Archivio mensile:gennaio 2016

Sipario

Se non ci fossero altre (e validissime) ragioni per dire tutto il male possibile del nostro sbruffoncello di s-governo Renzi Matteo e auspicarne una rovinosa caduta dal piedistallo basterebbe la gigantesca puttanata che gli si imputa: di essere il ‘braghettone’, emulo ridicolo di Daniele da Volterra, che ha imbustato i nudi delle statue che avrebbero potuto disturbare la vista del suo ospite iraniano.
E, forse, quest’ultimo, malgrado la sua medioevale appartenenza islamica sciita, non avrebbe battuto ciglio e si sarebbe goduto le meraviglie dell’arte italiana senza per questo non firmare i contratti che gli sottopongono a decine le imprese italiane, avide di commesse da quel grande paese imbustato in un regime teocratico che lo castiga e lo avvilisce.

E, per la nota proprietà transitiva, il nostro illuminato presidente del consiglio avrebbe dovuto sospendere e rimandare alle calende greche anche la legge sui matrimoni gay approdata in parlamento e le annesse ‘stepchild adoptions’ (tu vedi l’imbecillità degli inglesismi imperanti. Viva l’Accademia della Crusca!) al fine di non disturbare il pensiero religioso del suo ospite – perché è ben noto che l’omosessualità dalle sue parti è vista come il fumo negli occhi e peggio.

E questo suo imbustare i nudi delle statue al passaggio di sua magnificenza l’Ospite Islamico si accompagna al servaggio ridicolo e al ridicolo ‘politicamente corretto’ del togliere i crocefissi dalle aule e non far eseguire i canti di Natale nelle scuole perché i nostri ospiti islamici, pare, si dice, si mormora, sono così psicologicamente fragilini e tanto suscettibili, poveri cari.

Speriamo che venga presto ottobre e che il referendum sulla persona di Renzi-il riformatore (sic) lo mandi a casa, lui e tutti i suoi insopportabili e petulanti renzini – con annessi i vecchi ‘smacchiatori di giaguari’ che gli hanno tenuto bordone così a lungo e vergognosamente per ‘fedeltà di partito’. Sipario.

foto di Enaz Ocnarf.

Di buoi e randellate e macerie

Di buoi e randellate tardive e macerie sociali e politiche.

Dunque avevamo ragione noi e torto loro: i cosiddetti ‘buonisti’ – quelli che neanche le cifre di ‘un milione di profughi in arrivo’ (cifre da mani sui capelli), dette e ripetute dai radio e telegiornali lungo un intero anno, ne scalfivano l’inossidabile bontà congenita, il magnifico e generosissimo sentire de: ‘Venite parvulus dei barconi. Siate i benvenuti!’ di una bontà ripetuta tre volte o sette-volte-sette, come diceva quel mitico Tale benedicente dei reports dei Vangeli.

Venite ed aggiratevi mendichi e senza arte né parte né prospettive di lavoro e di integrazione e intanto lucrate l’assistenza generosa – un tetto, cibo caldo e sigarette e le schede telefoniche – di una Europa annegata nel buonismo del suo marasma senile e che si denuda delle sue francescane vesti per darle ai poveri, ai milioni di poveri che bussano e busseranno quest’anno e nei prossimi alle sue frontiere-colabrodo.
Un’assistenza generosissima che paghiamo coi milioni di euro che versiamo nelle voraci casse dell’Europa e che solo parzialmente rientrano nei progetti finanziati dall’Unione.
Con l’aggiunta beffarda delle ‘procedure di infrazione’ che ci castigano finanziariamente perché non li schediamo né identifichiamo, quei migranti scafati che hanno tutti, tutti, ‘perso i documenti’ e si rifiutano di porgere l’indice e il pollice delle impronte e si fanno beffe delle cattive leggi e regolamenti e trattati che li inchiodano a parassitare da noi mentre le mitiche frontiere di Schengen si chiudono una dopo l’altra.

