Archivio mensile:giugno 2016

Non si poteva dir meglio

 Vittorio Zucconi scrive su ‘la Repubblica’ del 25 di giugno:

(…) il netto successo del ‘Brexit’ (52 a 48 in un referendum non è affatto un risultato risicato) è un segno che oltrepassa le personalità dei politici vincitori (..) è piuttosto il rifiuto dell’esistente. E’ la sentenza di condanna politica contro chiunque sia in questo momento al governo (lo ‘s-governo’ delle mie ripetute denunce – n.d.r.) di nazioni, città, o partiti tradizionali. (…) Su questo divorante bisogno di ritrovare un’identità nasce il desiderio umanissimo – e impropriamente chiamato irrazionale – di tornare ‘al default’: al passato della propria condizione vista come ‘i bei tempi antichi’. (…) Chiunque – anche un Farage, un Boris Johnson, una Le Pen, un Hofer, un Putin sembra a molti migliore di chi governa al momento. Una metà della cittadinanza vota non ‘per’ qualcuno, ma per ‘dare una lezione’, per testimoniare la propria disperazione…..

«ENON finirà qui» gongola Donald Trump dalle dune della Scozia dove ha aspettato giocando a golf l’esito del referendum britannico, assaporando l’euro harakiri britannico come l’auspicio del proprio possibile trionfo in America fra sei mesi. E ha ragione. In quella nazione che gli americani …
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In questo mondo di pazzi (e ladri di democrazia)

 

Dovete immaginare una grande sala di riunione dove stanno tutti insieme, i sofferenti delle più varie patologie psichiche, così come ce l’hanno rappresentata i migliori film sulla sofferenza psichica – dall’amatissimo: ‘Qualcuno volo sul nido del cuculo’ per arrivare al Virzi de: ‘Pazze di gioia’.

Immaginate tutti quei pazzi/e (diversamente normali, se il sostantivo vi disturba) che, in preda a una frenesia nuova e a un picco di isteria collettiva si corrono incontro e pronunciano frasi smozzicate con piglio affannoso e drammatico di cui appena intuiamo il senso:
‘Non ce lo dovevano fare!’ ‘No, no non dovevano!!’ ‘Non potevano farlo, non ne avevano il diritto!’ Eppure l’hanno fatto e siamo noi a pagare!!’

Ecco, adesso, con lenta ripresa dall’alto, allargate il grandangolo sui grattacieli di Londra a volo d’uccello, ma poi entrate a razzo dentro le singole case e gli uffici dove l’isteria collettiva prende forma di attività sui ‘social’ – come si dice oggi – e si raccolgono in poche ore migliaia di firme per indire un nuovo referendum che, secondo la limpida visione che hanno della democrazia quei sofferenti da batosta elettorale (gravissima sindrome isterica, praticamente incurabile), dovrebbe blindare una nuova maggioranza al 60 per cento di si e un minimo del 75 per cento di affluenti alle urne e votanti. Che è quanto dire aboliamo l’istituto del referendum perché ‘siamo incazzati duri e questo risultato non lo vogliamo accettare’ (il tormentone gridato alle finestre de: ‘Quinto potere’).
‘Democrazia vo’ cercando ch’è si cara al mio core’.

E,se avessero vinto loro, i ‘remainisti’, naturalmente l’istituto referendario sarebbe stato un luminoso esempio di democrazia popolare e i rognosi ‘populisti’ che avessero protestato i brogli li avrebbero additati quali maledetti fascisti incapaci di accettare i limpidi verdetti della democrazia diretta.

E, con il parlamento di Westminster a maggioranza filo-Europa, c’è da aspettarsi che tutto questo frenetico agitarsi di quei sofferenti e isterici trovi sponda di proposte di legge che ne accolgano la sostanza malata e limiti l’espressione del dissenso popolare solo ai pesticidi che uccidono le api e alla caccia alla volpe con l’uso dei cani – che normalmente vanno diserti sotto al 25 per cento di affluenti.

