Archivio mensile:novembre 2011

date una ripassata all’Ecclesiaste

Conviviamo con la crisi e la coniughiamo in vari modi -com’è naturale dal momento che è il ‘frutto’ della presente stagione delle nostre vite.

C’è ‘la crisi in mezz’ora’ -trasmissione televisiva di una nota giornalista- scodellata in video come fosse un piatto di fast food per single: da far fuoriuscire dalla busta e padellare in ‘quattro salti’; e c’è perfino lo ‘spezzatino’ delle aziende male in arnese, che scorporano rami e singole produzioni che ancora tirano e si possono salvare -e il resto si rottama e i debiti insoluti saranno delle banche che proveranno a rivalersi e a recuperare gli spiccioli coi loro avvocati per via giudiziaria.

 

‘Nei tempi bui si canterà?’ ‘Si canterà. Dei tempi bui.’, recitano due fulminanti distici di Bertolt Brecht.

 

E allora cantiamo a gola spiegata, -magari coi toni e gli accenti di quel burlone beffardo che era Jannacci e la sua corte dei miracoli cabarettistica degli anni Sessanta: ‘E la crisi l’è bela, l’è belaaa / basta avere l’ombrela, l’ombrelaaa…’

 

Già. L’ombrela-paracadute, come nel film consolante di quella governante londinese deliziosa -che intonava anch’essa, assieme ai suoi pargoli: ‘Basta un poco di zucchero e la pillola va giù…’

 

Però non è chiaro se basterà, l’ombrela-paracadute, a farci scendere giù dondolando e integri nell’aspetto in quel nuovo regno che sono le città nostre -sempre più fitte di mendichi e homeless che neanche ai tempi di C. Dickens – e se andate a p. Roma, la mattina, trovate gli sporchi-e-cattivi rom e i truci balcanici che gestiscono il traffico di mendicanti e li controllano al rientro da una giornata di lavoro ed esigono l’incasso.

 

Però è una fase delle nostre vite, la crisi, e merita di ‘essere vissuta’, come abbiamo vissuto i giorni delle ‘vacche grasse’ e abbiamo cantato come allodole insensate e non abbiamo interrato le provviste per l’inverno come facevano, invece, le provvide formiche della fiaba.

 

E abbiamo messo da un canto perfino il ‘pifferaio magico’ Berlusconi -che coi suoi pifferi da imbonitore rischiava di portarci, incantati dalle sue stolide musiche televisive e dall’ancheggiare ‘viagresco’ delle sue puttanelle, sul fondo della foiba-default; e, oggi, ecco il ‘professore’ austero, il medico inflessibile che ci propina l’amara medicina come fossimo i pinocchi stolidi e serissimamente ammalati di quell’altra fiaba.

 

La fiaba è cambiata, mes amis, e persino i nostri parlamentari andranno in pensione a sessant’anni. Alleluia!

Non tutto il male vien per nuocere. Ripassatevi l’Ecclesiaste: vi può venir utile, di questi tempi.

Caro Vasco…

….possiamo anche ‘non spacciarci di sinistra’, come ci chiedi -se solo venissimo a sapere, dalla tua viva voce, che significa ‘essere di sinistra’, di questi tempi e quali sono i provvedimenti che un ‘governo di sinistra’ dovrebbe assumere e ‘potrebbe’, sopratutto, dati i vincoli di bilancio e l’Europa (ciò che ne resta) che ci chiede conti in ordine per poter sfidare il futuro e reggere la corsa di un mondo globalizzato -e ‘i mercati’ a far da professori esterni che danno pagelle da somari ai berlusconiani di s-governo, il cui solo interesse era fare leggi ad personam per leggittimare il loro campione plurindagato e puttaniere e, oggi, (che cosa buffa e ridicola!) vengono a farci la morale e a dirci che ‘quando c’era Lui, caro lei…’. Davvero non c’è limite all’indecenza e alla mancanza del senso della vergogna.

Possiamo anche non ‘dirci di sinistra’, se la cosa ti solletica specialmente -e gli eventi che stanno in cronaca, in effetti, paralizzano l’attenzione come davanti a un cobra reale che ti danza di fronte e non sappiamo se lo stato, una volta in default, potrà pagare i professori e i maestri e i medici della sanità e le pensioni -e Papandreu, in Grecia, ha dovuto farsi carico del risanamento di una economia disastrata, a causa della gestione di Nea Demokratia che lo ha preceduto, e forse, avrebbe preferito fare una politica ‘di sinistra’, ma ‘nondam matura est, i tempi non erano maturi e quel che è accaduto e accade ad Atene lo puoi leggere agevolmente sui giornali.

