Archivi categoria: buonismi colpevoli

I figli dell’araba fenice – Ieri accadeva ed oggi accade

 

17 novembre 2016

(https://it.wiktionary.org/wiki/buonismo )

Sappiamo che il termine non piace a Gianfranco Bettin (suo articolo su ‘La Nuova’ di ieri) che ce lo rinfaccia e, per ritorsione. – così negando l’appartenenza alla categoria ‘buonista’- ci dice ‘cattivisti’. E sia; d’altronde il ‘cattivismo’ nella satira è cosa e definizione ormai datata e con Fracchia e Fantozzi è stato consacrato ed iscritto negli annali.
Possiamo tornare alle originali diciture da cui deriva: ‘buoni’ e ‘cattivi’, ma non avrebbero lo stesso significato e, se è stato annoverato fra i lemmi del Devoto-Oli e di altri dizionari, significa che è ormai parte dell’evoluzione del linguaggio post moderno e degli eventi e delle persone che quell’evoluzione hanno determinato.
Il Bettin, inoltre, se la prende, cattivissimo lui, con ‘le fogne di internet’ dove allignerebbe, a sentir lui, il ‘peggio del peggio’ del nostro essere cittadini incazzati e indignati e delusi dalla politica (in ispecie la politica della sinistra di s-governo) e, se in parte è vero e certi eccessi e toni e linguaggi disturbano, nondimeno ci diremo seguaci di Voltaire e sosterremo, sempre e a viso aperto, che: ‘Non condivido ciò che dici (o scrivi), ma mi batterò fino alla morte perché tu possa dirlo (e scriverlo).’

E questo assunto volterriano e democratico pare non sia parte della cultura di quei terroristi ‘francesi’ di seconda generazione che stecchiscono nelle redazioni di Charlie Hebdo e nelle strade e nei ristoranti e nei teatri e stadi di Francia quegli altri francesi (francesi di molte generazioni) diversi di fede e dai costumi e modi di vita occidentali – e usano dei loro passaporti e nazionalità amabilmente consegnati loro dalle nostre molli e accoglienti democrazie europee per andare in Siria ad addestrarsi militarmente e tornare in patria per compiere le sante stragi che ‘così vuole Allah’ e il truce profeta.
Tempi grami di una Babele di lingue e appartenenze politiche che si torce tra cattivismo e buonismo in politica e questi ultimi sono per le frontiere tutte aperte (e le stragi conseguenti) e i primi, invece, per frontiere chiuse e controllate e accoglienze ‘cum grano salis’ e numeri ragionevoli e controlli stretti di polizia ed esercito per non trovarci poi con la polizia e le teste di cuoio francesi e belghe che stringono d’assedio il quartiere di Molenbeeck, in Belgio, dove pare si siano asserragliati molti terroristi, e lì, tra i mitici ‘islamici moderati’, nel corso di questi anni tormentati, hanno trovato il loro ‘brodo di coltura’ e le protezioni.
E delle loro identità acquisite di belgi e/o francesi quei tardi figli di allah resipiscenti non sanno che farsene e si fanno terroristi per spirito di appartenenza atavico e severa e univoca interpretazione delle pagine del Corano e ci portano la guerra in casa e dobbiamo combatterla – come dice Hollande in affanno mediatico e con colpevole ritardo – e tutti invochiamo gli ‘islamici moderati’ che ci diano un segno: di esserci e di condividere i valori dell’Occidente dove sono emigrati a milioni e continuano a premere alle
frontiere.
Nella speranza che non siano figli dell’araba fenice: ‘Che vi sia ciascun lo dice dove sia nessun lo sa.’

