Archivio mensile:luglio 2012

e gli scappa di farsi un risolino

E’ l’appendice di una storia lontana quella che mi ha visto peregrinare per quattro banche nella vana speranza di incassare un assegno tratto da una primaria agenzia di assicurazioni su Unicredit banca -assegno a me intestato e non trasferibile, e bastava l’esibizione di un documento valido per attestare l’identità e procedere all’incasso.

Invece no. Ecchevicredete che lorsignori gli gnomi delle banche di ogni genere e titolo e i valenti impiegati a tempo indeterminato (salvo fallimento) che ne hanno introiettato i vizi e le logiche arroganti e sprezzanti la facciano semplice? Se la tirano e se la menano, seduti di là del bancone o della scrivania e ti spiegano, con la sufficienza di chi la sa lunga, che ci sono le leggi e le contro-leggi e loro non ci possono far niente, poveri cocchi passacarte.

L’assegno va versato in conto per i loro abituali giochetti finanziari di ‘valuta’ e, se il conto non ce l’hai perché hai chiuso con il sistema delle banche oltre un decennio fa, niente da fare: l’assegno te lo tieni quale ricordo dei tempi grami in cui le banche sono giunte all’impazzimento e sull’orlo della bancarotta per crimini finanziari nei confronti dei clienti (l’aver loro rifilato per anni come ottimo investimento la spazzatura dei ‘derivati’) o lo restituisci al mittente.

Così ho augurato loro di chiudere e fallire al più presto – e nessun altro istituto, a parte i partiti e la sedicente ‘politica’, è più odiato dalla gente, che, per decenni, si è vista addebitare i costi più fantasiosi e ridicoli per dei ‘servizi’ miserabili di minuscola contabilità – e chi aveva la sfortuna di stipulare un mutuo, apriti voragine di costi accessori e periferici di ogni genere e tipo!

E, se è vero, che la colpa è anche dei ‘clienti’ che si sono assuefatti alla comodità del vedersi pagate le bollette (anche qui il giochetto sporco della ‘valuta’ che ingrassava il culo al sistema creditizio, e si compravano i palazzi e gli altri immobili di pregio alla facciaccia della nostra pigrizia), l’onda della crisi globale, ogni tanto, ci riporta lo sciabordio di battigia di qualche porcheria e soperchieria e truffa di primarie banche del cazzo nei confronti del sistema del credito e dei poveri cristi che nominano ‘i nostri clienti’ e gli scappa di farsi un risolino.

Due caprioli gemelli

La foto ‘di copertina’ quando apro il computer è quella di una ragazza di grande avvenenza, una cerbiatta accovacciata in una posa e con l’espressione nel volto di quando avvengono quegli incontri inattesi nel folto dei boschi e tu cerchi i primi funghi sul morbido dei muschi e ti trovi a due passi da lei e, per un attimo, prima della sua fuga a grandi balzi -disturbata divinità- realizzi quanto sia dolce e splendido il suo sguardo animale, la sua ‘femminilità’ e vorresti essere ‘cervo in primavera’ e inseguirla e farla tua.99122441000016h672458re.jpg

 

E ha due ‘caprioli gemelli’ al posto dei seni e tutto di lei è fascinazione primigenia e non ha bisogno di parole, bensì di silenziosi incanti. Però è pura immagine e se è vero che ‘Immagina. Puoi.’ come ci suggerisce il Clooney nella sua prostituzione pubblicitaria, il puro gioco virtuale attiva solo la scorza neuronica più esterna e trascura il profondo delle tenerezze animali con le quali abbiamo lungamente e felicemente interagito nel corso degli anni e oggi sono solo ricordi e fanno male, al risveglio, perché ‘non di soli sogni vive l’uomo’ -ed Eros ancora scaglia le sue frecce impazzite in tutte le direzioni e colpisce a caso, perfino chi, come noi, è castigato dall’età biologica, ma ha le interne pulsioni intatte e capaci di infinite tenerezze.6_Klimt_movingWater_sm_sized_.jpg

Tutto è già qui

‘Tutto è già qui / anche se non si vede. Tutto è già qui, le partenze e poi le attese…’
G.M. Testa – Il valzer di un giorno

Sono folgorazioni. Come quei lampi in pieno giorno che la terra e il cielo si scambiano nel loro controverso e burrascoso rapporto tra la leggerezza dell’aere e la solida massa, terre e acque commiste, che tutto tiene raggrumato, incollato, comprese le nostre vite di carne e sangue e sudore.

Tutto è già qui, anche se non si vede. E puoi sforzarti di fare il possibile e l’impossibile per disciplinare i pensieri inquieti, ma il lampo della coscienza ti dice fragile, ancora una volta, ed esposto ai venti e alla grandine del prossimo temporale.