Monti non è un mio (e mi sento di dire, collettivamente, un ‘nostro’) campione e il suo governo di ‘tecnici’ e ‘cattolici’ non mi dà gioia e non mi trasmette fremiti di piacere, ma fa le cose che l’Esimio Barabba di s-governo non ha voluto fare -e non poteva fare- perchè è un imbonitore da fiera elettorale, capace solo di miracolistiche promesse tipo ‘meno tasse per tutti’ -e ancora c’è chi lo dice ‘uomo di governo e ‘statista’ e lo elogia per alcuni (quali?) singoli provvedimenti che avrebbero fatto il ‘bene del paese’.

Davvero, a volte, mi vien da riflettere su quello che avviene nei labirinti neuronali di ognuno e tutti e come si formano i pensieri e le opinioni e come e perchè certe ‘teste pensanti’ si fissino su opinioni non suffragate da fatti evidenti a tutti, ma continuano a dar aria alla bocca -e rimaniamo basiti di come si possa premiare una ‘via democratica’ al buongoverno della repubblica senza, prima, fargli un esame fuori dal seggio, agli elettori, e sottoporre loro le ‘dieci domande’ essenziali che dovrebbero caratterizzare un ‘buon cittadino’ e differenziarlo da uno che ‘vota col portafoglio’ e strizza l’occhio a chi promette ‘meno tasse’ sapendo perfettamente che non potrà mantenere la parola data e- se la mantiene- è perchè ha tagliato i trasferimenti agli enti locali, tagliato sulla scuola, tagliato sulla sanità e sui trasporti.
Devo continuare, galantuomini di s-governo, o può bastare?

le foibe politiche che si riaprono

C’è chi lo paragona alla bomba atomica -che scoprimmo quando già l’Apocalisse della seconda guerra mondiale aveva disteso le sue larghe ali di morte sull’Europa e sul mondo e ci parve, da subito, lo sguardo di Faust, privato dell’anima, sul buio del futuro.
Per me, il lungo, straziante addio dell’euro è, invece, un fatto privato: il mio dolorosissimo veder spegnersi, a causa della cataratta politica ed economica che ispessisce, uno sguardo alto di là delle Alpi, dei confini storici di quest’italietta da tre palle-un soldo.

Che l’euro muoia, lo considero un torto, l’ennesimo, che mi viene fatto da quei miei concittadini che, nel segreto dell’urna, hanno premiato i loro campioni di s-governo che gli hanno garantito l’evasione cronica e recidiva lungo tutti i decenni che hanno covato quest’epilogo tristo e spaventoso di un’economia allo sbando -incapace di far fronte alle martellate delle crisi globale come la Francia, come la Germania; e si dice ‘se crolla l’Italia, crolla l’euro’ come fosse la sentenza di una corte internazionale che ci addita al giusto ludibrio e ha già stabilito la pena: la condanna capitale.

E mi sento ri-precipitare in quella foiba piena di cadaveri politici e di gente in agonia come il Berlusconi puttaniere -e il Bossi che rutta i suoi insulti all’universo mondo come fosse una compulsione neuronica e l’idea di ritrovarmi dentro quella fetida fossa di morte mi disgusta e mi spaventa, ma c’è già chi giura che così sarà e dovremo farcene una ragione di quest’ignominia nazionale che incombe su di noi e le nuove generazioni come fosse una condanna storica di popolo -che premia i Mussolini e i Berlusconi e li dice ‘uomini della provvidenza’ e non è bastato l’esito del 1945 a farci rinsavire.

poveri ma fichi

C’è chi, rischiando di passare per menagramo, scrive un libro giurando che ‘Eravamo poveri, torneremo poveri’ (G.P. Pansa) e chi, invece, su Internet, aggancia nuovi polli tra i bloggers e promette mari e monti (non quel Monti, che avete capito?!) e opportunità di oltre un milione di dollari con iniziative mirate -ma se vai ad ascoltare il suo promo ti accorgi che è uno dei tanti venditori di fumo riciclati in Rete. Un Berlusconi delle origini, insomma.