IT.WIKTIONARY.ORG

I pensieri corrotti del buonismo radicale

 

Quando si dice ‘aberrazione’ e corruzione del ‘retto pensare’ e agire di conseguenza. Sull’attentato maledetto di N.Y. City (e sugli altri di Nizza, Parigi, Bruxelles e via elencando dell’orrendo rosario delle stragi islamico-radicali in Occidente) il piissimo direttore dell’Avvenire – il giornale dei vescovi – si chiede in pubblica trasmissione radiofonica perché ci si indigni e si abbiano reazioni forti solo per le stragi nelle città dell’Occidente e poco, invece, per quelle di Al Shabab in Somalia e dell’Isis in Tunisia e altrove nel secondo, terzo e quarto mondo.
La corruzione dei pensieri, del retto pensare e agire, indotta dall’ideologia buonista e terzomondista e democratico-radicale arriva a supporre e a insinuare che perfino in questa dolorosissima questione dei morti ammazzati nelle strade e le piazze per mano dei tragici imbecilli ‘radicalizzati sul web’ si nasconda una nota di razzismo e di discriminazione.

E’ da sempre, dalla notte dei tempi, invece, che la reazione di sorpresa e di paura e di indignazione e di odio per quanto di criminale ci avviene in casa o sotto casa o che avviene a noi e ai nostri congiunti è, per l’umana psiche, l’evento che maggiormente colpisce rispetto a tutto ciò che avviene fuori dai patri confini o in altri continenti lontani.
Dobbiamo batterci il petto e recitare il mea culpa e dirci peccatori anche per questo, cari i nostri misericordiosi da tre palle un soldo?
O è, invece, la corruzione dei pensieri vescovili e di tutti i loro pii seguaci del dirci tutti fratelli in Cristo che sta alla base di questa aberrazione per la quale io, laico e ateo e figlio della civiltà occidentale, dovrei comunque sentirmi fratello di un mussulmano o di un induista (inclusi i terroristi potenziali, annessi nella comunione universale quali ‘fratelli che sbagliano’?) – e, per la verità, già dai tempi di Caino e Abele, perfino il legame del sangue nascondeva l’odio fratricida o la sete di potere per la quale il figlio che aspirava al trono e alla corona arrivava ad avviare il complotto per uccidere il padre o lo uccideva di suo pugno?
Pollice verso e fuori i leoni. S.p.q.r. Sono parecchio perversi questi romani.

Al servizio della città

 

‘Coraggio.’ vien da dire a quelle persone che stamattina si sono alzate scorate per aver udito i risultati delle elezioni in Germania. Ci vuole coraggio per ben altre cose, in verità, – e il relativo successo elettorale della Afd non è tutto quel male e quella tragedia che vogliono farci credere quei tali che si riempiono la bocca di parole vetuste e non più sensatamente coniugabili nel presente e nel futuro prossimo quali ‘fascisti’ e ‘nazisti’.
Viviamo un’altra storia e il problema che abbiamo, invece, è costituito dalle invasioni barbariche e islamiche il cui prezzo di inevitabili conflitti sociali ha pagato Angela Merkel, – la ‘mutti’ un po’ troppo accogliente e materna e che ha ritenuto accettabile pagare il prezzo di milioni di immigrati in casa e stipati nelle enclaves delle periferie urbane in tempi affannosi e tragici di ‘radicalizzati sul web’ assassini e gli stupri di Colonia e delle altre città europee del capodanno 2015, più le altre nefandezze di ‘microcriminalità’ che leggiamo sui giornali (è ‘micro’ solo per chi non la subisce) delle serpi in seno che abbiamo accolto obtorto collo e che hanno convinto una parte dell’elettorato a punire la Grosse Koalition degli accoglienti ad oltranza e contro il sentire rancoroso delle persone che chiedono legge e ordine.
E ci aspettavamo cifre anche più clamorose del 12,6 ottenuto dalla Afd, considerati gli esiti delle elezioni ultime scorse di Trump e della ‘brexit’ e del referendum perso da Renzi in cui i sondaggisti hanno toppato alla grandissima e il giornalismo servile dei giornaloni a tiratura nazionale e dei troppi telegiornali di s-governo accreditava un risicato cinque per cento alla Afd – ed era il loro sogno asfittico di cortigiani renziani di pensare morta e sepolta la stagione dei populismi e ‘passata la festa gabbato lu santu’.
E il sostenere che faccio da cinque anni a questa parte il voto di protesta ‘populista’ quale segnale di fortissimo disagio sociale e richiesta perentoria di cambiare rotta e governare finalmente con polso fermo le folli immigrazioni senza legge e ‘clandestine’ trova ennesima conferma e quarto avviso ai naviganti in una Europa in disarmo e priva di vero e saggio governo da decenni.
Seguirà il quinto e decisivo avviso in primavera nel Belpaese dove ‘il ‘si’ suona’?
Chi vivrà vedrà e i cocci ve li siete voluti con pervicacia degna di miglior causa, cari i miei buonisti immaginari e che avete dimenticato che cosa sia fare politica al servizio della città e dei cittadini.

