Archivio mensile:novembre 2008

my Mumbai

 

La mia Mumbai non è quella delle immagini di cui all’azione temeraria e spietata dei terroristi islamici. L’ultima volta risale a quattro anni fa.

Mumbai è una tappa obbligata per i viaggiatori che finiscono il loro faticoso viaggiare a Goa -un tempo spiaggia d’incanto lunga decine di chilometri e punteggiata di villaggi di pescatori che ti offrivano una conchiglia di gamberetti al vapore per una piccola moneta e ti facevano un monumento se lasciavi un t-shirt o un biro per la figlioletta che iniziava la scuola.

Tutto cambiato, da oltre un decennio a questa parte, e anche Mumbai, suppongo, in questi quattro anni si è rifatta il look.

 

Vista dall’alto dell’aereo che plana, Mumbai è una crosta bianchiccia di cemento che si estende per chilometri dal mare all’interno. Ci vivono milioni e milioni di persone -la grandissima parte poveri e poverissimi che brulicano nel ventre dell’immenso slum metropolitano in cui nessun turista mette piede e forse neanche si sono accorti degli spari che echeggiavano sul lungomare – vietato a molti di loro che vivono mendicando, ma non osano valicare il confine con ‘l’altromondo’: quello della beata ricchezza che luccica ai polsi e sulle dita dei turisti e dà sfacciata mostra di sè negli alti casermoni eleganti che rispondono al nome di ‘Oberoi’ e ‘Taj Mahal’.

 

Ricordo una scena da Dickens: un ‘procuratore’ mendico -arrivato chissà come fin quasi sotto agli ingressi dei grandi alberghi sul lungomare, scatenava le sue piccole belve contro i più pietosi che allungavano la monetina nelle avide manine. Prendeva di mira chi dava, il malnato, e ri-lanciava i suoi bambini cenciosi che ti si appiccicano addosso come mosche e ti tirano un lembo della camicia o dei pantaloni e se gli sorridi e gli ricordi che hai appena dato, tirano ancora più insistentemente perchè sono sotto osservazione della belva major che da poco lontano li osserva e molto probabilemente li picchia se tornano a mani vuote.

 

A me non sarebbe capitato di restare ostaggio dei terroristi che hanno dato l’assalto al cielo.

A Mumbai, alloggio in un alberghetto per niente lussuoso, ma pulito, due chilometri più a nord dell’area dei grandi alberghi turistici e fa la differenza perchè tutti coloro che hanno qualcosa da dire clamorosamente (i fondamentalisti islamici tra questi) si muovono su schemi consolidati e i simboli grandiosi della ricchezza esibita e sfacciata sono tra questi.

 

Non c’è molto da aggiungere alle cronache della violenza, si commentano da sole: questo è quel mondo e prendiamo nota che anche il viaggiare in certe plaghe del pianeta rientra fra i ‘fattori di rischio’ e che morire di morte violenta è uno dei destini possibili per ognuno di noi.

Ci consola il fatto che nei secoli scorsi questo genere di destino incideva molto di più nella casistica delle vite: metteteci la chiamata alle armi degli stati che entravano in guerra e pensate ai padri e ai nonni – perciò non facciamola troppo lunga e contentiamoci di ciò che passa il convento della postmodernità e se il viaggiare dei prossimi anni sarà un rischio, notiamolo in agenda e teniamo gli occhi bene aperti e incrociamo le dita.

Dice Nostradamus che il caos degli eventi continuerà ancora a lungo in questa nostra valle di lacrime e dagli effetti della poderosa crisi economica ci guardi iddio che dai terroristi islamici che assaltano i grandi alberghi lussuosi mi guardo io.

di nuove povertà e crisi di sistema

di nuove povertà e crisi di sistema

Ti riconosco coerenza, Fire, e realismo.

Siate realisti: chiedete il cielo, diceva il poeta.

A te, più prosaicamente, basta chiedere lo staffile e avviare i maledetti finti-proletari sotto la canicola a costruire la Grande Piramide che ospiterà le spoglie del vostro Faraone di denari (speriamo non troppo in là) e lo dirà Grande e Illuminato e capace di fare il surf sulle onde della Grande Crisi di Sistema del Terzo millennio.

