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Quei figli di Noè bianchi, gialli e neri

Polemiche farlocche e di fazione

Okkei, okkei, siamo tutti figli di Noè – e Jafet, che se andò a nord, esprime convenzionalmente la presente ‘razza caucasica’ di cui ai referti autoptici di molti telefilm americani.

Però, dicono gli egualitaristi a oltranza e i giornalisti, oggi scatenati come un sol uomo su ‘il caso Fontana’ e la sua idea di ‘razza bianca’, è il genoma che conta, perciò facciamo pure di ogni fiore un mazzo, di ogni erba un fascio… ooops! andiamoci piano perché, a parlar di ‘fascio’ si rischia il rimando lessicale al ‘fascismo’ che di fasci (di combattimento) ne raccoglieva a mucchi da par suo – e guai a offrire il destro all’Anpi, sempre pronto a rintuzzare qualsiasi cosa orecchi di fasci(smi).

Bisognerà proporre il Fontana per il Nobel alla comunicazione, dato che ci ha obbligati tutti, stamattina, a sintonizzare i neuroni sulla vexata questio della ‘razza’.
Che è come l’araba fenice: ‘Che ci sia ciascun lo dice (vedetevi i moduli dei visti di ingresso da riempire obbligatoriamente nei diversi paesi che visitate), cosa sia nessun lo sa.’

Cioè: lo sappiamo, la razza è quella ‘umana’, come ben puntualizzava Einstein al suo ingresso negli States; e dovette riempire, e forse correggere, il famoso modulo che glielo chiedeva, però siamo neri e gialli e bianchi all over the world e abbiamo culture, tradizioni e religioni diverse di appartenenza – che causano gli sconquassi assassini che sappiamo dei ‘radicalizzati sul web’ – e qualche differenza tutto questo lo fa e bisognerà tenerne conto nel bilanciare gli ingressi nel paese e le indebite ‘accoglienze’, se sono causa di forti conflitti sociali e mettono in predicato i conti dello stato e assottigliano il welfare dei residenti indigeni da più generazioni e gonfiano i sondaggi a favore delle destre perché le sinistre di s-governo hanno sbracato sui numeri dei clandestini e sono causa della chiusura delle frontiere a nord e a est delle Alpi.

Ecco. Forse il Fontana doveva precisare questo: che non è questione di razze bianche, nere o gialle, bensì di numeri di ingressi clandestini non più tollerabili per un sano equilibrio sociale ed economico degli stati e delle nazioni della fragile unità europea.
Okkei, forse è esagerato proporlo per il Nobel alla Comunicazione. Basterà votarlo alla presidenza della regione Lombardia raccomandandogli di occuparsi di più di questioni interne e stanziali quali: la sostenibilità del welfare per i bravi lombardi, – id est sanità, promozione delle nascite (anche di ‘razza’ bianca, perché no?) magari tramite sussidi alle famiglie in difficoltà e i conseguenti, auspicati asili nidi.
Votate, votate, votate e fatela finita con le polemiche farlocche e le fake news di fazione sinistra.

La Tavola delle Nazioni è una lunga lista di figli e discendenti di Noè che appare in Genesi 10 della Bibbia ebraica, e rappresenta un’etnologia tradizionale. L’importanza di Noè, secondo la Genesi, deriva dal fatto che la popolazione della Terra fu…
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Pugni e kalashnikov – Fondamentalismi che si saldano

Ieri accadeva 15 gennaio 2015

 

