Archivio mensile:dicembre 2015

L’anno che verrà (3)

 

L’anno che si chiude scarica le sue bombe nient’affatto risolutive in Siria e in Irak e mostra l’allerta quattro e cinque dei militari armati di mitra per le strade delle metropoli europee dove si festeggerà il Capodanno del nostro scontento.
E le bombe sulla Siria e l’Irak hanno l’effetto di scaricare sulle coste europee (e turche e libanesi) i profughi che alimenteranno i ghetti e i quartieri a maggioranza mussulmana dove cresceranno i futuri jiahdisti di ritorno: i giovani ‘francesi’ e ‘belgi’ e ‘italiani’ di importazione radicalizzati sul web che ci costringeranno a una vita blindata o ci faranno leggere sui giornali le ‘cronache di Ajaccio’ dell’altro ieri,- dove sono state date alle fiamme le triste moschee della predicazione islamica radicale. La guerra e il nemico in casa nostra, la casa-Europa, favorito dalle folli politiche immigratorie ‘buoniste’ della sinistra europea sempre più in affanno nelle urne degli appuntamenti elettorali. Ed è di ieri la dichiarazione lunare del primo ministro belga che lamentava e si diceva indignato per le coperture e i favoreggiamenti della comunità musulmana ai terroristi conclamati o in pectore. E verrebbe da chiedergli dov’era e che faceva mentre crescevano e si infoltivano i quartieri musulmani delle città belghe.

Ma gli struzzi del cattivo ‘buonismo’ nostrano ed europeo continuano a ficcare la testa dentro la sabbia e si/ci raccontano le fole dei loro desideri pii di un mondo pacificato e vivificato nel melting pot globale della fraternità e dell’uguaglianza – che si perdono, invece, e si smarriscono nei loro colori rivoluzionari d’antan (la mitica ‘revolution’ francese) nelle strade dei quartieri musulmani dell’ira e del rancore sordo covato contro i loro ospiti occidentali.
E sarà questo e non altri il leit-motiv dell’anno 2016 che si apre sotto la cattiva stella di una crisi globale che non demorde e alimenterà vieppiù il triste ‘disagio sociale delle banlieues’ dove la polizia teme di mettere piede. Un territorio metropolitano ceduto al nemico che abbiamo in casa che ospita i ‘covi’ degli jiahdisti assassini. Il metaforico cane che si morde la coda girando stupidamente in tondo.

Smentitemi con una accurata contro-analisi e buoni contro-argomenti se sbaglio. Chi vivrà vedrà e tanti cari auguri di un anno nuovo diverso e migliore.

http://www.ilfattoquotidiano.it/…/isis-arrestati-d…/2336899/

 

Roma doveva esplodere. Perché è da qui che doveva “iniziare l’Islam“. Solo in questo modo il mondo arabo poteva vendicare le azioni militari di Stati Uniti ed Europa per…
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Di pugni e perdonismi

Di pugni e perdonismi

Sarà per l’effetto emulazione, ma stiamo importando/assumendo le stesse modalità di risposta rabbiosa (speriamo non si armi anch’essa di kalashnikov) che hanno i credenti musulmani quando ritengono, a torto, che la satira costituisca offesa al profeta, ad allah e chissà chi altri del loro scarno pantheon di divinità incazzose che esigono le ‘fatwe’ e gli attentati e gli assassinii plateali.

E forse ha contribuito anche il presente pontefice con quella sua gaffe spaventosa, pochi giorni dopo la strage di Charlie Hebdo, quando, a bordo di un aereo che lo portava chissà dove dei suoi molti viaggi, affermava che: ‘Quando ti offendono il padre o la madre viene spontaneo tirargli un pugno.’
Chissà come mai, dopo, ha virato di 180 gradi e si è diretto con tutta la sua Santa Romana Chiesa a vele spiegate verso i lidi pietosi della misericordia giubilare. Qualcuno glielo ricordi, per favore. Vedi mai che chieda pubblicamente perdono anche per questo, dopo i Valdesi e i morti dell’Inquisizione.

