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Tristi anniversari – Ieri accadeva

La ‘drole de guerre’ si è combattuta anche sui social forum per tutto quest’anno 2015 – anno orribile più di altri che si è aperto con la strage alla redazione di ‘Charlie Hebdo’ e si chiude (si chiuderà?) con la battaglia delle Midway di Parigi ‘strada per strada’ e teatro per teatro e ristorante per ristorante e perfino allo stadio dove si giocava Francia-Germania: luogo perfetto per dire la sfida islamico-terroristica all’Europa che conta e che ha amabilmente aperto tutte le porte e tutte le frontiere ai ‘migranti’ – i terroristi di oggi e di domani inclusi.

E quella ‘drole de guerre’ l’hanno combattuta accanitamente su facebook i malati sostenitori dell’accoglienza indiscriminata e ‘no borders’ e ‘poveri i profughi migranti’ contro gli allarmati sostenitori di un maggiore controllo dell’accoglienza e severità contro i clandestini (mai o pochissimo identificati e rispediti al mittente) e i terroristi in pectore spediti dall’isis sui ‘barconi’ – che invano predicevamo e paventavamo e scrivevamo della probabilità statistica di quanto è successo ieri a Parigi ed ha superato le nostre peggiori paure.

E i più malati ed esagitati buonisti ci pensavano/dicevano ‘razzisti’, che cari! – e chissà come la pensano oggi che la ‘drole de guerre’ li riguarda tutti, nessuno escluso, e devono guardarsi le spalle in ogni luogo pubblico che frequenteranno: teatro, ristorante, piazza, stadio, chiesa, ufficio.

Manca solo che la guerra si trasferisca – presto, e trovi echi rabbiosi e inutili su questi nostri stanchi schermi feisbuchiani – anche ‘casa per casa’. Magari con un finto postino che suona e dice con un sorriso impeccabile di voler consegnare un pacco-bomba o che nasconde un kalashnikov sotto il giubbotto e ti stende l’intera famiglia con una sola raffica e la ‘drole de guerre’ degli islamici fanatici – i figli di islamici moderati accasati nelle ‘banlieues’ che incubano il terrore -, chiuderà il cerchio e chi sopravviverà vedrà e narrerà.
E i cocci dell’Europa del futuro prossimo del terrore diffuso e del guardarsi le spalle sono i suoi, i nostri, maledizione!
Era meglio morire da piccoli.

Nulla sarà come prima? La tristezza mortale dell’averlo detto e gridato per mesi inutilmente.

 

Potremmo dire siamo tutti francesi, ma non basterebbe. Potremmo dire siamo tutti europei, ma dovremmo subito prendere atto che nessuno ha…
ILSOLE24ORE.COM
http://www.repubblica.it/esteri/2015/11/13/news/parigi-127311282/

 

L’inno alla gioia delle nostre incancellabili tristesse e i lutti

L’inno alla gioia delle nostre incancellabili tristezze e i lutti

‘E’ l’ora di scelte nuove’, scrive E. Mauro su ‘la Repubblica’, ma conclude – con tardivo realismo e amara constatazione di troppi fallimenti: ‘E’ l’ora di uomini nuovi’. Uomini nuovi, già.
E’ paradossale che quegli stessi s-governanti dalle politiche immigratorie dissennate e folli di ‘accoglienza no limits’ e nessun argine ed efficace azione repressiva contro i ‘mercanti di schiavi’ – e migliaia di arrembanti non aventi titolo di profughi dentro i nostri confini e tutte le altre frontiere europee chiuse -, siano gli stessi che farfugliano di una ‘nuova Europa’ – e la vecchia ci bastava ed avanzava colla sua bella identità occidentale e le sue città ricche di storia, prima che che quegli imbelli e incapaci del ‘vertice’ di Ventotene la snaturassero e consentissero alla crescita smisurata dei ghetti urbani delle banlieues parigine e del Belgistan a prevalenza islamica – vere e proprie enclaves di serpi in seno e grembo di ‘radicalizzati sul web’ e assassini seriali e ‘natural born killers’ di ascendenza e formazione islamico-radicale.

E la sola vera e buona risposta a quegli annaspanti s-governanti delle decine di vigliacchi attentati alla vita degli inermi cittadini europei è una sola: ‘A casa, andatevene a casa, dopo i guasti e i lutti delle vostre politiche sbagliate e folli.’ Che ci avete consegnato, oggi e per i faticosi decenni futuri, una Europa malata e fragile e blindata, incapace di disegnare un suo orizzonte di futuro vivibile.
Che siate maledetti per l’infamia delle vostre pessime politiche e i lutti ormai costanti – e la facile predizione di nuovi, prossimi lutti – che ha ridotto ‘l’Inno alla Gioia’ di Schiller e Beethoven a una parodia delle nostre incancellabili tristezze e rabbie.

