Archivio mensile:marzo 2013

Supercazzora con scappellamento a destra

Supercazzora con scappellamento a destra. E’ il più divertente (e il più arrabbiato) dei commenti giornalistici che possiamo leggere stamane sui giornali. Lo sberleffo di Napolitano, il grande vecchio che si diverte un mondo a prendere a sberloni i passeggeri del treno-italia fermo sulla banchina a caricare/scaricare i bagagli e scambiarsi i saluti pasquali. Un treno che non parte perchè nessuno ha detto al macchinista qual’è la prossima destinazione.

Niente male per un vecchietto compassato che ne ha ‘viste di tutti i colori’ e dal quale mi aspetto che intoni, in finale di partita, la nota canzone del quartetto di ‘amici miei’ che si esibiva coi vestiti eleganti e l’aplomb di un vero coro davanti ai cardinali e a un pubblico di ‘fedeli’ allibiti per le parole oscene e canzonatorie.

Ma che altro doveva fare, il pover’uomo, messo in croce dagli elettori incapaci di uno scatto di reni e di una ‘parola definitiva’ alle urne – e che ha giocato a fare mezza rivoluzione con Grillo e con un terzo abbondante di cialtroni emeriti che hanno pregustato la restituzione dell’imu e ci hanno rifilato di bel nuovo il barabba sputtanato nel mondo dalle sue puttane incaprettate e di s-governo e dai maggiordomi e pennivendoli ‘di famiglia’?25.jpg

E godo come un riccio nel leggere i commenti di Feltri e Belpietro che adombrano il ‘golpe’, bianco o conclamato, ed è invece, solo il portato delle ‘contraddizioni in seno al popolo’ che si sono mostrate nei risultati elettorali. Alla via così: si placa il ‘dio spread’ con un piccolo sacrificio rituale e si imbocca la ‘via olandese o ‘belga’, come più vi piace. Così restiamo in Europa. :D Non siete contenti? :rolleyes: :unsure:

I grugniti del Neanderthal

Analfabetismo di ritorno. Tra gli effetti della ‘crisi globale’ si annovera anche questa locuzione spaventosa di cui ci narrano le pagine culturali dei giornali. Pare che una larga fetta di popolazione di censo diverso (molti gli ‘abbienti’, si!) non sappia leggere intelligentemente un ‘bugiardino’ (e voi sapete cos’è?), né riesce a destreggiarsi colle istruzioni di un apparecchio digitale di ultima generazione e addirittura con un sellino di bicicletta! 

Leggere per intero un articolo di giornale, poi, sembra essere appannaggio di seriosi intellettuali con lenti degli occhiali molto spesse o professori emeriti. Che succede a questa società ‘della crisi’? Una regressione ciclica -come se tutto questo parlare e vivere di ‘crisi’ deprimesse i neuroni di coloro che, in verità, già tendevano al depresso cronico da assai tempo, ma evitavano di ‘darlo a vedere’?

E della nobile Atene, la culla della democrazia occidentale e della filosofia, si racconta che perde la sua ‘memoria storica’ -analfabetismo civico- e interi quartieri sono abbandonati a se stessi e impazzano i graffiti sui muri e non ci sono più negozi aperti, dei quali non si serba più la memoria. Blade Runner, insomma, di cui ricordiamo le immagini di una città oscura e in rovina e bande di criminali che la percorrevano e battagliavano incessantemente.

Dubito che la crisi sia la causa scatenante di questo inquietante fenomeno -per il quale si rischia di intrecciare un dialogo con un gruppo di persone apparentemente ammodo e sentirsi rispondere con ragli e/o grugniti. 

Probabilmente stiamo parlando di sacche di ‘sopravissuti’, piccole o medie tribù di neanderthal che si riproducono tra di loro e non interagiscono con noi ‘sapiens’ se non per il minimo dei commerci necessari alla sopravvivenza in società e magari sono sconosciuti al fisco – analfabetismo di ritorno, questo, assai più grave e del quale il buon Befera dovrebbe attivamente occuparsi e darci conto a noi cittadini attenti e ‘civili’.

E che dire del ‘diritto al voto’ che si riconosce ostinatamente a queste tribù di neanderthalensis sopravissuti e che – sospetto con buonissime ragioni – ci rifilano da anni nel segreto dell’urna, grugnendo segreta e rabbiosa soddisfazione, il berlusconi di lotta e di s-governo: loro campione di grugniti e pulsioni sessuali ataviche da soddisfare nel corso di ‘serate eleganti’ nel chiuso delle loro magioni-caverne?

