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Questo è quel mondo.

 

Non c’è niente di nuovo sotto il sole. La battaglia della comunicazione distorta e partigiana si è combattuta nel corso delle due guerre mondiali e della ‘guerra fredda’ del confronto aspro fra mondo socialista e mondo capitalista e oggi si combatte addebitando alla parte politica avversa le presunte e pretese ‘fake news’ relative ai fatti tragici che viviamo ormai quasi quotidianamente.

E della strage di ieri a Las Vegas i sedicenti ‘liberal’ e i nostri sinistri renzian-gentiloniani affermano in coro che la destra, forte su internet e spalleggiata dalle piattaforme di Google, distorce i fatti e accredita il folle assassino in conto agli esagitati anti Trump – e si mostra in rete la foto della sua partecipazione a manifestazioni contro il presidente eletto – e la destra, di contro, afferma che si vuole censurare i fatti e si mette la sordina alle ipotesi di terrorismo, peraltro rivendicate apertamente dall’Isis, al fine di evitare le ricadute negative sul dilagare dell’islam radicale in Occidente e sulla piaga delle immigrazioni di massa fuori controllo e governo che sono il mare in cui nuotano i pesci assassini dei ricorrenti attentati contro vittime inermi.

E viviamo tempi grami davvero della presente guerra di tutti contro tutti di un mondo rotto e sgovernato e di buonisti radicali che spacciano i confusi pensieri della loro cattiva politica immigratoria e ‘no borders’ come un messaggio evangelico – e non manca molto che, per fare la comunione, oltre a non essere separato o divorziato, occorrerà sottoscrivere davanti al prete una dichiarazione di entusiastica accoglienza dei milioni di diseredati in arrivo nei prossimi decenni sulle nostre sponde.

E ci vorrebbe una canzone di successo che raccontasse i fatti presenti della follia collettiva in cui viviamo immersi di morti ammazzati un tanto al chilo per le strade ci dica e canti che, oltre che in un mondo di ladri, viviamo in un mondo di pazzi furiosi e santi presunti e sedicenti che alimentano il caos e il disordine universale e le ‘fake news’ della misericordia spacciata come dottrina e verità di fede in sostituzione della politica.
Amen e mettiamocela via, questo è quel mondo. Oremus fratres.

Le fake news e il sogno di Utopia

Le fake news e il sogno di Utopia

Il mondo felice è il sogno di Utopia. Un luogo che non esiste, come ben sapete, ma anche un luogo buono e bello quale solo nei sogni riusciamo a immaginare. E nell’isola di Utopia esiste anche una stampa e una televisione vocate a dire il vero e a perseguire i giusti obbiettivi di corretta informazione e conoscenza che dovrebbero essere il ‘giuramento di Ippocrate’ dei liberi giornalisti di una libera stampa all over the world.
Così non è, ahinoi, e il giornalismo – nostrano ed estero – è, invece, schieramento di fazioni l’una contro l’altra armata di ‘fake news’ sparate in prima pagina per ottenere i cattivi scopi di ogni fazione politico-giornalistica incurante del verbo e delle pratiche democratiche.
E la campagna di stampa contro il presidente eletto Donald Trump da parte della fazione ‘democrats’ che ha perso le elezioni e non riesce a farsene una ragione e ad elaborare il lutto e passar oltre conosce oggi il suo diapason di notizie farlocche e ‘rumors’ ridicoli e battute da bar sport rubate alla campagna elettorale più avvelenata della storia americana per le quali – a sentire i giornalisti del Washington Post e i loro confratelli miserabili e diffamatori da un tanto al chilo – si sente aria di ‘impeachment’.