Alla Vigilia di Natale il Fatto in edicola con una vignetta a sostegno dei matrimoni gay. La Sacra Famiglia sostituita con una coppia omosessuale
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Quei giorni delle feste

I giorni delle feste

Sono i giorni migliori, a ben vedere. Nebbia di fuori che ‘da l’idea’ del freddo – ma troppo freddo non è perché i radiogiornali ci informano che la causa di tanto inquinamento e delle micidiali ‘polveri sottili’ è ‘l’inverno troppo caldo’.
E ne conseguono le severe delibere adottate dai Comuni sul riscaldamento domestico che non deve superare i 18 gradi, ma con la tolleranza del +2 – tu vedi la stupidità degli annunci ad effetto e la nessuna vera efficacia delle norme sull’inquinamento out door se, poi, di controlli e sanzioni non se ne parla.

E c’è pochissima gente per le strade, in effetti, nemmeno i proprietari di cani abbaiosi , perchè Fido ‘se la tiene’ e nicchia sulla porta di casa a causa di quella nebbia assassina che ti penetra nelle ossa – e te la scodellerà, più tardi, in un canto della cucina, affettando indifferenza e scodinzolando la sua muta richiesta di comprensione.

E se c’è poca gente per strada i terroristi assassini emuli del 13 novembre parigino si rodono perché sprecare una carica esplosiva sotto il giubbotto o sotto il tonacone delle donne velate in nero loro compagne è un vero peccato – e i due miseri morti che passavano di là per caso perché ‘di turno’ e ‘a chiamata’ anche a santo Stefano non avrebbero lo stesso effetto esplosivo in cronaca di una quarantina assembrati davanti a un bar con gli spritz in mano o chini davanti ai banchetti delle chincaglierie natalizie dei ‘mercatini’. Scenari di una qualche maledetta probabilità e incidenza statistica, come ben sappiamo.

E perfino il papa sconta (50.000 a piazza san Pietro ieri, dicono le fonti vaticane ma erano 5.000 per la Questura e le telecamere amiche si sforzavano inutilmente di nascondere i clamorosi vuoti) il papa sconta, dicevo, il clima moscio del suo famoso Giubileo – che pochi se lo filano, in verità, malgrado l’immenso battage pubblicitario dei nostri giornalisti televisivi e della carta stampata che, ‘più realisti del re’, si fanno grancassa di questo amatissimo ‘capo religioso’ e ce lo propinano a pranzo, cena e colazione, pillola omeopatica di tutti i mali del mondo che continuano imperterriti a manifestarsi e impazzare incuranti del suo verbo lamentoso e strascicato che tutto impetra e benedice.

E continueremo, perciò, a ‘farci gli auguri’ di un anno nuovo diverso e migliore, pur consci dell’esorcismo che, nel presente anno maledetto, fu smentito già nel primi giorni di gennaio con la strage di Charlie Hebdo. Ma è ‘più forte di noi’ proiettare la speranza e il sogno di un mondo migliore malgrado tutte le evidenze negative e i morti incolpevoli lasciati per le strade poco più di un mese fa, perciò cantiamo in coro ‘feliz navidad’ e ‘prospero anno y felicidad’ chiudendo gli occhi e ruotando sul nostro asse come i dervisci.

Magari li riapriremo in un universo parallelo dove il male degli uomini e delle donne è definitivamente scomparso e non c’è più bisogno di misericordia – questa omeopatica panacea di tutti i mali che così poco ci convince.

 

Terrorismo, euro e migranti: le tre crisi dell’Europa Il 2015 è stato l’anno del terrore. Il terrorismo di matrice jihadista ha aperto e chiuso l’anno dell’Europa, con la…
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Verità vo’ cercando ch’è si cara al mio cuore

In verità vi dico che nessuno ha vero potere sulle cose e sugli eventi che accadono, però alcuni ci provano – vedi Licio Gelli, ad esempio, e qualcosa gli è riuscito di ficcarlo nell’immonda saccoccia ‘politica’. E di Putin si dice che elimini (faccia eliminare) fisicamente i suoi oppositori, ma Donald Trump se ne stupisce e dice che fatica a crederlo vero perché ne ha stima – e qui si torna alla casella di partenza della verità che nessuno ha in tasca e la possiede (di certo non i nostri giudici di ogni ordine e grado), nemmeno quel grande profeta palestinese che di nome faceva Iesùs o Yehoshùa e i suoi seguaci scrissero che avesse il vezzo di cominciare i suoi discorsi/apologhi con quella formula un filo presuntuosa: ‘In verità vi dico’.