Un pontificato mediaticamente perfetto si incrina paurosamente per una battuta infelicissima detta da un papa, Francesco, che della mansuetudine aveva fatto un’icona convincente perfino presso il pubblico laico e i ‘senzadio’ che lo osservano e lo ascoltano rispettosamente.
I tempi che viviamo imbarbariscono le persone a tal punto da far saltar la mosca al naso perfino al pontefice sommo – che parla, senza più freni e senza l’abituale, sapiente controllo semantico, di pugni che sarebbe disposto a sferrare a chi gli offende la madre. Che, per proprietà transitiva e storica metafora, è anche la Santa Madre Chiesa.
Che ci azzecchi la madre-chiesa cattolicissima e mansueta (di recente) col profeta dei conflitti e delle fatwe pronunciate in suo nome da ogni imam facinoroso della più remota moschea mediorientale e con la miriade di assassini che, appropriandosi di interpretazioni coraniche folli, assassinano degli innocenti nei paesi che li ospitano e li sfamano è chiaro solo a Francesco o, piuttosto, al suo momento di ira – che meglio sarebbe stato se l’avesse tenuto sotto stretto controllo e meglio calibrate e pesate le infelicissime parole.
Perché non è solo il tradimento del notissimo apologo evangelico – che invita a ‘offrire l’altra guancia’ e perdonare ‘sette volte sette’ – che salta gli occhi di tutti, ma ci inquieta particolarmente l’idea che si saldi una unità religiosa malata tra le due più seguite religioni monoteiste che fa proprio un malinteso rispetto verso coloro che, importando il loro credo assolutistico e barbaro in occidente, hanno creduto e credono di poter imporre una loro ‘sharia’ manu militari e/o manu demografica – e chi non è d’accordo e si indigna e si dice pubblicamente ‘charlie’ e a favore delle storiche libertà occidentali cadrà sotto i colpi dei fanatici e degli esagitati predicatori dell’odio.

Ed è buffo che una tale, enorme gaffe mediatica esca dalla bocca di un capo religioso la cui chiesa ha subito una disfatta dopo l’altra negli ultimi cinquant’anni: divorzio, aborto, chiese vuote e ora di religione facoltativa e Jesus Christ Superstar in musical cantato nei più famosi teatri dell’occidente per oltre vent’anni – e perfino la pubblicità della Lavazza girata in un paradiso new age tutto nuvolette e ‘uri’ vogliose di un buon caffè e un san Pietro ammiccante e complice colle gags dei più noti comici nostrani.

E se le vignette dei redattori assassinati dai fanatici fondamentalisti non erano così ammiccanti e soavi e politicamente corrette come la nostrana pubblicità della Lavazza girata in paradiso non sarà, forse, proprio per il fanatismo religioso che abbiamo importato dal medio oriente medioevale e tribale e che ci eravamo scordati di avere avuto in casa solo vent’anni fa, con i papi che hanno preceduto l’attuale che scomunicavano a man bassa i separati e i divorziati e solo Francesco, tu vedi il miracolo del terzo millennio! che sembrava finalmente tutto pacificare e cantare con parole sempre perfette la meravigliosa laude a tutte le creature del suo predecessore dugentesco?
Ma che cocente delusione, Santo Padre!

Edizione online del Foglio quotidiano – Direttore Giuliano Ferrara
ILFOGLIO.IT

Tornate a bordo, caxxo!

 

Il vero lupo tra noi e quei pastorelli strabici che gridano al fascismo incombente.

Il clamore che viene da Napoli, l’ennesimo, – dopo tante storie di mafia e Gomorra che pubblicizziamo in televisione con fiction meno vere del vero, e costituiscono il nostro biglietto da visita nel mondo insieme alla pizza e agli spaghetti -, il clamore, dicevo, sul ragazzino a cui hanno asportato la milza e la cui madre invoca un controllo di legalità ormai impossibile dopo tanti anni di s-governo e messaggi di tolleranze colpevoli e ‘accoglienze’ diffuse in quartieri-ghetto e case occupate a migliaia, ci raccontano di una emergenza-ordine pubblico non più tollerabile e della necessità che abbiamo di mandare a casa al più presto e con la massima ignominia elettorale i responsabili dello s-governo e gli imbonitori di ogni risma.