E quei buonisti/altruisti meravigliosi e commoventi li vedevi ieri affollarsi nelle stazioni di arrivo in Germania ad applaudire e spellarsi le mani verso i ‘profughi’ siriani che scendevano dai treni dell’est nel momento di massima follia della Merkel – momento oggi rientrato, e la mitica Cancelliera fatta rinsavire a botte di voti contrari dai membri del suo partito dopo gli spaventosi eventi del capodanno feroce di Colonia e Amburgo e Zurigo ed Helsinki, ma a buoi già dilagati a centinaia di migliaia nella stalla-Europa e il messaggio catastrofico de: ‘Accogliamoli tutti! ormai lanciato urbi et orbi nel Medio Oriente del medioevo islamico e ai parenti e agli amici che ancora premono alle frontiere esterne del continente provvisoriamente fermati dai muri di filo spinato che si alzano e si potenziano in tutti i paesi della cintura est – e la Grecia isolata e lasciata a cuocere nel suo brodo di incapacità e inefficacia delle scarsissime misure prese per ad arginare la marea umana.

E ditemi voi, alla luce di questi eventi largamente annunciati e prevedibili dell’umano ‘troppo che stroppia’ che ci affanna e già smorza la fragilissima ripresa economica europea chi sono quelli che ‘fanno danno’ perché troppo generosamente ‘danno e fanno’ in favore dei milioni di migranti in larga parte clandestini.
‘Danno e fanno’, già. A sproposito e senza un minimo di grano salis nelle zucche zuccherose e immedicabilmente buoniste.

Sto parlando di Renzi e dei suoi scherani di partito che ieri ha tuonato (si fa per dire, erano i fiati intestinali di un ventriloquo) contro la chiusura delle frontiere e lo stop a Schengen.
Voce di un folle inascoltato e che, speriamo, a ottobre si prenderà in testa la randellata decisiva del referendum contro le pretese ‘riforme’ e se ne andrà a casa, lasciando bene in vista i cocci e le macerie della sua folle politica buonista.

La prossima ondata di barconi sulle nostre coste. 

In Tunisia la rivolta dei disoccupati è arrivata anche a Tunisi. E dopo giorni di cortei pacifici sono aumentate le devastazioni e gli scontri con la polizia: per questo il…
ILFATTOQUOTIDIANO.IT
Le prossime ondate dei ‘profughi’ e i capodanni e i carnevali tragici delle violenze che verranno. http://www.lastampa.it/…/gli-usa-pensano-al…/pagina.html

Ieri accadeva (e oggi accade)

Esattamente un anno fa.

I ‘radio-ascoltatori’ di Prima Pagina, su radio3, sono un popolo. Che, in quanto popolo, ha in sé tutte le diversità di opinioni inclusa qualche stranezza.
Perché c’è quello che auspica che si possa vedere alla cerimonia di consegna degli Oscar un’attrice col velo – per lui simbolo straordinario della libertà di mostrarsi in linea col proprio credo e fieri – e un altro che stigmatizza la sanzione di un arbitro, nel corso di una partita di pallacanestro, che ha intimato a un giocatore di fede e costumi ‘sick’ di togliersi il turbante, non previsto dal regolamento.
Ne è conseguito, – come spesso accade in questi nostri tempi di fedi radicali e fondamentaliste e divise nere di ‘foreign fighters’ che si realizzano e hanno le loro tardive iniziazioni nella crociata islamica del Califfato e nel tagliare le gole di ostaggi indifesi e decollarli, – ne è conseguito, dicevamo, un abbandono del campo da parte del ragazzo offeso e, udite udite, la solidarietà delle due squadre per intero che hanno interrotto la partita.

E passi per il velo, che lo indossava anche mia suocera buonanima da bambina nella vicina Croazia – ieri Istria italiana – e, divenuta giovinetta, l’ha buttato alle ortiche con grande gioia e senso di liberazione individuale, ma ci piacerebbe poter notare altrettanta tolleranza da parte dei ‘velisti’ islamici oltranzisti e custodi severissimi delle tradizioni di filiazione coranica che aderiscono, invece, alla ‘fatwa’ violenta contro un attrice porno di origini mediorientali (che vorrebbero lapidata) perché si è mostrata impegnata nelle sue gioiose attività professionali e paradisiaci affanni con in testa il ‘velo’. E, sotto il velo, niente, ci vien da ridere, a noi impenitenti ‘Charlie’.

