Archivio mensile:marzo 2015

Per colpa di chi

Per colpa di chi

Ci voleva l’imputata americana fuggita a Seattle e sicuramente non estradabile in caso di condanna definitiva perché venisse portata all’attenzione del mondo la farraginosità dei nostri processi e l’autentica follia di un ‘terzo grado di giudizio’ che produce i mostri delle sentenze Sollecito-Amanda e, un mese fa, quella del Berlusconi che non avrebbe concusso, dissero i giudici, il povero funzionario che si è bevuto volentieri la fola della ‘nipote di Mubarak’ e cugina alla lontana di Ben Ali o Ali Baba, non è chiaro.

E se ci fosse un ‘quarto grado di giudizio’ avremmo avuto per certo i fuochi di artificio di un ulteriore ribaltamento e sentenza avversa e contraria, trullalì, trullalà – forse ne indovinava di più, di colpevoli e innocenti, il medioevale ‘giudizio di Dio’. Almeno lì vinceva il più forte senza l’infingardia dei garantismi pelosi e si risparmiava una cifra sugli avvocatoni abilissimi nel diritto, ma più nel rovescio – e le vittime restano senza giustizia e in carcere resta solo l’ivoriano che di soldi ne ha pochi e venne condannato per omicidio ‘in concorso’ con chissà chi.

foto di Prugna.
  • Spirito DiVino è un album di Zucchero del 1995. Segna il ritorno del bluesman emiliano dopo 3 anni di silenzio…
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Il metodo che si accompagna alla follia

La follia che si accompagna al metodo

‘C’è del metodo in quella follia’, dice Shakespeare di Amleto. E’ da allora, da quei tempi lontani e tragedie ambientate in un castello danese che sappiamo che ‘c’è del marcio in Danimarca’ – e oggi in Germania perché ‘tutto è il mondo è paese’, da che le frontiere si sono aperte o sono state scardinate di forza dai milioni di nuovi barbari inurbati, – e l’orizzonte di futuro prossimo e remoto è un melting pot indistinguibile e umana melassa ed eventi sempre più caotici e non governabili.

E che la follia di Lubitz si trascini dietro il senso di onnipotenza di far morire insieme 149 persone e abbuiarne e disintegrarne le storie è mistero che gli psichiatri si incaricheranno invano di spiegarci, perché in quella follia – come in quella di Amleto – siamo trascinati tutti a forza.
Al punto da dirci tutti ‘anormali’ e mettere in discussione il concetto stesso di normalità, considerata la perdita e l’orphanage collettivo di ogni valore riconosciuto e limite e ‘norma’ universalmente riconosciuta e coralmente rispettata.
E Basaglia, bravamente, ce li ha restituiti, i matti, e li ha detti normali al nostro pari – con qualche picco di confusione e marasma controllabile chimicamente e socialmente accettabile – e, per proprietà transitiva, siamo diventati tutti un manicomio a cielo aperto e dobbiamo elaborarla a forza, la follia, e riconoscere che si accompagna di buon grado al metodo; è lucida e ‘ragionata’ con la freddezza di chi mette mano ai comandi di una aereo e lo porta con regolarità programmata a bassa quota e infine lo schianto.

Ma altre follie metodiche mi sovvengono – come quella di un tale Kabobo, ‘l’uomo nero’ mal integrato e perciò reso ‘folle’, che alle quattro del mattino, armato di piccone, fracassava i crani dei poveri cristi indifesi che incontrava nel silenzio dell’ora, uno via l’altro. La morte che cammina, l’hanno detto, evocando figure simboliche dell’immaginario medioevale esploso prepotentemente nel terzo millennio delle mille sciagure e conflitti permanenti.

E che dire della costituzione di un ‘califfato’, con arruolamenti via internet di ‘cittadini’ rinnegati di seconda generazione, al tempo della tecnologia onnipotente e che apre scenari di conquiste del cosmo e i meravigliosi anelli sotterranei dove i postmoderni stregoni fanno girare vorticosamente la ‘particella di Dio’, vulgo ‘neutrino’?