 

E c’è chi paventa di diventarlo davvero, povero, a causa della crisi globale e della pacca di edge funds o di marce obbligazioni caserecce che gli ha rifilato la sua banca -o perché ha voluto rischiare di giocare in borsa e, mannaggia la capretta, non gli riesce di infilare un rimbalzo tecnico che sia uno, di questi tempi. E imprecano, e minacciano sfracelli all’impiegato allo sportello: di portarsi via tutto il contante e denunciarli alla magistratura inquirente per frode e bancarotta fraudolenta.

 

Poveri, quindi. Lo eravamo e torneremo ad esserlo. Vabbuò. Però non tutto il male vien per nuocere, suvvia! E volete mettere la soddisfazione di tornare ai remakes del film ‘Poveri ma belli’, coniugandolo nelle sue varianti postmoderne, tipo: ‘Poveri, ma fichi’; ‘Poveri. Embè?’; ‘Si fa presto a dire ‘poveri”; ‘Povero a chi? Povero sarà lei.’ ‘In mensa dalla Caritas, che pacchia!’

 

Eppoi: che tipo di povero? Povero-con-mutuo-che-pago-a-fatica? Che, al confronto con ‘l’eravamo poveri’ del Pansa e ci avevamo le pezze al culo (ed emigravamo dalla casa colonica in affitto verso la grande Torino della Fiat che sfornava milioni di 500 e 600), siamo, in realtà, solo un po’ meno ricchi e ancora ci avanza di farci la pizza al sabato e il cinema alla domenica e smanettiamo gli i-pod per strada e sugli autobus sempre connessi in rete e centinaia di sms agli amici.

 

E il Berlusconi con costoro ci va a nozze e racconta a telecamere unificate -enfatizzando un po’ secondo il suo stile da imbonitore storico- di ‘ristoranti sempre pieni’ e ‘non trovi un tavolo a pagarlo oro’ e provati a prenotare una vacanza o un aereo in internet, se ci riesci.

 

Però un po’ di strizza te la mette, quel giornalista-scrittore passato da sinistra a destra senza un filo di vergogna e pudore. Perché tutto questo parlare che si fa di ‘nuovi poveri’ e/o ‘diversamente ricchi’ e i titoloni sui quotidiani ogni giorno che dio manda in terra e lo spread dei btp alle stelle e le vacche grasse uscite da quel mo’ dalle stalle della finanza globale, alla fin fine ti ci convinci e cominci a sparagnare, a uscire poco di casa, e abbassi la manopola del riscaldamento e indossi un pile e la coperta sulle ginocchia mentre guardi un film e, la sera, che tenerezza! se hai la fortuna di avere una compagna di letto, ti addossi a lei e state stretti-stretti sotto le coltri fino a mattina.

Ed ecco pronto un altro titolo di film: ‘Poveri ma caldi.’

 

E anche il forzato digiuno, se fatto tutti insieme appassionatamente, può essere derubricato a ‘dieta salutare’ di popolo -e risparmieremo sul budget regionale per la sanità e istituiremo un ‘sabato democratico’ (al posto dei famigerati ‘sabati fascisti’) in cui ci troveremo tutti in piazza in tuta da ginnastica a fare gli esercizi atletici del caso.

 

Fin che crisi si consumerà e torneremo a crescere (e a metter su ciccia, collettivamente, di bel nuovo).

