voto americano ci dice che tutta la retorica nero-ispanica-femminile sparsa a piene mani da una Clinton indiavolata e sicura del suo trionfo nei suoi comizi è mezza fuffa e, invece, ha trionfato quella ‘minoranza silenziosa’ dei ‘voti elettorali’ nei diversi States, l’America profonda, che chiedeva ‘law and order’ e che è trasversale agli opposti schieramenti e coinvolge perfino quegli immigrati da più generazioni oggi cittadini americani a tutti gli effetti.

E speriamo che gli indignati e gli sconfitti e perdenti del voto che manifestano da giorni nelle diverse città contro l’elezione di Trump si fermino a un passo dal baratro perché se la loro protesta di piazza dovesse tracimare e diventare incontenibile e violenta si dispiegherebbe il dramma di una sedizione e ‘prova di forza’ che prova ad imporre coi moti di piazza la cancellazione dei risultati di libere elezioni, – un ‘golpe’ inaccettabile e che vedrebbe schierato l’esercito e la guardia repubblicana a sostegno della polizia e questo scenario trasformerebbe la commedia americana in tragedia massimamente violenta di cui davvero non vogliamo parlare e predire perché crollerebbe la fragilissima diga della democrazia e ‘apriti cielo’ e diamoci tutti una regolata perché il governo del disordine mondiale non può che cominciare dall’America di Trump, che Dio benedica l’America.

 

Appuntamento su questi schermi

Appuntamento su questi schermi

Il detonatore che è stato innescato dalla decisione dei giudici britannici di togliere ogni valore determinativo alla ‘brexit’ e al referendum che l’ha decisa e di affidarlo, invece, al parlamento è foriero di prossimi conflitti e disgrazie politiche e sociali e i giornali popolari, in effetti, sono pieni di toni accesissimi e belligeranti e accusano quei giudici e i loro mandanti di essere contro il popolo.

Una crisi istituzionale che va dritta al cuore del problema e del presente dibattere sul ‘populismo’: se la sovranità appartenga al popolo e se le sue determinazioni devono essere rispettate lungo tutta la via gerarchica della democrazia rappresentativa o se: ‘Voi non contate un c….’ e tutto il potere è nelle mani dei maledetti parlamentari che, passata la festa dell’elezione, gabbano il popolo santo che i latini coglionavano dicendolo ‘vox dei’.
E bene ha fatto la signora Teresa May – brava e sbrigativa massaia di governo – di rimandare all’Alta Corte tanta questione di sciabola e fioretto politico-istituzionale e di ventilare le dimissioni del governo e il ricorso alle urne per mettere finalmente spalle al muro tutti quei deputati che pensano di potersi burlare del popolo che li elegge e di non tenere in nessun conto i suoi deliberati referendari. E chi pensasse di accusarmi di ‘populismo’ sappia che metterò mano alla pistola o alla spada e appuntamento alle quattro del mattino dietro al convento delle orsoline fuori le mura.

E ci sarà da ridere, fra qualche giorno, nel leggere e ascoltare le forti reazioni dell’una o dell’altra parte politica della ‘battaglia delle Midway’ presidenziale – con The Donald e/o l’ipocrita Clinton delle mille menzogne e mails dirottate sui server privati che si rimprovereranno reciprocamente di brogli clamorosi e di furto di democrazia. E mi sbellicherò dalle risate se a farlo sarà l’avvocato Hillary – che, lungo tutto la campagna elettorale, ha accusato con toni forti il rivale di scarso senso democratico, ma voglio vedere se striderà come un’aquila ferita e griderà al riconteggio immediato delle schede se dovesse perdere per uno zero virgola o per l’uno per cento in Florida o chissà in quale altro stato ballerino.

Chi di populismo ferisce di populismo perisce? Chi vivrà vedrà, appuntamento su questi schermi.

Gli spacciatori di inganni verbali e di conflitti

 

Il lettore di Primapagina, Ugo Tramballi, inviato del Sole 24 ore, stamattina aveva la voce soddisfatta del tifoso la cui squadra ha fatto gol e lanciava commenti irridenti e impietosi verso ‘quelli di Gorino’: i manifestanti della frazione di Goro, Ferrara, che hanno respinto con successo le donne e i bambini che la politica dell’accoglienza renzian-alfaniana aveva d’imperio destinato in quelle plaghe nebbiose e malate di solitudine. Uno per ogni mille abitanti, aveva detto l’Alfano furioso mesi fa, ma, poi, aumentando il numero degli sbarchi e l’arrembaggio dei profughi e dei clandestini, due ogni mille, poi tre, poi quattro e domani cinque, sei, sette, dieci, com’è inevitabile fintantoché non viene chiuso il rubinetto degli sbarchi e la frontiera sud troverà pace e regola comunitaria (chissà mai e chissà quando).

