Archivio mensile:novembre 2010

buchi neri e varia astrologia malata

 

A costo di apparire ingenuo vi pongo la domanda fatale: ‘Perché il male?’

 

E, certo, qualcuno mi dirà: ‘Che palle!’ e altri dirà che è questione di lana caprina – dal momento che questo è quel mondo ed è bene (ahi! ci risiamo) farsene una ragione di quel che avviene e provarsi piuttosto a padroneggiare i meccanismi dell’umano male-agire e farne buon uso; e in questo contesto trovano applicazione i ‘buoni’ consigli che il Machiavelli si ostinava a elargire ai suoi ‘principi’ immersi nella malvagità dominante ai tempi suoi e costretti a fare buon uso di tutto il ‘male necessario’ e dei cattivi consiliori che meglio sa(peva)nno rimestare nel torbido e garantire lo status quo con delitti e crimini e menzogne iterate e spacciate per verità a forza di inbonimenti televisivi (oops!).

 

E’ vero che l’elenco recitato da Dario Fo nel corso della trasmissione di Fazio e Saviano ci suona familiare perché aggiornato al terzo millennio de’ moderni ‘principi’ senza sostanziali variazioni che meritino il rilievo o la chiosa e tuttavia mi ostino a pensare che le moderne democrazie avrebbero in sé gli anticorpi sufficienti a non dare udienza e ‘audience’ ai cattivi principi iscritti alle p2 e ispiratori delle p3 – per dire di quest’altra forma moderna che hanno assunto i ‘consiglieri del principe’ dei tempi del Machiavelli: i Verdini e i Quagliarelli e tutta l’allegra e spudorata compagnia di cui si è circondato il nostro principe-sultano senza neanche mandare a memoria il Machiavelli perché a lui gli è venuto naturale di fare e imporre le cose di cui ridiamo amaro nell’ascoltare l’elenco letto da Fo .

 

E per tornare a bomba: ‘Perché il male?’ Perché votare un Barabba, elettori ed elettrici, invece che un Gesù – ammesso e non concesso che ce ne sia mai stato uno sull’orizzonte delle schede e dei manifesti elettorali?

Perché ‘farsi del male’ e ritrovarsi ognora fra i piedi questo vecchio arnese della mala politica della prima repubblica, questo imprenditore ex Tangentopoli ed ex prima repubblica corrompibile e corrotto e infaticabile costruttore di scatole cinesi ad usum evasorum nelle Antille o nelle Cayman?

 

Si, è vero che, a guardare i grafici e le tabelle dei sondaggi ultimi scorsi, lui (il principe del male) e la Lega sua sodale e grande elettrice per le ragioni di un federalismo asfittico sommano un misero 38,7 percentuale e non sono la maggioranza del paese che ci vogliono far credere gridando le opportune menzogne in video e in voce e tuttavia, cari voi, gli avete consegnato le ‘chiavi del regno’ col vostro confuso e stupido votare barabba notori e hanno congegnato una legge elettorale che loro stessi dicono ‘porcellum’ che regala un’ampia maggioranza parlamentare propruio a quell’asfittico 38,7 di malnati-

 

Capito in che buco nero viscido e vischioso stiamo girando e lo chiamiamo ‘democrazia’ delle mie sacrosantissime palle?

 

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le vergogne dei potenti

 

E’ vero che ci attendevamo di più da Wikileaks – data l’enorme attesa. E ci rattrista che il fuoco d’artificio si sia limitato al velenoso gossip dei funzionari d’ambasciata che, tuttavia, hanno fatto il dover loro di ‘dare il polso’ del paese ospitante e della qualità politica e morale (parliamo di morale pubblica che, per un leader di governo, include la morale privata) dei leaders.

 

E che il nostro Berlusconi si sia fatto una grassa risata non ci stupisce perché quanto è emerso è solo la conferma del suo ampio e condiviso discredito di cui gode già nel paese che lo ha eletto e il nostro Barabba con la fregola delle minorenni ha fatto del cinismo e dell’immoralità conclamata la sua cifra personale e politica alla pari con gli altri due fradici satrapi e sultani che lo affratellano: Putin e Gheddafi.

 

Ma ci aspettiamo di più e di meglio da Assange e dal suo sito internet.