E, se è vero che non c’è garanzia che il cambio di indirizzo che ci verrà dalle urne sarà risolutivo e pienamente soddisfacente i desideri di ordine sociale e miglior vivere civile, é altrettanto e più vero e sicuramente necessario lavorare come volontari e vessilliferi dell’ordine nuovo a bordo della nave-Italia distesa su un fianco e squarciate le stive della legalità e i bulli e i criminali di ogni risma liberi di scorrazzare come maledetti topi all’ingrasso per ogni dove.

Tornate a bordo, caxxo! elettori ed elettrici di questo paese-senza e contribuite a lanciare nelle urne i segnali di s.o.s. necessari per avviare una svolta radicale e bonificare e irreggimentare quelle periferie urbane malate del nostro annoso scontento.

http://www.lastampa.it/2018/01/13/italia/cronache/enne-picchiato-da-una-baby-gang-il-questore-di-napoli-assurda-e-immotivata-violenza-sAM6i41iEGUVO7kKwtGxeO/pagina.html

Antropologie e seduzioni future.

 

Potremmo affidarci alla cultura e al professor La Cecla, che insegna antropologia culturale in varie università, per apprendere cosa si deve fare e non si deve fare nel corso dei rituali di seduzione/fascinazione che mettiamo in opera durante le nostre vite.
Ma si deve mettere nel conto che non basta un libro per imparare a ‘saperci fare’ e magari anche la lettura dei codicilli del codice penale relativi al rispetto delle persone può essere d’aiuto; ma se consideriamo le troppe tribù di Neanderthalensis che ancora sopravvivono nelle nostre città e quartieri o che importiamo tramite ‘barconi’ e li stipiamo nelle enclaves nemiche e nei ghetti delle periferie urbane delle metropoli europee, beh, la cosa si fa complessa e di difficilissima gestione – e le cronache degli stupri e dei ‘femminicidi’ sono lì a dirci che non basta chiamare l’uno-cinque-due-due o il centododici/13 a violenza ormai avvenuta e che, forse, è prevalente il gutturale lessico cavernicolo nei faticosi rapporti tra uomini e donne piuttosto che il ‘dolce stil novo’ e le paradisiache visioni di Beatrice dei poeti di ogni epoca e stile.

E la querelle tra le femministe rabbiose e le attrici americane vittime di molestie e/o stupri subiti e le loro consorelle francesi che paventano un clima di ‘caccia agli stregoni’ e il chiudersi a chiocciola da parte dei troppi maschietti imbranati e timidi è di difficile conciliazione e non sarebbe male se un qualche comitato di donne illuminate redigesse un vademecum e un manuale di servizio alla seduzione possibile futura, così che lo si introduca nelle scuole di ogni genere e grado e se ne faccia oggetto di esami di maturità e patente di seduttore corretto e futuro marito esemplare.
E le generazioni a venire vivranno tutte più felici e contente (per le periferie urbane del nostro scontento e le enclaves islamiche nemiche si vedrà).

Bibliografia essenziale:
https://www.ibs.it/saperci-fare-corpi-auten…/e/9788889490549
https://www.ibs.it/lasciarsi-rituali-dell-…/e/9788896904688…

Saperci fare. Corpi e autenticità è un libro di Franco La Cecla pubblicato da Elèuthera : acquista su IBS a 8.50€!
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Se non ora, quando?