Il bene, il male e la fisiognomica del delinquente.

 

‘Lombroso osa sfidare il senso comune proponendo una visione della realtà del delitto che investe anche uomini di governo, parlamentari, che agiscono attraverso la menzogna, la truffa, il segno del vizio, dell’amoralità, della delinquenza (spesso legalizzata con leggi e norme fatte da loro stessi).
Oggi nessuno potrebbe sostenere la validità scientifica delle teorie lombrosiane, ma è doveroso mettere in evidenza lo sforzo e la novità del lavoro di Lombroso che, partendo dal dato bio-antropologico, ha aperto la strada ad un approccio multifattoriale che comprende anche gli aspetti sociali, su cui lavoreranno i suoi allievi Ferri e Garofalo.’

http://cronologia.leonardo.it/lombroso/lombroso.htm

Peccato per la fisiognomica del delinquente, la nota teoria di Lombroso che si è provato, generosamente, ad aiutarci nell’identificare – e, si suppone, sterilizzare preventivamente – il criminale potenziale e/o geneticamente vocato al crimine. L’ambizioso medico, infatti, estendeva la sua ricerca anche ai personaggi della vita pubblica proponendo un’interpretazione della società e del delitto, riferito non più soltanto al criminale atavico, ma a settori della vita pubblica e politica, dove nuovi reati “nuovi rami di truffa o di intrigo politico, o di peculato” crescono “quanto più la civiltà si va avanzando”.
Ve l’immaginate la rivoluzione di costume che ne sarebbe derivata e l’impatto sulla legislazione e la giurisprudenza? Senza troppo indulgere nel sogno di una società senza delitti e senza criminali – preventivamente individuati e messi in sicurezza – e surfando bravamente sopra le obiezioni e gli alti lai e le geremiadi dei talibani de noantri che griderebbero scompostamente ai nipotini di Goebbels e all’eugenetica, la mia riflessione va a una trasmissione televisiva recente che mi mostrava il viso bonario e insospettabile di Pol pot – del quale conosciamo le gesta criminali ideologicamente composte in un disegno di riforma della società di impianto demenzial-marxista covato durante gli studi universitari a Parigi ed esportato e pienamente realizzato in patria.
E pensavo a quel tale congolese, Butungu, il profugo stupratore (presunto, presunto, vabbuò), l’immigrato pietosamente accolto nel nostro paese e rifocillato e che vestiva di lusso e aveva tutto per potersi integrare e fare il bene suo e pagarci le pensioni – e, nelle foto, mostra un viso rotondo e nessun bernoccolo o protuberanza assassina; un viso che avrebbe depistato perfino il bravo Lombroso.

