Archivio mensile:luglio 2013

Bandiere dei nostri padri

Mi piace ‘avere il controllo sulle cose’. E’ qualcosa di profondo, un desiderio del bambino che sono stato che non si è realizzato – e il suo lancio lontano nella mia vita adulta lo ha incattivito.
E quando guardo le lame di luce di questi monti, il loro argento minerale che sfuma nel bronzo della luce che affievolisce, mi si stringe il cuore per l’alpinista delle alte vette e corde e chiodi in parete che non sono stato. E non ho il controllo sui miei muscoli sufficiente a darmi sicurezza e ogni appiglio mi pare precario e traditore e guardo in basso e vedo il vuoto orribile di un mio sogno di bambino che quel vuoto prolungava all’infinito nel buio onirico e non c’era un impatto finale, liberatorio, a uccidere l’angoscia che mi paralizzava.
La morte, in fondo, è una soluzione – e sarà per i lasciti di quel mio sogno lontano che immagino un finis vitae, se sarà segnato dal dolore atroce che ti oscura la luce del giorno e della mente, con il ‘volo dell’angelo’ da un alto picco dolomitico – e so che ci sarà un fondo roccioso sui cui il mio corpo malato impatterà e sarà un chiaro, ultimo lampo di luce e la fine del mio tempo terrestre.

E guardo le foto, nel rifugio che mi ospita, che mostrano la prima famiglia di ‘gestori’ di questa casa di alta quota spartana ma bella – e che silenzi serali! rotti solo dalle voci della donna e dei pargoli di quell’uomo che conosceva ogni segreta via dei monti che le fanno corona. E andavano sui ghiaioni e su per i diedri luminosissimi nelle albe d’agosto con un attrezzatura che oggi ci chiediamo ‘come facevano’ a salire e piantare le bandiere o a erigere le croci sulle vette.

Le bandiere, già. C’è n’è una giusto di fronte alla finestra che sventola invitta, bianca rossa e verde, malgrado tutti gli insulti e gli inviti a ‘ficcarla nel cesso’ che ha subito in questi anni di infamia collettiva – di idioti che volevano ‘secedere’ per le loro miserie morali di evasori notori e recidivi.
E tutte le lapidi dei ‘caduti per la patria’ avrebbero perso di senso – e abbiamo scritto pagine di vera e propria follia e insensatezza che si è sposata coll’irresistibile ascesa di arturo ui-berlusconi oggi all’ultimo atto e, chissà, forse era meglio se i padri della patria ci avessero ‘lasciato agli austriaci’ e avremmo fatto l’Europa transitando direttamente dall’impero austro-italo-ungarico risparmiandoci le trincee della prima guerra mondiale.

Le bandiere dei nostri padri si rispettano anche per quelle lontane insensatezze che oggi chiamiamo ‘la storia patria’. Cosa fatta capo ha, se è costata il sangue degli avi ed ha costruito questa faticosa identità nazionale consolidata colle gite ai sacrari e ai cimiteri di guerra.chiggiato-baion 28-07 040.JPG
E, forse, è per questi retro pensieri che il padre del ragazzo – che ha improvvisato per gioco un suo personale ‘ammaina-bandiera’ e la carrucola gli si è inceppata -, lo invita perentoriamente a risalire il declivio e aggiustarla e : ‘Portati il cuscino e una coperta, ché, se non ci riesci, ci passerai la notte’.
E il bambino frigna e piange il dolore della sua incapacità a ‘controllare le cose’ e implora il padre di aiutarlo, invano.
Da un sacco di tempo non assistevo a questo esercizio dell’autorità paterna così inflessibile, ottocentesco. Ce lo siamo lasciati alle spalle, il pater familiae, e lo abbiamo disprezzato e ucciso, in questi ultimi decenni di infamia collettiva – e quell’abbandono e quell’uccisione metaforica ha partorito i mostri del secessionismo padano stupido e gaglioffo e gli ‘eserciti’ di silvio-l’infame, che minacciano sfracelli eversivi sulle piazze se giustizia sarà fatta e sarà cacciato dalla vita pubblica un corrotto-corruttore da prima repubblica tangentara che mai avrebbe dovuto ‘scendere in politica’ e corrompere la vita pubblica come neanche la democrazia cristiana era stata capace.