La storia che va col passo del gambero ci consegna, ad ogni nuovo giorno, il suo ‘fatto del giorno’ malato e sciagurato di una ‘nave dei folli’ umana che si stupisce della sua follia metodica e programmata e lucida perché, da sempre, aspira a scoprire il ‘disegno di Dio’ dietro le caotiche cose del suo vivere e andare e moltiplicarsi conflittuale finché ‘morte non ci separi’ e, di là della morte, è il nulla delle buie origini. L’ultima e prima ‘follia’ che spingeva il poeta a chiedersi: ‘Ma perché dare al sole / perché reggere in vita / chi poi, di quella, consolar convenga? / Se la vita è sventura, / perché da noi sì dura?’

Tale è la vita mortale.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Non aprite quella porta

Alzi la mano chi non se l’era fatta un’idea di come sono andate le cose in quei maledetti ultimi minuti di vita delle 150 persone morte nello schianto dell’Airbus della Germanwings.

Perché è vero che le ‘dietrologie’ postmoderne sono fastidiose quanto i ‘complottismi’ da un tanto al chilo che tracimano in Rete – e tuttavia l’animo umano, da sempre, ha formulato predizioni su tutto quanto ci avviene intorno perché è nella sua natura l’essere ansioso per tutto quanto può ‘cambiarci la vita’.
E, di tutti i ‘gialli’ che avviliscono e incarogniscono le nostre vite, questo della caduta ‘pilotata’ dell’Airbus e del suo schianto contro la montagna ha tutti i caratteri di un altro ’11 settembre’ della strenua lotta al terrorismo che facciamo, senza grossi risultati, ormai da un quindicennio a questa parte – e chissà quanti altri morti dovremo lasciare sul terreno.

Ed è il N.Y.Times, nientemeno, a rompere l’ansioso silenzio e a darci l’avviso orrendo de: ‘Non aprite quella porta!’, – raccontandoci l’audio che viene dalla ‘scatola nera’: di un pilota che tenta di sfondare la porta della cabina di pilotaggio e, di là della porta, forse c’è un pilota suicida devoto alla causa dei ‘foreign fighters’ islamisti.
‘Forse si è solo sentito male’, avanza un tale che non ama le dietrologie ed è ottimista sul futuro del laborioso e conflittuale ‘melting pot’ in cui viviamo immersi e propende per le cose più semplici, e il suo bicchiere, beato lui! è sempre mezzo pieno. Può essere, ma se uno si sente male perché mai dovrebbe chiudersi a chiave la porta alle spalle e impedire al pilota titolare o al secondo di entrare?

Perciò prepariamoci al peggio di quando si aprirà l’altra scatola nera (che nera non è) e, forse, avremo conferma che ‘il nemico è tra noi’ – e dovremo farcene più di una ragione e attrezzarci a vivere coll’orrendo sospetto che il viaggiatore dietro o davanti a noi ai cancelli di imbarco, con sembiante mediorientale o di sponda arabo-africana, possa nascondere l’orribile segreto di una ‘serpe in seno’ che attenta alle nostre vite.
E dovremo tornare allo spirito dell’11 settembre 2001 – con i controlli esasperanti e meticolosissimi in fase di imbarco che mai saranno in grado di darci la certezza che tutto andrà per il verso giusto perché possiamo esorcizzare l’imponderabile delle nostre vite, ma mai avere certezze e distendere gli animi se non ad atterraggio avvenuto.
Sarà per questo nostro ‘animus’ di occidentali a rischio della vita che, su molti voli, scoppia un liberatorio applauso, una volta avviata la decelerazione e premuto il pedale dei freni?

A volte ritornano

 

E, mentre durava la celebrazione della messa, lo sguardo andava intorno sugli archi e le volte e la cupola e i muri rivestiti di splendidissimi arazzi e di incrostazioni angeliche e le pitture sapienti di martiri e crocifissioni e martirii – e lo stupore atavico di tutto quel ‘bendidio’ che incantava i contadini e gli artigiani dei secoli andati si estendeva anche nella mia mente di vivente del terzo millennio della scienza e dell’incredulità di tutte quelle narrazioni leggendarie di pietre sepolcrali che si aprono, il giorno della Pasqua, come per una esplosione dall’interno e ne esce il Vittorioso, il Risorto, il Vessillifero dell’Amore Universale che tutti e tutto redime del maledetto ‘male necessario’ che ci affligge, – compresi i rimbecilliti e i rinnegati dell’Isis degli orrendi massacri commessi in nome di una pretesa verità profetizzata dal furbo maometto barbuto secoli dopo.