Una risata li seppellirà? E’ un augurio che ci viene dal più profondo del cuore, ma il milione di ceceni che ieri hanno manifestato rabbiosamente contro la piazza di Parigi fitta di ‘Charlie’ un po’ ci preoccupa. Diciamo una risata e qualche (metaforico) pugno – e ce ne faremo una ragione se Bergoglio si dirà in disaccordo. In fin dei conti è anche lui un capo religioso con una verità in tasca di troppo.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Pensieri corti e asfissia di pensieri

E’ ben vero che facebook è il luogo dei ‘pensieri corti’ e un filo asfittici, ma meno di twitter – che obbliga ai 140 caratteri: elogio della massima brevità e dell’assioma apodittico dei politici di professione con quei loro ‘hashtag’ cretini da tre palle un soldo (ma sarebbero più adatti i cachi molto maturi).

E, tra i ‘pensieri corti’ e asfittici presi a prestito da qualcuno più bravo di noi a costruire immagini e didascalie e a pubblicarle per averne i ‘mi piace’ a milioni, noto un vecchio bianco per antico pelo che ponza una sua riflessione zen da mente profonda e dice: ‘Non sempre chi tace acconsente. Talvolta è che non ho voglia di discutere con degli idioti.’
Proposito lodevolissimo e condivisibile, che ci suscita la curiosità di sapere chi sono gli idioti in questione e per quali ragioni occulte e messaggi trasversali quel link appaia su profili dove non si legge uno straccio di dibattito o di polemica civile o di opposti pareri politici e/o sociali, bensì le ridevoli e giocose cose di buontemponi/e allegroni/e il cui cervello è ‘in tutt’altre faccende affaccendato’ – come scriveva il Giusti – ‘e a queste cose morto e sotterrato’.

Ma, si sa, una battuta ad effetto e un’invettiva urbi et orbi e malandrina non si nega a nessuno e, se tanto basta a metter quei dessi in pace con la loro fragile e piccolissima coscienza civile: ‘Chi sono io per giudicare?’ – come si interrogava sui gay l’ottimo Francesco-santo subito prima che i suoi vescovi gli giocassero il tiro mancino di plaudire al ‘Family day’ contro la legge-Cirinna. Trullalà.

 Vecchi ed esemplari polemismi civili –http://balbruno.altervista.org/index-1208.html
Vostra Eccellenza, che mi sta in cagnesco per que’ pochi scherzucci di dozzina, e mi gabella per anti-tedesco perch metto le birbe alla berlina,
BALBRUNO.ALTERVISTA.ORG

 

Mitiche Torri e sogni infranti

Mitiche Torri e sogni infranti.

La verità è che non ce la facciamo più a tenere insieme tutti questi spazi di libertà che abbiamo osannato fino all’altro ieri e oggi ci confondono, ci fanno parlare lingue diverse come a Babele – e la mitica torre delle discordie umane e della loro caduta nel marasma e nell’ingovernabile disordine globale è la perfetta metafora di quanto oggi stiamo vivendo e soffrendo, il nostro inferno in Terra, la Maledizione del Terzo Millennio.

Dall’Indonesia e Istanbul degli ultimi attentati al ‘rewind’ dell’anno orribile 2015 fitto di morti e feriti civili la dolente coscienza nuova dell’Europa e del mondo post Babele sa che dobbiamo convivere col male necessario del terrorismo islamico che aspira a farsi Stato sovranazionale e novello Impero del Male – che infiltra i suoi soldati nelle periferie delle nostre città e molesta le nostre donne e ci cogliona di sovrappiù perché gli diamo gratuitamente gli appartamenti-covi e il vitto e le sigarette e le schede telefoniche che ritroviamo, poi, nei cassonetti di Parigi, ad attentati conclusi e i morti agonizzanti nelle strade e nelle piazze insanguinate e il lamento lugubre delle auto ambulanze che corrono impazzite nella città immobilizzata nel suo spavento.