E i molti e litigiosissimi seguaci ‘cristiani’ che parteciparono ai vari Concili nelle diverse città degli Imperi che si sono succeduti e sfasciati – per mettersi d’accordo sulle tesi contrapposte e contrastare le apostasie o le eresie – ripresero quel suo vezzo e gli misero in bocca il detto : ‘Io sono la Via, la Verità, la Vita.’ del catechismo nostro di bambini cattolici per nascita e battesimo in un qualche paese dell’Occidente.
Peccato che la Via di quand’ero bambino sia profondamente diversa da quella percorsa dai vari papi che si sono succeduti sul soglio di Pietro e oggi trionfa la Misericordia di Francesco, l’ultimo regnante che ha grosse difficoltà a gestire la Dottrina e sulla scottante questione dei gay nella Chiesa si è trincerato dietro un pilatesco: ‘Chi sono io per giudicare?’. Che è come dire ‘fate un po’ il caxxo che vi pare’, tanto questo mondo caotico del terzo millennio non lo governa più nessuno figuratevi io che son nessuno. E resta il dubbio che Di Là e nella valle di Giosafatte il Supremo Giudice e i suoi aiutanti saranno altrettanto bonari e comprensivi e assolutori, – chi resusciterà vedrà e saprà e gli inferni e/o paradisi saranno suoi.

E nessuna Via, Verità e Vita catechistica si dà neanche in politica – che è il regno del possibile e anche dell’orribile delle stragi dei terroristi islamici di questo 2015 maledetto che ha cambiato faccia all’Europa, ma già quella che aveva, nelle banlieues del disagio sociale e territorio metropolitano negato ai quotidiani controlli di legalità delle forze dell’ordine parigine, era una brutta faccia, una escrescenza e metastasi del mondo rotto che ha lanciato i rottami delle sue esplosioni e guerre dentro le metropoli europee oggi prede del disordine e del sospetto che il vicino di casa o colui che ti cammina a fianco lungo le corsie dei supermercati di quartiere sia il prossimo assassino che grida improvvisamente ‘allah u akbar’ sparando all’impazzata contro chiunque gli capiti a tiro.

E dio non è affatto grande, come ci racconta il bravo Christopher Hitchens nel suo libro bensì è immagine asfittica del nostro immaginario irreligioso – che non sappiamo dire se veramente siamo ‘credenti’ in qualcosa che non sia questa idea di un futuro gramo che ci aspetta e le ‘magnifiche sorti e progressive’ che illusero gli uomini di fine Ottocento definitivamente morte e sepolte. E i viaggi spaziali ridotti a mito e illuminazione fantastica del solo Jules Verne, dopo il taglio dei fondi alla Nasa e i disastri delle missioni Apollo – e chissà se mai visiteremo quelle stelle e le galassie che studiamo accuratamente coi telescopi sempre più potenti montati sulle sonde spaziali.

Mi manca una visione di prospettiva, è vero, è tipico di chi è entrato nel cono d’ombra dell’età avanzata, ma pare che neanche i sedicenti ‘giovani’ ne abbiano una e la sappiano illustrare e ci convincano, al tempo in cui la Storia va ‘col passo del gambero’.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Hasta a la vida, siempre (Ieri accadeva)

Hasta a la vida, siempre!

Non sarà Obama il solo ad avere dei problemi per la decisione che ha preso di avviare un processo di pacificazione e ‘normalizzazione’ con la storica roccaforte socialista cubana.
E’ vero che i repubblicani – maggioritari in entrambi i rami del parlamento a partire dal 2015 – hanno giurato a Obama di fargli vedere i sorci verdi in proposito e tuttavia è Raoul Castro ad avere la patata bollente in mano e non sa bene come e cosa consegnare di ‘imperialistico’ e ‘capitalistico’ al suo popolo che bazzica poco Internet e l’economia liberista non sa bene che sia e quanto ‘mercato’ potrà governare la sua economia sostituendosi allo ‘stato’.