Benvenuti in questo mondo di pazzi e ladri di democrazia che si spacciano per nuovi legislatori e ci rappresentano una democrazia blindata futura dove si voterà solo a favore di quel che vuole il governo in carica (vedi ottobre e Renzi) e, forse, chissà, riapriranno i manicomi – con gli elettrochoc e le camicie di forza per i maledetti dissidenti del ‘leave’: quei pensionati dell’Inghilterra profonda che ‘rubano il futuro ai giovani’ (sic) – come si è letto, ahinoi, sui ‘social’ degli isterici che non sanno darsi pace e accettare la volontà del popolo espressa a larga maggioranza – e battono forte le teste contro i muri e non vogliono prendere le pillole del ‘tavor’ che gli infermieri dovrebbero cacciar loro in gola a forza perché non si facciano altro male, poverini.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Non abbiate paura.

 

Va bene, va bene. In finale di post vi pubblicherò ‘Ci vorrebbe un amico’ del bravo Venditti, così che possiate elaborare la pena e lenire l’estesa bruciatura (mi avanza ancora un po’ di unguento a base di sale, però). O preferite il Celentano de ‘Su, confessa, amore mio / io non sono più il solo e l’unico…’ che bene esprime lo stato d’animo dell’Unione verso la fedifraga Albione?
Oppure cercherò negli annali la foto di Francesco che esorta il mondo intero e gli dice ieraticamente e paternamente: ‘Non abbiate paura!’ Paura di che, scusa?

Non abbiate paura e non strappatevi i capelli, cari i miei addolorati vedovi e orfani, la vita continua e – ad onta dell’isteria riprovevole di quasi tutti i giornalisti e dei politici europei che sentono traballare il cadreghino dell’europarlamento sotto al culo – non succederà nulla di catastrofico da qui a breve perché il divorzio dall’amata Albione avverrà con la patteggiata lentezza e tutti i tasselli di una economia nuova e senza la Gran Bretagna andranno presto a posto e, (scommettiamo?) da qui a due mesi parleremo d’altro e staranno meglio loro e noi perché così va il mondo delle economie globali – un mondo caotico nel cui scomporsi e ricomporsi nessun economista di vaglia ha saputo predire con esattezza alcunché e, forse, dovremmo tagliare qualche cattedra di economia nelle università, dati gli avvilenti risultati di quegli inutili professoroni.

E gioiamo, invece, per il fatto che Soros non l’ha imbroccata la predizione del ‘remain’ – e speriamo che ci abbia scommesso dei bei miliardi sopra e li abbia persi tutti; tanto gliene restano ancora troppi per le sue prossime predizioni farlocche.

Insomma, miei cari, il mondo va e gira, come da sempre e ancora per qualche milione d’anni nel futuro perciò ‘In alto i cuori! E munitevi di asciugamani e racchettoni da spiaggia e gioite dell’estate afosa. Ne vedremo ancora delle belle ed interessanti. Il futuro è appena incominciato.

https://youtu.be/UDUA4t7ExFc

https://youtu.be/_BLJVPuK19Y

https://youtu.be/HFyCfFJC0no

Music video by Antonello Venditti performing Ci Vorrebbe Un Amico. (C) 1984 Heinz Music Srl
YOUTUBE.COM

Dello spalmare il sale sulla ferita

Dello spalmare sale sulla ferita.

…e verrebbe voglia di sedersi accanto a tutti coloro che gli brucia forte, la scottatura della Brexit, – in ispecie ai giornalisti faziosi e ai politici europeisti arroganti – e, improvvisandoci infermieri, intingere il cotone idrofilo su una medicazione a base di sale e applicarglielo sulla pelle e chiedergli con soave dolcezza se brucia, per sovrappiù, dopo che, per giorni e giorni, hanno gridato insensatamente ‘Al lupo, al lupo!’ e spaventato gli elettori con scenari da incubo e lucrato sulle emozioni per la morte del deputato Cox – e i mercati e le borse andavano in grandissimo spolvero e solluchero e i cinici operatori si fregavano le mani per i rialzi storici, e i sondaggi truccati dell’ultimo giorno gli dicevano quello che volevano gli si dicesse: che il popolo bove avrebbe votato per restare e si sarebbe appecorato sui diktat e le minacce dei poteri forti eurocratici che avevano bisogno della stampella inglese per non affondare e non si desse il via all’effetto domino che ci sarà, invece, e ne vedremo delle belle.