E nessun ordine nuovo appare all’orizzonte di questa Era maledetta che ci sembra una terza mondiale diffusa e guerreggiata nelle città contro i civili inermi e siamo tutti soldati o ‘crociati’ – come ci chiamano gli imbecilli indottrinati dall’Isis – di un Medioevo di ritorno delle guerre di religione e di civiltà vanamente esorcizzate a parole dalle sinistre di s-governo e dagli immedicabili ‘buonisti’ di ogni risma – e chissà che altro di più nefasto e maggiore di quanto è avvenuto ad Istanbul ed in Indonesia dovrà accadere perché un pizzico di ‘grano salis’ maturi in quelle zucche compiaciute della loro imbelle bontà e del sogno che è andato in frantumi de ‘tutti insieme appassionatamente’.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Tutti colpevoli nessun colpevole

Abbiamo tutti sensibilità diverse e percorsi mentali e ordini di grandezza diversi, per questo è così difficile discutere. E, spesso, i dibattiti televisivi e i confronti sui forum scadono in fastidiose risse e un ‘parlarsi addosso’ compulsivo che relegano la comprensione dei fatti e delle loro cause e l’eventuale condivisione dei convincimenti all’ultimo posto. Perciò viva la scrittura! che è luogo di decantazione e filtro di argomenti e accorto uso di aggettivi evidenziativi – e costringe a leggere e ‘ascoltare’ per intero il discorso/pensiero dell’altro prima di controbattere e contro esporre le opposte ragioni.

E capisco perché una signora che ha subito le malate attenzioni ‘manesche’ e/o di sguardi lubrichi degli uomini sporcaccioni e incapaci di controllo e rispetto fin da tredicenne possa arrivare a dire che gli stra maledetti maschi violenti ‘sono tutti uguali’ – e i fatti di Colonia, Zurigo, Helsinki e delle altre città europee che sono state teatro spaventoso dei misfatti e delle violenze dell’orda degli immigrati la notte di capodanno li derubrica a ‘normale’ violenza e sopraffazione maschile senza distinzione di nazionalità e di profughi e clandestini ubriachi e fuori controllo che avevano scritto sui foglietti la trascrizione dall’arabo: ‘Voglio fare sesso con te’.

Ma i numeri altissimi degli autori/assalitori di quei fatti e misfatti di capodanno – e i furti che hanno accompagnato le violenze sono di altra e diversa qualità da quella del riduzionismo femminile all’unum della sopraffazione maschile tout court. Perché non abbiamo ‘una faccia e una razza’, come semplifica(va)no i Greci buontemponi e crocevia di popoli tra Oriente e Occidente, bensì ognuno di noi (maschi) ha la sua faccia e la sua storia e la sua cultura di appartenenza e i suoi percorsi mentali – e ogni reato commesso è un reato specifico e diversamente specificato nel codice penale che lo persegue. E mai si deve fare ‘di ogni fiore un mazzo’, come dicevano saggiamente le pie nonne – fuor di metafora fare di ogni maschio un grumo di pulsioni criminali latenti e pregresse e ataviche – ne va del senso della parola ‘distinzione’, alla quale consegue la ‘comprensione’ il più possibile precisa delle cose e degli eventi nel loro specifico accadere; e dare un preciso nome ai luoghi e ai protagonisti delle tragedie e delle commedie umane significa intelligere e l’intelligere è la premessa necessaria e ‘giusta’ dell’agire.
Delle forze dell’ordine, in questo caso, e degli uomini politici folli e ‘mandanti’ del troppo che stroppia di una immigrazione non più gestibile sul piano dell’ordine pubblico a causa dei suoi altissimi numeri e dei quartieri-ghetto dove la polizia teme di mettere piede – ed ecco l’orda dei ‘popoli del mare’ approfittare delle tenebre della ragione di capodanno e dare l’assalto alle indifese Sabine di Colonia e Zurigo ed Helsinki per soddisfare le loro pulsioni sessuali insoddisfatte come fossimo in guerra, dove gli stupri sono il tragico corollario della violenza maggiore.

Ma forse è una guerra. Con il nemico in casa che ospitiamo in pezzi di territorio non controllato dalle forze dell’ordine latitanti e di scarso organico per far fronte alla bisogna. Mala tempora currunt. Altre politiche si rendono necessarie e urgenti. Forza elettori/trici! Date fondo alla vostra fantasia e indignazione e mandate a casa i presenti e imbelli s-governanti sinistri mandanti delle sinistre cose che sono avvenute e vieppiù avverranno in quest’anno di tragedie annunciate.