E la sola e vera buona notizia di queste campagne diffamatorie dei democrats di ogni risma e veleno e rigurgito esofageo è che – a forza di rifilarci le notizie farlocche e i ‘rumors’ ridicoli e le battute da bar del senatore repubblicano in vena di facezie, usato sui loro fogli quale ‘utile idiota’ – ci stanno educando a riconoscere ‘a naso’ le cretinerie giornalistiche di coloro che imbastiscono campagne di stampa a fini anti democratici e per rovesciare l’esito delle elezioni ultime scorse, così che spegniamo radio e televisioni embedded e insopportabilmente faziose e passiamo oltre – e issiamo le vele della nave Speranza verso l’isola di Utopia di una buona ed equilibrata stampa futura capace di guarire dagli acidi rigurgiti di fazione e di mostrarci gli articoli di quel buon giornalismo che, sempre più di rado, emerge dalle nebbie del mare di questo nostro tempo infelicissimo e bugiardo.

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Se anche i miracoli accadono

 

Sui giornali francesi di fazioni opposte si concorda sulla brutalità del dibattito televisivo tra Macron e Marine Le Pen. E, tra i benpensanti e gli incrollabili ‘buonisti’ di sinistra-centro, si mena scandalo per i ganci indiavolati e gli ‘jabs’ e i ‘diretti’ di Marine al mento del fighetto dei Rotschild, peraltro buon incassatore e favorito dai pronostici.
E in tale circostanza è naturale, negli ambienti della boxe, che gli assistenti e i consiglieri del pugilatore sfavorito dai sondaggi gli consiglino la strategia dell’attacco senza remissione di colpi, – ragion per cui ci viene da ridere nel leggere le recriminazioni e gli sdegni e gli alti lai delle anime belle sinistre che pretendono correttezza quando in gioco ci sono i valori nazionali e la sicurezza dei cittadini in un paese in guerra contro le enclaves del meticciato islamico che offrono tane e covi alle serpi in seno jahdiste e ai troppi ‘radicalizzati sul web’ del ‘disagio sociale delle banlieues’.

E su questa ed altre questioni calde e bollenti del nostro infelice vivere europeo nel terzo millennio – l’immigrazione senza limiti e/o invasione programmata delle o.n. g. dai bilanci opachi – non c’è, non ci può essere remissione di colpi e vero dialogo tra i sostenitori di questa e dell’opposta fazione perché è una ‘questione di fede e dottrina’. O di qua o di là – e sarebbe troppo complesso e sicuramente improduttivo cercare di addentrarci nei meandri neuronali e analizzare le complesse sinapsi che hanno costruito questa opinione e quella opposta.

Bisognerebbe tornare alla maieutica socratica e, a botte di domande e risposte guidate, trovare il bandolo della odierna matassa aggrovigliata dalle invasioni/immigrazioni di cui si dice che ‘ci pagano le pensioni’, – ma vedere tutti quei neri mendichi ad ogni angolo di strada e piazza o in galera per spaccio o ciondolanti in bivacchi attorno alle stazioni o impiegati a raccogliere pomodori e pagati una miseria in nero, viene il dubbio che si tratti, in realtà, di una maledetta ‘fake new’ di matrice boldrinian/renziana e che nessuna pensione futura sia alle porte, né lavoro ed integrazione positiva di quelle folle di neri per caso che ad Ercolano sono stati chiamati a votare per Renzi alle ‘primarie’ e il sindaco indigeno (pd) se ne dice ‘fiero’. Sono peripatetici questi renziani.

Aspettiamo domenica. Se la fede esiste e non è una ‘fake new’ forse anche i miracoli accadono.

Quelli che: ‘Ci avete rotto….’

Se il 60 per cento degli italiani non avesse sepolto sotto una fragorosa frana elettorale l’imbonitore fiorentino ci preoccuperemmo di certi commenti di gente che delle matite non copiative e dei possibili brogli denunciati in molti seggi non gliene poteva importar di meno – e qualcuno si è spinto oltre l’ultima frontiera della convivenza civile scrivendo in chiaro: ‘ci avete rotto……’ con livore e acredine degna del peggior buzzurro da curva sud.
Tu vedi dove approda il gran dibattere che si è fatto su Voltaire e sul suo: ‘Darei la vita perché tu possa esprimere una opinione contraria alla mia.’ Parce sepulto.voltaire-liberta-di-pensiero

 

 

 