C’è da scommettere che le notizie dei naufragi degli ultimi giorni rinfocoleranno le polemiche fuori bersaglio da parte degli infiammati buonisti e i ciechi e sordi ‘no borders’ – che imputano all’Europa delle frontiere chiuse quel che deve essere imputato, invece, all’immondo traffico di esseri umani degli ‘scafisti’ libici e tunisini incuranti del mandare a morte nel mare d’inverno i morituri dei naufragi.
E, semmai, va osservata con attenzione e lodata e incentivata l’azione di rimpatrio decisa dal governo nigeriano dei suoi cittadini stipati nei lagers libici in attesa di imbarco e naufragi annunciati.
E che molti dei rimpatriati/andi nigeriani affermino che ritenteranno l’assalto alle nostre coste col grimaldello della pietas dovuta ai naufraghi (e il conseguente rischio di affogamento) la dice lunga sulla follia della politica immigratoria del duo Renzi/Alfano che ha lanciato all’Africa intera il messaggio spaventoso di una accoglienza indebita e infinita e stolidamente se ne fregiavano, fintantoché i sondaggi in costante calo hanno consigliato il cambio radicale di politica e Minniti al vertice del ministero e lo stop alle navi delle o.n.g. che si coordinavano cogli scafisti e incoraggiavano le partenze dalle coste libiche.
E si torna a ventilare, da parte dei servizi di intelligence tunisini ed egiziani, la cifra di un milione e mezzo di aspiranti suicidi in attesa di imbarco sui maledetti barconi della morte – e la drammaticità di questa emergenza umanitaria si lega ai reports sullo stato dell’ordine pubblico nelle enclaves islamiche delle metropoli europee francesi, belghe, svedesi e norvegesi, come bene illustra e informa l’articolo qui sotto; e ci chiediamo se è questa l’idea e l’immagine di Europa e di un futuro vivibile che abbiamo in mente.
Il 4 di marzo possiamo imprimere una svolta radicale alle folli politiche immigratorie delle sinistre di s-governo. Mandiamo a casa i responsabili di un tale disastro. Se non ora, quando?

Gangs e No go zones: la sfida islamica alla Svezia – Analisi Difesa
In moltissimi degli studi in materia di bande criminali, il fenomeno della gangs producing…
ANALISIDIFESA.IT
http://www.analisidifesa.it/2018/01/gangs-…ca-alla-svezia/

Mala tempora currunt – Ieri accadeva

Mala tempora currunt

Abbiamo un altro caso Salman Rushdie. Tocca a Michel Houellebecq di essere messo sotto protezione dei servizi segreti francesi e diventare un simbolo della ‘libertà di penna’ e pensiero in questo medioevo di ritorno che viviamo grazie all’importazione in Europa di centinaia di migliaia di immigrati di fede islamica. E lo stato di guerra in cui siamo precipitati dopo la strage di Charlie Hebdo è il contrappasso della ‘pietas’ e della compassione che abbiamo provato verso quei poveretti di ‘rifugiati’ che, nella cruda realtà delle cifre, erano meno del dieci per cento del totale e tutti gli altri, invece, immigrati economici o clandestini.
E il fatto che sia diventato poco politicamente corretto pronunciare o scrivere la parola ‘clandestini’ la dice lunga sulla auto censura che già abbiamo praticato e pratichiamo per tema di sollevare vespai e/o diventare bersagli dei fanatici assassini.
Ed ecco che la predizione letteraria di un presidente francese eletto da una maggioranza di figli dell’islam o ‘fratelli mussulmani’ che fino a ieri faceva sorridere oggi diventa questione rilevante di ordine pubblico e lo scrittore francese entra nell’ombra della sua stessa ‘Soumission’ che lo condanna a una vita blindata.

E che sia una guerra lo dimostrano le immagini di una Francia militarizzata e che riempie le strade di divise e uomini in armi, ma anche l’uccisione di una poliziotta in un rione meridionale di Parigi – col rischio concretissimo che certe periferie urbane ‘melting pot’ divengano territorio nemico dove intervenire solo militarmente. E Boko Aram, in Nigeria, ci conferma che è proprio l’Occidente e i suoi valori e i suoi modelli di vita che vanno distrutti e cancellati – e oggi si contano 2000 morti in una delle tante battaglie perse in partenza dall’imbelle governo nigeriano.