Foto: Analfabetismo di ritorno. Tra gli effetti della 'crisi globale' si annovera anche questa locuzione spaventosa di cui ci narrano le pagine culturali dei giornali. Pare che una larga fetta di popolazione di censo diverso (molti gli 'abbienti', si!) non sappia leggere intelligentemente un 'bugiardino' (e voi sapete cos'è?), né riesce a destreggiarsi colle istruzioni di un apparecchio digitale di ultima generazione e addirittura con un sellino di bicicletta! Leggere per intero un articolo di giornale, poi, sembra essere appannaggio di seriosi intellettuali con lenti degli occhiali molto spesse o professori emeriti. Che succede a questa società 'della crisi'? Una regressione ciclica -come se tutto questo parlare e vivere di 'crisi' deprimesse i neuroni di coloro che, in verità, già tendevano al depresso cronico da assai tempo, ma evitavano di 'darlo a vedere'?E della nobile Atene, la culla della democrazia occidentale e della filosofia, si racconta che perde la sua 'memoria storica' -analfabetismo civico- e interi quartieri sono abbandonati a se stessi e impazzano i graffiti sui muri e non ci sono più negozi aperti, dei quali non si serba più la memoria. Blade Runner, insomma, di cui ricordiamo le immagini di una città oscura e in rovina e bande di criminali che la percorrevano e battagliavano incessantemente.Dubito che la crisi sia la causa scatenante di questo inquietante fenomeno -per il quale si rischia di intrecciare un dialogo con un gruppo di persone apparentemente ammodo e sentirsi rispondere con ragli e/o grugniti. Probabilmente stiamo parlando di sacche di 'sopravissuti', piccole o medie tribù di neanderthal che si riproducono tra di loro e non interagiscono con noi 'sapiens' se non per il minimo dei commerci necessari alla sopravvivenza in società e magari sono sconosciuti al fisco - analfabetismo di ritorno, questo, assai più grave e del quale il buon Befera dovrebbe attivamente occuparsi e darci conto a noi cittadini attenti e 'civili'.E che dire del 'diritto al voto' che si riconosce ostinatamente a queste tribù di neanderthalensis sopravissuti e che - sospetto con buonissime ragioni – ci rifilano da anni nel segreto dell'urna, grugnendo segreta e rabbiosa soddisfazione, il berlusconi di lotta e di s-governo: loro campione di grugniti e pulsioni sessuali ataviche da soddisfare nel corso di 'serate eleganti' nel chiuso delle loro magioni-caverne?

Foglie di fico

Se c’è un caso che dà la misura della distanza tra ‘la casta’ -le cui malefatte abbiamo così a lungo e duramente denunciato- e il ‘paese reale’ sono le parole taglienti pronunciate da Battiato al parlamento europeo. Apriti cielo! E tutti gli eletti/e vecchi e nuovi a stracciarsi le vesti quando è noto a tutti i cittadini il vergognoso ‘mercato delle vacche’ andato in scena nel corso della legislatura berlusconiana ultima scorsa – fitta di parlamentari e perfino ministre di governo ‘scese’ in politica grazie ai vergognosi ‘servizi alla persona’ prestati al satrapo puttaniere e lautamente ricompensati.

Soubrettes di grido e di gemito e igieniste dentali assurte all’olimpo della politica e del governo della repubblica e pagate coi soldi dei contribuenti -colle cifre mostruose che sappiamo dovute ai consiglieri comunali/regionali e alle parlamentari e/o ministre- hanno detto al paese tutto e alle giovani generazioni di donne col loro esempio che fare le troie e/o le puttane cogli uomini giusti sono attività redditizie e che hanno splendido risalto in cronaca e aspettative di lavoro benissimo remunerato.521416_361035000681226_1908629709_n.png

E se oggi una degnissima persona assurta alla presidenza della camera lamenta l’offesa atroce per obblighi di ruolo istituzionale è foglia di fico e geremiade scontata che nulla toglie alla verità della parole dell’assessore alla cultura siciliano – che quelle parole e quei giudizi ha scritto nelle sue canzoni senza che nessuno menasse scandalo e si stracciasse le vesti. Tu vedi l’ipocrisia e gli ipocriti stomachevoli.

