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Le fake news e il sogno di Utopia

Le fake news e il sogno di Utopia

Il mondo felice è il sogno di Utopia. Un luogo che non esiste, come ben sapete, ma anche un luogo buono e bello quale solo nei sogni riusciamo a immaginare. E nell’isola di Utopia esiste anche una stampa e una televisione vocate a dire il vero e a perseguire i giusti obbiettivi di corretta informazione e conoscenza che dovrebbero essere il ‘giuramento di Ippocrate’ dei liberi giornalisti di una libera stampa all over the world.
Così non è, ahinoi, e il giornalismo – nostrano ed estero – è, invece, schieramento di fazioni l’una contro l’altra armata di ‘fake news’ sparate in prima pagina per ottenere i cattivi scopi di ogni fazione politico-giornalistica incurante del verbo e delle pratiche democratiche.
E la campagna di stampa contro il presidente eletto Donald Trump da parte della fazione ‘democrats’ che ha perso le elezioni e non riesce a farsene una ragione e ad elaborare il lutto e passar oltre conosce oggi il suo diapason di notizie farlocche e ‘rumors’ ridicoli e battute da bar sport rubate alla campagna elettorale più avvelenata della storia americana per le quali – a sentire i giornalisti del Washington Post e i loro confratelli miserabili e diffamatori da un tanto al chilo – si sente aria di ‘impeachment’.

E la sola e vera buona notizia di queste campagne diffamatorie dei democrats di ogni risma e veleno e rigurgito esofageo è che – a forza di rifilarci le notizie farlocche e i ‘rumors’ ridicoli e le battute da bar del senatore repubblicano in vena di facezie, usato sui loro fogli quale ‘utile idiota’ – ci stanno educando a riconoscere ‘a naso’ le cretinerie giornalistiche di coloro che imbastiscono campagne di stampa a fini anti democratici e per rovesciare l’esito delle elezioni ultime scorse, così che spegniamo radio e televisioni embedded e insopportabilmente faziose e passiamo oltre – e issiamo le vele della nave Speranza verso l’isola di Utopia di una buona ed equilibrata stampa futura capace di guarire dagli acidi rigurgiti di fazione e di mostrarci gli articoli di quel buon giornalismo che, sempre più di rado, emerge dalle nebbie del mare di questo nostro tempo infelicissimo e bugiardo.

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Se anche i miracoli accadono

 

Sui giornali francesi di fazioni opposte si concorda sulla brutalità del dibattito televisivo tra Macron e Marine Le Pen. E, tra i benpensanti e gli incrollabili ‘buonisti’ di sinistra-centro, si mena scandalo per i ganci indiavolati e gli ‘jabs’ e i ‘diretti’ di Marine al mento del fighetto dei Rotschild, peraltro buon incassatore e favorito dai pronostici.
E in tale circostanza è naturale, negli ambienti della boxe, che gli assistenti e i consiglieri del pugilatore sfavorito dai sondaggi gli consiglino la strategia dell’attacco senza remissione di colpi, – ragion per cui ci viene da ridere nel leggere le recriminazioni e gli sdegni e gli alti lai delle anime belle sinistre che pretendono correttezza quando in gioco ci sono i valori nazionali e la sicurezza dei cittadini in un paese in guerra contro le enclaves del meticciato islamico che offrono tane e covi alle serpi in seno jahdiste e ai troppi ‘radicalizzati sul web’ del ‘disagio sociale delle banlieues’.

E su questa ed altre questioni calde e bollenti del nostro infelice vivere europeo nel terzo millennio – l’immigrazione senza limiti e/o invasione programmata delle o.n. g. dai bilanci opachi – non c’è, non ci può essere remissione di colpi e vero dialogo tra i sostenitori di questa e dell’opposta fazione perché è una ‘questione di fede e dottrina’. O di qua o di là – e sarebbe troppo complesso e sicuramente improduttivo cercare di addentrarci nei meandri neuronali e analizzare le complesse sinapsi che hanno costruito questa opinione e quella opposta.