E pensavo alle foto e ai visi degli autori di accoltellamenti e di stragi coi tir e coi van a Nizza, Berlino e Londra e a quelli coi kalashnikov di Parigi i cui visi normali e tranquilli sarebbero sfuggiti del pari alle analisi preventive dei tecnici di laboratorio di Lombroso – e giungevo alla conclusione che davvero viviamo nel migliore dei mondi possibili descritto da Voltaire nel suo racconto filosofico ‘Candido’.
Un mondo dove il male è necessario e sempre in agguato in ogni angolo e luogo delle nostre fragili vite e la quotidiana nostra lotta di fautori del bene sociale e dell’ordine costituito e garantito è destinata a fallire mille volte – e piangiamo ricorrentemente le vittime indifese e inermi di assassini seriali e di assoluti imbecilli ‘radicalizzati sul web’ che dicono di agire in nome di un ‘dio grande’ per nascondere la loro personale pusillanimità e l’incapacità di agire per il bene comune della patria europea che ha loro riconosciuto lo ‘ius soli’.

Genio e follia”Uno studio antropologico sull’uomo delinquente, e particolarmente di quella sua varietà che chiamiamo delinquente – nato, deve di necessità prendere le mosse dai primi caratteri fisici…
CRONOLOGIA.LEONARDO.IT

I ciechi e i sordi e i pazzi

Si dice che ‘gli dei accecano chi vuol perdere’ e la miglior dimostrazione che si dà in politica oggi è quella di un pd lacerato tra chi vorrebbe tornare ai cento e cento ‘barconi’ quotidiani che arrembano sulle nostre coste e solo sulle nostre coste e chi – come l’isolato Minniti – teme per la tenuta democratica di un paese che oggi ci racconta in cronaca le storie maledette di una quantità di aggressioni sessuali.
E quelli del pd e la folla degli stolti buonisti al seguito vorrebbero che non si dicesse che sono magrebini e immigrati di prima o seconda ondata immigratoria e la ragione elettorale di questa loro pretesa di censura è chiara ed evidente ma non si può tacere l’evidenza di un dramma sociale innescato dalla follia di una politica immigratoria a sei cifre e la riflessione di Anna Bono che potete leggere più sotto spiega molto bene il perché.
Si vada al più presto a nuove elezioni perché davvero ‘sono pazzi questi renziani’ – ciechi e sordi e che annaspano e brancolano pietosamente sulla scena politica ‘dum Saguntum expugnatur’ nelle periferie urbane del troppo che stroppia e del degrado e delle occupazioni fuorilegge di case e palazzi.

Le violenze commesse dagli immigrati in proporzione…
ILGIORNALE.IT

Il troppo che stroppia. La riflessione
di Anna Bono.
Un esercito di uomini giovani e soli.
Una bomba pronta a esplodere