E, tra ieri e oggi, dall’Africa sono approdati sulle nostre coste novemila ‘richiedenti asilo’ e tutta l’estate entrante avrà questi numeri altissimi e toccherà tenerceli perché le frontiere e i confini di un’Europa s-governata e in preda al marasma del ‘ciascuno per sé e Dio con tutti’ saranno sempre più chiusi, di là delle Alpi, e la cattiva politica immigratoria e le sue conseguenze nefaste saranno il castigo che ci meritiamo e il futuro gramo che ci aspetta, intanto che ascoltiamo l’ineffabile Alfano che, da Vienna, continua a dirci che è l’accoglienza il tratto distintivo di quest’Europa sfasciata – aggiungendo, en passant, Brexit obblige, che si faranno più veloci i rimpatri, si vabbé, trullalà.

Leave, Angelino, leave Renzi. Avete già dato ad abundantiam allo sfascio presente dell’Europa e a quello futuro.

 

La democrazia come la intendono gli eurocratici.http://www.ilgiornale.it/…/brexit-tink-tank-inglese-cos…

Sipario (triste e solitario)

Sipario (triste e solitario).

I Padri Fondatori (i più avveduti tra loro) avrebbero votato come la maggioranza dei britannici, se avessero potuto prevedere la qualità politica avvilente della presente classe politica europea di s-governo – in maggioranza di sinistra.
Avrebbero votato come i britannici – i più avveduti tra loro – se avessero conosciuto il marasma sociale indotto dalle spaventose politiche immigratorie della presente classe politica europea di s-governo; e se avessero veduto e letto in cronaca il dramma e l’oscenità delle ‘giungle’ e baraccopoli di Calais e di Ventimiglia fitte di clandestini sciamati fuori dai confini italiani e sostenute dalle volonterose e sconsiderate pattuglie dei buonisti affiliati al movimento dei ‘No borders’.

I Padri fondatori (i più avveduti tra loro) avrebbero tolto il patrocinio e la rappresentanza politica ai vergognosi responsabili del decadimento dell’idea di Europa Unita che siedono nel parlamento di Bruxelles e all’arrogante Renzi e all’inutile Juncker, suo padrino, e a tutti gli altri sventurati politici che stamattina, ansanti e in gravi ambasce, indicono l’ennesimo e inutile vertice per fare il punto sulla rotta di Caporetto della dis-Unione europea.

I Padri Fondatori si sarebbero messi le dita nei capelli, e le espressioni dei visi stravolte, se avessero veduto crescere a milioni i disoccupati dei quartieri di Moellenbeck, a maggioranza islamica, e le orrende ‘banlieues’ parigine dove la polizia evitava di mettere piede prima degli attentati del 2015/16 che hanno disseminato di morti e feriti le strade e i caffè e i teatri della splendida ‘Ville Lumière’.

‘Leave’ avrebbero imposto, i Padri Fondatori, con espressioni di ira e visi tirati, a questi cialtroni di s-governo che hanno fatto di tutto e di più perché montasse la protesta politica e i voti rabbiosi alle formazioni che gli idioti chiamano con disprezzo ‘populiste’ (che caxxo vuol dire) – e oggi piangono le rovine dell’Europa che passa dall’Inno alla Gioia di Schiller al Miserere nobis.

E ricostruire dalle rovine di una Europa sfigurata e spaccata in due sarà davvero difficile e l’identità europea è come quell’araba fenice del distico beffardo: ‘Che vi sia ciascun lo dice / quale sia nessun lo sa.’ Sipario.

foto di Enaz Ocnarf.