Perché il rischio che all’Avana ‘vada tutto a puttane’ è alto, altissimo e l’esperienza fatta con Batista e i suoi casinò e tutta la mitologia negativa relativa ai maledetti ‘gringos’ che conosciamo tramite libri e films famosissimi brucia ancora nelle teste dei membri del Comitato Centrale del partito.

E l’iconografia e i paesaggi urbani desolati che ‘fanno tanto Cuba’ e quelle magnifiche scritte e cartelli che danno conto della lotta mortale contro l’ideologia capitalista che sono piaciuti a centinaia di migliaia di devoti visitatori che fine faranno?

Dovrebbero istituire un museo della ‘revolucion’ e metterceli dentro, quei magnifici reperti, con tutte le fotografie della resistenza e della vittoria finale nella Baia dei Porci – a futura memoria e per dire che la dignità dell’Uomo Socialista non è vendita e non si svende alle multinazionali del turismo, così come non lo si è fatto con la Coca Cola e con la famigerata United Fruits che ispirava i golpes latino-americani, il Cile dell’eroico Allende incluso.

Hasta a la vida y la victoria, siempre!

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
+30

Il ratto di Europa rivisitato

Il ratto d’Europa è mito lontano nel tempo ma, come gran parte dei miti, ci perseguita e ricorre stravolto nell’immaginario di noi ‘europei’ (lo siamo?) perché non è Giove Pluvio mutato in toro arrapato che ce la rapisce e porta via, bensì, volta a volta, i vari capi di stato dei molti (troppi?) Stati membri che si oppongono alla dittatura dell’Esecutivo e/o dei ‘poteri forti’, – che nessuno sa ben dire chi sono e perché sono così perversi e pervicacemente contrari agli interessi dei diversi popoli ‘europei’ malamente affratellati. (‘Tutti citrulli siamo e questo è quanto / se ci ripenso, quanto è vero il sole / dalla vergogna mi si muove il pianto. / Non credo più nemmeno nelle scuole.’ Così scriveva un avvilito Fucini dei popoli italici malamente affratellati dopo ‘l’Unità d’Italia’.)
Oppure, gli stati membri, si oppongono alla ‘dittatura della Merkel’ – capro espiatorio buono per ogni improperio/invettiva perché ha un nome e un volto e una fama consolidata di ‘uomo forte’ che fa e disfa a piacimento le cose d’Europa malgrado quel suo viso paciocco e la stazza e l’espressione bonaria di una zia amorevole e comprensiva. Che gioca, spesso, al ‘poliziotto buono e quello cattivo’ lasciando a Schauble il ruolo ingrato di menar fendenti e pugni al basso ventre – e lei si ritaglia il ruolo di conciliatrice finale e capo di stato responsabile capace di ricucire ogni strappo di quel tessuto che ha ormai più toppe che trama uniforme e lo chiamiamo ottimisticamente’ Europa’.

E, ieri, ecco Renzi – il nostrano imbonitore che: ‘Venghino, venghino, siore e siori. Più gente entra più bestie si vedono!’ – rubare la scena a una Merkel annoiata e infastidita per l’ennesimo berluschino italico che ‘ci prova’ e la accusa di non essere la donatrice di sangue che pretende di essere, ma senza di lei – è a tutti evidente – i polli del pollaio-Europa starebbero a testa in giù legati insieme per le zampe o a beccarsi chiusi nelle stie stivate sui camions che li portano al mercato per la s-vendita settimanale.

E il nostrano imbonitore ha un bel provarsi a fare il gallo, ma resta il vanitoso pollo delle origini e giova a poco lamentarsi dell’ennesima procedura di infrazione che ci piombata addosso per la nostra inefficienza conclamata nello schedare i migranti e così distinguere il grano dei veri ‘profughi’ dal molto, troppo loglio dei ‘migranti economici’ che ‘ci provano’ a farci fessi e fra essi c’è pure il ‘foreign fighter’ dei prossimi attentati mortali delle ‘allerta quattro’ di questi giorni e prossimi mesi.