Il metodo di certe follie

Il metodo di certe follie

Che ci sia del metodo in certune follie lo sappiamo da secoli – dal tempo di Shakespeare e di Amleto – e questo personaggio, che sbraita e recita a soggetto in pubblica corte di giustizia gli slogans paranoici che piacciono tanto ai poteri forti – quelli che, nei pochi giorni che restano, fanno di tutto e di più e di vergognoso per fermare la Brexit che li condannerebbe all’infamia da cui sono usciti e in cui ci hanno precipitato – questo personaggio ridicolo e utilmente folle (l’utile idiota delle grandi crisi globali) sembra essere uscito al momento giusto dal cappello di prestidigitatore di Juncker o della presidente del Fondo Monetario internazionale.
Forza, oh popolo sovrano britannico! Se riuscirai a sottrarti alla morsa di questa genia una pagina gloriosa sarà scritta per la democrazia europea tutta.

“Morte ai traditori, Gran Bretagna libera”. Sono state queste le prime parole che Tommy Mair, l’uomo incriminato per la brutale uccisione della deputata laburista Jo Cox, ha…
HUFFINGTONPOST.IT

 

Dio salvi il popolo sovrano

Dio salvi il popolo sovrano

E ci vorrebbe uno scatto di reni e di orgoglio regale di quel ‘popolo sovrano’ che è, invece, massa di manovra appecorata e succube degli spudorati poteri forti europei e del fondo monetario internazionale che si spingono fino ai brogli del ‘voto per posta’, come è avvenuto in Austria – e ancora aspettiamo di sapere se sono stati presentati i ricorsi e se si rifaranno i riconteggi di quel voto inquinato dall’allarme sfrontato e bugiardo delle grida de ‘Al lupo, al lupo!’.
E nessun lupo è alle viste, in Austria e nella Gran Bretagna che era avviata ad una ponderata, sofferta decisione di sovrano distacco da un’Europa in preda al marasma della globalizzazione e ai mille conflitti che ha importato coll’onda lunga dell’immigrazione quotidiana a quattro o cinque cifre. Incrociamo le dita. A volte i miracoli accadono. God save Britain e la sovranità del suo popolo dalle vigliacche intromissioni dei globalisti di ogni risma.

 Il mondo rotto e i conflitti annunciati del marasma globale.http://blog.ilgiornale.it/…/se-il-mediterraneo-esplode…/

Ieri accadeva

Metafore e altre metafore

E’ nella natura del conflitto il deflagrare, di quando in quando, lo scoppiare e fare i danni che conosciamo, ma, più spesso, il conflitto resta latente e ‘scava sotto’ -perfino di generazione in generazione, com’è avvenuto nella ex Jugoslavia- e, a volte, trova pacificazione provvisoria, si seda, miracolosamente – o viene sedato perché gli interessi economici e politici dello status quo sono maggiori delle attese di guadagno di coloro ‘che contano’ e sono ai vertici della società.

Così è per la quiete prima della tempesta che annuncia l’uragano giudiziario che causerà la morte del governo delle larghe discordie, così è per l’esercito dei ‘grillini’ che dà segni di volersi scomporre e diversamente disporre del suo potere di interdizione e/o di eventuali accordi futuri di s-governo. Triste notizia, ma già metabolizzata.
Già, perché niente di buono ci aspettavamo da quella brigata di lindi e ordinati signori nessuno scelti chissà come dai leader del Movimento -e sapevamo in anticipo, disincantati di tutto come siamo, che sarebbero emersi degli Efialte e la diga armata delle Termopili anti casta e anti sprechi e anti corruzioni avrebbe ceduto sotto l’urto dei marrani e mercenari e reduci di tutte le scaramucce parlamentari e rotti a tutte le miserie e lo schifo dell’avvilente mercato dei giuda pd-pdl e idv.