E nella predica sapiente e ben preparata e recitata dal bravo predicatore domenicano ospite della magnifica chiesa tutta adorna di angeli e cristi e apparizioni angeliche si ascoltavano gli echi dei presenti affanni e le preoccupazioni contro il terrorismo dilagante che dà forma postmoderna alle guerre di un tempo combattute in campo aperto con le lance e gli scudi e le spade.
E tutto pare ricomporsi e trova forma credibile nelle pacate parole e rievocazioni di Pietà Universale che tutto comprende e perdona e cancella nel mosaico storico di questo museo che è la chiesa – coi candelabri cinquecenteschi accesi e il pulpito in marmo bianco e nero da cui si affacciavano i predicatori del Quattrocento che intimidivano i fedeli colle evocazioni infernali delle pene e del Fuoco Eterno.

Ma è come un balsamo lenitivo che dura il tempo dell’illusione della sua pretesa efficacia – e dopo poche ore già il rosario del Male quotidiano torna ad angosciarci e fuoriesce e tracima dalle litanie dei telegiornali e dalle locandine dei quotidiani e non c’è Santo o Cristo che tenga, né Resurrezione credibile che ci conforti e ci illumini su un preteso Aldilà dove tutto è riscattato e spiegato.

Però quel balsamo religioso di ben poca efficacia pratica ha prodotto le mirabili architetture e le pitture che durano nel tempo e segnano le civiltà e mostrano i confini delle Fedi – e ancora ci diciamo ‘crociati’ e vessilliferi del Cristianesimo d’antan, ad onta dei troppi Turchi che abbiamo accolto e li diciamo nostri concittadini, ma i loro figli rinnegati tornano al paese e alla fede originaria ad ingrossare l’esercito di un maometto che ritorna in auge e ci guarda torvo, come gli incubi di un passato che mai compiutamente elaboriamo.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

L’oppio dei popoli e le stragi

Fa differenza che una interpretazione religiosa, e i comportamenti sociali conseguenti, partorisca un islam che diciamo ‘buono’ e ‘moderato’ e, di contro, leggiamo della furia di scalmanati e fanatici che si producono in prodezze quali quelle raccontate qui sotto?
http://www.msn.com/…/kabul-linciata-in-piazza-%E…/ar-BBiATqU
Fa tutta la differenza, dice un mio amico, che passava tra un cristianesimo fondamentalista e radicale – che sindacava i comportamenti sociali e pubblicava la lista dei films da vedere e quelli, invece, da scomunicare – e l’attuale predicazione ‘buonista’ di un Francesco che redime la Chiesa per i suoi passati anatemi e i peccati di lussuria e quelli di cattiva e sporca finanza e predica la ‘misericordia’ e ne fa addirittura il Giubileo del terzo millennio.

Ha certo ragione lui, il mio amico, per l’immediato dei conflitti che leggiamo in cronaca di Isis e Boko Aram trionfanti e capaci di coalizzare una quantità impressionante di fanatici e scalmanati e poveri cristi psico labili e rinnegati della civiltà occidentale che li ha accolti e li ha promossi a ‘cittadini’ di seconda generazione di immigrati.

E tuttavia osserviamo che è l’indebolimento del messaggio religioso – e la perdita di controllo sociale e le chiese vuote e la crisi delle vocazioni che manda diserti i seminari – la ragione del cambio epocale di messaggio del cristianesimo di santa romana chiesa, costretta a inseguire una società laicizzata che marcia in direzioni opposte a quelle de ‘l’oppio dei popoli’.

E uguale processo di indebolimento e ‘laicizzazione’ dei troppi fedeli islamici scalmanati e ‘fuori di testa’ dovrà intervenire nel futuro prossimo, se vogliamo che notizie tanto orribili non si leggano più sui giornali di domani e dopo domani e l’umanità tutta si metta finalmente in marcia verso un futuro dove solo la Scienza e la vera e la buona Conoscenza – quella dei Galileo e dei Newton e degli Einstein – sia il nuovo Corano e la Bibbia dei bisnipoti. Amen e così sia.