la fossa biologica colma fino all’orlo

Vi ricordate la ‘insicurezza percepita’? Quella definizione giornalistica che tenne banco al tempo della elezione trionfale dei saltimbanchi berlusconiani e dei loro lanzichenecchi leghisti allo s-governo della repubblica? Beh, ci risiamo.
Ma a tenere banco oggi sull’insicurezza percepita non ci sono più i rumeni stupratori o gli altri immigrati che la determinavano coll’idea balzana -sostenuta dal centro-destra- che fossero gli attori protagonisti della micro criminalità (la ‘macro’ essendo, com’è universalmente noto, nelle mani della mafia e delle mafie) bensì i ‘mercati volatili’ che non comprano nemmeno più i bund tedeschi e cercano altri ancoraggi nel vasto mondo globale alla loro terribile sindrome da insicurezza percepita e abbandonano l’euro.
Ed ecco i centrodestri di allora e di oggi che si scatenano colle loro geremiadi e varie recriminazioni e ci accusano di aver buttato giù teppisticamente il gigante di argilla della Satrapia italica puttaniera senza buone ragioni e che il suo governo era buono e giusto e necessario e ve ne accorgerete di come vi sistemerà Monti-il-vampiro (ci risiamo!) e quant’era bravo e buono, invece, il nostro campione di s-governo che, unico e solo, può salvare il paese dai mercati comunisti.
E forse è vero che non tutto il discredito e il ridicolo di cui ci ha coperto il Satrapo puttaniere nel mondo è la causa unica e sola delle presenti difficoltà e tuttavia l’aver fatto piazza pulita dei nani e delle veline e delle igieniste dentali (no, quella è ancora al suo posto e la paghiamo profumatamente, maledizione!) è premessa di rinascita morale e di decoro che torna sulla scena e gioverà, senz’altro, nel medio-lungo periodo, a una restaurazione di credibilità.
Ma è l’insicurezza percepita che ritorna il problema vero e dovremmo tutti rinunciare, in tempi di economia globalizzata e ballerina, all’idea che esista una salvezza, che so, nei buoni poliennali del Waziristan o nelle obbligazioni della Banca Centrale della Mongolia.
Lo dicevo, ieri, alla gentile impiegata postale di Villabassa che mi rinnovava i Buoni fruttiferi postali e mi vendeva prodotti nuovi che davano un 3.62 netto a fronte di un vincolo triennale.
Ed eravamo entrambi rilassati e chiacchieravamo del più e del meno e del sole chiaro e consolante che riscalda il gelo degli alti monti ed ero felice di avviarmi verso i Tre Scarperi a vederne le ammalianti cime e nessuna insicurezza percepita mi affogava il cuore e la mente perchè ‘che sera, serà’ dobbiamo tornare a cantare -e gioire cogli uccelli dell’aria del fragile vivere nostro e avere a cuore che solo i galantuomi e probi e onesti vadano al governo del paese e i Barabba, invece, anneghino nella fossa biologica delle feci che hanno riempito fino all’orlo in questi anni di m…. .

i grumi di follia che agitano i sogni

E l’altra sera ascoltavo il ‘dialogo notturno’ di Giuliano Scabia al teatro Goldoni con l’amico Peppe, psichiatra, che gli faceva da spalla e c’era l’adunata dei ‘compagni’ e di tutti coloro che hanno dipinto gli anni settanta coi colori della fantasia e aperto i manicomi e dato aria alle stanze e orizzonti nuovi ai cervelli -a quelli malati e ai supposti sani.marco2.jpg

E alle spalle avevano l’emblema del loro aver agito per il meglio in quegli anni esplosivi: il cavallo ‘Marco’ che entrava, colle sue forme esagerate e quell’aria di voler ridere invece di nitrire, dovunque agisse l’allegra brigata dei costruttori di ponti e distruttori di argini della paurosa follia -che non faceva più paura non appena si intavolava un dialogo col matto e se ne accettava l’invito a sedere alla sua tavola e seguire i suoi realissimi sogni e gli svolazzi che tracciava nell’aria: segni magici ed evocativi di tutto quanto c’è in cielo e in terra che noi umani non sappiamo immaginare.

E mi dicevo, ascoltandoli rievocare e narrare, che molta parte delle cose folli che oggi non riusciamo a metabolizzare e danno voce alle recriminazioni delle vite che abbiamo vissuto è uscita dalle porte di quei manicomi aperti e oggi costituisce la ‘massa critica’ dell’irrazionale con cui dobbiamo fare i conti e ci agita i sogni e lo dipaniamo a fatica nella sua trasposizione dal sonno alla veglia -e perfino la ‘nave dei folli’ in cui ci siamo imbarcati in questi tre lustri, con al timone il Capitano Matto Berlusconi, pirata dei sette mari della democrazia comprata e venduta, è parto di una follia che ci accompagna da tempo e con la quale dialoghiamo e la arginiamo a fatica.
E oggi siamo riusciti a convincerli (quei folli) a remare insieme legati colle catene ai banchi delle galere parlamentari (e la frusta che dà il tempo della voga è quella dell’Europa e dei mercati), ma domani, chissà, tutto potrebbe riesplodere e la violenza dei guelfi e i ghibellini, coi cadaveri che coloravano l’Arbia di rosso, o la più moderna dei Tutsi e degli Hutu potrebbe riaffiorare perchè nulla governiamo dei segreti impulsi omicidi che nascono dalle zizzanie dell’odio e delle contrapposizioni sociali e politiche.