In Italia sono arrivati 153.842 immigrati nel 2015 e 181.045 nel 2016. Dall’inizio del 2017 al 10 agosto se ne sono aggiunti altri 98.266. Circa l’87% degli immigrati sono di età compresa tra 18 e 34 anni e sono maschi. Quasi tutti sono arrivati da soli. Le coppie, le famiglie sono poche, a meno che si tratti di profughi in fuga da teatri di guerra.
Quindi adesso in Italia ci sono alcune centinaia di migliaia di uomini nel pieno del loro vigore sessuale che sono single oppure hanno la moglie, la fidanzata lontane e vivono in condizioni che non favoriscono la nascita di legami stabili con persone dell’altro sesso: senza un tessuto famigliare, senza una occupazione, tra estranei con cui hanno difficoltà a relazionarsi a partire dai problemi linguistici, ospiti in strutture che complicano la socializzazione.
Non ci voleva molto a capire che sarebbe diventato un problema. E così è stato.
Come tutti ricordano, a Colonia e in altre città della Germania la notte di capodanno del 2015 centinaia di donne hanno denunciato molestie sessuali e le persone fermate dalla polizia erano quasi tutte richiedenti asilo e immigrati illegali. Già nel 2015 le organizzazioni non governative impiegate nei centri di accoglienza tedeschi denunciavano ripetuti casi di molestie e violenze su adolescenti e donne adulte immigrate sole, in viaggio senza parenti o conoscenti maschi.
In Svezia dal 1975 al 2014 i casi di stupro sono aumentati del 1.472%, con una impennata negli ultimi anni attribuita dalle autorità alla presenza di centinaia di migliaia di giovani immigrati. In un clip diffuso nel marzo del 2016 e di nuovo nel gennaio del 2017 il capo della polizia di Ostersund, una cittadina circa 600 chilometri a nord ovest di Stoccolma, visto il moltiplicarsi delle aggressioni sessuali nel territorio di sua competenza consiglia alle donne di farsi accompagnare da qualcuno o di spostarsi in gruppo di sera, non restare isolate. Inoltre raccomanda di fare attenzione anche lontano dai bar perché, mentre in passato le aggressioni a carattere sessuale erano quasi sempre opera di ubriachi, gli autori di quelle più recenti sono uomini sobri.
Qualunque fosse la loro nazionalità, così tanti giovani soli sarebbero comunque un problema. Lo sono ancora di più perchè provengono quasi tutti da paesi africani e asiatici in cui donne, e bambini, non hanno vita facile, per effetto di tradizioni tribali tuttora influenti.
Sono tradizioni pensate per regolamentare la vita sessuale dei componenti di ogni comunità per garantirle prole, quindi forza lavoro e continuità. Le regole variano, ma un carattere comune è che a tal fine le donne sono asservite, sottomesse, usate senza riguardo. Quel che vogliono non conta. In società in cui è lo status a determinare i diritti, quello delle donne autorizza padri, fratelli, mariti, cognati e figli a decidere di loro e per loro senza considerarle soggetti, persone, bensì alla stregua di proprietà, di risorse.
Che questa sia la condizione della donna nei paesi da cui provengono gli immigrati in Italia non è un’opinione e neanche una teoria antropologica, è un fatto provato dall’esistenza di istituzioni che autorizzano e prescrivono di disporre delle facoltà riproduttive delle donne e del loro lavoro, nell’interesse di chi le possiede e della sua comunità. A questo servono il matrimonio combinato e quello infantile, il prezzo della sposa, le mutilazioni genitali femminili, il ripudio, l’harem e il velo islamici, per citare solo le istituzioni più diffuse.
In India e in altri paesi le donne islamiche ancora lottano contro il divorzio rapido, così detto perchè un marito per ottenerlo basta che dica per tre volte “ti ripudio”. Ormai il divorzio si considera valido anche se la formula è scritta e comunicata alla moglie via e mail e messaggi telefonici (ma si discute se debbano essere tre messaggi distinti oppure sia sufficiente scrivere per tre volte “ti ripudio” nella stessa e mail o nello stesso messaggio).
Il prezzo della sposa consiste nei beni e nel denaro che un uomo deve corrispondere alla famiglia della donna che intende sposare e che diventa sua dal momento in cui ne ha completato la consegna. Le mutilazioni genitali femminili – infibulazione ed escissione sono le più diffuse, inflitte ogni anno a circa tre milioni di bambine – consentono di controllare la vita sessuale delle donne al prezzo di sofferenze e menomazioni permanenti: lo scopo è garantire che diano figli solo agli uomini ai quali appartengono.
Donne sole, donne di nessuno, donne senza uomini al fianco, donne che i loro uomini lasciano andare in giro senza curarsi di quel che fanno: dunque si possono trattare come “selvaggina”, si leggeva nel documento scritto dalle Ong tedesche nel 2015, pubblicato dal Gatestone Institute.
Ma a Rimini è successo qualcosa di diverso. Una donna è stata violentata da quattro nordafricani sotto gli occhi del fidanzato; non era una donna sola, una donna di nessuno. Questo in Africa si fa solo in guerra, come estremo oltraggio e atto di disprezzo nei confronti del nemico.”

http://www.ilgazzettino.it/italia/cronaca_nera/nigeriani_sequestrano_ragazzina_15_giorni_di_violenze_arrestati-3209731.html

http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/08/31/stupri-e-immigrati/

Illuminazioni e folgorazioni sulla via della Londra islamica.