Era meglio morire da piccoli (3)

Ho appena finito di guardare un film con Kevin Kline nella parte di un educatore – un professore di Storia. Sono importanti gli insegnanti di storia perché ci illudono che la Storia sia maestra di vita, che abbia qualcosa da dirci per davvero e che ci sia un qualche momento di vera svolta, di tanto in tanto, in cui accada che lu Santu non venga gabbato, passata la sua festa, – e non scoppino più le ‘guerre mondiali’ e, forse, domani o fra un anno, chissà, non si senta più parlare di quella quantità incredibile di cretini che combattono una loro personale ‘jihad’ contro l’Occidente.

Invece, anche quel professore di Storia del film deve denunciare un suo fallimento nei confronti di un allievo, figlio di un senatore e che, a sua volta, entrerà in politica.
Siamo alle solite, direte voi, tutti a prendersela coi politici – che, di questi tempi, è come sparare sulla Croce Rossa; e gli unici a meritare la menzione d’onore e rispetto sono i parvenus dei 5 Stelle, unica opposizione parlamentare rimasta a contrastare le porcate della coalizione delle larghe discordie. Discordi su tutto ma non sul finanziamento pubblico ai partiti – che verrà mantenuto ancora a lungo e solo i 5 stelle hanno restituito 4 e passa milioni di euro mantenendo fede alle promesse elettorali.
Intanto, ‘quelli del pdl’, – la banda della Magliana parlamentare – , derubricano il finanziamento illecito ai partiti a robetta da liquidare con una sanzione amministrativa, fidando nella quiete agostana degli ombrelloni aperti nelle italiche spiagge e nei pisolini che colà vi si schiacciano e i tarallucci e vino serali e i ludi danzanti.

E solo la scadenza del 30 di luglio mette qualche fremito nei pensieri e alimenta i pigri commenti dei pochi in costume da bagno che ancora si occupano di politica. Che faranno quelli della banda della Magliana parlamentare, ammesso e non concesso che Lex Luthor-berlusconi venga condannato?
Da un veloce calcolo statistico delle deliberazioni e sentenze della Cassazione si evince che il Caimano può dormire sonni tranquilli. Alcuni vecchioni della Cassazione hanno antenne sensibili alle angosce dei politici e mai e poi mai vorranno inimicarseli – ne è prova l’attesa tranquilla degli avvocati di Lex Luthor, che auspicano che il loro fascicolo sia trattato da una sezione piuttosto che un’altra.

E pesa – pesa molto – la blindatura del governo Letta fatta da Re Giorgio, lo Stabilizzatore.

Noi confidiamo, invece, in quei bei mattini di sole chiaro in cui accadono le cose che i nostri diavoli politici temono come l’acqua santa. Un corto circuito giudiziario in cui, incredibilmente! a decidere di una sentenza di terzo grado siano le carte processuali e i due gradi di giudizio che già hanno deciso per la colpevolezza palese del principe degli imputati.

Sarebbe un gran giorno per questo paese; davvero ‘l’alba di un giorno nuovo’ – come ne abbiamo viste poche, pochissime, dall’infausto giorno della nostra nascita. Era meglio morire da piccoli?

Perchè?

Sono naturalmente curioso di sapere chi e quanto hanno preso dal Consorzio Venezia Nuova quei privati ed Enti e associazioni – perfino la Curia, pare. E a che titolo hanno ricevuto quei ‘finanziamenti’, a che scopo, e distribuiti a chi e/o intascati da chi per privati ludi e viaggi e/o donne e champagne.

E perché un Consorzio che riceve soldi pubblici dallo Stato italiano con finalità di costruzione di grandi opere idrauliche di altissimo livello ingegneristico elargisce poi parte di quel denaro a pioggia. Già. PERCHE’?

Per le campagne elettorali, dicono subito alcuni imputati. Ma quanto ci costate, e quanta corruzione corre sul filo nero delle vostre trame e mene che pretendete ‘politiche’ ( ma sono solo squallidamente affaristiche), cari i miei politici di ogni genere e grado e partito di appartenenza.

E il servizio pubblico che prestate ai vertici delle istituzioni locali è spesso scadente e non siete in grado di risolvere i problemi, neanche i più urgenti, quelli che affannano la vita nostra quotidiana.