Memorie

 

E, ogni volta che ci passo davanti e osservo quello spazio vuoto che oggi è sede di mostre e brilla di luci aliene e di una storia nuova – vecchi magazzini e muri scrostati quali luoghi deputati a contenere un futuro di idee e progetti e faticano a crederti se gli dici che, per venticinque anni è stata la bottega di frutta e verdura di tuo padre. Una bottega per veri abitanti residenti storici, popolo e radici di avi nostri, e invano gli descrivi come ti appariva da ragazzo quel mondo di aromi e di colori e gente ben descritto dai versi di Neruda: ‘…metri, litri, essenza / acuta della vita /pesci affastellati, / Trama di tetti dove si smarrivano / freddi raggi di sole, / delirante e fino avorio delle patate, / pomodori ripetuti fino al mare.’

‘E una mattina tutto prese fuoco…’ continua Neruda, ma per me furono le molte mattine di un precoce ‘congedo dai genitori’ e l’inizio salvifico di un’altra vita tutta e solo mia perché quella precedente era nata morta e andava seppellito quel tristo dopoguerra della mia nascita fitto di miserie e abbandoni. E tuttavia quegli sprazzi di memoria e visi e colori sono in qualche modo i miei e quella bottega dove il mio avo visse per anni è parte di una delle storie possibili degli universi multi-mondi che ha lasciato traccia nel passato ed è giocoforza recuperarla.
Perché non siamo solo ciò che vogliamo e possiamo ma anche uno strano prodotto alchemico di quello che ci hanno scolpito dentro gli avi, nel bene e nel male, e lo chiamiamo ‘memoria’.

foto di Enaz Ocnarf.

Il metodo di certe follie

Il metodo di certe follie

Che ci sia del metodo in certune follie lo sappiamo da secoli – dal tempo di Shakespeare e di Amleto – e questo personaggio, che sbraita e recita a soggetto in pubblica corte di giustizia gli slogans paranoici che piacciono tanto ai poteri forti – quelli che, nei pochi giorni che restano, fanno di tutto e di più e di vergognoso per fermare la Brexit che li condannerebbe all’infamia da cui sono usciti e in cui ci hanno precipitato – questo personaggio ridicolo e utilmente folle (l’utile idiota delle grandi crisi globali) sembra essere uscito al momento giusto dal cappello di prestidigitatore di Juncker o della presidente del Fondo Monetario internazionale.
Forza, oh popolo sovrano britannico! Se riuscirai a sottrarti alla morsa di questa genia una pagina gloriosa sarà scritta per la democrazia europea tutta.

“Morte ai traditori, Gran Bretagna libera”. Sono state queste le prime parole che Tommy Mair, l’uomo incriminato per la brutale uccisione della deputata laburista Jo Cox, ha…
HUFFINGTONPOST.IT

 

Dio salvi il popolo sovrano

Dio salvi il popolo sovrano

E ci vorrebbe uno scatto di reni e di orgoglio regale di quel ‘popolo sovrano’ che è, invece, massa di manovra appecorata e succube degli spudorati poteri forti europei e del fondo monetario internazionale che si spingono fino ai brogli del ‘voto per posta’, come è avvenuto in Austria – e ancora aspettiamo di sapere se sono stati presentati i ricorsi e se si rifaranno i riconteggi di quel voto inquinato dall’allarme sfrontato e bugiardo delle grida de ‘Al lupo, al lupo!’.
E nessun lupo è alle viste, in Austria e nella Gran Bretagna che era avviata ad una ponderata, sofferta decisione di sovrano distacco da un’Europa in preda al marasma della globalizzazione e ai mille conflitti che ha importato coll’onda lunga dell’immigrazione quotidiana a quattro o cinque cifre. Incrociamo le dita. A volte i miracoli accadono. God save Britain e la sovranità del suo popolo dalle vigliacche intromissioni dei globalisti di ogni risma.