Ed è un miracolo questo che viviamo -noi della generazione di mezzo- di non aver combattuto le guerre mondiali o quelle civili che hanno combattuto i nostri nonni e i padri e chissà che occhi spiritati e folli avremmo, se ci fossimo imbattuti in quelle irrimediabili, storiche contrapposizioni, e quali grumi di follia ci agiterebbero i sogni e insidierebbero la faticosa veglia.

 

http://www.triestesalutementale.it/storia/marcocavallo.htm

di che cosa parliamo quando parliamo di democrazia

Se quella che è stata sospesa è la democrazia di Domenico Scilipoti allora va bene: sospesa sia e resti sospesa sua vita natural durante. Perché la democrazia come la intende quel tale, l’Omuncolo ridevole (un sorriso davvero idiota il suo), -che passa di partito in partito secondo le convenienze personali e le prebende e i finanziamenti a piè di lista che ha ricevuto dal Barabba di s-governo è cosa ignobile e turpe e schifosa; cosa da puttane, che la merce loro la vendono un tanto al chilo e gli extra eventuali calcolati a parte.

 

E se il governo del Professore avesse davvero tutte le caratteristiche di un governo antidemocratico, la Carta Costituzionale è aperta a tutti i consulti e i ricorsi all’Alta Corte e mi sorprende che 500 e rotti deputati abbiano votato il governo di un novello dittatore -e non glielo ha ordinato il medico di farlo, perciò evitiamo di dare aria alla lingua e colleghiamo il cervello per più sensate analisi e conclusioni.

 

E che la democrazia sia cosa fragile e approssimativa e criticabile e opinabile è cosa che sappiamo da tempo e che ha permesso, nascosta nelle sue pieghe occulte e stringhe (è la mia personale ‘teoria delle stringhe’), la formazione di quel maledetto buco nero che chiamiamo ‘il berlusconismo’ -che voracemente tutto ingoiava degli equilibri delicati del vivere democraticamente associati, e del rispetto istituzionale che si deve alla fragile impalcatura democratica di un paese quando si assurge al potere.

 

Perciò accettiamo il governo Monti con riserva e sempre vigili e attenti e siamo curiosi di osservare lo svolgersi di quest’altro processo nuovo: di un ‘governo tecnico’ che subentra alla politica malata che non sa come fronteggiare ‘i mercati’. E subentra agli elettori ‘furbetti del seggiolino (elettorale)’ che si dicono orfani del populismo d’accatto del loro Campione di Denari che li ha usati e li usa come si usa un esercito in guerra e ‘chi non è con me è contro di me’ e ‘stacco la spina quando voglio’ e ‘muoia Sansone con tutti i filistei’.

 

Democrazia, di questi tempi, e cosa complessa e delicata, di salute cagionevole -e va amorevolmente assistita e gli antibiotici somministrati con dosaggi adeguati e per un tempo sufficiente a far morire il maledetto virus del berlusconismo di s-governo.

 

E quando ci alzeremo dal letto e torneremo alle urne forse ci girerà un po’ la testa per la pressione bassa, ma la lunga malattia, e gli incubi che ha prodotto in gran copia, forse, ci consiglierà di indirizzare meglio la matita copiativa. Forse, speriamo.

 http://youtu.be/6EZjTyTeXRM

staccare l’ombra da terra (plutocrati,complotti,grandi vecchi)

Ci sono analisi convincenti di ‘esperti’ (economisti, professori emeriti, analisti) che ci dilettano i neuroni col gioco storico del complotto pluto-demo-giudaico.
E il nostro Mussolini redivivo è chiuso nel bunker-Salò di palazzo Grazioli e scruta l’orizzonte dei sondaggi e li compara al saliscendi dello spread e prepara la nuova ‘discesa in campo’ non appena avrà l’occasione giusta per ‘staccare la spina’ al Professor Monti.

Complotto demo-pluto-giudaico, dicevamo, e il Grande Vecchio sta nell’ufficio della direzione di Goldmann Sachs e, vedi caso, Papademos, il nuovo premier greco, pare ci abbia avuto a che fare con quei maledetti massoni e pure il nostro Draghi -e del Monti si dice che in gioventù abbia bazzicato i ‘Bones and Skulls’ e chissà a quali prove di iniziazione è stato sottoposto e quali solenni giuramenti ha pronunciato che oggi dovrà rendere concreti e ripagare i suoi confratelli.