Ci aspettiamo – come abbiamo già scritto – quell’impulso decisivo e fondamentale alla ‘verità condivisa’ tra i cittadini tutti della realtà globalizzata e planetaria perché questo e non altro dovrà essere l’orizzonte di riferimento della ‘polis globale’ e del dibattere collettivo delle nuove generazioni che si lasceranno alle spalle l’asfittica politica delle vecchie cariatidi della diplomazia coi loro riti bizantini e segreti di pulcinella quali abbiamo letto fin qui.

 

Sono i ‘segreti di stato’ che coinvolgono vite umane e i civili sui fronti di guerra le cose che più ci interessano e, in Italia, gli atroci segreti di stato interposti alla faticosa e vana verità giudiziaria a cui hanno diritto le vittime delle stragi impunite ad oltre trent’anni di distanza e tutti noi cittadini che pretendiamo , esigiamo, gridiamo l’esigenza imprescindibile di fondare i nostri giudizi politici sulla ‘verità, nient’altro che la verità’.

 

Per questo ‘tifiamo’ per Assange e la piena e totale libertà di stampa e di intercettazione e pubblicazione di ogni vergognoso segreto dei vergognosi ‘uomini di potere’ e di s-governo delle nazioni.

 

 

angeli sopra venezia

 

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Basta poco a ripulirla e trasformarla in un’icona metafisica ‘alla De Chirico’.

Un forte vento di tramontana e la pioggia gelata non riescono a togliere fascino a questa città e l’onda che lambisce le fondamenta trasforma i palazzi in insorgenze architettoniche galleggianti e nessun motoscafo privato solca le onde, ma solo gli impavidi vaporetti e questo particolare da solo cancella anni di asfissie turistiche e me la restituisce nella sola dimensione amorosa in cui mi è ‘heimat’ : una città del silenzio, un teatro della memoria abitato da fantasmi e io tra loro e abbiamo occhi trasparenti di smeraldo e ci riconosciamo al di là dei nomi di una stupida anagrafe che ci classifica e ci incasella e ci consegna stupidamente a questi anni di infamia, ma è il non-tempo il nostro habitat e camminiamo sulle acque senza bisogno di miracoli e abbiamo voci di gabbiani e sappiamo volare come gli angeli impietriti sui timpani delle chiese che ci riconoscono e ci fanno cenni di saluto.DSC00239.JPG

viva Wikileaks

Viva Wikileaks! e le verità scomode che racconta in barba ai segreti sporchi dei servizi segreti, alle pagine di storia deformate e distorte, alle stragi impunite a venti/trent’anni di distanza per le azioni di depistaggio e gli occultamenti ad hoc dei malnati, dei figli di piissima donna che vengono arruolati per fare il ‘lavoro sporco’ ai fini della ‘difesa nazionale’ e dell’interesse dello stato (ci sono ancora dei cretini emeriti che lo credono).
E quei segreti influenzano le mancate verità processuali e non si trovano i mandanti e ci sono di mezzo i morti di piazza fontana a Milano e della Loggia a Brescia e i caduti dell’I-tigi dell’Itavia in volo sul Tirreno.

E invece la storia moderna va a tutta forza verso le verità da tutti condivise e giudicate ‘in chiaro’ e va con la forza di una torpediniera ‘ macchine avanti tutta’ che i siluri dei servizi segreti dagli archivi finalmente violati non riescono a fermare.
La verità dei fatti e degli eventi sarà sempre più divulgata e diffusa e condivisa – e l’effetto sarà esplosivo e dirompente, ma solo per gli scandali del passato, per i maledetti misteri che Andreotti-Belzebù (giusto per citare il maggiore) si porterà nella tomba e, malgrado le sue preci, lo accoglieranno i diavoli di Malebolge e gli artiglieranno le carni e indosserà la cappa di piombo degli ipocriti che lo schiaccerà sotto il peso delle sue colpe politiche.

Per il futuro, invece, sarà semplicemente un modo nuovo e diverso di elaborare la ‘cosa pubblica’ e ne guadagnerà la consapevolezza universale e la maturità delle genti di ogni nazione.