E sono stati molti, ieri, nel corso del vertice europeo, a dirlo erede di berlusconi e rodomonte parolaio che spara contro la croce rossa di un Europa in sempiterno affanno solo per distrarre gli psicolabili che ancora ne bevono le vuote verbosità – e il caso Boschi racconta, invece, agli italiani i vecchi vizi e vizietti di una mala politica che doveva tutto rottamare, ma naufraga nella risacca della vecchia politica mai doma il cui ispiratore occulto è morto l’altro ieri di anni 96 e chissà che pacche sulle spalle col nipotino di Belzebù che l’ha preceduto. Parce sepulto.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Ciascuno per sé e dio con tutti

Ciascuno per sé e dio con tutti.

La creatura di mr. Zuckenberg è una ‘straordinaria cosa’ che ha segnato un’epoca – forse più e meglio dell’invenzione della lavatrice e del frigorifero – gli storici dibatteranno e ci diranno le loro conclusioni.
E ha reso ricchissimo il suo inventore e straordinariamente beneficente (c’è chi maligna per comodo di denuncia dei redditi e di ‘ritorno di immagine’) ed ha consentito a noi tutti di conoscere un sacco di gente oltre la nostra asfittica cerchia tribale di riferimento e di allargare gli orizzonti e costruire ponti perfino trans continentali sulla base dei nostri convincimenti e gli hobbies e le passioni e le compassioni.
E i redattori occulti che amministrano i nostri e gli altrui ‘profili’ continuano a proporci amicizie delle più improbabili e strane nell’evidente intento di tutti collegare e completare la trama planetaria (pro domo loro?) e farne un tessuto armonico e fittamente dialogante – i terroristi islamici e i loro sodali e amici e parenti a parte, ben s’intende.

Ma (in tutte le umane cose c’è un maledetto ‘ma’) ecco che il dialogo, a volte, si interrompe e qualche membro della nostra cerchia tribal-territoriale originaria si defila e si nega e ‘fa finta de pomi’, come si dice dalle mie parti, – e ti ritrovi improvvisamente orfano dei carezzevoli ‘mi piace’ che tanto ci mandano in solluchero e dei ‘come sei bella/o’ quando pubblichi un selfie o una foto delle vacanze o una foto di gruppo con trofeo (famose quelle dell’isis e di ‘Jiahdi John’ buon’anima – che l’inferno lo inghiotta e i diavoloni islamici se lo inforchino ben bene).
Il fatto è che non si può piacere a tutti/e e, nei tempi grami e calamitosi che viviamo di medioevi atroci che ritornano e impongono le loro ‘guerre sante’ e ci mostrano in azione i loro guerrieri vigliacchi che sparano con i kalashnikov contro civili inermi, è naturale che gli animi siano accesi e i pareri ‘politici’ divergano su come e cosa fare per contrastare efficacemente l’impero del male islamico che ci affligge e le cattive politiche della sinistra europea che ha consentito al crescere delle ‘banlieues’ fuori controllo e del ‘disagio sociale’ e la disoccupazione di coloro che poi si affiliano all’isis – e le carceri sono piene dei nostri ospiti di importazione e a carico del bilancio dello stato e dei cittadini indigeni e residenti in Europa da molte generazioni a questa parte.

E, in conseguenza di tutto ciò, è verosimile che il tessuto connettivo delle relazioni planetarie di Facebook ripieghi su stesso e torni alle origini delle cerchie tribal-territoriali dove si dialoga solo tra consonanti e amici di vecchia data dai quali ci si aspetta che non ti contraddicano e continuino a metterti gli adorati ‘mi piace’ qualunque cosa tu ‘posti’: torte o vasi di fiori o ricette della nonna o anniversari e catene di sant’Antonio e giochi infantili e buffi e canzoni.
E vivremo tutti felici e contenti, ciascuno per sé (o per la sua cerchia) e dio con tutti (con la minuscola per non urtare la sensibilità dei nostri ospiti).

foto di Enaz Ocnarf.