L’hanno uccisa cento uomini a sassate, l’hanno onorata tredici donne sfidando inviolabili «costumi» afghani. Ieri a Kabul la bara di Farkhunda, lapidata da una folla impazzita che l’accusava di blasfemia, è stata portata verso la tomba di famiglia da spalle femminili,…
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I muri prossimi venturi

I muri prossimi venturi

Non sappiamo chi siano quei tre/quattromila giovani tunisini che sono corsi ad arruolarsi sotto le bandiere dell’Isis – e ci preoccupano, noi potenze occidentali, e vaneggiamo di ‘quarta sponda’ mediterranea e di nuovi Protettorati da imporre o concordare.
Forse erano disoccupati in cerca di un lavoro qualunque – salvo rendersi conto, al primo risuonar degli spari, che andare ad ammazzare gente sconosciuta e indifesa e/o farsi ammazzare sul fronte libico tanto qualunque non è, e forse, dirlo ‘lavoro’ è parola grossa e impropria.
Però il fenomeno è di grandi proporzioni, di grandi numeri, e trascurarlo sarebbe follia – e va bene centrarli dall’alto, quegli sventurati, colle bombe sganciate dai droni, ma non basterà e toccherà, prima o poi, farci convinti che dobbiamo ‘mettere gli scarponi sul terreno’ e andarli a falciare casa per casa e dentro i muri sbrecciati delle case e nei covi dove si sono intanati.
E in tanto affanno di suonati e poveri cristi che si affollano sotto le bandiere nere dell’Is o compiono le orrende stragi ‘in franchising’ a Parigi, Copenhagen e, ieri, a Tunisi, perfino il cecchino di ‘American sniper’ ci fa una colossale figura che strapperà applausi a scena aperta e ci diremo tutti americani e cecchini.

E che si tratti di una questione di stra maledetti ‘grandi numeri’ da arginare e governare in qualche maledetto modo – siano essi i ‘barconi’ che ci manderanno quelli dell’Isis o i cittadini europei di seconda generazione che, rinnegati o mai integrati, corrono a fare i ‘leoni del deserto’ e cercano effimera gloria di nuovi, stupidi califfati – lo dice anche il trionfo di Benjamin Netanyau in Israele: che ha vinto le elezioni lanciando l’appello disperato de : ‘Correte a votare, cittadini di Israele, perché quelli della sinistra ci aizzano contro il voto massiccio degli arabi israeliani’.
Voto effettivamente massiccio, massiccissimo, perché quei dessi, gli arabi di Israele, sono oggi la terza forza in parlamento. Mammaliturchi che già abbiamo in casa, figurarsi quelli che conteniamo alle frontiere colla costruzione dei ‘muri’.

E, qui da noi, abbiamo gente che non trova preoccupante il dato demografico di un dieci per cento della popolazione costituito da cittadini di vecchia e nuova immigrazione con diritto di voto.
Della serie: ‘Il futuro gramo che costruiamo qui e ora’.
Ed è forte il timore che si provi a chiudere le stalle ormai vuote dei buoi coi vaneggiamenti di ‘quarta sponda’ e ‘protettorati’ perché il lavoro sporco dei terroristi ormai si svolge in gran parte in franchising e gli appaltati, giovani e forti e vogliosi di ‘iniziazioni’ gloriose, hanno passaporti europei e canadesi e americani e australiani.
Aghi in un pagliaio e, per una cellula terrorista che scovano gli uomini delle nostre ‘intelligences’, dieci se ne formano davanti agli schermi dei computers di casa. Una corsa ad ostacoli disseminata di stragi prossime venture per i troppi ‘luoghi a rischio’ indifesi che offriamo – come la piazza san Marco, qui a Venezia, l’altro ieri evacuata due volte per ‘allarmi-bomba’.
Mala tempora currunt, maledizione!

  • foto di Enaz Ocnarf.

Il migliore ha la rogna

Se il migliore ha la rogna.

E poiché di Lupis si infabula e si schiamazza perché non sottolineare che potrebbe trattarsi di ‘tanto rumore per nulla’, dal momento che colui che lo Incalza e ne scuote il trono ministeriale è stato mandato assolto in ben 14 processi e tiene saldamente il bastone del comando dei Lavori Pubblici da oltre un settennato? E c’è sempre la prescrizione, dietro l’angolo, e le leggi anti corruzione che non decollano in un parlamento in fregola di storiche riforme – che solo quella del lavoro e dell’articolo 18 è andata a buon fine. E c’è il famigerato ‘terzo grado del giudizio’ – che fino a quel punto l’imputato, già condannato in cronaca e mai più risarcito nella fama, si dice, ipocritamente, ‘presunto colpevole’ o ‘innocente’ finché non viene sbattuto ai ‘lavori socialmente utili’ una volta alla settimana con ritorno in politica a furor di ‘eserciti di silvio’.