E hai ragione da vendere. Le tue provocazioni paradossali poggiano su uno strato di terra solida: quella delle piccole ricchezze diffuse che connotano la società dei consumi postbellica in cui anche gli assistenzialismi diffusi (sottolineati dal nick Ihhh) hanno una loro parte.

Parte frenante a mettere in atto rivoluzioni simili a quelle di inizio secolo perchè qui non sono più in gioco catene da perdere, ma piccole rendite da posizione da utilizzare nella nicchia di appartenenza.

Finchè dura, naturalmente e il prosieguo della crisi ci dirà quali elementi sistemici scricchioleranno fino a spezzarsi con grande fragore. (Basta dimenticare un tubo di ghisa nel controsoffitto, d’altronde, e lasciar passare un congruo lasso di tempo).

Non so che dirti. Da un lato sento la necessità di una svolta decisa: di uno iato col marcio di Sistema che si riproduce da oltre cinquant’anni senza soluzione di continuità, dall’altro constato che le truppe dell’esercito rivoluzionario hanno piantato le tende e non rispondono agli appelli ad insorgere e combattere il nemico e tirar sù le ghigliottine necessarie.

Finirà che mi venderò al migliore offerente.

Non è che abbiate bisogno di un capostaffile molto crudele per finire al più presto la Grande Piramide? Faccio più di dieci battute al secondo di gatto a nove code e costo poco perchè non dovete più pagarmi i contributi.

E vi faccio uno sconto sugli straordinari, se necessario.

Sai, con i tempi che corrono….

 

riferimento: virgilio community ‘invece forum’

teste tagliate e carrozzine giù dalle gradinate

 

Ogni rivoluzione ha le sue caratteristiche storiche. Questa che attraversiamo è curiosa: niente piazze in rivolta sanguinosa e picche e bastiglie e teste tagliate e corazzate sul fiume e carrozzelle che cadono giù dalle gradinate.

Niente. Solo uno sciopero dei consumi, – neanche proclamato come parola d’ordine, bensì attuato in proprio, nella solitudine del proprio stato sociale e di famiglia che si fa i conti in tasca e decide di tagliare qua e là, dove si può.

 

Un calo della domanda, lo chiamano gli economisti e li spaventa più di una piazza in rivolta, più di una ghigliottina eretta sotto ai palazzi del potere. Che buffo.

Falliscono le banche che truffavano i risparmiatori coi titoli-spazzatura, vanno diserte le aste giudiziarie -pur convenientissime- dove si vendono le case rubate a chi il mutuo non riusciva più a pagarlo e fabbriche non più produttive mandano a spasso i lavoratori dipendenti: una rivoluzione atipica, oggettiva.

Per quella soggettiva -che organizza i soggetti e gli dà volti e parole d’ordine e li guida all’assalto dei palazzi d’inverno- sembra non ci sia più ‘luogo a procedere’, salvo che in Thailandia dove il puzzone di cui si contesta il malaffare assomiglia tanto un Tale di nostra conoscenza molto amato dai suoi tristi elettori per le sue gags e giocosità e carinerie e ministre di governo esemplari per le ‘pari opportunità’ che additano alle generazioni future.

 

Davvero viviamo in tempi nuovi e diversi e non è la fame vera e propria (quella delle siccità africane e degli stenti) a muovere l’esercito dei diseredati in guerra verso le trincee della ricchezza, bensì l’inquieto tarlo nascosto in un benessere diffuso e globale che si teme di perdere per gli eventi incontrollabili di un’economia caotica.

Sono le rivoluzioni del terzo millennio -che magari finiranno in un bicchier d’acqua dopo un anno di sù e giù delle borse e qualche fabbrica chiusa, ma presto riaperta per l’improvviso stormir delle foglie di una vigorosa ripresa economica.

 

Confesso che un po’ di nostalgia per le sane, robuste, rivoluzioni d’antan ce l’ho: così chiare nei loro momenti di partenza e straordinarie in quelli di arrivo: i diritti dell’uomo e del cittadino e le ardite proclamazioni di paradisi ‘comunistici’ – pazienza se utopici e di difficile raggiungimento.