E il viaggio che prepari è per dimenticare ‘l’ossessione del sé’: per stemperarla e guardare il mondo con occhi diversi, ma ‘la città ti verrà dietro’, come scrive il Kavafis, ed è maledizione che vuoi esorcizzare, ma scava sotto e il lampo della coscienza ti dice che tutta la tua vita è stata ‘un viaggio per dimenticare di esistere’.
E pochi sono stati i momenti in cui hai pensato, rilassato e felice, ‘hic manebimus optime’ ed erano tutti momenti d’amore -illusione di un accoglimento e riconoscimento che ‘ne dure qu’un moment’.

 

 

Mai una volta con noi, poveri cristi

Ce l’ho con Daccò e sto meditando se presentarmi ‘parte lesa’ al processo contro Formigoni & Company delle Buone Opere milanesi.

La ragione? Eccola: a me non mi ha mai invitato alle sue cene pantagrueliche e non mi ha mai offerto quei celestiali vini da cento euro alla bottiglia -e sono stato escluso dagli inviti nella villa in Sardegna e perfino da quelli delle vacanze nello yacht.

 

Perché avrebbe dovuto farlo di invitarmi, dite? Ecco, non so se è un argomento squisitamente giuridico e di gran peso per i giudici che dovranno giudicare delle accuse al Celeste, ma credo di poter affermare che, se mandano assolto il Formigoni dalle accuse di corruzione resterà inevaso proprio questo inquietantissimo punto che a me e a molti altri cittadini non ci fa dormire la notte: perché a lui si (le dazioni e gli inviti) e a me/noi no ? C’è un giudice a Berlino che riesca a darmi/ci questa risposta?

 

Lo so che il Formigoni resiste in trincea col conforto dei valenti e costosissimi avvocati che si può permettere grazie al suo robusto stipendio e le lucrosissime frequentazioni col Daccò; so anche che quegli avvocati tireranno fuori le menate tipiche dei legulei di gran nome e grido : del ‘fumo persecutionis’ e dintorni giurisprudenziali -e contesteranno ai pubblici ministeri che il Celeste nulla sapeva e tutto si è fatto e commesso a sua insaputa per distruggerne la reputazione – Scaiola docet colla sua casa vista-Colosseo e la sua angosciosa domanda che ci ha sconvolto tutti: ‘Chi ha osato pagarmela senza nulla dirmi?’.

 

Però, per favore, ditelo ai giudici di questo nostro assillo di cittadini. Informateli del mio/nostro volerci presentare quali ‘parti lese’. Perché, nella nostra colossale ignoranza giurisprudenziale, tuttavia continuiamo ostinatamente a chiederci: perché il Daccò regalò e offerse e invitò e cenò e vacanzò così lucullianamente col Formigoni e varia compagnia delle opere sanitarie e mai una volta con noi, poveri cristi?

la presente crisi che ci affanna

Sono certo che un paio di miei conoscenti praticano ancora -seduti davanti al pc di casa- il solitario ‘vizio assurdo’ o ‘giochetto cretino’ di provare a far soldi con le vendite allo scoperto -consentite fino all’altro ieri malgrado lo spread sia andato alle stelle e i costi accollati ai contribuenti italiani e spagnoli e al resto dei p.i.i.g.s., che pagano tassi spropositati sull’altare di questa ferina divinità del postmoderno in economia.

E l’insensatezza di non averlo imposto prima, questo provvedimento, accompagnandolo con una tassa sulle transazioni finanziarie -invisa alla Gran Bretagna- sarà motivo di sconcerto presso gli storici dell’economia della prossima generazione, incaricati di capire e chiarire i come e i perchè della presente crisi globale che ci affanna.

E, se ne usciremo, dovremmo imporre ai professori universitari di ogni paese U.E. cento lezioni aggiuntive e lectio magistralis all over the world (con la supervisione di apposite commissioni esaminatrici) sulle cose che non si devono fare e consentire agli speculatori di ogni risma -siano ‘gnomi’ o ‘traders’ del cazzo, che nel chiuso delle loro maledette sale fitte di computers perennemente accesi determinano con un clic di vendite le ondate spaventose che causano gli tsnumani degli spread. Pagati da noi, che bovinamente tolleriamo di aver commercio di amicizia e/o tranquilla conoscenza con i figli di buonadonna che ‘giocano’ in Borsa allo scoperto per l’azzardo di una miserabile e pezzente ricchezza personale sottratta con destrezza agli Stati in affanno e ai succubi contribuenti