E poi si sa, lo sanno tutti, che ‘chi va al mulino si infarina’ e ‘chi va col lupo impara ad ululare’ – e la congrega dei comunione e liberazione, da tempo immemorato, passa per essere il ‘braccio imprenditoriale’ dei cattolici in politica, una sorta di ‘opus dei’ e/o massoneria cattolica con dentro il triangolo l’occhio del formigoni di turno e il compasso degli imprenditori che gli fornivano la barca per le vacanze, la villa in Sardegna e le cene luculliane.

Ma la vera domanda è: ‘Ma chi li vota questi politici del caxxo, destinati a riempire le cronache di giudiziaria’? E la società civile sarà migliore di quella degli eletti, di certi eletti – se perfino il pd marcio, marcissimo, che ha tenuto bordone al sindaco Orsoni nello scandalo Mo.se, si ripulisce alla bene-meglio mandando un ex magistrato a concorrere quale futuro sindaco? Ma non avevate proposte meno indecenti e ridicolmente auto assolutorie, cari i miei concittadini elettori/rici?

E sarà esagerato, in un contesto di siffatta infamia, invocare la legge del taglione e/o la pubblica frittura in pubblica piazza di tutti coloro che si sono ‘infarinati’ nel gigantesco mulino della corruzione italica?

Della serie: ‘Ma a che caxxo servono le elezioni e/o le primarie se poi, a urne chiuse, constatiamo che ‘i migliori hanno la rogna’?

"Se il migliore ha la rogna.</p>
<p>E poiché di Lupis si infabula e si schiamazza perché non sottolineare che potrebbe trattarsi di 'tanto rumore per nulla', dal momento che colui che lo Incalza e ne scuote il trono ministeriale è stato mandato assolto in ben 14 processi e tiene saldamente il bastone del comando dei Lavori Pubblici da oltre un settennato? E c'è sempre la prescrizione, dietro l'angolo, e le leggi anti corruzione che non decollano in un parlamento in fregola di storiche riforme – che solo quella del lavoro e dell'articolo 18 è andata a buon fine.  E c'è il famigerato 'terzo grado del giudizio' – che fino a quel punto l'imputato, già condannato in cronaca e mai più risarcito nella fama, si dice, ipocritamente, 'presunto colpevole' o 'innocente' finché non viene sbattuto ai 'lavori socialmente utili' una volta alla settimana con ritorno in politica a furor di 'eserciti di silvio'.</p>
<p>E poi si sa, lo sanno tutti, che 'chi va al mulino si infarina' e 'chi va col lupo impara ad ululare' - e la congrega dei comunione e liberazione, da tempo immemorato, passa per essere il 'braccio imprenditoriale' dei cattolici in politica, una sorta di 'opus dei' e/o massoneria cattolica con dentro il triangolo l'occhio del formigoni di turno e il compasso degli imprenditori che gli fornivano la barca per le vacanze, la villa in Sardegna e le cene luculliane.</p>
<p>Ma la vera domanda è: 'Ma chi li vota questi politici del caxxo, destinati a riempire le cronache di giudiziaria'? E la società civile sarà migliore di quella degli eletti, di certi eletti – se perfino il pd marcio, marcissimo, che ha tenuto bordone al sindaco Orsoni nello scandalo Mo.se, si ripulisce alla bene-meglio mandando un ex magistrato a concorrere quale futuro sindaco? Ma non avevate proposte meno indecenti e ridicolmente auto assolutorie, cari i miei concittadini elettori/rici?</p>
<p>E sarà esagerato, in un contesto di siffatta infamia, invocare la legge del taglione e/o la pubblica frittura in pubblica piazza di tutti coloro che si sono 'infarinati' nel gigantesco mulino della corruzione italica? </p>
<p>Della serie: 'Ma a che caxxo servono le elezioni e/o le primarie se poi, a urne chiuse, constatiamo che 'il migliore ha la rogna'?"