Appuntamento al prossimo attentato

Appuntamento al prossimo attentato

(…) Che l’asse del Paese si sia spostato a destra non lo indica solo l’ascesa del Front: a Lione governerà Laurent Wauquiez, il repubblicano che ha proposto una Guantánamo francese (cui il governo sta pensando sul serio). Le sue prime parole da presidente dell’Alvernia-Rodano-Alpi: «Facciamola finita con il comunitarismo, salviamo l’identità francese».
Marine Le Pen è battuta, ma le sue idee restano al centro della discussione. La Francia e l’Europa non se ne libereranno facilmente. Anche perché il terrorismo è ormai un attore sulla scena politica. In Place de la République gli spazzini portano via le candele, i pelouche, i biglietti lasciati dopo le stragi del 13 novembre, proprio un mese fa: i messaggi saranno conservati negli archivi di Parigi. Gli abitanti della rue d’Alibert e della rue Bichat, dove sono morti tredici innocenti, hanno messo ghirlande di fiori alle finestre. Negli ospedali di Parigi sono ancora ricoverati sessanta feriti, qualcuno lotta per la vita, molti non cammineranno più. (…)
Aldo Cazzullo – ‘La breve alleanza contro la paura’ – Articolo citato qui sotto

Dopo la sconfitta del partito guidato da Marine Le Pen ai ballottaggi
CORRIERE.IT

Buongiorno, mondo.

Dubbi atroci

E sarà per le ore cruciali di quanto avviene in Francia – dove la ‘coalizione degli inetti’ si è stretta a coorte in una alleanza lunare contro Marine Le Pen e il suo Front National e perfino gli anarchici e i ‘centri sociali’ fanno campagna elettorale a favore dei candidati di destra per evitare i pretesi guasti che deriverebbero dalla vittoria del candidato del Front National – sarà per questo clima di ‘aux armes citoyens!’, di tutti, socialisti e destre moderate che latrano in modo indegno e vigliacco nei comizi e menzogne spudorate a vagoni contro quella bionda signora che è decisamente meno ‘estremista’ di quanto lo sono gli anarchici nostrani che hanno inscenato il loro ‘raid’ punitivo a Venezia e hanno imbrattato con gli spray le vetrine di negozi e banche e gli antichi muri della fragile Serenissima e marciavano militareschi e impuniti scandendo quel loro slogan dolcissimo e soave de: ‘Secondino, pezzo di merda.’ ?
Sarà per questo e per il clima di isteria che ha colpito tutti coloro che perderanno la mitica ‘cadrega’ che un filo di simpatia va agli elettori francesi – perfetti interpreti di una democrazia della quale non dovremmo avere paura neanche e sopratutto quando va contro le nostre opinioni e i nostri interessi di bottega – elettori che oggi confermeranno il loro voto alle Le Pen, zia e nipote, il cui programma elettorale è nient’altro che l’applicazione severa di una ‘legalità repubblicana’ di cui gli inetti socialisti e le destre moderate hanno fatto carne di porco e hanno consentito al crescere del disordine sociale nelle tragiche ‘banlieues’ dove la polizia ha paura a mettere piede e solo le teste di cuoio – a mattanza compiuta e i morti in un lago di sangue per le strade e nei teatri e nei ristoranti – compiono i loro blitz tardivi contro i covi alle quattro del mattino per tema che si manifesti una malata solidarietà con i
terroristi? Buongiorno, mondo.

foto di Enaz Ocnarf.
http://www.lefigaro.fr/vox/politique/2015/12/11/31001-20151211ARTFIG00305-regionales-pourquoi-tout-n-est-pas-joue-pour-le-fn.php

Di leggende e dintorni

Di leggende e dintorni

Quando prendiamo definitivo congedo dai genitori entriamo e ci stipiamo in quella vasta lounge planetaria dove si smaltisce – con una dolce e ragionata lentezza, per fortuna – la lista d’attesa del nostro stesso congedo corporale. Tocca a noi, ci diciamo – e le notti sono fitte di sogni tormentati e i pensieri molesti, nel dormiveglia, ci spaventano per i troppi misteri del nostro prossimo viaggio e le improbabili e oscure destinazioni, ammesso e non concesso che ve ne siano, – a parte le leggende religiose e le consolanti e/o spaventose figurazioni medioevali che hanno riempito le nostre deboli e condizionabili zucche di bambini fragili e spaventati di tutto.