E se un giudizio finale si può dare su questa vicenda è che il ludibrio delle istituzioni consumato dal berlusconi satrapo e puttaniere -e votato dalle schiere dei suoi elettori ‘impresentabili’ senza un minimo di salutari conati di vomito- oggi si sconta per intero e segnerà il futuro prossimo, e dimenticarlo non sarà facile perchè i guasti e i misfatti commessi e propagandati senza vergogna da quell’uomo minuscolo e osceno e dai suoi luogotenenti aziendali e parlamentari si proietteranno a lungo sugli schermi degli anni che verranno.521533_498930326821346_561721655_n.jpg


Domani chissà

Poiché l’orizzonte di riferimento è quello del ‘tornare alle urne’ (e mai come oggi l’espressione sa di luttuoso e cimiteriale col fiato che abbiamo sul collo dello spread) è legittimo e opportuno porre e ri-porre la domanda canonica agli elettori del ‘popolo sovrano’: ‘Come ne usciamo quest’altro giro?’

 

Già perché qualche rimescolamento ulteriore si avrà dalla prossima tornata: Grillo avanzerà o perderà voti? E, se incrementerà i suoi consensi, lo farà a scapito di chi, considerato che l’emoraggia a destra sembra essersi stagnata e quegli elettori sono tornati a gridare come un sol uomo: ‘Vogliamo barabba! Arridatecene er puzzone e salvate il soldato dell’utri!’

 

No, il quadro non è chiaro e bisognerebbe che tutti i voti in uscita dal pd – che si contorce tra il lancio di un ‘governo dei puri’ e l’alleanza coi 40 ladroni del barabba di s-governo e di impunità – finissero a Grillo; e che Grillo e i suoi avessero una chiara maggioranza anche al Senato e ottenessero dal prossimo presidente della repubblica un incarico a fare il governo – così che potremmo finalmente vedere ‘di che pasta son fatti’ questi novatori in saio francescano e se l’Italia sarà lavata di tutto l’immondo e il marcio e il fango di cui l’hanno ricoperta i cialtroni del centrodestra e il loro idolo di denari e dei ‘cavalli caligola’ e delle leggi ad personam, che non ce l’ha fatta a scampare agli ultimi processi non prescritti ed ha già pronti i piani di fuga dal paese – latitante in dorato esilio tra santo Domingo e la villa di Antigua.

 

E bisognerebbe chiedere ai cialtroni emeriti che quel loro cialtrone-principe hanno votato se è vera e buona democrazia e se è essere ‘buoni cittadini’ il rifilare, nel segreto vergognoso dell’urna, quel tal barabba di s-governo ai concittadini preoccupati del ‘bene del paese’ e non dell’impunità e della ‘presentabilità’ politica di un tale che aveva il dell’utri garante di una pax mafioso/elettorale – e che perfino la pubblicità di una nuova vettura effigia alla guida di un auto dove, nel bagagliaio aperto, si vedono le sue gioiose puttane incaprettate e ha il viso rivolto verso di noi e ci mostra la risata aperta e complice di uno che ci chiede – come il clown malandrino di un noto fumetto: ‘A volte mi chiedo quanto ancora posso prendervi per il culo.’25.jpg

Lo testimonia Flaiano

Se il buongiorno si vede dal mattino avremo piazze vaticane debordanti di folla entusiasta e che alza i bimbi al cielo perché vengano benedetti (Benedetto già ci manchi!) e le speranze al diapason.
Speranza di tutto: di non dimenticarla, di riguadagnarla, che ci venga dal Cristo e al Cristo ritorni carca di umane fallacie e angosce e dolori.
Evvabbè, dimesso un papa se ne fa un altro e a ognuno il suo stile pastorale -e ci piacerebbe simpatizzare coll’argentino che ama il tango e lo sport, ma tutto quel suo tornare alle vecchie fole del diavolo e tutto quel suo nominare un lontano profeta palestinese che, dopo rapida e folgorante apparizione quaggiù, non si è più degnato di ri-confermarci la sua esistenza se non per immagini e statue confezionate da artigiani e artisti di varia scuola nelle chiese sempre più vuote non fa che confermarci che ‘siamo soli’ nell’universo vuoto di Empirei e neanche più ci va di credere ai marziani.
Che, però, a Roma ci sono sempre stati (e in Vaticano), ce lo testimonia Flaiano.