Bisognerebbe tornare alla maieutica socratica e, a botte di domande e risposte guidate, trovare il bandolo della odierna matassa aggrovigliata dalle invasioni/immigrazioni di cui si dice che ‘ci pagano le pensioni’, – ma vedere tutti quei neri mendichi ad ogni angolo di strada e piazza o in galera per spaccio o ciondolanti in bivacchi attorno alle stazioni o impiegati a raccogliere pomodori e pagati una miseria in nero, viene il dubbio che si tratti, in realtà, di una maledetta ‘fake new’ di matrice boldrinian/renziana e che nessuna pensione futura sia alle porte, né lavoro ed integrazione positiva di quelle folle di neri per caso che ad Ercolano sono stati chiamati a votare per Renzi alle ‘primarie’ e il sindaco indigeno (pd) se ne dice ‘fiero’. Sono peripatetici questi renziani.

Aspettiamo domenica. Se la fede esiste e non è una ‘fake new’ forse anche i miracoli accadono.

Quelli che: ‘Ci avete rotto….’

Se il 60 per cento degli italiani non avesse sepolto sotto una fragorosa frana elettorale l’imbonitore fiorentino ci preoccuperemmo di certi commenti di gente che delle matite non copiative e dei possibili brogli denunciati in molti seggi non gliene poteva importar di meno – e qualcuno si è spinto oltre l’ultima frontiera della convivenza civile scrivendo in chiaro: ‘ci avete rotto……’ con livore e acredine degna del peggior buzzurro da curva sud.
Tu vedi dove approda il gran dibattere che si è fatto su Voltaire e sul suo: ‘Darei la vita perché tu possa esprimere una opinione contraria alla mia.’ Parce sepulto.voltaire-liberta-di-pensiero

 

 

 

Il metodo di certe follie

Il metodo di certe follie

Che ci sia del metodo in certune follie lo sappiamo da secoli – dal tempo di Shakespeare e di Amleto – e questo personaggio, che sbraita e recita a soggetto in pubblica corte di giustizia gli slogans paranoici che piacciono tanto ai poteri forti – quelli che, nei pochi giorni che restano, fanno di tutto e di più e di vergognoso per fermare la Brexit che li condannerebbe all’infamia da cui sono usciti e in cui ci hanno precipitato – questo personaggio ridicolo e utilmente folle (l’utile idiota delle grandi crisi globali) sembra essere uscito al momento giusto dal cappello di prestidigitatore di Juncker o della presidente del Fondo Monetario internazionale.
Forza, oh popolo sovrano britannico! Se riuscirai a sottrarti alla morsa di questa genia una pagina gloriosa sarà scritta per la democrazia europea tutta.

“Morte ai traditori, Gran Bretagna libera”. Sono state queste le prime parole che Tommy Mair, l’uomo incriminato per la brutale uccisione della deputata laburista Jo Cox, ha…
HUFFINGTONPOST.IT

 

Dio salvi il popolo sovrano

Dio salvi il popolo sovrano

E ci vorrebbe uno scatto di reni e di orgoglio regale di quel ‘popolo sovrano’ che è, invece, massa di manovra appecorata e succube degli spudorati poteri forti europei e del fondo monetario internazionale che si spingono fino ai brogli del ‘voto per posta’, come è avvenuto in Austria – e ancora aspettiamo di sapere se sono stati presentati i ricorsi e se si rifaranno i riconteggi di quel voto inquinato dall’allarme sfrontato e bugiardo delle grida de ‘Al lupo, al lupo!’.
E nessun lupo è alle viste, in Austria e nella Gran Bretagna che era avviata ad una ponderata, sofferta decisione di sovrano distacco da un’Europa in preda al marasma della globalizzazione e ai mille conflitti che ha importato coll’onda lunga dell’immigrazione quotidiana a quattro o cinque cifre. Incrociamo le dita. A volte i miracoli accadono. God save Britain e la sovranità del suo popolo dalle vigliacche intromissioni dei globalisti di ogni risma.

 Il mondo rotto e i conflitti annunciati del marasma globale.http://blog.ilgiornale.it/…/se-il-mediterraneo-esplode…/

Ieri accadeva

Metafore e altre metafore

E’ nella natura del conflitto il deflagrare, di quando in quando, lo scoppiare e fare i danni che conosciamo, ma, più spesso, il conflitto resta latente e ‘scava sotto’ -perfino di generazione in generazione, com’è avvenuto nella ex Jugoslavia- e, a volte, trova pacificazione provvisoria, si seda, miracolosamente – o viene sedato perché gli interessi economici e politici dello status quo sono maggiori delle attese di guadagno di coloro ‘che contano’ e sono ai vertici della società.