 

Erano luoghi storici (quelle rivoluzioni) che confortavano la mente perchè assomigliavano e si equiparavano in qualche modo a quello che esclamavano spesso i nostri vecchi: ‘Eh, ma se c’è una Giustizia…!’

I nostri vecchi la pensavano in Cielo, metaforica Giustizia che si invoca quando quella terrestre è pensata irraggiungibile.

La nostra giustizia di postmoderni, invece -quella che metterà in gioco il futuro di paesi del terzo e del quarto mondo e milioni di diseredati- pare non essere ancora alle porte di questa crisi economica che ci spaventa perchè -partita dal malaffare finanziario dell’Occidente scoppiato in una gigantesca bolla speculativa- davvero non sappiamo quando, dove e come andrà a finire.

e ci spaventa a morte, il malnato!

 

Marrano, malnato, ci spaventi.

Ci spaventa, il malnato, il Tremonti (non gliene bastava uno, tre ne ha voluti), coi suoi toni di evocazione di disgrazie bibliche e l’appello agli uomini di buona volontà in queste ore (e giorni e mesi, forse anni) gravidi di annunci terribili e nefasti.

Serriamoci a coorte, italiani e italiane, dice il malnato, l’ora è grave.

Ma allora, quell’altro suo mandante, sua maestà soavissima e fanciullesca, perchè diavolo gioca a rimpiattino colla Angela in un’ora ‘si grave, – bonariamente rampognato come un monello un po’ coglione (si sa, l’Europa è come una classe di scuola media: coi suoi bulli e i coglioncelli scherzosi).

Non ce la raccontate giusta, voi ministri di pari opportunità e sottosegretari sempre osannanti alla valentia pinocchiesca del Capo.

Non c’è nessuna crisi, confessatelo, ve la siete inventata di sana pianta. E’, invece, il ‘bausettete’ berlusconiano fatto agli italiani tutti e al mondo intero per poi dire ‘ma si faceva per scherzare, ovvvia! ma come siete permalosi!’.

E gli son fatti ‘osì, e gli son fatti, questi malnati di destri gio’osi. E il paese di Bengodi e la Fata Turchina oh non son tutti domiciliati in Tos’ana, maremma maiala!?

Eddai! edichecaxxo di crisi andate parlando con ‘codesti toni!?!

Ci avete spaventato, marrani.

Uno spavento e una strizza che per poco non ci restavamo, ovvoi malnati! E gli son scherzi da fare e gli sono!?

l’amore che inebria (e fa soffrire)

 

‘Che l’amore ci inebria e ci fa soffrire è tutto quello che sappiamo dell’amore.’

 

E’ una citazione che ho rubato chissà dove – di una tale solare evidenza da stupire.

Mi è venuta in mente stamattina, seguendo il corso di una musica incongruamente allegra e ho ricordato il sogno fatto stanotte: una stanza ben arredata, poco mobilio di pregio, qualche foto, un pianoforte e il silenzio mattutino che invogliava a indovinare le vite e i silenzi e i pensieri segreti di chi la abitava.

Di fuori, una natura spettacolare avvolgeva la casa di un languore suo malgrado malato: assenze e nostalgie – ciò che ci manca ha un peso maggiore di ciò che abbiamo e gestiamo nella quotidianità.

 

Era la casa di due belle persone -belle davvero e intelligenti e solari ciascuna per sè- le cui vite avevano cominciato a divaricare piano negli anni: figli ormai grandi e quei languori segreti dei giorni nuovi che ci imbrogliano gli occhi e ci fanno osservare le creature più giovani che abitano la terra come oggetti del desiderio.

Comincia sempre così e non possiamo farci niente: questo è quel mondo e i desideri nostri sono caotici e sregolati di(a) natura:fsex.jpg madre e matrigna – follia di Eros che accende le vite e le fa vibrare, ma altre ne adombra di una luce gialla che ammala.