E la vicenda ha tutte le caratteristiche per un ‘gioco delle tre carte’ in cui i nostri baldi s-governanti possono giocare truffaldinamente tutta la loro disperazione per la posizione di squilibrio politico in cui li ha precipitati la folle politica immigratoria dei 4000 migranti che ogni giorno sbarcano sulle nostre coste e mostra i centri di accoglienza al collasso e un rancore sordo levarsi dalla pancia del paese reale: ‘quelli di Gorino’ oggi, ma ieri ‘quelli di Quinto’ e l’altro ieri ‘quelli di Tor Sapienza’ – andate nelle emeroteche e ripescatevi gli articoli che sono stati scritti in quei giorni di respingimenti sociali pregressi e di rivolte sociali contro l’africanizzazione del paese e il melting pot sociale imposto a forza e senza neanche un referendum indetto sulla questione ‘immigrazione’ che ci dica se la maggioranza del paese è a favore o contro gli immensi numeri dei migranti che assaltano le nostre frontiere – e siamo ormai soli in Europa a dare faticosa e rancorosa accoglienza alla marea umana.

E paghiamo cara la follia e l’ipocrisia dello slogan ‘salviamo vite’ che, invece, incrementa statisticamente il conto dei morti annegati in parallelo al numero dei barconi e dei gommoni che si mettono in mare e la realtà dei fatti è che continuare a ‘salvare vite’ come pretendono quei folli e ipocriti s-governanti significa accogliere nuovi poveri in un’economia che più fragile non si può – e integrare chi non trova lavoro è proposito pio e velleitario perché ci mostra, invece, i mendicanti agli angoli delle strade sempre più numerosi ad ogni nuovo sbarco e le cronache dei giornali locali che si riempiono di notizie sulla ‘lotta al traffico di droga’, gestito in maggioranza, nei parchi e nei giardini pubblici, da nigeriani e magrebini.

E gioverà rispolverare le statistiche sul numero di detenuti immigrati e ospiti nelle patrie galere per smentire e smascherare l’ipocrisia dei buonisti di ogni risma e carità pelosa che si riempiono la bocca di ‘misericordia’ e ‘accoglienza’, ma non sanno offrire, né possono, dati i numeri dei clandestini e dei senza lavoro che importiamo ogni giorno, una credibile politica di inserimento sociale e di vivibilità delle nostre città europee ridotte a ghetti e ‘slums’ e ‘giungle’.

Mandiamoli a casa questi inetti e ipocriti s-governanti che spacciano per bontà la loro insipienza e la loro cattiva politica immigratoria. Sono spacciatori di pretesi valori che dicono ‘cristiani’ e abili negli inganni verbali e preparano, invece, i mille conflitti sociali che verranno.

Quei nati di Ottobre 22 che lasciano il segno

 

E’ una vera e propria paranoia quella che le cronache ci riportano: di cyber attacchi che paralizzano la Rete – e sembra di essere in un film tipo ‘Matrix’ o a bordo di un’astronave che veleggia verso Orione e sopravvive a tempeste elettromagnetiche e sfiora giganteschi buchi neri, ma ne esce indenne e si torna a ‘navigare’ nel mare magno di Internet denso di materia oscura e di spazzatura galattica e solo qualche sito isolato, tipo Wikipedia e i siti di arte e storia e letteratura danno un senso al suo esistere e affannarci quotidiano.

E in questo mondo di paranoici e para normali adoratori di Internet ci sono i cyber pirati, quasi sempre russi e figli di Putin, che, vedi caso, attaccano la campagna elettorale della Clinton – nouvelle vague del mese di novembre durante il quale si decideranno le sorti della Terra e della terza guerra mondiale, a dar retta ai catastrofisti del partito democratico americano e italiano e a tutta la sinistra europea che ci s-governa e gonfia le banlieues di ‘radicalizzati sul web’ e al papa nostro sempre doloroso e giaculatorio in video colle sue quotidiane geremiadi ritrasmesse da tutti i telegiornali embedded e ‘buonisti’ sempre meno ascoltati e visti perché non se ne può più del loro quotidiano gridare ‘al lupo, al lupo!’ – e da quel mo’ si sa che homo homini lupus, facciamocene una ragione.

E, in realtà, la Clinton si attacca da sé ed è una candidata indecente alla pari del Trump che addita quale diavolo spaventoso e le elezioni americane si giocheranno sul numero dei votanti e probabilmente ci stupiranno i suoi risultati poiché i sondaggi e i sondaggisti embedded giocano a dadi ultimamente e, dopo la brexit, nessun candidato con un minimo di sale in zucca dovrebbe dare per scontato alcunché; chi vivrà vedrà e il peggio non è mai morto – ripassatevi gli adagi popolari e i proverbi che qualche verità ancora che la raccontano.
It’s saturday October 22 e i nati in questo giorno, dicono gli astrologi, sono destinati a lasciare il loro segno sulla terra. Chissà che segno o che sogno infranto. That’s all, folks. Domani è un altro giorno, si vedrà.

 

90 minutes of classic black and white Warner Bros cartoons featuring Daffy Duck, Porky Pig and many more. This animation can be found in the public domain…
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