Le badanti occhiglauche e le friulane

Una volta si diceva un gran bene delle ‘friulane’, pedemontane o valligiane poco importa, perché discrete e silenziose come le vie e le piazze dei loro paesi e rispettosissime e ossequienti nei confronti della ‘signora’ che le stipendiava.
Poi il mondo si ruppe e arrivarono ‘le badanti’ di lingua slava, non proprio piacevolissima a udirsi, grassoccie e sempre col cellulare all’orecchio a cicalecciare colle colleghe – e perfino di là delle frontiere grazie alle speciali tariffe della vituperatissima ‘industria della chiacchiera’, l’unica che non abbia conosciuto crisi, di questi tempi.

E di loro si narra che assediassero ‘i nostri vecchi’ e ‘la dessero’ solo dopo il vincolo matrimoniale coi ‘cari vedovi’ che redistribuiva i nostri sudati redditi occidentali a favore dell’est del mondo – e i legittimi eredi a schiumare rabbia post mortem e ad ingrassare i maledetti avvocati colla tesi de ‘circonvenzione di incapace’.

Ma adesso il mondo si riaggiusta e si parla alla radio e sui giornali di un’Africa che cresce quasi come l’India e il Brasile e di un’onda di ritorno degli immigrati di prima generazione che non hanno più lavoro e capitalizzano i risparmi tornando al paese coperti di gloria, ma lasciano a mendicare per le nostre strade e piazze gli ultimi arrivati che non vengono arruolati tra i vu’ cumpra’ delle borse e occhiali tarocchi e sono aggressivi e inseguono i passanti e li tirano per le giacche.

La crisi come la morte ‘che pareggia tutte le erbe del prato’ e ‘rimette le cose a posto’ e ‘mogli e buoi dei paesi tuoi’? Una rondine non fa primavera ed è presto per dire che ci riappropriamo della nostra economia e ‘tornano la badanti italiane’ – come titola oggi un giornale.
Però fa piacere sentire e leggere che torna il ‘senso delle proporzioni’ (anche in politica?) e il riequilibrio globale, dopo tanta enfasi meltingpottica e buonista di frontiere aperte e ‘a ognuno il suo sviluppo’ e ‘tutti a casa’ quando ‘non c’è più trippa per gatti’.

‘Non ci son più le friulane di una volta.’ dicevano sconsolate le ‘signore’ all’apparire delle prime badanti occhiglauche e cicciotte che oggi annunciano il ritorno e si comprano le case al paese.
Se è per questo anche le mezze stagioni sono definitivamente scomparse e neanche i ghiacci dei poli se la passano troppo bene. Facciamocene una ragione.

Cambiar aria (newsletter n.8)

E’ una di quelle notizie emblematiche e simboliche di un certo stato dell’essere della ‘polis’ – intesa come singola città, stavolta, la ‘città sull’acqua’. E la notizia è che un vaporetto è andato in avaria e alla deriva e il capitano non poteva fare nulla e la piccola nave senza più motore è andata a sbattere sulla riva tra le grida terrorizzate degli occupanti.

Qualcosa di simile a ‘l’andare a sbattere’ della nostra repubblica senza governo e nei marosi della crisi globale e sotto esame dei ‘mercati’ assassini pronti all’azzanno.

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E Venezia non è da meno nella disgrazia e, se ha un governo e un nocchiero, non lo vedi e non lo senti – e se lo critichi, il caro sindaco, è un ‘muro di gomma’, e hai un bel dirgli che la città è sempre più sporca e troppo affollata di cani e cristiani – e di Pasqua è come un ‘carnevale’ con le maschere dei neri-per-caso che rifilano le borse taroccate ai turisti beoti e un sacco di ‘musicanti’ balcanici che ‘ce la suonano e ce la cantano’ ad ogni cantone – che pare di essere nella Napoli post bellica dei ‘boys’ presi per mano dagli scugnizzi e rapinati nei vicoli dopo una sveltina, o nella Roma che gli vendevano il Colosseo per pochi dollari. Un set cinematografico dove puoi incontrare Totò in pausa o Charlie Chaplin (c’è davvero) che si mangia un panino seduto per terra.san marco 21-03 013.JPG

 

Così vanno le cose in questa splendida città, cari lettori/trici e non c’è speranza che le cose vadano meglio e ieri hanno scioperato quelli dell’azienda di navigazione lagunare perché pare che ci saranno ‘tagli’ anche lì – e vorrei vedere che non ci fossero colla qualità infima del servizio rispetto al costo e coll’evasione dei tickets’ alle stelle e i tornelli che non si riescono e mettere negli imbarcaderi (non ci sono i soldi; e i bus serali sono sempre più pieni dei nostri ospiti extracomunitari che neanche si provano a tirare fuori un finto biglietto e a ‘obliterare’, alla facciaccia dei cittadini che sono ‘uguali di fronte alla legge’ per definizione e Costituzione e se ti beccano senza biglietto la multa la paghi e sanno a quale indirizzo di casa spedirtela con la tagliola di Equitalia. E pare che dovrò vendere casa, tra qualche mese o anno, e trasferirmi altrove e, forse, non è una cattiva notizia e cambiar aria mi farà bene – dove chissà.