E’ la verità, tutta la verità, il nostro orizzonte di riferimento e nessun ipocrita segreto di stato mai più riuscirà a celarla, bistrattarla, vilipenderla e i governanti non avranno più alibi e tutto della vita pubblica si giocherà alla luce del sole e tutto sarà illuminato e ci diremo l’un l’altro a viso aperto i perché del male necessario che oggi ci sconvolge e ci offende e ci avvilisce e le vittime dei soprusi e i morti delle stragi fasciste e/o dei Georgofili avranno giustizia in terra, finalmente! e non solo nell’illusorio Cielo delle nostre preghiere inutili.

E ancora ci stupiamo che esistano persone che ritengono giustificato il ‘segreto di stato’ e lo considerino un normale svolgersi delle relazioni tra stati e governi e le istituzioni e i cittadini ( il ‘popolo sovrano’ del sentire democratico) sono considerati i cretini di riferimento a cui raccontare le balle o le mezze e ambigue verità perché gli ‘addetti ai segreti’ temono che i loro maledetti piani destabilizzanti non vadano a buon fine e fanno di tutto perché la politica non venga giudicata per i misfatti occulti oltre a quelli palesi che sanzioniamo (dovremmo sanzionare) nel segreto delle urne.

Ipocriti, evasori e gente di malaffare, gente della destra più abbietta e cinica, premiano lo status quo del negare sempre e occultare e depistare affinché si perpetui un potere malvagio e non si sappia la verità sui maneggi criminali di un Dell’Utri (giusto per citare l’ultimo fido malnato del potere sporco di un Barabba di governo) con la mafia e il riciclaggio dei capitali sporchi mafiosi nelle stalle di Arcore.

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di gamberi e astronavi al palo

tragedia_marcinelle.jpgSiamo segnati dal tempo che va e muta pelle e cambiano le pettinature, le fogge del vestire, le tecnologie e perfino le facce – che un tempo non troppo lontano ‘chiamavano miseria’ e andavamo con le pezze al culo a fare i minatori in Belgio ed esportavamo le nostre malattie sociali – come la mafia – nelle città americane, ma oggi ci piace distinguere, mettere i puntini sulle i di quella umanità tragica che lascia gli orizzonti natii e si sottomette all’incredibile slalom di pratiche meschine e vessatorie per ottenere un permesso di soggiorno o una sanatoria qualchessia.

Guardavo un film su ‘rai storia’ oggi pomeriggio ed era la tragedia di trecento minatori o giù di lì che in Belgio ci rimisero la vita (136 gli italiani) per estrarre il carbone che ci riscaldava e ci forniva energia in quegli anni e quelli del ‘casting’ avevano fatto un ottimo lavoro perché le facce erano quelle giuste, quelle che ricordavo da ragazzo dei miei zii e di mio padre e dei miei compagni di emigrazione – il giorno che prendemmo il treno e cambiammo a Milano e, a Aigle, in attesa che si facesse quell’ora e salire sul trenino delle Alpi, entrammo in una caffetteria e sussultammo e rimanemmo imbambolati a guardare le quattro bellissime ‘svisserotte’ dietro al bancone che ci accolsero con un corale ‘Bonjour, messieurs! cantato (una modulazione particolarissima e prossima al canto) al modo tipico della Suisse romande e ci sorridevano e noi, le valigie in mano, sembravamo essere stati sospinti fuori dalle quinte sul palcoscenico di una rappresentazione teatrale che non conoscevamo e non spiaccicammo verbo e, intimiditi, chiedemmo (chiesi, i due miei compagni non parlavano il francese) ‘un cafè, s’il vous plait’ e ci invitarono a prendere posto (non usava la consumazione al bancone) e ne fummo ben felici perché ci consentiva di uscire di scena e tutti i presenti ci guardavano con sorrisi benevoli e/o di commiserazione.

‘Pane e cioccolata’ con uno strepitoso Manfredi è il film di riferimento ed era vero che in alcuni locali si leggevano cartelli con su scritto ‘entrèe interdite aux chiens et aux italiens’, ma sorte migliore non avevano gli jugoslavi e i turchi – che erano pari nostri nella scala sociale o, addirittura un gradino più sotto.