Dalle alghe che marciscono all’ordine pubblico, all’igiene pubblica sempre più precaria e ai neri coi borsoni che hanno trasformato la città in una cashbah, per finire col lavoro che non c’è e non si sa come pagare gli affitti e conciliare il pranzo con la cena, in molti casi.

Diteci, almeno, che una parte di quei finanziamenti ricevuti li avete tenuti da parte per una beneficenza privata che vorrete, al più presto, devolvere ai cittadini bisognosi. Sarebbe comunque cosa indigesta, – date le vie traverse – ma per un fine nobile.

 

Ditecelo, per favore, perché siamo a un passo dalla disperazione politica e dal ritenervi tutti, tutti! membri ufficiali del ‘magna-magna’ universale che ha ucciso lo ‘spirito di servizio’ che credevamo ispirasse la politica dei volonterosi ( e creduloni) cittadini.

Fino a notte inoltrata

Fino a notte inoltrata

Si, lo so, sono un cretino. Faccio outing e lo confesso – e che volete che sia, di questi tempi in cui un pluri ex pres. del cons. non prova vergogna ad essere additato nei pubblici tribunali quale ‘puttaniere’ (sistema prostitutivo ad Arcore e nelle ville e i palazzi satrapici) e il suo scondinzolante vice, che ha tenuto bordone nel ‘ratto delle kazake’, canta a gola spiegata: ‘Non so, non ho visto, se c’ero dormivo’ – nuovo inno patriottico degli elettori/ici del centro-destra innamorati di Letta, il nipote di suo zio che li garantisce sotto la larga ala protettrice e il patrocinio di Napolitano, garante di ogni politica schifezza di larghe intese che si andrà a fare da qui alla sentenza della Cassazione.

Sono un cretino perché continuo a dare ascolto a quella strana ‘voce’ che ho dentro fin da quand’ero bambino – che mi diceva che il mondo è cosa buona e gli uomini e le donne che lo abitano sono altrettanto buoni – guerre civili e mondiali a parte e hutu e tutsi e lager e gulag spruzzati qua e là sulla crosta terrestre.

E fatico (tuttora! giunto ormai alle soglie della rottamazione) a credere che non ci siano – proprio non esistono – le ‘magnifiche sorti e progressive’ sognate dai poeti e proiettate sul nostro orizzonte di futuro.

Perché, invece, siamo ancora fermi alla preistoria tribale delle fazioni contrapposte e pronte a scannarsi per affermare la loro diversità, gli usi e i costumi ‘politici’ neanderthaliani, i cannibalismi del nemico catturato nel corso degli agguati e delle scaramucce.

E ha un bel sostenere Camus che: ‘Il y a dans les hommes plus de choses à admirer, que de choses à mepriser.’ – e precisava che lo si notava solo nel corso delle catastrofi. Non mi riesce più di crederlo, maledizione! E sospetto che neanche esista un paradiso dove ci ritroveremo miracolosamente tornati tutti ‘buoni’ e caritatevoli e rispettosi dei diritti degli altri e memori dei doveri civici e dell’amore coniugale e parentale, come scriviamo sulle lapidi tombali.

Temo che anche nell’Ade le nostre ombre si trascinino il fardello delle cattive opere e dei cattivi comportamenti che abbiamo tenuto in vita – come ci raccontava Odisseo nel corso di una sua memorabile capatina colà. 

E temo che la ‘poesia del silenzio’ e la silente ammirazione per il nitore delle luci dell’alba che cancellano piano le notturne luci delle stelle siano solo mie solitarie fissazioni, in un mondo che, invece, volontariamente si assorda e confonde i pensieri di ognuno e tutti parlandosi addosso e gridandosi improperi e rimproveri per pretesi diritti negati fino a notte inoltrata.
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L’opera da tre palle un soldo

Dunque, per mancanza di alternative di s-governo, tocca ingoiare quest’altra schifezza paurosa: di agenti kazaki all’opera dentro la Questura e negli uffici della forza pubblica in violazione delle leggi italiane per forzare la mano e rapire e imbarcare su un jet privato a viva forza, la moglie e la figlioletta di un rifugiato politico.