Riassunto delle puntate precedenti

Riassunto delle puntate precedenti. La Turchia di Erdogan va in tilt a causa di un misteriosissimo colpo di stato condotto, (si dice, si afferma), da una ‘Spectre’ anch’essa di ispirazione islamica, ma con la testa del serpente in Pensylvania.
In seguito a questi dolorosi eventi Erdogan si radicalizza (pure lui! Ma non aveva già molte estese radici sui confini con la Siria e consentiva apertamente il transito di uomini e armi verso Daesh?) e minaccia l’Europa di riaprire la bocca dell’inferno delle decine di migliaia di ‘profughi’ in marcia verso le fragilissime frontiere dell’Europa.
L’Austria, di contro, – in ragione di questi eventi e della reazione dittatoriale e violenta di Erdogan contro gli oppositori anche di ultima istanza (insegnanti e impiegati statali)- chiede ai partner europei di interrompere l’esame in corso per l’ammissione della Turchia in Europa e di far fronte di suo al problema ‘immigrazione selvaggia’ che ne conseguirà.
Per meglio illustrare questa sua convinzione, l’Austria invia suoi soldati alle frontiere ungheresi e degli altri stati che questa misura hanno concordato per rafforzare i dispositivi di argine e contenimento dell’ondata prossima ventura. Segue violento scontro verbale fra i ministri degli esteri – con il turco che ci delizia con l’invettiva ‘razzista’ rivolta all’austriaco e ancora ci teniamo la pancia per lo sbellicarci dalle risa. Il bue che dà del cornuto all’asino. Erdogan ueberalles e l’islam radicale che deborda, tracima, inonda le cronache della mala Europa e devasta e fa blindare le nostre città con gli attentati dei ‘radicalizzati sul web’ e/o i suonati di mente fragile e i disadattati (ahi quanti nelle banlieues parigine e nel Belgistan!). Questo il paesaggio delle cronache estive; quello autunnale non sarà migliore, temo.

Ma, sorpresa! Juncker rifiuta di accogliere l’invito di uno stato membro a chiudere con la Turchia e si barcamena al suo solito per tema che l’ondata immigratoria dalla Turchia si faccia tsunami devastante e l’Europa stessa cada in pezzi, come crediamo accadrà – e siamo sempre stati facili profeti in proposito, ahinoi.

Intanto in Italia continuano gli sbarchi e siamo il solo paese ad ‘accogliere’ a pieno ritmo i migranti di ogni risma e provenienza, malgrado l’evidenza in cronaca e le soffiate delle intelligence di vari paesi ci dicano che a gestire i flussi sono anche i capi dell’Isis/Daesh.
E il nostro sistema di sorveglianza, a un tal proposito, è in allarme rosso da mesi, ma, come ben si sa, non si può escludere l’attentato sanguinoso che verrà – le statistiche lo dicono fortemente probabile proprio in relazione ai numeri degli ingressi e alle evidenze delle migliaia di ‘radicalizzati’ in contatto fra loro e con Daesh.
Chi vivrà vedrà. Si ringraziano i buonisti di ogni genere e grado per la gentile collaborazione e il contributo fattivo a questo quadro riepilogativo del nostro vivere associati e il futuro gramo che ne consegue/irà.

La guerra che non possiamo perdere 3

Il Vaticano incluso

Non è chiaro se la pervicacia della sig.ra Merkel nel voler continuare la sua folle impresa di accoglienza di altre centinaia di migliaia di migranti – in grandissima parte dell’area islamica – sia dettata dal voler mantenere il punto di coerenza con i disastri sociali che giustamente le si imputano o se appartenga al genere scespiriano de:’ C’è del metodo in quella sua follia’.

E le sue parole e quelle del papa a Cracovia sulla guerra che ci hanno dichiarato che non sarebbe guerra di religione, ma guerra all’Isis sono esorcisimi e vani distinguo di accadimenti che entrambi, la Merkel e il buon Francesco, sono destinati a non più governare, se mai l’hanno fatto e semmai sono servite a qualcosa di concretamente stimabile e visibile sul piano di un minor numero di morti e più amore e armonia nelle società europee in gravissimo affanno.

E la facile, facilissima previsione è che la Merkel se ne andrà a casa, al primo giro elettorale prossimo venturo, lasciando a chi le succederà il cumulo di macerie della paura e dell’odio che ha suscitato la sua dissennata politica immigratoria e Francesco continuerà nelle sue strascicate e inutili geremiadi del ‘volemose bene, fratelli’ e ‘porgete l’altra guancia’ che gli varranno altri distacchi da una fede percepita dai più come stupido bagaglio storico leggendario e fonte di laceranti conflitti per quella minoranza di assassini e di suonati/depressi che nelle religioni trovano/eranno materia incendiaria per la loro follia di orchi e macellai.

Il futuro è appena cominciato, ahinoi, e non è credibilmente raffigurato dai pistolotti pii e inverosimili dei presenti ‘buonisti’ di ogni risma e paese. Vaticano incluso.