Le facce segnate dal tempo, dicevo, e la mia faccia appartiene a quella storia; facce mediterranee, segnate da cento storiche immigrazioni e colonizzazioni per le guerre perdute e gli imperi scomparsi e i barbari che hanno dilagato lungo la penisola e l’intero bacino mediterraneo va sotto l’egida di ‘una faccia, una razza’, ma tu faglielo capire alle generazioni nuove che la menzogna della televisione commerciale ha promosso al rango di illusi parvenus della ricchezza – salvo la correzione sconvolgente della crisi economica globale degli ultimi anni che ci ha riconsegnato le pezze al culo, ma viviamo ancora sopra le righe grazie alle pensioni dei padri e dei nonni.

E mi ha commosso il ‘come eravamo’ di quel film e di quella tragedia lontana di Marcinelle e mi sono sentito coevo e partecipe di quelle ingenue emozioni e storie di letto e di coltello e ho il futuro alle spalle e i modi del mio pensare sono di ‘un ritorno al futuro’ segnato da una ormai desueta moralità e antico rispetto e gentilezza e umanità che ‘lentamente ci dice addio’ come gli autunni del Cardarelli e sono impreparato a vivere il nuovo che avanza il cui passo, peraltro, mi sembra più il passo del gambero piuttosto che il ruggito dei motori accesi sulle astronavi.

prove tecniche di eversione

vauro100610.gifProve generali di Hutu e Tutsi italici? Pare che il Cavaliere abbia aperto la campagna elettorale senza prima dimettersi e proclamare la crisi. E’ infatti questo il senso del suo aver convocato comizi in tutte le piazze d’Italia e dato mandato di allestire i gazebo di propaganda in concomitanza con la manifestazione nazionale del partito democratico contro il governo del dis-fare.

Disfare l’unità nazionale e la concordia, disfare e contrapporsi alle istituzioni di garanzia – come avverrà inevitabilmente quando comincerà la sfilata dei partiti al cospetto del capo dello stato e potrà darsi il caso che venga affidato un mandato di esplorazione a Pisanu o Giuliano Amato. Chi vivrà vedrà.

Il ‘ribaltone’, lo diranno i malnati di lotta e di s-governo della Lega e di quel che è rimasto del pdl, e pomperanno a tutto volume l’accusa nelle piazze per aizzare i loro Hutu e i ‘milioni’ di cittadini sensibili a questa propaganda sguaiata e/o i ‘trecentomila fucili padani’ che il Bossi dice pronti a ‘marciare su Roma’.

Dunque è questo lo scenario che si apre sul 2011 – anno orribilis prima ancora di cominciare se si apre su queste premesse e si trascina dietro tutte le spaventose cose accumulate in tre lustri di berlusconismo e della conseguente corrutela delle menti e delle anime degli italiani privi dei necessari anticorpi. www.repubblica.it/politica/2010/11/…47/?ref=HRER2-1

E che sarà una campagna elettorale terribile è previsione fin troppo facile – e come non potrebbe costituendosi a delta ed estuario di tutto il marcio e il putrido e il fango che si è letto sulle pagine dei giornali di famiglia, i giornalisti sciacalli, la spaventosa ‘macchina del fango’, ‘l’osceno normalizzato’ descritto qui sopra dalla brava Barbara Spinelli, che abbiamo tollerato per decenni e non ci è bastato il fetore della cloaca di Tangentopoli e abbiamo voluto scrivere anche quest’altra pagina mortifera di storia nazionale che andrà sotto il nome di ‘berlusconismo’: gigantesca illusione dei ceti medi evasori di potersi fare ‘classe di s-governo’ del paese e buttare a mare la moralità pubblica e privata e farne senza e premiare elettoralmente i peggiori Barabba, le cricche dei Verdini, dei Bertolaso, dei Cosentino perché il marcio e il malaffare ‘sia con noi et maneat semper’.

E’ in atto uno snaturamento del sentire civico che registravo allibito in un bar di un paese del nostro Cadore, Domegge, – genti piissime che riempivano le chiese fino a qualche anno fa e ascoltavano i sermoni e e si comunicavano ed educavano i figli al buon agire civico e morale – ma oggi votano quell’assessore, una donna spigliata e moderna, una perfetta manager berlusconiana, che diceva a un amico sorseggiando il caffè (era l’epoca delle rivelazioni di villa Certosa e la D’Addario sul lettone di Putin) che ‘nelle nostre case, in privato, possiamo fare quel che ci pare’.