 

Probabilmente ci è sfuggito – ed è sfuggito a tutti i giornalisti inglesi ed europei che, di solito, ci dicono tutto delle decine di morti e feriti gravi degli attentati commessi dalle serpi in seno jiahdiste di prima, seconda o terza generazione di immigrati.
Pare che Jeremy Corbyn, – lo strano personaggio laburista votato da milioni di ‘risvegliati’ sudditi inglesi (che chissà quali virtù taumaturgiche gli riconoscono, a noi del tutto sconosciute) – si sia detto ‘affranto’ e ‘sconvolto’ per il singolo morto e gli otto feriti del van lanciato contro una moschea per pareggiare il conto di Nizza, Berlino e Londra – un conto ben più tragico e con un numero altissimo di morti e feriti che ancora chiedono giustizia e adeguate misure di anti terrorismo che non si vedono, non si vedranno, maledizione!.
E la sola cosa che ci mandano a dire gli s-governanti europei ad ogni nuova strage è: ‘Non è finita. Dobbiamo aspettarcene altre.’
Come dire: ‘Siamo incapaci di governo del fenomeno immigratorio e delle enclaves nemiche che abbiamo voluto far crescere ai margini delle nostre città e delle decine di migliaia di serpi in seno assassine che quelle cattive scelte di accoglienza hanno generato.’
Qualcuno mi dica che Jeremy Corbin si è detto ‘sgomento’ e ‘affranto’ anche nei casi degli attentati precedenti delle decine e decine di vittime inermi e innocenti stese sull’asfalto – o glielo rinfacci in parlamento e sui social, se non l’ha ancora fatto.
Tu vedi che razza di ‘politici’ illuminati (o folgorati?) ti vanno a votare i londinesi davvero poco illuminati.

Un furgone contro la folla davanti a una moschea nei pressi di Finsbury Park a Londra. L’attacco è avvenuto la notte scorsa e ha provocato almeno un morto e…
ILFATTOQUOTIDIANO.IT
L’uomo intercettato al telefono con la sorella: “Agli…
LASTAMPA.IT

Dell’andarsela a cercare con pervicacia degna di miglior causa.

 

…e risulta senza dubbio incongrua quell’equiparazione che fanno i sostenitori di una immigrazione senza limiti e governo dei numeri esorbitanti degli affluenti e arrembanti coi barconi, che ci porgono, su F/b, quale termine di confronto dei trascorsi, i cartelli datati anni 60 – che oggi ci paiono esempi di moderazione e perfino un poco naifs – i memorabili milanesi e torinesi : ‘Non si affitta a meridionali’.

Che, se pensi a come lasciano gli appartamenti gli affittuari (di ogni risma) dopo una affittanza medio-lunga, qualche ragione gliela daresti ai proprietari – che, generosamente e a loro rischio, mettono a disposizione un tetto e l’alloggio e un letto e una cucina. E una mia ex moglie si è vista rubata, in chiusura di affittanza, perfino la caldaia del riscaldamento e la cucina a quattro fuochi e il frigorifero – non è questione di meridionali, ma di figli di grandissima peripatetica fradicia, credete a me.

E lo ius soli sarebbe una ‘legge civilissima’ – come dicono quei pazzi furiosi dei renziani – se non fosse per l’ennesimo effetto d’annuncio già circolante per tutta l’Africa dell’imbarcare a centinaia di migliaia sui ‘barconi’, già da domani, solo donne gravide – ed ecco scattare il ricongiungimento familiare che centuplicherà i numeri degli arrembanti e ‘richiedenti asilo’ – che, data l’efficienza dei nostri centri di smistamento e degli incaricati di vagliare il diritto preteso e avviare i rimpatri, si traduce, nel Belpaese, in un ingresso sicuro e garantito e assistenza a vita a nostre spese e un futuro di sicuro elettore del Pd e cittadino italiano a tutti gli effetti.