 

Il sogno faceva seguito alla notizia di un dolore così forte da non poterlo tollerare e ricordi terribili hanno agitato la mia mente e uguali moti dell’animo nostro e passioni (già lontane) e angosce che mi facevano scrivere:

         5/03/01

                                     Tu, amore infinito,

finito sugli scogli

dell’insufficienza,

mi batti sulle tempie,

pulsi come un alfabeto

morse e forse mors

è la parola trasmessa,

da nessuno intesa,

lasciata

al suo etereo nulla

perchè niente muore

del tutto e basta

un’altra parola

uno sguardo insistito per dire

che ancora siamo tutti in questa luce

senz’ombra, in questo mare

di occhi accesi a cogliere scintille

                                     di vita nel chiuso limbo dei ricordi..

democratici da tre palle un soldo

Vandalo, Vandalo, perchè ci perseguiti?

Non puoi avere l’opposizione che piace a te, è un non-senso.

Chi si oppone dice a chiare lettere quel che pensa e che costituisce le sue convinzioni profonde.

E attacca coloro che ritiene ‘nemici’: del buongoverno, della democrazia, della semplice dignità del vivere associati e dell’essere cittadini onesti che pagano tutte le tasse (prima di protestare).

Dovresti fare e dire come Voltaire -che dichiarava di voler dare la vita perchè i contrari di fede potessero avere la libertà di dire la loro liberamente.

Tu, invece, vuoi ficcare la gente in gabbia e appenderla fuori dai muri delle città.

Ma si può essere più…… (è indetto referendum per la definizione più adatta)… di così?

Se poi ci sono i riscontri del caso….. E di riscontri ce ne sono, Vandalo, ce ne sono a iosa.

Ti ricordi la Donatella che, assunta in Rai (provenienza Mediaset), concordava palinsesti di comodo cogli amici degli amici perchè venisse data prevalenza di visione e ascolto al suo padrone di denari anche in occasione della morte del papa?

E’ notizia solo dell’altroieri e tu e i tuoi accoliti ridicoli l’avete già dimenticata? E continuate a sorprendervi e indignarvi degli ‘attacchi’ che vengono rivolti al puzzone di sempre, al Barabba impunito – grazie alla rete di protezione che gli avete avvolto intorno voi elettori ‘da paura’, democratici da tre palle un soldo.

Ma fateci il piacere!!!!!!

riferimento: virgilio community ‘ invece forum’

i duellanti

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C’è un film negli archivi, bellissimo, ‘I duellanti’, di Ridley Scott, se non erro, che racconta l’eterno duello che i due protagonisti sono costretti a riproporre nei tempi diversi della loro vita finchè morte non li separi.

E onore ai morti perchè finalmente morti. Capita al bravo Curzi, chissà, forse capiterebbe anche a Berlusconi, se un qualche accidente ne spezzasse il filo della Parca (so che qualcuno di là, leggendo ciò, tiene ben strette entrambe le mani sugli attributi per scaramanzia; senza il Berlusca gli viene meno il ‘sogno italiano’ -che è altro da quello americano- e ne seguirebbero suicidi a catena e i forum su internet andrebbero diserti in un colpo solo).

 

Una lapide che restauri i ritratti malandrini della vita trascorsa pare non si neghi a nessuno: ‘marito fedele’, ‘padre esemplare’, ‘imprenditore inesausto’ – e pazienza se il suo bell’imprendere passò per le amicizie sospette di corruzione coi socialisti ambrosiani prima e gli emeriti presidenti del consiglio dei ministri pentapartiti poi, bastonati da Mani Pulite e dagli odiati ‘manettari’.

 

Per tornare ai duellanti: è chiaro che ci siamo necessari, che siamo costretti a sguainare le spade ogni volta – perfino se immemori del motivo del contendere. E’ un fattore esistenziale, una coazione a ripetere, un ruolo pre-assegnato come nei film i ruoli di buono e di cattivo.

Come potrei esistere io, che mi identifico col protagonista di ‘Ritorno al futuro’, senza il mio deuteroagonista ‘cane pazzo’ che finisce ruzzoloni nelle vasche del letame ad ogni nuovo episodio?