 

Però la città è sempre bella. ‘Entrino, siore e siori! Più gente entra, più bestie si vedono!’.san marco 21-03 003.JPG

Il marcio su roma

La quadratura del cerchio è piccola cosa al confronto. Perché il popolo sovrano non ha mostrato nessuna intenzione di avere un governo che governi al vecchio modo di prima delle elezioni e i numeri sono lì a dimostrarlo: un terzo, un terzo, un terzo. E l’ago della bilancia Monti con un pugno di mosche in mano che non bastano a fare alcuna maggioranza.
Sulle ‘cose da fare’, poi, buio pesto. Si passa dalla rivoluzione m5s che vuole gli eletti muti e basiti e col saio francescano, e chiedono una legge sul conflitto di interessi e niente rimborsi elettorali ai partiti e nessuna ferrovia in val di susa – e tutto questo non gli basterà e non rilasceranno cambiali in cambio – alla restaurazione di tutto il marcio che c’era prima delle elezioni – e ‘quelli del pdl’ chiedono, in primis, un salvacondotto giudiziario per il loro barabba di s-governo e già scendono in piazza a rumoreggiare e gridano ‘al golpe!’ se il nuovo presidente della repubblica non sarà di loro gradimento. ‘Il marcio su roma’, per intenderci, e ‘Giù le mani dal beneamato satrapo puttaniere’.

Perciò si andrà a nuove elezioni quanto prima e speriamo che l’Europa e i mercati ce la passino e siano comprensivi con le nostre fisime di popolo sovrano indignato e già deluso da quella masnada di strani nuovi eletti del m5s che Grillo ci ha rifilato e tuttora rabbioso contro le vecchie conventicole del pd e contro i dipendenti aziendali pdl ‘messi lì nella vigna a far da pali.’ Il migliore ci ha la rogna, per intenderci e cadono le braccia perché, a fronte di ciò, ci chiedono, spudoratamente, di ‘tornare al urne’ per ‘vedere di nascosto che effetto che fa’.

E noi cosa voteremo alle prossime elezioni? Ancora Grillo e i suoi francescani in saio? Ancora Bersani? Ancora il caimano, che ha speso per intero la sua fortuna di allegro imprenditore ex tangentopoli per non fare la fine di craxi bettino, il suo padrino politico e stella polare e lapide di salvezza in terra straniera?

A voi la parola, popolo sovrano’. Però, se tacete e state a casa, mi sa che farete una migliore figura. ‘Non facciamoci riconoscere’ che, poi, a urne aperte, ci toccherà di rimandare i marò in India – dopo aver richiesto per loro un’altra licenza perché possano ri-votare.


Il potere dei soldi

Il potere dei soldi e i soldi che comprano tutto, anche i corpi, e avviliscono le anime e le menti.
E alle puttane e al loro atroce commercio coi soldi riserviamo tutto il disprezzo e il più acre perché sono l’evidenza, nei volti smorfiosi e nei comportamenti e negli abiti e nel riso satanico, di chi ‘non ha più niente da perdere’ – una penosissima riduzione a ‘merce’ dell’intero loro essere e intuirsi e mostrarsi come ‘persone’ nel consesso civile.

Ma è sempre una ‘questione di soldi’ perché, se la puttana è di alto bordo e i suoi ‘servizi alla persona’ sono profumatamente pagati – e la persona, poniamo, è un presidente del consiglio e un tycoon ricchissimo – l’essere e mostrarsi puttane è altra cosa, diventa ‘exemplum’ di vita riuscita e successo, un gabbare la sorte e dribblare una vita miserella, in questi tempi di crisi globale e di scarso lavoro, e giungono al vertice della vita politica, nientemeno – consigliere del principe e ascoltate consulenti ‘dentali’ e altro del satrapo nostro nazionale che affida loro missioni politiche esiziali e diplomatiche quali quella de ‘salvate la nipote di mubarak!’ e sottraetela alle grinfie dei giudici comunisti (sic).