Poco importa se, poi, di prima o seconda generazione, quei cittadini italiani e/o europei di nuovo conio saranno indagati dall’intelligence quali ‘radicalizzati sul web’ e assassini seriali in nome di un ‘allah u akbar’ mai dimenticato e integrato – e l’Occidente colpevole di ogni misfatto che si batte il petto e deve espiare perfino le lontane ‘crociate’ (sic). Votate pd e la sinistra italiana di un futuro gramo garantito e conflitti a migliaia.

Buon futuro, cari, ve la siete cercata con pervicacia davvero degna di miglior causa.

La discussione sullo IUS SOLI potrebbe essere chiusa in tre righe. E’ giusto che chiunque nasca in un certo paese sia automaticamente cittadino di quel paese? Direi di si in
BLOG.ILGIORNALE.IT

Fino a quando, cittadini?

Fino a quando, cittadini?

Hanno un bel negare i giornalisti buonisti che sempre dicono e ripetono – con diabolica pervicacia, malgrado tutte le evidenze del dramma sociale innescato dalle loro folli politiche immigratorie e le mancate integrazioni – che ‘non dobbiamo cambiare i nostri stili di vita’ e dobbiamo continuare a cantare l’Inno alla Gioia di Schiller malgrado oramai gli ostaggi anche di un solo terrorista armato di martello alzano le mani nelle chiese – e le alzeremo nelle piazze blindate dei futuri allarmi terroristici delle nostre vite blindate e niente affatto gioiose.

E, se si diceva di S. Pellico e delle sue ‘Prigioni’, che quel suo libro di sofferenze ebbe l’effetto di una battaglia e forse guerra perduta da parte degli austriaci carnefici, l’immagine sottostante di un migliaio di fedeli e visitatori nella chiesa di Notre Dame con le mani alzate simboleggia potentemente la resa della civiltà occidentale al terrore di quei sedicenti ‘soldati’ jiahdisti che sono, invece, dei miserabili assassini di civili inermi vittime di un sistema democratico indifeso dalle politiche buoniste di quei sinistri s-governanti che hanno creato e tuttora incrementano i numeri delle immense enclaves nemiche delle ‘banlieues’ parigine e belghe e delle altre metropoli europee prese in ostaggio dai rinnegati che furono accolti pietosamente come ‘profughi’ – e i loro figli si ribellano e si armano e macellano all’arma bianca degli sconosciuti appellati quali ‘infedeli’ e ‘crociati’.
Fino a quando, cittadini, tollereremo questa assoluta infamia e continueremo a nutrire le serpi in seno che ci avvelenano le vite?

Ubi maior minor cessat (2)

Ubi maior minor cessat (2)

Andrà bene anche una riflessione antica e modesta quale ‘ubi maior minor cessat’ – da ognuno e tutti constatata almeno una volta nella vita – per capire alcune semplici cose della post moderna controversia sull’islam radicale e ‘radicalizzato sul web’ che ci angoscia e ci uccide facile con tutti i mezzi a disposizione, compreso il procurato allarme di due imbecilli nostrani in piazza san Carlo, a Torino, giusto per ‘vedere l’effetto che fa’.

Che il mal minore (che non è mai ‘mezzo gaudio’) scompaia o diminuisca fortemente sotto l’urto di una catastrofe maggiore s’è visto ieri – che perfino i morti e i feriti all’arma bianca di Londra (atroce espressione di un odio immedicabile verso di noi dei nostri profughi divenuti con destrezza cittadini) quei morti, dicevo, hanno ceduto il passo ai mille e passa feriti del fuggi-fuggi di piazza san Carlo e all’evidenza che possiamo farci male da soli – dato lo spavento che ci affanna di poter essere, oggi o domani, vittime inermi e indifese di un attentato di matrice islamo-radicale – forse la maggiore causa di morte di giovani e adulti del futuro prossimo, dato il trend e le ricorrenze delle stragi.