E ci vengono a mente le decisioni di inaudita durezza prese dal governo americano dopo la strage di Pearl Harbour contro gli immigrati giapponesi incolpevoli rinchiusi in campi di prigionia pur se sinceramente vocati all’integrazione nella loro nuova patria, ma erano decisioni precauzionali da tempo di guerra – e, se questa guerra che ci hanno dichiarato i fanatici assassini dell’islam radicale continuerà, forse gli strateghi dell’ordine pubblico delle nazioni dell’Occidente segneranno con matite
rosse le zone calde e a vigilanza speciale delle maggiori città. Mala tempora
currunt. Attrezziamoci.

http://www.corriere.it/…/umberto-eco-siamo-guerra-fino-coll…

Fascinazioni assicurate

 

I films sullo sviluppo della computeristica e sui suoi fantastici orizzonti futuri si sprecano ormai e quando Hollywood si impadronisce di una tematica e ce la raffigura in molte e varie salse con l’aggiunta dei viaggi spaziali il passaggio a una realtà prossima ventura è breve ormai – vedetevi il lancio sulla Luna dei fratelli Lumière e pensate ad Armstrong e alla sua impronta nella storica spedizione americana Apollo 11 in competizione stretta con l’Urss e i suoi pretesi successi del comunismo di stato.
E già rivedere ‘2001 Odissea nello spazio’ ci appare quale una arcaica lettera di un alfabeto cinematografico cuneiforme che svilupperà e metterà insieme molte complesse parole e decisive frasi future per un viaggio intra galattico di una umanità che avrà delegato alle macchine dell’intelligenza artificiale la scoperta del cosmo per suo conto e affidavit della speranza di sopravvivenza nei millenni futuri.

E il bel film ‘Transcendence’ del regista Wally Pfister, passato di recente sui teleschermi, ci raffigura gli sviluppi ultimi e ‘trascendenti’, appunto, le presenti umane capacità di tollerare tanto sviluppo para divino da parte di scienziati che ‘giocano a fare Dio’ – ed è bella e cogente la battuta del film in cui un giornalista chiede allo scienziato protagonista se sta per caso costruendo un proprio dio e quello gli risponde: ‘Non è quello che hanno sempre fatto e fanno tutti gli uomini?’
E perfino la religione cattolica contiene e predica con fierezza l’espressione di essere noi uomini ‘fatti a immagine e somiglianza di Dio’ – e non si vede la bestemmia se l’assunto si rovescia ed è l’uomo che, mirando se stesso, mira a ‘fare Dio’ con gli strumenti della tecnologia ultima e della scienza quantistica applicata alla computeristica.

E la cosa più affascinante del film – a parte il finale strappa lacrime in antico melodramma genere ‘amore e morte’ – è il suo mostrare efficacemente come si arriverà a una sorta di ‘rigenerazione’ che non va molto distante dalla ‘resurrezione’ leggendaria del Cristo che ci prefigura quella universale di noi tutti nella valle di Giosafatte.

E già il bel libro di J. Tipler ‘La fisica dell’immortalità’, decenni fa, ce la descriveva da par suo come la sola possibile nostra ri-creazione virtuale post mortem – e le nano tecnologie e l’intelligenza artificiale di macchine sofisticatissime quali condizioni sine qua non per la conquista del cosmo e la sua riduzione a colonia umana.
Cercate il libro, leggetelo e poi guardatevi il film. Fascinazione assicurata.

Transcendence – Trailer ufficiale. Un film di Wally Pfister, con Johnny Depp che veste i panni di Will Caster, il più importante…
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 Neil-Armstrong

Quei pastorelli delle fiabe che gridano ‘al lupo!’

 

E l’anno che si chiude può essere ricordato anche come l’anno del corpo a corpo di quelli del pd e varia e presuntuosa consorteria ‘culturale’ e giornalistica al seguito contro i ‘social’ e il dilagare della scrittura in rete – che, in un paese che legge pochissimo e pochissimo va a teatro sembrerebbe un pregio, ma, dicono i sinistri, è, invece, la (in)cultura del frammento, del dire in libertà, del ‘rutto‘ libero, come arriva a dire Marco Paolini dall’alto dei suoi molti testi-pretesti che l’hanno detto ‘maitre a penser’, della sinistra globalista. Ma ‘il pensiero è come l’oceano /non lo puoi fermare, non lo puoi recintare’ cantava il bravo Lucio, raccontandoci di quanto sia ‘profondo il mare’, compreso il mare di internet e della scrittura libera di massa.