Ci sarebbe anche la versione ‘soft and simply’ delle cose che abbiamo sotto gli occhi – che vede una persona competente e semplice e di comportamenti pubblici e privati decorosi che assurge, finalmente! al ruolo di ottimate al governo della repubblica, ma come farla digerire ai berlusconiani di ieri, che hanno approvato e osannato tutto lo schifo pubblico e privato del loro campione e aspettano con lui, la coda momentaneamente fra le gambe, l’occasione giusta per rivotarlo e rifilarcelo di bel nuovo e dirlo ‘martire’ dei ‘mercati comunisti’ o di questa nuova elucubrazione del complotto pluto-giudaico della Goldmann Sachs?

Il vizio del complottismo è duro a morire e, a volte, unisce i facinorosi di destra e sinistra estreme in una purulenta e miasmatica gora densa di proteste e lambiccamenti mentali e fantasie di nemici potenti e ‘poteri forti’ e ‘grandi vecchi’ che ci schiacciano le vite e ci impoveriscono e ci provano un gusto speciale a fare del male all’umanità e del bene ai loro portafogli-titoli -ed ho ancora in mente quei grafici e le tabelle che illustravano la soglia di resistenza dell’acciaio al calore sviluppato dal cozzo dei due Boeing contro le Twin towers ed era impressionante la verosimiglianza delle ricostruzioni che imputavano il crollo-implosione, invece, a una serie di mine piazzate all’interno dell’edificio da chissà chi e chissà come e perché -e anche sullo sbarco sulla Luna avranno da ridire quei tali, i complottisti pervicaci e inesausti nel partorire fantasie, che affermano, prove alla mano, che mai piede umano toccò il suolo della pallida Luna immortale ed era tutto costruito negli Studios della Warner Bros ad Hollywood.

E noi, illusi, che speravamo che l’Uomo e l’Umanità, staccassero, finalmente! la loro ombra dal pianeta Terra e cominciasse l’avventura della Galassie!stacca l'ombra da terra_1.jpg

il piffero, i lemmings e il beneamato leader

Volevo ben dire. Che il Caimano e i suoi coccodrillini affezionatissimi (il coccodrillone-Ferrara in primis) non sono morti, ma stanno distesi nell’ombra pronti al balzo finale e tutti i denti della lunga chiostra di voraci predatori ancora intatti e pronti a serrarsi alla gola di chiunque tenti di prendersi i posti di comando che l’Europa gli ha tolto d’imperio.

La stampa di destra chiama alla raccolta i dispersi e raduna gli ufficiali e sottoufficiali feriti nei lussuosi ospedali da campo allestiti alla bisogna e ‘Libero’ (ma dove lo hanno pescato un titolo di giornale così stupidamente ironico?) esce, addirittura, con una ‘edizione straordinaria’ -per dire che Lui, il Beneamato Leader non è morto, ma solo 313397_252914894759611_118635091520926_806460_1395180805_n.jpgmomentaneamente a riposo dopo le fatiche delle lunghe battaglie parlamentari e pronto a rimettersi alla testa dell’esercito di anime morte e malfattori voracissimi (la famigerata ‘cricca’ degli appalti) che hanno s-governato il paese e lo hanno portato prossimo al default.

E poco gli importa ai corvacci di s-governo che le loro dichiarazioni siano registrate dai ‘mercati’ -nostri severissimi esaminatori- quali l’avvisaglia di un disordine politico che verrà e ci stenderà al tappeto, ultimi tra gli europei.DSCN0723.JPG
I malnati destri di s-governo pretendono che sia ancora e sempre ‘la politica’ a parlare, ‘il popolo’ -quello stesso ‘popolo’ che ci ha rifilato con destrezza, nel segreto dell’urna, il Cialtrone Massimo allo s-governo della repubblica, l’uomo delle leggi ad personam e ad aziendam e ad familiam e dei cento processi da portare a prescrizione e impunità.