E magari basta confessare il giorno dopo i peccati commessi e averne l’assoluzione, aggiungo io, ed è proprio questa nostra appartenenza ai riti più fradici del cattolicesimo perdonista e assolutorio che non abbiamo mai capito il senso del radicalismo protestante, lo ‘spirito protestante’ della borghesia anseatica in ascesa e non sappiamo che sia ‘espiazione’ e ‘sanzione’ e ‘pena’ da scontare per i crimini che si sono commessi e, invece, nel segreto delle urne, inguaribili pulcinella e arlecchini e pantaloni, premiamo i Barabba ridicoli con uno sberleffo e gli affidiamo la ‘cosa pubblica’ aggiungendo la giaculatoria stupida ‘io speriamo che me la cavo’.

Ma le pagine della nostra storia nazionale sono lì a dirci che le farse, spesso, si rovesciano in tragedie – come è avvenuto per l’Italietta illusa dall’impero fascista – e ci piacerebbe poter essere leggeri e ripeterci ‘che serà, serà’ e ‘domani è un altro giorno’, ma ci tornano in mente i versi di Neruda: ‘venite a vedere il sangue sulle strade / venite a vedere il sangue sulle strade.’ riferiti alla guerra civile della Spagna che poi fu franchista.

La Bangkok delle camicie rosse che buttavano il sangue umano a litri sulle strade è sul nostro orizzonte politico? Chi vivrà vedrà.

salute e redenzione

 

Passare per ‘la Salute’ è un must per ogni veneziano che abbia senso della comunità quale che sia.

‘La salute’ sta per ‘la madonna della salute’, ca va sans dire, ed è rito di popolo largo e partecipato tanto quanto ‘il redentore’ e se mancano i fuochi c’è la festa dell’acqua alta con intere famiglie che esibiscono stivaloni alla coscia, bambini compresi, e si mostrano delusi, nello scendere dal vaporetto, per l’inutile vestizione e il gioco dello ‘squash, squash’ che consente.

 

E poi c’è ‘la castradina’ piatto tipico di origini orientali (visitate www.enogastronomiablog.it della mia amica Elena per averne la ricetta) e mi piacerebbe chiederle (a Elena) ‘ma dove la trovi la carne di montone data la concorrenza spietata dei nostri ospiti dell’est e degli islamici, mannaggia alla globalizzazione’!?

 

E il giorno prima passavo di là e un salto in chiesa è d’obbligo, giusto per chiedersi e ripetersi ‘ci credo o non ci credo’? Ma il problema, con le giaculatorie e le preghiere, non è tanto il crederci, bensì quel meccanismo mentale che si inserisce automaticamente quando aspetti l’esito di un esame istologico ed è retaggio infantile, segreta paura del morire, ‘tradizione’ di una sempre auspicata ‘salute’ , appunto – per la quale una candela votiva accesa quel tal giorno in quel tal tempio votivo e fitto di ex voto non fa di certo male.

 

‘Entro e ti trovo un pieno di soldati’ scriveva il Giusti ‘di quei soldati meridionali / come sarebbe Boemi e Croati / messi qui nella vigna a far da pali.’ Ma poi parte il sacro coro e l’implorazione canora di quei dessi e la sua antipatia (del Giusti) verso l’impero asburgico passa in secondo piano di fronte a quella manifestazione di fede e pietà che affratella di là di ogni lingua e terrestre confine.

 

E il prete decano stava parlando di Maria ‘che ci ama tutti uno per uno’ e mi è venuto da sorridere per l’ingenua espressione che mi richiamava gli scarsi calori della mia infanzia e l’idea di quella palestinese di duemila anni fa che partorì suo figlio in una grotta, -e se le dicevi che ci avrebbe amati tutti quanti siamo sulla terra sarebbe scoppiata in una gioiosa risata incredula-, mi ha intenerito e, così confortato dalla tradizione rinnovata anche quest’anno, sono riuscito a tollerare la bestemmia di un operaio chioggiotto che lavorava in punta alla Salute e gli è uscita di bocca l’atroce espressione rabbiosa, ma sono certo che anche questi nostri orrori piccoli e insensati trovano un loro aggiustamento lassù che ci è misterioso e l’abbiamo momentaneamente risolto con l’ennesimo ‘mistero glorioso’ dell’Assunzione della Vergine in cielo a cui indirizziamo vagonate di voti e preghiere.