E se i due tarantini ex M5s confluiranno nel gruppo misto che fu dei razzi e degli scilipuoti e degli altri ‘venduti e comprati’ da lex luthor-berlusconi la domanda è: ‘Come si sentiranno quei due dopo lo strappo? Ci dormiranno la notte? E che conti faranno con la loro coscienza di novelli infami, che si terranno la diaria e i rimborsi-spese e i ‘troppi maledetti e subito’ trenta denari di Giuda della loro miserabile avventura parlamentare?’
Forse ha ragione Grillo a dire che ‘la scatoletta di tonno’ è stata aperta ed era vuota. Ed è stato buono e gliene ha dette poche. Io pensavo, invece, ad altra metafora: alle note scatolette del Manzoni – esposte con vivo scandalo a una lontana esposizione d’arte e l’ultima battuta a Sotheby per 124000 euro. Però, dirla ‘d’artista’ è parola grossa.

La Storia che non è mai maestra di vita

Si moltiplicano le dichiarazioni negative dull’Europa che ‘non ce la fa’ e ‘ha fallito’ nella gestione e nel governo delle politiche migratorie e non stupisce nessuno – nemmeno il più ottuso dei ‘buonisti’ – che l’arrembaggio e le ondate infinite di orde di migranti alle frontiere sud ed est sia fenomeno non più gestibile e contenibile, – come dice sconsolato il sindaco di Monaco di Baviera che vede sfumare il grande afflusso turistico dell’Oktober Fest e si ritrova la stazione dei treni bloccata e ridotta a un improvvisato campo-profughi.

E la promessa del prefetto veneto che si impegnava, al tavolo della trattativa coi sindaci, a un solo ‘profugo’ (meglio ‘migrante’: categoria che comprende i clandestini che, speriamo, verranno presto rimpatriati) ogni mille abitanti è sfumata dopo solo quindici giorni, com’era prevedibile, – e l’ineffabile Alfano ieri parlava di ‘due’ ogni mille, e, fra una settimana, saranno tre, quattro, cinque – dato l’incessante afflusso sulle nostre coste e gli ingressi non contabilizzati dalle frontiere-colabrodo; ed è facile predizione che si moltiplicheranno i fuochi di rivolta dei residenti, com’è già accaduto a Quinto di Treviso e altrove.

E se c’è un colpevole da additare e una cattiva politica da deprecare, in questa vicenda che affoga l’Europa, condannata dalla sua malintesa pietas all’accoglimento, bisogna risalire alla dissennata politica misericordiosa di quel governo italiano che diede inizio a Mare nostrum e diffuse per tutta l’Africa e il bacino mediterraneo la lieta novella che: ‘C’è un luogo, subito di là del mare, che contiene tutte le delizie future e nutre le nostre speranze di un futuro migliore. Andiamo, fratelli, tutti insieme appassionatamente a conquistare il nostro Bengodi.’
Rileggetevi i reportages di Domenico Quirico dall’Africa sub sahariana e scoprirete che, anche chi era stato respinto tre volte perchè ‘clandestino’ diceva di volerci riprovare – tanto facile è l’impresa di violare la molle e nulla frontiera-Schengen, chiusa oggi dalla Germania e ieri dalla Danimarca quando ormai i buoi sono scappati a centinaia di migliaia dalle stalle e dilagano impuniti e non schedati, e non vogliono essere riconosciuti e segnalati, su tutto il suolo europeo.

E si sarebbe dovuto fare come l’Australia, invece, e attuare fin dall’inizio i respingimenti in modo severissimo e bene organizzato, chiedendo a quei governanti d’oltre oceano come facevano ad arginare i flussi dei migranti e ad evitare le polemiche sulla stampa e sui media che da noi sono, invece, impazzate, costringendoci sulla linea-maginot di una indifendibile e folle misericordia che ne attira ogni giorno a migliaia.
E non li sappiamo contenere, questi eserciti di nuovi poveri armati dell’invincibile arma della pietas e della misericordia che tutto sbaraglia – e dilagano per ogni dove, come accadde per i lontani ‘Popoli del mare’ che causarono il collasso in una intera civiltà.

La Storia che non è mai maestra di vita, dannazione!

 

L’arrivo di profughi e migranti in Europa attraverso la rotta balcanica prosegue. Anzi, accelera, in vista della stretta annunciata dall’Ungheria di Viktor Orban, dove dal 15…
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