L’inno alla gioia delle nostre incancellabili tristesse e i lutti

L’inno alla gioia delle nostre incancellabili tristezze e i lutti

‘E’ l’ora di scelte nuove’, scrive E. Mauro su ‘la Repubblica’, ma conclude – con tardivo realismo e amara constatazione di troppi fallimenti: ‘E’ l’ora di uomini nuovi’. Uomini nuovi, già.
E’ paradossale che quegli stessi s-governanti dalle politiche immigratorie dissennate e folli di ‘accoglienza no limits’ e nessun argine ed efficace azione repressiva contro i ‘mercanti di schiavi’ – e migliaia di arrembanti non aventi titolo di profughi dentro i nostri confini e tutte le altre frontiere europee chiuse -, siano gli stessi che farfugliano di una ‘nuova Europa’ – e la vecchia ci bastava ed avanzava colla sua bella identità occidentale e le sue città ricche di storia, prima che che quegli imbelli e incapaci del ‘vertice’ di Ventotene la snaturassero e consentissero alla crescita smisurata dei ghetti urbani delle banlieues parigine e del Belgistan a prevalenza islamica – vere e proprie enclaves di serpi in seno e grembo di ‘radicalizzati sul web’ e assassini seriali e ‘natural born killers’ di ascendenza e formazione islamico-radicale.

E la sola vera e buona risposta a quegli annaspanti s-governanti delle decine di vigliacchi attentati alla vita degli inermi cittadini europei è una sola: ‘A casa, andatevene a casa, dopo i guasti e i lutti delle vostre politiche sbagliate e folli.’ Che ci avete consegnato, oggi e per i faticosi decenni futuri, una Europa malata e fragile e blindata, incapace di disegnare un suo orizzonte di futuro vivibile.
Che siate maledetti per l’infamia delle vostre pessime politiche e i lutti ormai costanti – e la facile predizione di nuovi, prossimi lutti – che ha ridotto ‘l’Inno alla Gioia’ di Schiller e Beethoven a una parodia delle nostre incancellabili tristezze e rabbie.

L’inno alla gioia delle nostre incancellabili tristesse e i luttiultima modifica: 2016-08-23T07:25:16+00:00da nunvereggecchiu
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