saudade

Nostalgia, melanconia e tristezza sono tra loro affini e stanno rinchiusi in una nicchia neurologica che si apre e libera i suoi fumi ogniqualvolta sentiamo il bisogno di ritornare: all’amore, alla terra natale.
E’ una regressione primigenia perché primigenio è l’amore che ci ha concepiti e, a nostra volta, concepiamo e perché niente è più primigenio del luogo dove abbiamo stabilito i primi riconoscimenti del nostro essere terrestri -poco importa se quei luoghi si mostrano inospitali ad altri sguardi: ghiacci, deserti, foreste.
E di questa ‘saudade’ che sempre ritorna io sono schiavo ogni volta che ascolto le note di un violoncello -strumento vocato alla tristezza, allo struggimento, agli strazi di un sentimento ferito.
E di ogni canzone che evoca un addio, una speranza disillusa -e sono, forse, la maggior parte.

http://www.infinititesti.com/2011/12/18/ce…sto-traduzione/

noi no, noi no, noi….(speriamo che ce la caviamo)

Poco più di un anno fa, viaggiavo allora tra Madrid e le città dell’Andalusia, la Spagna era scossa da un fremito di rinnovamento e si preparava ad eleggere Mariano Rajoy e a premiare i conservatori consegnando loro il governo della nazione -malgrado in ‘piazza del sol’ stazionassero le tende degli ‘indignados’ colle loro pacifiche e ingenue istanze rivoluzionarie scritte sulle centinaia di cartelli esposti tutt’intorno.DSC00936.JPG

Alla luce di quando sta accadendo in Spagna in questi giorni, la domanda sorge spontanea: ‘Furono lungimiranti, quegli elettori? Votarono assennatamente per la persona e il partito meglio attrezzati ad affrontare i problemi del paese -già tutti evidenti e ‘tra le righe’ di quel giugno 2011? E voterebbero ancora per quel partito e quel premier, alla luce della tragedia presente e che apre le sue larghe ali di avvoltoio sopra l’economia del paese?’

Mi aggiravo tra le tende degli indignados madrileni, due giorni prima della mia partenza per l’Italia, e li interrogavo e parlavo con loro a piccoli gruppi e in diverse piazze, dicendomi interessato a un reportage e ne avevo risposte diverse sui diversi temi che ponevo loro, ma un’unica previsione autoreferenziale: che il ‘movimento’ sarebbe cresciuto, malgrado il polso politico del paese battesse aritmicamente il suo affanno cardiocircolatorio e la schizofrenia di una protesta clamorosa a sinistra e il paese a destra dicesse durissimo il compito dei nuovi governanti.

E il movimento ri-esplode oggi con modi che sembrano negare le premesse pacifiste di allora così convintamente affermate dai leaders, e la crisi che si fa durissima impone le sue durezze sugli animi -che oggi sembrano più ‘greci’ e propensi a sfasciare e incendiare e distruggere, perché i ‘ladri di stato’ del governo conservatore, per interposta Europa, non sembrano avere altre ricette che tagliare tutto dello stato assistenziale e consegnare altre migliaia di persone alla miseria più intollerabile.

E solo da noi questo movimento di indignati e nuovi poveri sembra non aver attecchito e sembriamo tutti apprendisti stregoni che fanno i loro ingenui esorcismi socio-economici e ci tocchiamo ogni tanto di sotto, al leggere i reportages dalla Spagna che ci contagia, e ‘noi speriamo che ce la caviamo’ e ‘a chi la tocca, la tocca’, come diceva Gervaso dei ‘promessi sposi’ della peste che l’aveva colpito, ma ‘noi no, noi no, noi….’

il linguaggio della politica

Che il linguaggio della cosiddetta ‘politica’ sia largamente inadeguato a descrivere e commentare gli accadimenti e la realtà dei fenomeni è cosa nota, notissima -e non solo per quella stucchevole e fastidiosissima caratteristica di tirare il lenzuolo che si è ristretto dalla propria parte.

 

Così ‘Libero’ e ‘il Giornale’, fogli gemelli e ambedue ‘di famiglia’ e ‘al soldo’ e faziosi come lo devono essere le voci del padrone -e volgari e sciacalli perfino oltre le veline che gli vengono da palazzo Grazioli- titolano che ‘Monti ha fallito’ e che berlusconi chiede conto al Quirinale dei perché è stato scalzato sotto la pressione dei mercati -lui assolutamente incolpevole (sic!) di malgoverno e discredito internazionale.