 

E dobbiamo tollerare l’oscenità di un ministro dell’interno che continua a cantare a gola spiegata il ritornello de : ‘Non so, non ho visto, se c’ero dormivo’, mettendosi sotto i tacchi la propria dignità personale e politica.

 

E il caro Presidente Napolitano ci manda a dire che ‘il governo non si tocca’. Per la proprietà transitiva, sappiamo, perciò, che ogni e maggiore schifezza di s-governo potrà accadere sulla scena pubblica nei prossimi giorni e mesi e resterà impunita.

 

Che senso può avere il mantenere accesa la fiamma della passione politica in un paese di tanta infamia collettiva e che fa strame dell’idea di legalità e che, in nome del ‘superiore interesse del governo del paese’ manda assolti i peggiori figuri imbarcati a forza nell’avventura sconcia delle ‘larghe discordie’? E il tutto con su la testa la spada di Damocle di una rovinosa ‘caduta del tempio’ ad opera di sansone-berlusconi se sarà confermata la sua condanna nel terzo grado di giudizio.

 

Si faccia scendere il sipario su quest’operetta italiota da tre palle un soldo.

 

 

http://www.repubblica.it/politica/2013/07/19/news/i_kazaki_al_viminale_anche_dopo_il_blitz_cos_hanno_teleguidato_gli_uomini_di_alfano-63278055/?ref=HREA-1

Per gli amici tutto e di più

Se qualcuno che incontri per strada ti dice che soffri di ‘un blocco cognitivo’ tu ti offendi, credo.

A meno di non essere consapevole di una malattia in corso i cui sintomi sono quelli, purtroppo.

 

Ma che un ministro degli interni abbia dei ‘blocchi cognitivi’ e sia stato innalzato all’altissima carica di controllo dei fatti e misfatti che accadono in questo paese e richiedono il pronto intervento delle forze dell’ordine la cosa è grave e qualcosa dovremmo fare, come cittadini e comunità nazionale di partiti e associazioni. Magari richiedere l’immediata rimozione del poveretto che quei ‘blocchi cognitivi’ invoca, perfino, a difesa del suo operato di ministro come fosse sul palco di un operetta a cantare a gola spiegata: ‘Non so, non ho visto, se c’ero dormivo.’

E quelli del pd, seduti in platea parlamentare, tutti muti ad ascoltare quello stolido ritornello e quelli del pdl a spellarsi le mani, invece, e applaudono a scena aperta la riuscita dell’operazione di commando ordinata dal capo dei capi nel chiuso dei suoi privati palazzi e ville per compiacere l’amico kazako.

 

Cosa non si farebbe per gli amici. Perfino svendere la dignità nazionale e delle forze di polizia e del parlamento per certi figuri sembra non essere un prezzo troppo alto.

L’affaire infernale e il coperchio della pentola diabolica


E la cosa più schifosa di questo immondo ‘affaire’ di rimpatrio forzato della moglie e la figlia di un dissidente politico kazako è la resistenza al più elementare senso del pudore, – la vera e propria ‘presa per il culo’ di tutti gli italiani, di ogni parte e fede politica, ai quali si impone di credere alla barzelletta del ‘non so, non ho visto, se c’ero dormivo’ pronunciata in pubblico Senato della Repubblica dal vice principe degli impuniti di s-governo alfano angelino – col silenzio colpevole del pd-l impasticcato dai suoi problemi interni di leadership e prossimo congresso e la ‘resa dei conti’ coi ‘renziani’.

Una cosa così stomachevole e vomitevole che, se chiedete in privato al più ‘destro’ dei vostri amici e conoscenti e lo fissate negli occhi, ammetterà che, si, è davvero pochissimo credibile, anzi ridicola la pretesa di berlusconi di farci credere che il premier kazako fosse in Sardegna a ridosso del rapimento e istradamento forzato della moglie del suo arcinemico interno e lui non lo abbia incontrato e concordato l’azione ribalda al modo ‘putiniano’ che è nello stile e nel sentire politico dittatoriale dei due leaders.