 Il mondo rotto e i conflitti annunciati del marasma globale.http://blog.ilgiornale.it/…/se-il-mediterraneo-esplode…/

Orizzonti di futuro gramo

Peserà di più, nelle urne elettorali della ‘Brexit’, l’omicidio della deputata Cox o quello dei due appartenenti al corpo di polizia di Parigi, – marito e moglie, vittime inermi, e miracolosamente risparmiato il figlioletto di tre anni da parte di un maledetto terrorista immigrato ‘di seconda generazione’ e serpe in seno di una cittadinanza concessa a cuor leggero da parte di un’Europa vocata a un suicidio identitario e a spaventosi conflitti futuri annunciati?

Già perché è l’orrore e la ‘reazione di pancia’ il discrimine di questa fragile cosa che chiamiamo ‘democrazia’ ed è, invece, la dimostrazione avvilente di come si possa facilmente manipolare il voto degli elettori tramite campagne di stampa aggressive e menzognere, – che prospettano improbabili sfracelli se l’Inghilterra uscirà dell’Unione europea -, e lo spregiudicato uso mediatico che fanno ‘i poteri forti’ europei dei misfatti di pazzi assassini che niente hanno da spartire con i temi concreti della campagna elettorale e tuttavia la condizionano pesantissimamente e, forse, chissà, speriamo di no, ne ribalteranno gli esiti che già erano scritti, secondo i sondaggi che conoscevamo.

E quand’anche fossero ribaltati quei sondaggi e l’Europa, già a pezzi e rottami, fosse salvata in extremis dalla morte della deputata assassinata, l’onda del risentimento e dell’odio conoscerà una provvisoria risacca ma un rilancio in battigia di lì a poco perché le cause dello scontento e le evidenze dei conflitti innescati dall’immensa ondata di tsunami immigratorio fuori controllo e fuori governo sociale restano irrisolte e il mondo rotto continuerà a mostrarci i rottami del suo naufragio sulle nostre coste ad ogni nuovo giorno che illuminerà l’orizzonte del futuro gramo che ci aspetta.

Disastri epocali

E’ difficile immaginare un quadro di disastro sociale e politico più grandioso di quello che ci offre in questi giorni la Francia alle prese con la sua seconda ‘presa dell’Eliseo/Bastille’ e le cronache di una rivoluzione quotidiana che dura feroce contro il miserabile provvedimento legislativo ‘loi-travail’ – che da noi è passato indenne (il famigerato ‘job act’) grazie alla vaselina della insignificante ‘sinistra interna’ al pd, finendo con l’abominio e lo schifo dei ‘vouchers’ quale universale mezzo di pagamento del lavoro nero e sottopagato. Toglietecela al più presto dagli zebedei, elettori/trici, questa sinistra miserabile che fa macelleria sociale meglio della destra, prima che l’intera Francia e l’Europa esploda nella sua tragedia più piena.

E la rotta della sinistra francese, quel suo essere schiacciata e denigrata in pubblica piazza e scontri da prossime barricate da quelli stessi, i lavoratori, che l’avevano premiata e sostenuta fin qui è aggravata dalla guerra intestina che ci è stata dichiarata dalle ‘serpi in seno’ delle famigerate ‘banlieues’ parigine e belghe dove sono stati stipati a milioni gli immigrati della disoccupazione che genera ‘disagio sociale’ – e il parallelo nostro scontento e l’ira pei lutti che abbiamo patito fin qua, – i padri e le madri e le sorelle di quei terroristi di ‘seconda generazione’ che si radicalizzano sul web e uccidono impunemente nelle redazioni dei giornali e perfino dentro le case – e ci commuove che abbia risparmiato il figlioletto di anni tre, il granduomo dalla orribile barbetta araba che si mostra nel video in cui magnifica le azioni ‘belliche’ e lo sgozzamento di una donna inerme della sua personale jihad in franchising.
Una guerra che non sappiamo/vogliamo combattere, l’Europa tutta e, oggi, l’America degli imbelli democratici, con la necessaria determinazione e gli efficaci strumenti di repressione/prevenzione che ci mettano al riparo da futuri attentati e dagli sgozzamenti annunciati. Quo usque tandem.

http://www.ilfattoquotidiano.it/…/francia-uccide-m…/2827272/