Caviale e champagne

Essere ‘figo’ non è un torto, anzi! Di questi tempi in cui l’apparire dispensa le sue epuloniche briciole all’essere ci sta che un ministro greco ricco e figo si faccia ritrarre in pose plastiche e mense imbandite e una moglie ereditiera all’ombra del Partenone e a cena con i potenti dell’Europa.
Noi italiani – una faccia una razza – non possiamo certo avanzare critiche, dopo l’epopea di un berlusconi-bunga bunga e l’orgia di olgettine che hanno occupato le patrie cronache per un decennio.
E tuttavia queste sue immagini, del Varoufakis, di bella e buona vita ‘alla facciaccia vostra’ stridono un poco con i pugni sbattuti sui tavoli della ‘Trojika’ e con la richiesta perentoria di allargare i cordoni della borsa sennò vi facciamo invadere dagli immigrati e ‘pagateci gli stramaledetti debiti di guerra’ che già sono stati liquidati da tempo, dice la Merkel.
Che, invece delle bandiere dell’onore e della resistenza strenua e ‘assalto ai forni’ per lo strapotere dei bankieri e dei burocrati, si alzi il bavero della t-shirt fuori dai pantaloni del proprio ministro delle finanze in missione permanente e ricchi convegni e cotillons, la dice lunga sulla strana sinistra delle chiacchiere che, anche da noi, si organizza e si coalizza a corrente alternata contro Renzi, – ma il loro vano dibattere resta chiuso e asfittico nelle cene delle più note trattorie romane. Una faccia una razza?

http://www.ilgiornale.it/news/politica/dolce-vita-varoufakis-marxista-caviale-1105322.html

Misericordia!

Non è chiaro il perché papa Francesco, alias Bergoglio, dice che il suo pontificato sarà breve. E’ chiaro, chiarissimo, invece, il perché del suo grande successo personale ed è l’apoteosi della ‘misericordia’ – sentimento dell’animo umano desueto e sconosciuto in questi anni del terzo millennio entrante, e che già ci ha deluso, al quale Francesco dedica un Giubileo, nientemeno.

E, in realtà, siamo tutti fin troppo misericordiosi, in questi anni di piena e assoluta libertà che sconfina nella licenza e nel ‘caxxo che ci pare’. E le città del mondo sono piene di fatti orribili e misfatti verso i quali siamo naturalmente misericordiosi e assolutori e tutto perdoniamo del male necessario che ci affanna. E, qui da noi, abbiamo perfino la prescrizione, che tutto cancella delle colpe senza indagarle a fondo, e il ‘terzo grado di giudizio’: che manda assolti criminali notori e le genti danarose malgrado le evidenze processuali e grazie ai cavilli di avvocati costosissimi capaci di torcere il diritto in rovescio e far ridere i polli di Renzo.

E provo a immaginarmi un mondo in cui trionfa, invece, la Legge e la Giustizia e ‘l’Ordine per Dio!’ e, a parte i dintorni dell’Isis, non riesco a trovare nulla che gli somigli e sia proponibile – in questi anni di lassismo universale e rovina morale e di rifondazione dei valori di un tempo ormai davvero lontano – per la qual cosa i gay sono benedetti e accolti, si riconoscono i diritti di adozione alle famiglie nuove, si cancellano i reati minori perché le carceri straboccano e via elencando delle buone notizie che ci vengono ogni giorno dalle cronache.

E Savonarola resta consegnato nella sua nicchia storica – da nessuno più frequentata e visitata – di predicazioni apocalittiche e di Inferni minacciati a cui non crede più nessuno – e chissà la sorpresa post mortem, di ritrovarci in grandissimo numero punzecchiati dai forconi diabolici e Caronte che ci urla di stiparci nel traghetto orribile tra i fetori delle paludi stigie e la coscienza dissepolta della Colpa Originale e delle nostre mille colpe personali (abuso dei telefonini incluso) che affiora e ci tormenta e ci strazia dentro – e un’eternità di pena ci fa impazzire i pensieri e saranno ‘alti lai’ dovunque e ‘stridor di denti’ di orribili genti ignude.
Misericordia!!