E che un’azione di ‘commando’ così spudorata riesca senza colpo ferire a un berlusconi sotto schiaffo della magistratura e ‘ai domiciliari’ anticipati, ma che tutto può fare e disfare per interposto alfano – imposto quale vicepresidente del consiglio dei ministri a un pd spaventato dalla sua stessa ombra, – la dice lunga sulla schifezza politica del presente ‘governo delle larghe discordie’, voluto dal presidente Napolitano e del quale egli porta per intero la responsabilità politica negativa.

E ci auguriamo che non si trovi il coperchio per quest’altra, spaventosa, pentola infernale e che il partito democratico sia costretto dalle sue contraddizioni interne a reagire e farlo finalmente cadere questa pubblica infamia di un ‘governo’ il cui vice presidente del consiglio dei ministri si può permettere di menare per il naso tutti, davvero tutti i componenti e partecipanti all’infamia massima della negazione dei ‘diritti civili’ di un rifugiato politico che si vede rapire la moglie -imbarcata a forza su di un jet kazako privato!!!! – e tutto della vita nazionale continua come se nulla fosse stato e sulle spiagge, sotto gli ombrelloni, si discute dell’ultima dieta che funziona e di che tempo farà di qui all’inizio di agosto.

Amoveatur ut promoveatur

Era tutto prevedibile e previsto e tuttavia ci siamo dentro fino al collo: dentro al pantano, alle sabbie mobili di questo ‘governo delle larghe discordie’ che consuma le sue ‘figure di emme’ una dopo l’altra con regolarità cronometrica e dedizioni individuali e collettive degne di miglior causa.

 

E prima abbiamo avuto l’Aventino ridicolo di ‘quelli del pdl’: fauna di malnati, dipendenti aziendali pezzenti nell’anima e ‘più realisti del re’ di un padrone di denari che da tre lustri impone la sua agenda giudiziaria al paese e tuttora tiene in vita la coalizione di s-governo ai soli suoi fini di ricatto e minacce di ‘muoia Sansone con tutti i filistei’.

 

Che più civicamente morti di così si muore, cari i miei concittadini che assistete con me a questo spettacolo osceno, a questo fescennino ridicolo di un ministro della repubblica e vice presidente del consiglio che va al Senato a dichiarare senza rossore in viso né irresistibili conati di vomito: ‘Non so, non ho visto, se c’ero dormivo.’ sul caso della moglie e della figlia del dissidente kazako rimpatriati con un blitz di funzionari di polizia fedelissimi alle segrete direttive berlusconi-alfano concordate nel corso dell’incontro avvenuto in Sardegna tra quel capo di governo e il nostro lex luthor nazionale. E bisognerebbe seguire a lungo, nei prossimi mesi e anni, le vicende di questi funzionari di cui il ministro-struzzo chiede la testa perché forse li rivedremo in qualche altro posto di prestigio per il prezioso loro offrirsi in sacrificio e aver salvato in extremis il governo delle larghe discordie. Amoveatur ut promoveatur.

 

 

E le smentite del berlusconi di un incontro a suo dire ‘mai avvenuto’ non smentiscono un bel nulla – e solo dispiace che non ci fosse un fotografo appostato nell’ombra a documentare il misfatto di quell’incontro al vertice tra sodali ‘putiniani’ che ha consumato l’arbitrio orrendo sul quale lo squallore del governo delle larghe discordie dovrebbe cadere con fragore e fracasso uguali al misfatto commesso e spudoratamente negato in pubblico Senato della Repubblica.

 

http://www.repubblica.it/politica/2013/07/17/news/procaccini_informai_subito_il_ministro_lascio_solo_per_senso_del_dovere-63137243/?ref=HRER1-1

La Via dei Barconi

La Via dei Barconi

Se perfino nelle sedi più periferiche e parrocchie isolate si predica l’apologo del ‘Buon Samaritano’ che, pietoso, soccorre il viandante pestato a morte – e prima di lui un Levita e un altro passante, religioso del pari, lo avevano guardato agonizzare e avevano tirato dritto – un coordinamento ci deve essere, che so, una velina, una mail che invita tutti i predicatori domenicali a indicare la ‘Via dei Barconi’ aperta dal bravo Francesco a Lampedusa.