Così è per la quiete prima della tempesta che annuncia l’uragano giudiziario che causerà la morte del governo delle larghe discordie, così è per l’esercito dei ‘grillini’ che dà segni di volersi scomporre e diversamente disporre del suo potere di interdizione e/o di eventuali accordi futuri di s-governo. Triste notizia, ma già metabolizzata.
Già, perché niente di buono ci aspettavamo da quella brigata di lindi e ordinati signori nessuno scelti chissà come dai leader del Movimento -e sapevamo in anticipo, disincantati di tutto come siamo, che sarebbero emersi degli Efialte e la diga armata delle Termopili anti casta e anti sprechi e anti corruzioni avrebbe ceduto sotto l’urto dei marrani e mercenari e reduci di tutte le scaramucce parlamentari e rotti a tutte le miserie e lo schifo dell’avvilente mercato dei giuda pd-pdl e idv.

E se i due tarantini ex M5s confluiranno nel gruppo misto che fu dei razzi e degli scilipuoti e degli altri ‘venduti e comprati’ da lex luthor-berlusconi la domanda è: ‘Come si sentiranno quei due dopo lo strappo? Ci dormiranno la notte? E che conti faranno con la loro coscienza di novelli infami, che si terranno la diaria e i rimborsi-spese e i ‘troppi maledetti e subito’ trenta denari di Giuda della loro miserabile avventura parlamentare?’
Forse ha ragione Grillo a dire che ‘la scatoletta di tonno’ è stata aperta ed era vuota. Ed è stato buono e gliene ha dette poche. Io pensavo, invece, ad altra metafora: alle note scatolette del Manzoni – esposte con vivo scandalo a una lontana esposizione d’arte e l’ultima battuta a Sotheby per 124000 euro. Però, dirla ‘d’artista’ è parola grossa.

La Storia che non è mai maestra di vita

Si moltiplicano le dichiarazioni negative dull’Europa che ‘non ce la fa’ e ‘ha fallito’ nella gestione e nel governo delle politiche migratorie e non stupisce nessuno – nemmeno il più ottuso dei ‘buonisti’ – che l’arrembaggio e le ondate infinite di orde di migranti alle frontiere sud ed est sia fenomeno non più gestibile e contenibile, – come dice sconsolato il sindaco di Monaco di Baviera che vede sfumare il grande afflusso turistico dell’Oktober Fest e si ritrova la stazione dei treni bloccata e ridotta a un improvvisato campo-profughi.

E la promessa del prefetto veneto che si impegnava, al tavolo della trattativa coi sindaci, a un solo ‘profugo’ (meglio ‘migrante’: categoria che comprende i clandestini che, speriamo, verranno presto rimpatriati) ogni mille abitanti è sfumata dopo solo quindici giorni, com’era prevedibile, – e l’ineffabile Alfano ieri parlava di ‘due’ ogni mille, e, fra una settimana, saranno tre, quattro, cinque – dato l’incessante afflusso sulle nostre coste e gli ingressi non contabilizzati dalle frontiere-colabrodo; ed è facile predizione che si moltiplicheranno i fuochi di rivolta dei residenti, com’è già accaduto a Quinto di Treviso e altrove.

E se c’è un colpevole da additare e una cattiva politica da deprecare, in questa vicenda che affoga l’Europa, condannata dalla sua malintesa pietas all’accoglimento, bisogna risalire alla dissennata politica misericordiosa di quel governo italiano che diede inizio a Mare nostrum e diffuse per tutta l’Africa e il bacino mediterraneo la lieta novella che: ‘C’è un luogo, subito di là del mare, che contiene tutte le delizie future e nutre le nostre speranze di un futuro migliore. Andiamo, fratelli, tutti insieme appassionatamente a conquistare il nostro Bengodi.’
Rileggetevi i reportages di Domenico Quirico dall’Africa sub sahariana e scoprirete che, anche chi era stato respinto tre volte perchè ‘clandestino’ diceva di volerci riprovare – tanto facile è l’impresa di violare la molle e nulla frontiera-Schengen, chiusa oggi dalla Germania e ieri dalla Danimarca quando ormai i buoi sono scappati a centinaia di migliaia dalle stalle e dilagano impuniti e non schedati, e non vogliono essere riconosciuti e segnalati, su tutto il suolo europeo.

