Il caos e l’ordine che auspichiamo

‘Il problema del nostro tempo è l’accettazione del disordine.’ affermava cinque anni fa Jannis Kounellis in un intervista. E se lo dice lui, artista dell’Arte Povera, la predizione è credibile, credibilissima. Non solo perché è un greco-italico per la sua lunga frequentazione della penisola – ‘una faccia una razza’, per intenderci – ma perché gli artisti, come i poeti, sono i soli credibili e disincantati predittori del futuro che ci aspetta.

 

Un futuro gramo di entropia sempre crescente – e ci vien da credere che la sicumera di Enscher quando affermava che : ‘Ci piace il caos perchè adoriamo sottometterlo all’ordine.’ fosse un azzardo già ai tempi suoi (sfociati in ben due guerre mondiali) e una qualche forma di ordine la si rintracciasse allora solo lungo le linee eleganti dei suoi disegni.

E la frattura di Marinetti e dei suoi artisti, succubi delle sue farneticazioni guerresche, fece esplodere quelle linee apparentemente ordinate nei colori sparati e vividissimi di Boccioni e nella furia immaginativo-omicida dei vortici e dei fumi degli obici che centravano le trincee: BUM BANG RAZZI SIBILANTI SBAAAM! – la grafica futurista della demenza e del martirio dei fanti i cui nomi oggi leggiamo sulle croci dei ‘cimiteri di guerra’.

 

E riandare coi pensieri alle entropie incontrollabili del passato recente un po’ ci conforta perché l’attuale disordine dei sette miliardi di persone formicanti per il pianeta e vaganti per mare sui barconi – da nessuno amati e malamente accolti per la trista e realistica predizione statistica dei futuri ‘foreign fighters’ e ‘radicalizzati sul web’ che usciranno dalle loro fila – sembra poca cosa di fronte alle due guerre dei nostri padri e bisnonni e ai milioni di morti che ne seguirono.

Che, se comparate con la presente ‘guerra di religione’ o ‘guerra per soldi’, – come oppongono i due schieramenti dei ‘buonisti’ e dei realisti impropriamente schedati ‘a destra’ dell’emiciclo sociale -, sembrano dirci che forse l’umanità futura vivrà ancora, chissà, qualche suo decennio buono di vita accettabile in un prossimo futuro.

E che, sbarazzattici dei Renzi e delle Merkel e degli Juncker e degli Schultz, forse appariranno governanti nuovi in quel che resterà dell’Europa capaci di misure efficaci di contenimento e argine del caos di uomini e popoli l’un contro l’altro armati e un nuovo ordine si disegnerà finalmente sull’orizzonte del futuro europeo e mondiale. Amen e così sia.filippo-tommaso-marinetti

Il caos e l’ordine che auspichiamoultima modifica: 2016-07-31T09:25:10+00:00da nunvereggecchiu
Reposta per primo quest’articolo