E Cipro è puttana in Europa e le sue banche si sono ‘vendute l’anima’ ai magnati russi di cui si dice un gran male, e malissimo della loro ‘accumulazione primitiva’, che a Cipro hanno trovato un ‘paradiso fiscale’ alle porte di casa, ma oggi sbavano rabbia contro la maledetta Europa che non perdona all’isola l’indisciplina dei bilanci e le malefatte economiche e i maneggi finanziari contrari alle buone regole europee e attua il sequestro dei loro beni e li minaccia di una pesante tassazione riparatoria.

E neanche al Sarkozy recentemente sbalzato di sella i soldi hanno portato fortuna – e lo accusano di ‘circonvenzione di incapace’ nientemeno! perché batteva facile cassa e otteneva ‘prestiti’ pochissimo onerosi da una povera miliardaria che di quei soldi non sapeva più che farsene, poverina! Davvero un peccato lasciarli inutilizzati e ad ammuffire nei depositi delle banche.

E ai soldi deve tutto il principe degli imbonitori de noantri – che si è comprato la malafede dei suoi elettori promettendo loro di rimborsare l’imu di tasca propria, se del caso, e se i vincoli di bilancio l’avessero impedito – e ieri ha staccato un assegno di 15 milioni a favore dei suoi dipendenti aziendali riuniti in ‘partito politico’ perché non smettano di organizzargli le manifestazioni di piazza che lo manderanno assolto da tutte le imputazioni e fermeranno i processi a suo carico.

Comprarsi la politica per intero e ‘mandarla a puttane’, letteralmente, non sarebbe stato concesso neanche al mitico re Mida ai tempi suoi – che perlomeno trasformava tutto in oro quel che toccava, mentre quest’altro che ci ritroviamo tra i piedi muta in cacca ogni cosa che tocca e le persone.580035_532602773444431_1065220070_n.jpg

I buchi neri della democrazia e gli tsunami delle folle

Non è il genere di cose che ti fa star bene e ti mette a tuo agio lo spettacolo di una folla che rumoreggia e grida e ritma parole d’ordine e slogan suggestivi. Buona ultima è Cipro, ma accadeva ad Atene e dopodomani a Roma, già sconvolta dagli entusiasmi dei ‘papaboys’. Perché la folla è come l’onda di uno tsunami che tutto travolge, se di dà il caso, ad esempio, di un petardo che scoppia a margine della manifestazione o di una carica improvvisa e violenta della polizia – e quel mare umano prende la corsa e tutto travolge e, il giorno dopo, i giornali titolano di decine di corpi schiacciati dalla marea umana e i parenti e i congiunti piangono le care vittime.

Vale per la folla che tifa per una squadra di calcio e per quella che, invece, si eccita e si indigna e scalpita e urla pro o contro un leader politico e i suoi slogans suggestivi. La folla è cieca e stupida, per definizione. E’ una massa amorfa e tellurica che basta un boato di troppo per trasformarla in onda assassina – e ancora abbiamo in mente Bangkok e la guerriglia urbana scatenata dall’emulo indigeno del nostro berlusconi (i maledetti berlusconi della Terra) e la follia delle sue camicie rosse che avevano dato il sangue non per gli ospedali e la vita da restituire agli ammalati, ma per buttarlo a litri sulle strade e rendere drammatica e belluina la protesta di chi voleva imporre quel corrotto e figura porca alla testa della nazione.

E mi sovviene il ragionamento cretino di un tale, in un forum, che sosteneva che votare un barabba allo s-governo della repubblica fosse un ‘atto democratico’ del quale bisogna avere rispetto. Votiamo il peggiore fra noi e lo rendiamo immune e al riparo dalla giustizia dei comuni mortali e designato ai peggiori delitti per via di scelte politiche ad hoc e leggi ad personam – perfino quello di stravolgere il dettato costituzionale ai suoi fini populistici.

Parlo di strani ‘marziani a Roma’, gente che la democrazia la concepisce a forma di portafoglio personale e dossier titoli e per quei loro scopi di privata ricchezza (magari accumulata per via di evasione ed elusione) ci rifilerebbe il peggior corrotto uscito dalle fogne di Tangentopoli osannandolo quale ‘statista’ e osando perfino designarlo come ‘presidente della repubblica’ senza incorrere in un violento conato di vomito.

Della serie: ‘I buchi neri della democrazia elettiva’

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