E se il mare ci mostra una deriva a destra a causa degli eventi tragici e s-governati che sappiamo: di sbarchi incessanti dai tragici e furbi ‘barconi’ sulle nostre coste e l’Europa chiusa a riccio nelle frontiere a nord , forse è il caso di chiedersi perché e per quali ragioni il popolo che ieri votava a sinistra ha condannato e condanna Renzi e i suoi sinistri maestrini di pensiero unico a un ruolo di pura testimonianza e al grido inane de ‘Al lupo! Al lupo!’ fascista – che alla terza volta che lo ascoltiamo capiamo che il poveretto ci ha la fissa e lo lasciamo gridare, tanto alle elezioni prossime venture gli togliamo il ruolo di pastore burlone della fiaba e lo costringiamo a trovarsi un lavoro più consono al talento suo di validissimo imbonitore da fiera.

E la consorteria culturale sedicente di sinistra tornerà all’opposizione e alla denuncia inascoltata dei pretesi ‘populismi’ – com’è nel suo dna e infiammazione neuronica refrattaria agli antibiotici del comune buonsenso.

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Abluzioni e depurazioni

 

Dovremmo fare come in certi films dove l’eroe protagonista , giunto ad uno svolto decisivo della sua vita é pronto al ‘grande finale’ e inizia il rito del lavacro nel fiume e della depurazione da ogni elemento negativo che il film della vita gli ha appiccicato addosso rallentandone l’azione.
Così concluderò l’anno 2017 tagliandomi le unghie e con le abluzioni di rito nella vasca recitando il mantra degli auguri per tutto lasciare e depurarmi dei giorni andati e lavare via tutto lo sporco dell’anno ormai morto (a proposito com’è stato? Solito ‘anno di emme’, come nel biennio che lo ha preceduto?).
Ed è stato l’anno del mio esodo da una città stanca di guerra – la guerra dei trent’anni della sua trasformazione in quinta teatrale di carnevali e maschere e milioni di visitatori incantati dalla sua esibita decadenza e dei belletti culturali che non nascondono le rughe profonde e la rigidità delle membra vetuste di un cadavere che si vuole ancora vivo – e si sprecano i denari che vengono da Roma del suo sempiterno restauro ad uso invariabilmente solo turistico e nuovi bed and breakfast e grandi navi.

E non dirò che ‘tutto il mondo è paese’ perché ogni paese è un mondo, invece, e la cittadina che mi ospita ha i suoi problemi, ma non è male e prova anch’essa a dirsi viva, a suo modo, ed efficiente nei servizi offerti ai cittadini, ma ‘partire è un po’ morire’, ne converrete, e l’espianto con tutte le radici di un grande albero e il suo trapianto altrove è operazione rischiosa e chissà come sarà la foliazione delle prossime primavere e quali colori nuovi e diversi dipingeranno i miei prossimi autunni.

Però va bene, the show must go on e facciamoci gli auguri di rito e abbracciamoci nel tango delle nostre vite affaticate e chissà che non si cavi qualche bel ragno dal buco nero dei giorni dell’anno entrante e qualche novità si possa vedere anche in politica – con gli sbarchi dei migranti finalmente ridotti al lumicino e l’azione in Niger dei nostri militari capace di far argine davvero e muro all’insensatezza e pura follia delle migrazioni globali a sciami di locuste e distruttive di un tessuto sociale fragile e già abbondantemente compromesso da una crisi economica e dal lavoro precario durati trent’anni – e non si sente davvero il bisogno di un nuovo mendicismo aggiuntivo per le strade e guerre tra poveri, (il programma della sinistra di s-governo), bensì aspiriamo a rinascere e diversamente ordinare le nostre vite affinché si apra l’orizzonte del futuro e si torni a parlare, finalmente, di ‘magnifiche sorti e progressive’ dopo tanto medioevo di ritorno e ‘allah u akbar’ gridato stupidamente dai rinnegati neo cittadini europei ‘radicalizzati sul web’. Amen e così sia.