E’ una lounge confortevole, in verità, con tutti i comforts che la nostra generazione ha saputo/voluto apprestare per i suoi anziani e vecchi: luoghi di cura e di socializzazione un po’ venati di tristezza e rimpianti, ma chi è ‘autosufficiente’ riesce ancora a progettare viaggi e partecipare con un certo impegno e residua autorevolezza alla ‘vita sociale’ – e facebook aiuta, certo, pur se è da usarsi ‘cum grano salis’ e considerarlo un giocattolo un po’ stupido e vanesio, quale effettivamente è per molti, troppi di noi. E pericoloso, se consideriamo l’uso distorto che ne fanno i troppi ‘bulli’ delle nostre scuole e la ‘radicalizzazioni’ para islamiche contorte e stupide che vi avvengono e, finalmente, vengono monitorate dalle ‘intelligences’ dei vari paesi sotto attacco terroristico

E sarà per il fitto calendario funerario dell’ultimo mese appena scorso, durante il quale ho ficcato gli occhi in quelli spaventati dei morituri – e ne coglievo gli angoscianti interrogativi e le segrete paure – la dimensione dell’Ade, dell’Aldilà mi è diventata familiare e, di recente, ho recuperato quel dialogo sapido e pieno di sensatezza filosofica antica di Socrate con i suoi discepoli e l’ho comparato con tutte quelle promesse di Paradisi e Purgatori (gli Inferni no, non sono più di moda, al tempo di Francesco e del suo Giubileo della Misericordia che si celebra in pompa magna e con gran battage pubblicitario dei media servili e ‘più realisti del re’) che mostrano la corda delle nefaste e incorrotte narrazioni medievali. E mi è venuto da sorridere quando un radio-giornalista mi ha spiegato che il riferimento antico della ‘porta santa’ era ad un capro sacrificale – segno che la nostra e le altre religioni non si sono mai troppo distaccate dai tempi mitologici dei popoli pastori che le hanno partorite e riempite delle loro vetuste simbologie e riferimenti rituali e sacrificali, a partire da Isacco, salvato dall’Angelo.

E, per i presenti celebranti e i loro plasmabili ‘fedeli’ dai percorsi mentali labirintici e fittamente nebbiosi, è una manna che la Scienza non abbia saputo produrre altrettanti accattivanti e chiari riferimenti simbolici sostitutivi di quelle leggende fruste e inadeguate a coniugare il presente – che si dibatte, infatti, nei conflitti indotti dallo scontro tra ‘verità rivelate’ (ebraiche, cattoliche e islamiche) da sempre contrapposte e ugualmente riferite alla pastorizia delle origini e ai belati dei caproni sacrificali.

Perché, se la luce della Scienza e relativa Conoscenza, – in questi tormentati decenni di medioevi che ritornano e si scontrano nelle strade di Parigi e nei caffè danesi e musei tunisini e nelle redazioni della libera stampa e negli istituti per handicappati di san Bernardino – se quella luce avesse sfolgorato e prodotto le sue auguste e maestose simbologie di vera e piena Conoscenza non saremmo qui a piangere i nostri morti innocenti e farli benedire in quelle stesse chiese in cui si predicano le verità asfittiche e storicamente violente del nostro scontento (leggetevi la ‘crociata contro gli Albigesi’ o ‘la notte di san Bartolomeo’ e le altre guerre di religione su Wikipedia e ne avrete contezza).