 Il seguito dell’Annus Horribilis 2015. Un sentito vaffa al medioevo islamico di ritorno. http://www.repubblica.it/…/turchia_esplosione_a…/…

Cervelli a compartimenti stagni

L’impressione è che i cervelli di molta gente funzionino come i sottomarini: a compartimenti stagni e nessuna connessione e condivisione di informazione e dati tra un compartimento e l’altro.
Tutti noi abbiamo avuto modo modo di ricorrere alle cure di uno e più medici e sappiamo che la cura del corpo e delle sue malattie ha tra i suoi principi-cardine la riduzione del danno e il suo contenimento, prima di avviare una cura capace di debellare il male o che assicuri una convivenza pacifica con lo stesso.
Ma questo principio fondamentale per la salute dei nostri corpi non vale per il corpo della politica e del vivere associati e assistiamo impotenti al dilagare del male terroristico che ha colpito l’Europa e allo scatenamento dei pogroms della notte di Capodanno – furti, palpeggiamenti e violenze sui corpi delle donne di Colonia. Zurigo, Helsinki – senza che l’attuale classe politica di s-governo europeo di sinistra maggioranza prenda in seria considerazione l’idea della ‘riduzione del danno’ e del contenimento del dilagare dei numeri altissimi e impazziti di profughi e clandestini di varia provenienza che hanno messo in ginocchio il già fragile continente europeo – e la sua civiltà e i suoi valori fondanti di legalità e rispetto della persona scherniti e derisi e uccisi clamorosamente, com’è stato nel caso di Charlie Hebdo.

E nulla lascia presagire che quei cervelli a compartimenti stagni rinsaviscano e le tragedie di tutto il 2015 e le annunciate di quest’anno, che ne è il seguito tragicamente incombente, rischiarino il buio di quelle menti e il male venga arginato e il suo dilagare contenuto e inizi la cura radicale con antibiotici di nuovo conio, ma che hanno origine di ricerca in quel bagaglio medico che va sotto il nome di ‘comune buonsenso’.

E spetterà agli elettori europei mandare a casa i cattivi medici – e insolenti e arroganti pur nella loro ignoranza della malattia sociale e delle folli politiche immigratorie che hanno contribuito ad aggravare fino al presente coma.
Quo usque tandem, cittadini?

 

Il pericolo dell’episodio di Colonia si nasconde proprio nelle pieghe della “normalità” di chi ne è stato protagonista. La verità di cui dobbiamo discutere è proprio questa: il rapporto dell’Islam con le donne è un tema devastante, intriso di violenza e di politica,…
HUFFINGTONPOST.IT

 

Gli interfaccia neuronici malati refrattari agli antibiotici del comune buonsenso

 

Credo sia colpa dell’incredibile numero di ‘interfaccia’ neuronici che ci ritroviamo a gestire – la tendenza che abbiamo al ‘complottismo’ intendo. Che anche di fenomeni di grandissimo peso e rumore – quali la discesa del primo uomo sulla Luna o il disastro terroristico delle ‘Twin towers’ – ne abbiamo fatto dei palcoscenici per sgangherate commedie virtuali complottistiche che annacquano ilpeso sociale e politico di quegli eventi meravigliosi (la Luna) e drammaticissimi (3000 e più morti nel crollo delle torri e l’inizio della nefasta Era Terroristica Globale che stiamo vivendo e ci impaura).

E, oggi, di fronte ai terribili e spaventosi fatti di Colonia e Helsinki e Zurigo e di altre città europee che festeggiavano l’orrendo 2016 che ci aspetta, ecco riaffiorare la sindrome complottistica quale guasto e ridicolo interfaccia della convenienza politica del governo tedesco, e della varia sinistra europea che ne sostiene le folli politiche immigratorie, a diminuire le tensioni sociali che si sono scatenate e trovare un alibi qualunque per la sua follia di malgoverno cieco e sordo al troppo pieno di profughi e clandestini che girano per le nostre strade senza arte né parte, né prospettiva di un lavoro qualunque che li integri e li trasformi in veri e propri ‘cittadini’ rispettosi delle leggi e dei valori dei paesi di elezione.