Ma la televisione, ha detto che il nuovo anno, ci sarà una…
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Mondi ultra terreni e visioni new age

 

C’era un impressionante silenzio nella chiesuola del collegio confinata sull’angolo estremo dell’edificio dove iniziava il grande orto coltivato da Sante, il rude ortolano dalla faccia lunga e scavata. Credo che iniziò lì dentro il mio preteso ‘ateismo’: da quel silenzio assoluto che lasciava vagare nel vuoto della navata le preghiere che recitavo con grande pathos; e nessuno le raccoglieva, però, e nessuna risposta veniva da quel Dio misterioso e aereo circondato da santi e beati incessantemente salmodianti – e ancora nessuno, dopo tanti anni di vita vissuta, ha saputo spiegarmi in modo credibile come esitano le sue/loro di preghiere e quali echi ne hanno avuto e come facciano a ritenere quel vuoto e quel silenzio una risposta soddisfacente e capace di giustificare la loro ‘fede’.

E il secondo riscontro dubbioso e scettico lo ebbi ascoltando un coro delle voci bianche, molti anni più tardi e già quasi fuori della soglia dell’adolescenza, e osservavo quelle bocche fanciulle modellarsi sulle vocali e battere ripetutamente sul ‘son’ finale del ‘kyrie eleison’ e sull’erta salita sonora del ‘gloria’ e mi chiedevo che specie di Dio fosse Colui che ascoltava quei canti ripetuti che si levavano da ogni chiesa e sala di concerto e se ne beava senza mai annoiarsi del repertorio.

E, ieri, disteso sul lettino del massaggiatore che tentava di sbloccarmi la maledetta schiena dolorante, quel valido para medico mi chiedeva come si fa a ‘non dirsi cristiani’ – e io cercavo di spiegargli che era più facile dirsi atei, invece, in un mondo dilaniato da verità di fedi contrapposte e assassine, e di fedeli che sono detti ‘infedeli’ da degli idioti ‘radicalizzati sul web’ che pretendono il loro dio grande (u akbar) ed è, invece, la rappresentazione asfittica e meschina e stupida della loro mente malata di assassini seriali.

E anche il bel film di Eastwood: ‘Hereafter’, che è passato su Iris l’altro ieri, parlava di quelle nostre strane e inverosimili credenze post mortuarie: di un tunnel che si attraversa e di una luce e di strane presenze e di mancanza di senso della gravità ed ecco i nuovi ‘fedeli’ new age sbracciarsi su numerosi libri e dirci e provare a convincerci che ‘qualcosa c’è’, ma dai! Tutto un mondo di sopravvissuti radunati chissà dove e chissà come in una nuova e diversa Giosafatte a fare chissà che. Qualche ulteriore delucidazione un filo più credibile e condivisibile sarebbe oltremodo gradita.

E chissà che cosa raccontavano i sopravvissuti in era medioevale (molto meno numerosi, data la scarsa scienza rianimatoria dell’epoca) intrisi com’erano delle terrorizzanti narrazioni che venivano dai pulpiti savonaroliani e da quella geniale narrazione cinematografica della Commedia, poi detta ‘divina’, che mostrava gli ignavi e gli iracondi e quegli altri immersi nella palude Stigia – e davvero non era un bel sognare e desiderare di entrarvi e soggiornarvi in quegli scenari ultra terreni da urlo e ‘orribili favelle e grida di dolore e accenti d’ira’, ma il convento altro non passava e bisognava farsene una ragione e transitare da una sponda all’altra dell’umana vita dubbiosi e avviliti e sconvolti.the-inferno-canto-8-1