Luce, fate luce!’ si dice che abbia esclamato il Poeta morente. Ce n’è un gran bisogno, in effetti. Non fosse altro che per illuminare il Buio dell’Ade e dirlo il confortante Nulla che ci ha partorito e a cui ritorneremo. Amen e così sia.

foto di Enaz Ocnarf.
Socrate – I vivi e i morti
“Consideriamo anche da questo punto
di vista come sia molto probabile che la
morte sia un bene. Il morire è infatti una
di queste due cose: o è come se il morto
non esistesse per nulla e non provasse
alcuna sensazione, oppure – come
dicono – la morte è una sorta di
cambiamento, una migrazione dell’anima
da questo luogo ad un altro. Se dunque
nella morte non vi sono sensazioni, essa
somiglia ad un sonno senza sogni. Ma
allora essa è un meraviglioso guadagno.
Sono convinto infatti che se uno dovesse
scegliere e paragonare una notte senza
sogni con altre notti ed altri giorni della
sua vita, dopo averci ben riflettuto io
credo che non solo un privato cittadino,
ma anche il Gran Re non troverebbe
molte notti e giorni più tranquilli e
gradevoli di quella notte. Se questa è la
morte, è davvero un guadagno, dico io:
tutta la durata del tempo così non
sarebbe più lunga di una sola notte! Se
poi la morte somiglia ad un migrare da
qui ad un altro luogo, e se è vero quel
che si dice, che là vi sono tutti i morti,
allora quale bene potrebbe essere più
grande di questo, o miei giudici?
Sarebbe forse una brutta cosa la
trasmigrazione di un uomo che, giunto
nell’Ade, liberatosi di questi uomini che
dicono di essere giudici, trovi i veri
giudici che, si dice, amministrano là la
giustizia, Minosse Radamanto Eaco,
Trittolemo, e gli altri semidèi che furono
giusti in vita? E d’altra parte non
accettereste di pagare qualsiasi prezzo
per trovarvi con Orfeo, con Museo, con
Esiodo, con Omero? Se la morte è così,
allora io voglio morire più volte. Poiché
per me in particolare sarebbe infatti
stupendo passare il tempo lì,
incontrando Palamede o Aiace
Telamonio o chiunque altro sia morto per
un processo ingiusto. Come sarebbe
bello dialogare con queste persone e
paragonare le mie sciagure alle loro! E
più d’ogni altra cosa mi piacerebbe
passar la vita ad esaminare ed indagare
le persone anche lì, come faccio qui in
vita, per sapere chi di loro è sapiente e
chi invece non lo è affatto, ma si crede
egualmente sapiente. Che prezzo non si
pagherebbe, o giudici, per interrogare
quell’eroe che condusse il grande
esercito a Troia, o Ulisse, o Sisifo, o gli
infiniti altri che si potrebbero citare.
uomini e donne. Sarebbe il colmo della
felicità conversare e stare insieme ad
essi. Quelli di laggiù non ti uccidono
certamente per questo: essi sono più
felici dei vivi, in primo luogo perché sono
immortali per il resto del tempo – se pure
è vero ciò che si dice. Ma anche voi,
giudici, dovete esser pieni di speranza di
fronte alla morte e pensare che questa
sola cosa è vera: niente può fare male a
un uomo buono, né durante la vita, né
dopo la morte. Gli dei hanno cura della
sua sorte. Del resto anche la mia
vicenda non è andata a finire così per
caso, ma sono ben certo che ormai
morire ed essere libero da tutte le cose
era meglio per me. Per questo la voce
del demone non si è mai rivolta a me ed
io non sento rancore per coloro che mi
hanno condannato e per i miei
accusatori. Eppure non con questo
intento essi mi hanno accusato e hanno
votato contro, ma pensando di
danneggiarmi, e per questo vanno
biasimati. Tuttavia di questo li prego: i
miei figli, quando saranno divenuti adulti,
rimproverateli, cittadini, state loro
addosso come facevo io con voi se vi
sembra che si preoccupino delle
ricchezze o di qualcos’altro prima che
della virtù; e se, senza valere niente,
credono di essere qualcuno,
svergognateli come facevo io con voi,
perché non si curano di ciò che bisogna
e pensano di essere qualcosa, senza
valere nulla. Se farete questo, avremo
ricevuto da voi ciò che è giusto sia io sia
i miei figli.” Socrate – ‘Discorso prima di
morire.’