Viva l’Arte viva (3)

Viva l’Arte viva (3)

E non può mancare Utopia nell’Arte viva di questa Biennale – l’isola magnifica e bella come non altre mai, ma che mai appare all’orizzonte dell’umana navigazione infelice.
Utopia è la Creazione rivisitata dall’uomo di pensiero ardito, ma che resetterebbe una grandissima parte della creazione esistente, se si inverasse, perché infestata dal Male, dal Brutto e dallo Sgraziato del mondo.
E se V. Koshlyakov (Ca’ Foscari sede espositiva) ci propone le sue immagini scenografiche sbrindellate e i pezzi sapientemente ricomposti e incollati su grandi tele e cartoni e afferma che non ha mai smesso di cercare di costruire un’immagine di Utopia (che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa), c’è un altro artista che espone in un palazzo di fronte all’imbarcadero di Riva di Biasio che afferma che Utopia è morta e sepolta, facciamocene una ragione.
E, a dire il vero, basterebbe un’azione meno eclatante del cercare costantemente di rappresentare l’Isola-che-non-c’é.
Basterebbe medicare al meglio le molte piaghe aperte e che abbiamo impietosamente sotto gli occhi ogni santo giorno e provare con fermezza e costanza a ‘raddrizzare il legno storto dell’umanità’ – ma sembra che proprio queste piccole cose di ogni giorno nuovo siano la maledetta Utopia che non ci riesce di costruire e trasciniamo le vite nell’attesa di nuovi attentati del franchising assassino dell’Isis incistato nelle enclaves islamiche delle nostre metropoli e la vana speranza che Europa sia davvero capace di cantare un giorno il suo Inno alla Gioia senza remore e avvilimenti.

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Viva l’Arte viva (3)ultima modifica: 2017-05-31T08:12:47+00:00da nunvereggecchiu
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