E il giornalista che legge i giornali questa settimana a ‘Prima pagina’ lo dice, serafico, ‘un dubbio metodologico’ – qualcosa da appurare, ma a cui dare un qualche credito preventivo – tu vedi l’imbecillità contenuta in certe prese di posizione di tendenza buonista che cercano, ad onta di ogni evidenza del contrario, di sostenere che ‘l’immigrazione di massa non c’entra’ e che basta far funzionare la polizia e, forse, l’esercito, e mantenere gli ‘allerta quattro’ o cinque per controllare la situazione.

Evviva la vita blindata e gli allerta massimi a cui ci costringono le politiche immigratorie delle sinistre europee – con il caro Junckers in testa a dire che Schengen va sostenuta, malgrado si chiuda una frontiera dietro l’altra e buonanotte al secchio e all’idea di un’Europa-isola felice e ordinata e ben governata.
Chi vivrà vedrà e i cocci e le macerie di questa Europa in fiamme e con il nemico in casa che ci costringe a una guerra intestina e carceri stracolme sono imputabili ai presenti s-governanti imbelli e imbonitori e ciechi profeti di sventura. Speriamo che gli elettori ne siano avvisati e coscienti e agiscano presto, prestissimo, di conseguenza.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

 

Vite blindate e sabba tribali

Vite blindate e sabba tribali

Si sono invertiti i ritmi circadiani, in questo inizio di anno che non promette nulla di migliore dell’annus horribilis appena scorso. I confusi ma quieti sogni della notte lasciano il posto all’incubo delle cronache del mattino dei giornali di ‘prima pagina’ che, per il quarto giorno di fila, ci narrano di esaltati guerrieri metropolitani di importazione scatenati nel pogrom alla rovescia contro le nostre donne – e rubano portafogli e telefonini, palpeggiano e insultano le malcapitate che si sono permesse di ‘andare in piazza ‘ a festeggiare il capodanno nelle maggiori città tedesche.
E a nulla valeva la strenua difesa o il tentativo di fuga delle poverette strattonate e ‘con le mani dappertutto’ (testuale deposizione resa alla polizia da parte di molte donne che hanno subito quella violenza) neanche se era presente un amico o il fidanzato perché ‘erano troppi’ – dice la polizia di Colonia – ‘e non potevamo farci niente’. Una battaglia perduta per abbandono del campo da parte delle forze dell’ordine impari a fronteggiare il sabba tribale dei nostri ospiti immigrati.
Se il buongiorno si vede dal mattino è meglio non togliersi il pigiama e tornare a letto e ri-provare coi misericordiosi e consolatori sogni che partoriscono le nostre menti.

Erano troppi e tutti concentrati in un posto solo, dicono desolati i poliziotti nei loro rapporti, e armati di petardi che gettavano addosso alle persone come fossero le bombe dei loro fradici sogni di colonizzazioni e conquista delle città europee dove ‘siamo stati invitati dalla Merkel’ – pare abbia sarcasticamente detto un siriano di recentissima accoglienza, secondo la testimonianza resa alla polizia da parte di uno dei presenti.
Tutto quanto su esposto viene da fonti giornalistiche e da articoli scritti sulle maggiori testate nazionali e internazionali e non dagli sfoghi degli esaltati ‘anti immigrati’ e pretesi ‘razzisti’ che leggiamo sul web.
La realtà che supera di cento lunghezze le peggiori fantasie e predizioni catastrofiche di un Europa che non sa più difendere il territorio metropolitano e l’integrità fisica dei suoi cittadini. e, invano, ci manda dire, per bocca dei suoi imbelli, sinistri governanti che ‘non si deve criminalizzare l’accoglienza’ – malgrando le evidenze criminali e le carceri piene de ‘il troppo che stroppia’ dei nuovi barbari delle ‘banlieues’ parigine e del quartiere belga di Moellebecq che ospita i covi dei ‘radicalizzati sul web’.
Buon 2016 di tribalità, cari. Rileggiamoci le cronache degli hutu e dei tutsi del ‘paese delle mille colline’, – giusto per esorcizzarle, ca va sans dire.
L’umanità, si sa, ce lo dicono i buonisti un giorno si e l’altro pure, tende al melting pot della convivenza pacifica e alla fratellanza tra gli uomini, pur se di diverse fedi e culture. Speruma.