 

Amen e così sia.

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Bonjour, finesse

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Commento:

Complimenti. Prima la difendevano a spada tratta, ora la trattano peggio di come l’ha trattata il csx. Mai vista sull’Unità o su Repubblica un titolo del genere? Io, no.
Ciauz
Mellencamp

Altro commento:

Gli opposti maschilismi. Solo che qui è un giornale partigiano, i giornalisti al soldo del Sultano, a sbattere la ‘donna della pari opportunità’ in prima pagina. Le usa, le premia per i servigi, ma guai a ribellarsi. I suoi eunuchi sono inflessibili e addestrati alla tortura. 

momenti magici

 

Stiamo vivendo dei momenti magici. Non sappiamo se Berrlusconi (grrr!) cadrà con infamia di cosentini e cricche di sorci verdini e tuttavia siamo sopravissuti a due guerre mondiali e a un impero fascista. Nulla è perduto. Non la vita. Forse l’onore (per alcuni di mia conoscenza – che il diavolo se li porti). Pump up the volume!! Tutto sommato la vita è bella.

 

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cronache di poveri(ma non troppo) amanti

 

Un vertice Nato che subisce ritardo a causa della lunga e appassionata (c’eravamo tanto amati) perorazione del solito noto, il molto tollerato (in casa e fuori) cav. Silvio Berlusconi è evento da non passare sotto silenzio.

 

Sopratutto se la perorazione del leader alla ex amante (è da sposare, cinguettava anni fa, salvo poi chiedere pubbliche scuse alla moglie indignata) è un mix di preghiera politica (non te ne andare, perdonami, se ho sbagliato mi ravvederò) e di rimprovero sottaciuto alla giovanissima parvenue della politica (non puoi farmi questo, mi devi tutto).

 

Ma le cose cambiano e forse Mara è cambiata davvero e ci ha preso gusto alla politica e magari è pure convinta di ciò che doveva convincerla molto tempo fa: che il partito della libertà (sic) è fitto di gente marcia e corrotta, di cricche e malaffaristi della peggior specie, come quel Cosentino di cui all’esauriente articolo di D’Avanzo di oggi su ‘la Repubblica’. http://www.repubblica.it/politica/2010/11/20/news/premier_ricatto-9303815/?ref=HRER1-1

 

E in tutta questa storia di amanti che se ne vanno e storie politiche che naufragano (quella del Berlusca) e storie personali che diventano politiche (quella della Mara) c’è -comunque la si voglia vedere- un Bocchino di troppo (l’Italo, che avete capito!?) e la povera Mara è oggetto di reprimende terribili e accuse e perfino sussurri calunniosi e brucianti sulle sue origini politiche e i trascorsi col leader che se la impalmò (nel senso che la teneva in palmo di mano, maliziosi che non siete altro!) ed è in ogni caso clamoroso e specialmente significativo questo divorzio annunciato tra i due perché se neanche delle veline che ti devono tutto (ma proprio tutto, neh!) ci si può fidare allora è vero che siamo agli ultimi giorni di pompei e cadrà il tempio per mano degli empi comunisti di sempre alleati ai traditori futuristi e chi più ne ha più ne metta.

 

E neanche la possibilità di commissionare un ‘trattamento alla Boffo’ ai vari Sallustri e Feltri e Belpietro e vario sciacallame televisivo alla Fede perché qui di retroscena piccanti e che coinvolgerebbero il committente ce ne sono davvero troppi e non conviene l’azzardo.

 

Ve l’immaginate la Carfagna adirata per la macchina del fango che la sommerge che tira fuori ‘Le mie memorie’ e le fa pubblicare a puntate su Repubblica e il Fatto quotidiano?

 

Tifiamo per lei, naturalmente e siamo tutti occhi e orecchie. Guardoni impenitenti, dato il genere di letteratura a cui ci ha abituato il Sultano. Forza Carfagna, riscattati!. Non è mai troppo tardi.