 

E l’attacco dei mercati è, invece, un azzardo speculativo, un tirare i dadi sulle debolezze dell’Europa malamente federata e basterebbero due buone decisioni sullo ‘stampare moneta’ e comprare i buoni dei paesi a rischio da parte della banca centrale europea e il banco vincerebbe a man bassa e la banca europea farebbe perfino un affare, dati i tassi dei ‘bonos’ e dei nostri btp gonfiati a dismisura dalla speculazione-biscazziera.

 

E proprio il discredito della politica dei partiti e il loro storico naufragio presso la stragrande maggioranza degli elettori è uno dei ‘dadi truccati’ in mano alla speculazione internazionale e agli gnomi dei ‘mercati’ e. forse, non sarebbe male smetterla di comprarli e di leggerli, quei penosi fogli di stampa ‘di famiglia’ e ‘di partito’. Ne guadagneremmo in dignità personale e fegato sano e favoriremmo il crescere di una coscienza nuova che fa piazza pulita di tutti i berlusconi e i bersani e i casini e di pietro e i vendola e apre ai ‘tempi nuovi’ del terzo millennio.

 

Tempi duri, forse, ma, come è noto, quando il gioco si fa duro sono i duri che tornano a giocare. Giocare pulito e, forse, proprio per questo, a vincere.

la trincea di agosto

A leggere gli ultimi flash sui giornali on line pare che la prima linea degli accadimenti economici avversi abbia cominciato l’offensiva bellica con largo anticipo e che la trincea di agosto sia stata scavata in ritardo e non basteranno i sacchetti di sabbia a reggere il fuoco di fila delle mitragliatrici dei ‘mercati’.
E, ad aggravare il clima sociale, ecco la follia dell’eccidio per emulazione cinematografica che ci viene di là dell’Atlantico.
L’effetto-somma è sconvolgente e sembra un anticipo di quella nera predizione di ‘fine del mondo’ e ‘cupio dissolvi’ dei savi Maya.
Però ‘mal comune mezzo gaudio’ e guarderemo cadere le torri gemelle dell’occidente in crisi economica abbracciati insieme e manderemo una profusione di sms ‘ti amo’ e ‘ti ho sempre voluto bene’ ai figli e alle mogli e agli/lle amanti e tutto sarà come un gigantesco set di film ‘catastrofista’ -e speriamo che la colonna sonora sia abbastanza commovente da dirlo un capolavoro agli eventuali sopravissuti.

Sarà la ‘peggiore estate della nostra vita’ -costretti a rientrare in massa dalle ferie per chiudere i conti correnti e mettere i soldi nel materasso?
Tutto pare indicarlo come l’esito più probabile e a nulla è servito il tentativo dei tecnici di governo di salvare il paese dal contagio dei default annunciati di Grecia e Spagna – e l’Italia, spaventata, dietro l’angolo in attesa di sentenza di condanna. Beh ci abbiamo provato – e senza dubbio sarebbe andata peggio con Sansone-berlusconi a cui è rifiorita la chioma e asciugata la pancia. E se sarà lui a guidarci fuori dal mare in tempesta pagheremo meno tasse, forse, ma avremo la liretta delle mille svalutazioni e, statene certi, i poveri saranno milioni e i ricchi poche migliaia e la polizia faticherà ad arginare le piazze in rivolta.

per molti decenni a venire

Non sappiamo il destino prossimo della Siria -ultima dea da assumere nell’Olimpo delle ‘democrazie arabe- ma l’impressione che ne hanno i comuni lettori delle pagine dei giornali e ascoltatori dei radio/telegiornali è che non si è vista molta ‘rivolta di popolo’ e che i risultati militari contro l’esercito fedele ad Assad siano tutti da ascrivere a ‘interventi esterni’ degli stati confinanti e delle intelligence dei paesi che hanno interesse al cambiamento per una serie di loro buone ragioni.

 

Mutare i rapporti di forza all’interno dello scacchiere mediorientale è interesse primario degli Stati Uniti e dei paesi-guida della Nato, al fine di dissodare il terreno e prepararlo alla semina della mortifera zizzania contro l’Iran, lo stato-canaglia per eccellenza.

 

Però ‘non è carino’ che le future democrazie arabe nascano all’ombra di questi sospetti/quasi certezze di interventi strategici studiati a tavolino -vuoi per le migliaia di morti e le distruzioni che sono costate in Libia e l’Egitto e la Siria, vuoi perché ‘il buongiorno si vede dal mattino’ e i mattini delle ‘piazze Tahrir’ urlanti di folle scalmanate e sempre frustrate nelle confuse aspirazioni e quelli dei morti e i feriti di Misurata e i bombardamenti di Homs proietteranno la loro ombra spaventosa sul futuro ‘democratico’ di quei paesi per molti decenni a venire.