 

Oltre otto milioni di italiani hanno cambiato drasticamente le loro abitudini di vita, ma nessuno di noi è rimasto indifferente.
it.notizie.yahoo.com
http://www.ilfattoquotidiano.it/…/francia…/23534

Il futuro che ci aspetta

A scorrere le prime pagine dei giornali di oggi è tutto un galleggiare di detriti e rottami in cronaca di quell’orrida religione di importazione che costituisce il medioevo del nostro scontento – che siamo costretti a ri-vivere a causa di quel dio piccolo piccolo e munito di un solo occhio come Polifemo che fugge nel buio dell’orrore terroristico con il kalashnikov in spalla; leggetevi i resoconti delle stragi perpetrate dai suoi ‘fedeli’ su ‘Charlie Hebdo’, oggi nelle edicole, e ne avrete contezza.

Detriti e rottami delle violenze subite dalle donne tedesche a Colonia – palpeggiate e insultate e violentate la notte di Capodanno da un pogrom alla rovescia compiuto da nordafricani e varia genia di arabi entrati in Europa violandone le frontiere e usando il grimaldello della bontà e del buonismo verso i pretesi rifugiati che paghiamo con denari sonanti, carceri stracolme e un rigetto sociale al diapason che rinforza, ogni giorno di più, i partiti di destra stupidamente e bovinamente definiti ‘xenofobi’. E la sola fobia di quei partiti e dei loro sostenitori è contro l’immenso disordine sociale causato dal troppo che stroppia degli ingressi a centinaia di migliaia e milioni dei ‘popoli del mare’ e di terra che colonizzano l’ex isola felice che per breve tempo siamo stati noi Europa/ei.

Detriti e rottami del ricordo di quello spaventoso 7 gennaio della strage dei giornalisti di ‘Charlie’ e dei morti nel supermercato ‘kosher’ che hanno scritto l’incipit di un anno 2015 di totale follia dei ‘radicalizzati su internet’ – gente con nazionalità europea tristemente e truffaldinamente acquisita la cui lucida follia è culminata il 13 novembre della battaglia perduta di Parigi, passando per il museo del Bardo dai magnifici mosaici di era romana e per il caffè letterario di Copenhagen e i progetti di altri assalti e attentati fortunosamente impediti – e la consapevolezza, ahi quanti tardiva! che abbiamo il nemico in casa e le sue roccaforti sono i quartieri e le banlieues a maggioranza musulmana dove la polizia ha paura di mettere piede e solo le teste di cuoio intervengono per scovarne i covi alle 4 del mattino a stragi ormai compiute e inutilmente compiante. Prevenire è meglio che lacrimare – e guai a quegli stati che cedono pezzi del loro territorio dove le polizie e l’esercito temono di mettervi piede perché la guerra intestina e di guerriglia urbana è il destino che li aspetta.

Detriti e rottami in cronaca delle lotte millenarie e assassine tra sciiti e sunniti che condizionano e destabilizzano l’area mediorientale già infuocata dallo storico e immedicabile conflitto tra ebrei e palestinesi – e vediamo in tivù, un giorno si e l’altro pure, le immagini di folle arabe e persiane strabocchevoli e urlanti il cui urlo medioevale è chiaramente percepito nell’Europa che ne accoglie i ‘profughi’ delle loro maledette guerre intestine – e ci facciamo carico dei loro storici conflitti chissà per quale senso di colpa e malinteso buonismo e accettiamo supinamente ogni nefandezza di ‘radicalizzazioni’ e palpeggiamenti di massa in pieno centro di Colonia come fosse un destino di penitenza auto inflitta per chissà quali schizofreniche ragioni ‘buoniste’.

Benvenuto anno 2016 di conflitti annunciati e pre-digeriti. Il tuo nome è donna, perché è quasi sempre l’atavico conflitto uomo-donna che conduce le orride danze rituali delle tragedie annunciate.

 

Durante la notte in stazione ci sono state aggressioni, violenze e almeno uno stupro: 60 le denunce sporte alla polizia che non è riuscita a bloccare gli assalti
CORRIERE.IT