E non gli entra nelle zucche malate e testarde che, quando intervengono i ‘tecnici’ super partes, è perché ‘la politica’ ha fallito su tutta la linea, ci ha portato alla rovina, sul lastrico, alla frutta e verrebbe da augurarsi che Monti non raccolga i consensi necessari al suo tentativo di fare un nuovo governo così da ributtare la patata marcia nel campo dei pazzi berlusconiani e sia finalmente avverata la narrazione di quella fiaba del Pifferaio e dei suoi ammaliati seguaci che finiscono ordinatamente nel burrone come lemmings ipnotizzati e rimbecilliti dalla musica soave e dalla voce suadente del Beneamato Leader.

tra Scilla e Cariddi

Sembra di stare sul fondo di un acquario, tra i gamberi grigi -che fanno un passo avanti e due indietro- e avanti Monti e indietro Berlusconi e il Letta, dal sorriso liquido e mellifluo: olio di ricino addizionato di vaselina di quando i due mettevano a punto le leggi ad personam e la narrazione suggestiva che le avrebbe accompagnate e dette ‘buone per tutti gli italiani’.

Ed è incredibile quel che accade in questa domenica di sole pieno e chiaro, -che ti aggiri per il campo di battaglia dei morti e feriti del berlusconismo in agonia e hanno appena suonato la ritirata ed è come se la Nato avesse fatto il lavoro sporco dall’alto, come in Libia -e noi ribelli non abbiamo sparato un colpo ed è una frustrazione cocente questa di aver vinto per interposta Europa, cogli avvoltoi dei mercati equiparati agli F116 che hanno colpito la tana di palazzo Grazioli -e il Generalissimo ha firmato la resa senza neppure la soddisfazione di un colpo di coda di quelli suoi che ci piacevano tanto -che so, ‘un milione dei nostri in piazza san Giovanni’ o sul predellino a Milano ad arringare la folla e la vecchietta-mediaset in primo piano che gli cinquetta ‘passerottino’, ‘silviuccio bello’ e dietro il coro dei ‘menomalechesilvioc’è’ e, grande finale, il rutto del Bossi a fargli il verso coi ‘300.000 fucili padani’.

Dovevano combattere fino all’ultimo in nome del ‘popolo sovrano’ e ‘il popolo ce lo ha dato, guai a chi ce lo tocca’ ed eccoli stesi a terra a migliaia senza più fiato né parole -gli stendardi afflosciati o laceri e i dispersi nelle retrovie a cambiare divisa in fretta in fretta per non dare nell’occhio.

Affiora solo qualche buffa recriminazione tra i reduci e i giapponesi che, alla radio, dicono mosci e affranti: ‘non era tutta colpa di Berlusconi’ e ‘qualche cosa di buono in fondo lo ha fatto’ e ‘ha tenuto i conti in ordine’, ma qualche cosa non è abbastanza per i mercati e lo spread a 500 non fa ‘conti in ordine’ -e basta sfogliare la stampa estera ed è tutto un tripudio per l’abbandono del malnato, del dittatorello dello stato libero di bananas col suo ridicolo dito levato -e fanno quattro, nella foto-ricordo che ha spopolato sul web che mette insieme Saddam-Osama-Gheddafi e il nostro Berlusconi, finalmente centrato dal missile-Monti e debitamente crociato in rosso.cop.jpg

Però sa di amaro questo abbandono quasi normale e di stampo democratico -e non solo per i figli che lo supplicavano ‘papà non ti dimettere’ prima di aver approvato la legge che modificava le successioni, ma anche per noi fieri avversari a cui è stata sottratta la preda, la cattura del generale in battaglia e il suo doveroso rinvio a giudizio presso l’Alta Corte rivoluzionaria per alto tradimento della fiducia che gli avevano accordato gli elettori.

E il maggior rimprovero che gli rivolgiamo è quello delle ridicole promesse mai mantenute de ‘meno tasse per tutti’ e di essersi fatto gli affaracci suoi e delle sue aziende – che neanche un esproprio proletario e una nazionalizzazione di mediaset e della fininvest ci soddisferebbe appieno e i giudici di quell’Alta Corte immaginaria dovrebbero condannarlo ad andarsene ramingo ed esule in suol straniero insieme ai figli e ai nipoti -e in Europa gli interdirebbero il transito e imbarcarli in una zattera tra le onde del mediterraneo sarebbe forse il meglio per lui -novello ulisse bugiardo la cui Penelope-veronica gli augura di incontrare Circe berlusconi-ruby-porco-480x370.jpgo restare schiacciato tra scilla e cariddi.
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