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Sipario

 

La sentenza della Cassazione che manda assolto Berlusconi è solo l’ultimo, in ordine di tempo, dei casi eclatanti di dubbia e nessuna vera giustizia che possiamo aspettarci dai tribunali di una vergognosa repubblica.
E non è speciale preconcetto e ‘antiberlusconismo’ da un tanto al chilo a spingerci ad allargare le braccia – impotenti a governare e ordinare gli eventi confusi e atroci del nostro vivere quotidiano – e ‘alzare gli occhi al cielo’ e provare indignazione massima e rabbia per come siamo stai beffati noi, cittadini che abbiamo ascoltato sgomenti le intercettazioni e letto i giornali e ascoltato i telegiornali di allora che ci raccontavano l’epopea farsesca e boccaccesca di un capo di governo in affanno che ‘convinceva’ un funzionario che la ‘ruby-rubacuori’ era la ‘nipote di Mubarak’ – e cugina di Ali Babà, trullalà. Grado di parentela confermato, poco dopo, dal voto una larga maggioranza del parlamento di allora, dove sedevano i lanzi e i cavalli di caligola del ‘satrapo de noantri’: gente priva del senso della vergogna e di una pur minima dignità personale.

Una ‘giustizia’ sorda e grigia, nelle aule dei tribunali dove si pronunciano le sentenze che fanno a pugni con tutto quanto le ha precedute: i fatti, le testimonianze, le intercettazioni a interpretazione non dubbia, consuma il suo distacco totale dal sentire della gente comune – che si ostina a leggere i giornali e appassionarsi di politica e di società e di vera giustizia – e ci lascia basiti su quanto avviene in quelle aule: un teatro di avvocatoni costosissimi che torcono e contorcono l’idea che abbiamo di ‘diritto’ e consegnano alle cronache le più incredibili sentenze di colpevolezza e/o di assoluzione.

E, se non hai i denari sufficienti per poter torneare in quel teatro dell’assurdo di assurdi tribunali, a te, comune cittadino che, ingenuo, invochi giustizia, resta solo l’immagine dei ‘polli di Renzo’ di manzoniana memoria e la tristezza di una soccombenza storica e ‘di classe’ che si perpetua fin dentro il terzo millennio. Sipario.

"La sentenza della Cassazione che manda assolto Berlusconi è solo l'ultimo, in ordine di tempo, dei casi eclatanti di dubbia e nessuna vera giustizia che possiamo aspettarci dai tribunali di una vergognosa repubblica. 
E non è speciale preconcetto e 'antiberlusconismo' da un tanto al chilo a spingerci ad allargare le braccia - impotenti a governare e ordinare gli eventi confusi e atroci del nostro vivere quotidiano - e 'alzare gli occhi al cielo' e provare indignazione massima e rabbia per come siamo stai beffati noi, cittadini che abbiamo ascoltato sgomenti le intercettazioni e letto i giornali e ascoltato i telegiornali di allora che ci raccontavano l'epopea farsesca e boccaccesca di un capo di governo in affanno che 'convinceva' un funzionario che la 'ruby-rubacuori' era la 'nipote di Mubarak' - e cugina di Ali Babà, trullalà. Grado di parentela confermato, poco dopo, dal voto una larga maggioranza del parlamento di allora, dove sedevano i lanzi e i cavalli di caligola del 'satrapo de noantri': gente priva del senso della vergogna e di una pur minima dignità personale.

Una 'giustizia' sorda e grigia, nelle aule dei tribunali dove si pronunciano  le sentenze che fanno a pugni con tutto quanto le ha precedute: i fatti, le testimonianze, le intercettazioni a interpretazione non dubbia, consuma il suo distacco totale dal sentire della gente comune - che si ostina a leggere i giornali e appassionarsi di politica e di società e di vera giustizia - e ci lascia basiti su quanto avviene in quelle aule: un teatro di avvocatoni costosissimi che torcono e contorcono l'idea che abbiamo di 'diritto' e consegnano alle cronache le più incredibili sentenze di colpevolezza e/o di assoluzione.

E, se non hai i denari sufficienti per poter torneare in quel teatro dell'assurdo di assurdi tribunali, a te, comune cittadino che, ingenuo, invochi giustizia, resta solo l'immagine dei 'polli di Renzo' di manzoniana memoria e la tristezza di una soccombenza storica e 'di classe' che si perpetua fin dentro il terzo millennio. Sipario."

 

 

«La verità riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non può essere che la vittoria di coloro che ragionano»

‪#‎Brecht‬ e il suo ‪#‎Galileo‬: un dibattito senza tempo sulla ‪#‎scienza‬ e la cultura, sospeso fra ‪#‎storia‬ e ‪#‎attualità‬.