E il prete che interrogo dopo la messa, da quel bravo ‘avvocato del diavolo’ qual sono, e gli racconto di quel suo confratello di Mestre che, invece, ha istituito i vigilantes alla messa, traccheggia e boccheggia e non sa ‘a che santi votarsi’ – per dire di una scarsa coerenza e di indicazioni univoche che dovrebbero vigere e applicarsi ‘erga omnes’, ma non si fa, perché la realtà delle cose è diabolicamente complessa e contraddittoria ed è sempre necessario distinguere ed eccepire e ‘toccare con mano’ l’evidenza degli eventi infausti e di difficile governo.

Il dettato religioso è così da sempre: aereo e ‘buonista’ per forza di appartenenze e riferimenti evangelici consolidati. Funge da indicazione generale, da ‘slogan’ e, nella realtà, invece, si consumano le contraddizioni e le indifferenze dei post moderni Leviti – e molto pochi sono i Samaritani che sarebbero disposti a ‘camminare sulle acque’ e andare incontro ai ‘fratelli africani che soffrono’ e affrontano i flutti, ingrassando gli ‘scafisti’ assassini e violando le leggi sull’immigrazione vigenti nel paese che li soccorre per obblighi di convenzioni marittime internazionali e umana pietas – quale non dimostrano uguale i maltesi e i greci, ad esempio.

E chissà se si cambierà la legge bossi-Fini e la si adeguerà alle indicazioni nuove del bravo Pontifex riformatore o se il governo delle larghe discordie non si avventurerà mai tra questi flutti politici per tema di andare a sbattere sugli scogli già aguzzi delle controversie giurisprudenziali della Cassazione troppo lesta a decidere e fissare le udienze finali – e sull’imu che non si sa come riformare, figurarsi restituirla!

Consigliamo al Letta di ricordare a berlusconi la promessa di ‘pagarla di tasca sua’. Questo è il momento giusto. Così, emulo di san Francesco, il cavaliere in affanno mediatico si ‘spoglierebbe di tutto quello che ha’ e lo donerebbe agli italiani indigenti – e questo magno gesto gli eviterebbe di pagare il dovuto a De Benedetti per la truffa de ‘il lodo Mondadori’ e gli assegni familiari alla moglie-nemica. 
Lo vogliamo povero e nudo e accorreremmo volentieri, noi novelli Samaritani, a rivestirlo di un saio (anche perché non è un bello spettacolo la di lui nudità – ce lo raccontò la minetti, in suo mai dimenticato sfogo telefonico).

Pubblicità Progresso

E’ alle sette del mattino di una domenica fresca e assolata che meglio si intende il valore preciso della frase: ‘La musica è la cosa più bella che c’è dopo il silenzio.’

La musica e ogni altro rumore e voce umana – o di televisioni e radio accese al mattino fitte di odiose pubblicità – la cui eco fastidiosa rimbalza sui muri e turba l’incanto del silenzio.

 

Mi capita di avere un povero suonato quale vicino di casa che usa la televisione quale ‘compagnia’ sonora della sua solitudine e, per un di più di infamia, soffre di orecchi. E mi viene in mente cosa sarebbe la sua vita e quella di mille e mille suonati suoi pari se davvero ‘spegnessero’ le reti mediaset – come ci ha fatto sognare quel tal deputato grillino in sede di commissione parlamentare.

 

Ve l’immaginate una vita associata senza tutto quel fragore di pubblicità che ci ammanniscono le stramaledette reti private – che, per vedere un film di qualità, sei costretto a mettere in conto la tortura di oltre la metà della durata di stupidissimi imbonimenti pubblicitari?

 

Mio dio, quanti miliardi di neuroni attivi recupereremmo tutti insieme ? – e il nostro dna di popolo e nazione registrerebbe un improvviso mutamento genetico e i quozienti intellettivi medi salirebbero di sei punti percentuali in un colpo solo.

 

Meditate, gente! Il futuro dei nostri figli e dei nipoti possiamo giocarcelo ora e con un provvedimento semplice semplice di applicazione della legalità repubblicana. Sostegno massimo popolare al deputato che vuole applicare finalmente una legge e liberare il paese dal veleno mediatico berlusconiano.

 

 

‘Spegniamo le reti Mediaset!’ e ‘Chi guarda Mediaset avvelena anche te; digli di smettere!’. Pubblicità Progresso.