E si sarebbe dovuto fare come l’Australia, invece, e attuare fin dall’inizio i respingimenti in modo severissimo e bene organizzato, chiedendo a quei governanti d’oltre oceano come facevano ad arginare i flussi dei migranti e ad evitare le polemiche sulla stampa e sui media che da noi sono, invece, impazzate, costringendoci sulla linea-maginot di una indifendibile e folle misericordia che ne attira ogni giorno a migliaia.
E non li sappiamo contenere, questi eserciti di nuovi poveri armati dell’invincibile arma della pietas e della misericordia che tutto sbaraglia – e dilagano per ogni dove, come accadde per i lontani ‘Popoli del mare’ che causarono il collasso in una intera civiltà.

La Storia che non è mai maestra di vita, dannazione!

 

L’arrivo di profughi e migranti in Europa attraverso la rotta balcanica prosegue. Anzi, accelera, in vista della stretta annunciata dall’Ungheria di Viktor Orban, dove dal 15…
ilfattoquotidiano.it

Quel peggio che mai non muore

Quel peggio che mai non muore

Chissà se esiste una qualche relazione provata tra l’eccesso di libertà di cui soffriamo, e che favorisce la proliferazione di bulli/e e bullismi adolescenziali in cronaca, e la quantità spaventosa di gente che, dall’occidente delle origini o di recente cittadinanza, va ad arruolarsi nell’Isis: felici di misurarsi con coltelli sacrificali, decollazioni di innocenti e kalashnikov e lanciarazzi.
Come dire che l’abdicazione, nei paesi occidentali, al giusto e necessario esercizio di autorità e severo rispetto delle regole sociali convenute ha quale sua ‘legge del contrappasso’, nella società globale e multietnica, l’approdo imprevisto sulle rive di una follia collettiva che ci punisce e ci rimprovera la colpa di esseri stati cattivi genitori e non aver coltivato ed educato ai giusti ‘valori’ i fragili pargoli e psicolabili.
E l’islam radicale e terrorista è la Geenna dei peggiori misfatti – l’ultimo ci viene oggi dal Kenia e ci impaura per la rete di complicità che rivela e che hanno reso possibile il massacro dei diversi di fede.
E, forse, dovremmo riconsiderare alla svelta i nostri metodi educativi ispirati ad una mitica e malintesa ‘libertà’ (troppo spesso scambiata con ‘il caxxo che ci pare’) e i genitori di oggi farsi un severissimo esame di coscienza e convenire con il ministro dell’istruzione che non si può continuare nella distruttiva faida tra genitori e insegnanti – i primi impegnati a delegittimare e minacciare i secondi di ‘fargli causa’ e intimidirli al punto da scoraggiarne l’azione educatrice.

E il lettore dei giornali di ‘Prima pagina’ di stamane, il vice direttore de ‘L’Avvenire’ (il giornale dei vescovi, lo si dice), nelle sue risposte ai radio-ascoltatori adombrava l’ipotesi che, visto che siamo detti ‘crociati’ dagli islamo-terroristi, forse sarebbe il caso di levare più alto il vessillo dei valori cristiani e sostenerli – magari ‘in hoc signo vinces’, chissà, in tanto Medioevo di ritorno non si sa mai e magari irregimenteremo alla bisogna i pargoli-nepoti e li addestreremo alla nuova Lepanto; chi vivrà vedrà, il peggio non è mai morto, estote parati (e chi più ne ha più ne metta).

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Del velare e disvelare

Non è chiaro se la decisione della First Lady Michelle Obama sia stata pianificata a tavolino. E’ probabile, visto il numero di funzionari che si occupano del protocollo e dei viaggi della coppia presidenziale. E, se così è, il messaggio rivolto al mondo arabo – così pieno di intimazioni urbi et orbi e divieti incomprensibili e non condivisibili per la nostra cultura occidentale – è questo: ‘Apparteniamo a un altro mondo. Siamo ambasciatori di una cultura diversa e meglio capace di coniugare il futuro delle libertà civili, che dovete rispettare e accettare nella sua diversità.’
Il futuro è nostro. Così è se vi pare. Ora e sempre Charlie Hebdo.

http://www.repubblica.it/…/michelle_obama_in_arabia_sau…/1/…

Ha incontrato il nuovo re Salman a Riad, a margine dei funerali del re saudita Abdullah insieme al marito Barack e alcuni media arabi non le hanno risparmiato critiche per aver indossato un abito blu – e non nero – che secondo alcuni sarebbe stato più appropriato…
REPUBBLICA.IT