Ma ci conforta(erebbe) il sapere che possiamo – abbiamo gli strumenti – per poter ‘essere maggiori’ dei nostri assassini, natural born killers delle seconde e terze generazioni di immigrati, basta che lo vogliamo – politicamente, elettoralmente e perfino nei rapporti quotidiani che intratteniamo con quei tali che si sono incistati nelle nostre città e, invece di integrarsi e assumere i nostri usi e costumi e ‘valori’ di cittadinanza, si rintanano nei quartieri-ghetto dove riproducono e tramandano i loro valori e rancori e costumi di tradizione medioevale, in gran parte avversi e ostili ai nostri.

E non sarebbe male, se si è vicini di casa di costoro, dei mitici ‘islamici moderati’ (arabe fenici sui nostri giornali a ispirazione buonista) segnalare alla polizia le grida di giubilo, dopo ogni attentato e strage commessa dai loro figli e nipoti ‘radicalizzati sul web’ – nella speranza che ci facciamo maggiori e migliori di loro anche e sopratutto nell’applicazione di leggi e divieti e sanzioni, ove ricorrano gli estremi di un reato qual’è l’apologia di strage e assassinio.

Facciamoci maggiori ogniqualvolta ci è possibile e consentito – almeno fino a quando la demografia a noi sfavorevole non capovolgerà i numeri della cittadinanza e la maledetta legge sullo ius soli, tanto cara al pd della follia immigratoria dei grandissimi numeri, non consegnerà loro le chiavi di quella che Houellebecq, nel suo clamoroso romanzo, chiamava ‘Soumission’.

La scoperta dell’acqua tiepida

Ha scoperto l’acqua tiepida quel tal commentatore che, su rai3, alle 12 e 40 di oggi, affermava che, da oggi in poi, in un qualsiasi luogo pubblico affollato oltremisura basterà far scoppiare un petardo e gridare: ‘E’ un attentato!’ e avremo ‘l’effetto Torino’ di oltre mille feriti nel fuggi-fuggi generale. E le maledette serpi in seno assassine ‘radicalizzate sul web’ di certo sapranno farne buon uso, da qui in avanti, e risparmieranno sulle munizioni e gli esplosivi.

E già oltre un anno fa, con spirito amaro, amarissimo, mi era capitato di dire a chi mi stava accanto che, se in piazza san Marco, alle ore 11, con la coda immensa di chi attende di entrare in Basilica e la coda incrociata di coloro che attendono di salire sul campanile, sarebbe bastato un grido rauco di ‘allah u akbar’ e il battere forte di una mano contro l’altra e ‘l’effetto Torino’ sarebbe stato uguale.

Perché nella società impaurita delle vittime potenziali e inermi che siamo e vieppiù saremo nel futuro prossimo non c’è presidio e pattugliamento di militari e/o polizia che tenga e ci preservi e ci scampi dal ritrovarci chini sul corpo martoriato di chi ci stava accanto un attimo prima, se un qualche attentato era stato programmato e realizzato con la facilità estrema e vigliacca che ci raccontano le cronache di ogni strage già eseguita a Nizza, Berlino, Bruxelles, Parigi, Londra.

E tardano i provvedimenti anti terroristici radicali e di emergenza assoluta da parte di ognuno e tutti gli s-governanti europei largamente inadeguati al ruolo e alla bisogna di un ordine pubblico degno di questo nome – e fioccano, in cambio, le inutili geremiadi di sempre e le frasi di rito che seppelliscono in fretta i morti e, il giorno dopo, si torna alla recitazione del folle verbo buonista dell’accoglienza estesa e diffusa che ha generato le maledette enclaves islamiste nelle periferie delle metropoli europee.
Al voto al più presto – e con l’augurio che finalmente gli elettori rabbiosi e stanchi di una guerra mai dichiarata e solo subita dai civili e le vittime inermi premino nelle urne i sostenitori del pugno di ferro e di una integrazione severa e controllata ogni giorno e capillarmente su tutto il territorio nazionale.
E rimpatri immediati ed effettivi per chi non ha titolo di accoglienza.