E il Vandalo: che risalto avrebbe nelle sue ardite contese verbali senza la sferza creativa di Castro(casteldi) o il fraseggio asciutto-asciutto -quasi colpi di pistola- di Creaxxx, questo suo sconosciuto, icastico rivale?

 

Dunque duelliamo e, nel farlo, proviamo a metterci qualche colpo ardito e nuovo, qualche eleganza di passo e volteggio e fraseggio che piaccia a chi ci guarda o ci legge perchè, cari i miei duellanti, ‘noblesse obblige’ e forse questi nostri duelli resteranno negli archivi virtuali per l’eternità e abbiamo quindi un obbligo verso i posteri di un bel dire/duellare: con arte, con maestria ed eleganza, senza sbracare, senza ricorrere a colpi bassi e mancini – che non sarebbero compresi e giustificati dai bis-bisnipoti.

Contegno, soprattutto, contegno e, una volta sguainate le spade, mettercela tutta e non dimenticare l’inchino nel finale (se ancora in vita) -come si conviene a duellanti di una certa finezza e accorto sentire e bello.

farmacisti e veleni

 

Chi maneggia i veleni dovrebbe saperlo che -senza adeguata protezione- può scottarsi le dita – e se, inavvertitamente, le porta alla bocca muore.

Ma gli apprendisti stregoni del partito delle libertà (triplo sic) sono animati da una tale frenesia di potere assoluto da cadere nelle fosse delle loro stesse trappole.

Così è stato per l’elezione dell’ennesimo furbetto del quartierino, tale Villari: democristian-mastelliano di formazione – per dire che, se gli avviene di mordere la polpa per un qualche insperato regalo del partito di Sua Maestà Piffero Primo, la robusta mascella di predatore notturno di savana non gliela schiodi più.

 

E adesso che faranno i valentuomini reggipalle di Sua Maestà? Con una crisi economica che incarognisce ogni giorno di più, una parvenza di ‘dialogo’ con l’opposizione era necessaria, ma i Giuda, si sa, sono tali versus destra e versus sinistra. Gente senza morale come i loro mandanti.

Perciò, il Villari mastelliano, – fototipo dell’imbroglione italico che si beffa degli imbroglioni che lo hanno eletto -, si arrocca sulla torre e butta di sotto l’olio bollente anche sui soldati di Sua Maestà che gli gridano di arrendersi e aprire i pesanti portoni della Vigilanza rai.

 

Bisogna dire che li sanno scegliere bene i Giuda da prezzolare, i reggiborsa di Sua Maestà, ma forse non hanno calcolato bene il prezzo da elargire. Forse non basteranno altri milioni di euro e promesse di un posto da futuro sottosegretario per far scendere dalla cadrega il malnato.

Il Villari calcola che il governo duri e che la vista che si gode da quella torre alta sia impagabile.

 

Un altro passo in avanti verso quella guerra all’arma bianca tra eserciti schierati a battaglia campale che si preannuncia con grande fragore di trombe.

 

la civiltà di dialogo, mio caro…

No, Vandalo, non è una domanda la tua, tu non fai domande e non ti poni interrogativi se non retorici e che si smentiscono da soli.

Accusi chi ti è contro -per il complesso delle sue idee e la passione che ci mette ad esprimerle- di non aver a caro il ‘confronto delle idee’ e trascuri di dire che la virulenza delle nostre risposte nasce dal tuo dirci ‘sinistrati’, ‘salottieri’, ‘fuori dalla realtà’ e via elencando dei tuoi lessici familiari ben noti a tutti noi del forum.

E Veltroni, il capo dell’opposizione, per te e i tuoi sodali patibolari, il pistolero in testa, è un”ameba’, uno ‘sbruffoncello’, uno che dovrebbe ritirarsi dalla politica, giusto perchè è il capo dell’opposizione.

E Di Pietro è un ‘manettaro’ -giusto perchè sottilinea una cosa che è chiara a chiunque abbia seguito l’irresistibile ascesa di Berlusconi in politica: che il vostro campione si è comprato la politica e ‘compra’ coi denari di Giuda  i senatori dell’opposizione che gli servono a far cadere i governi e si vota da solo il presidente della vigilanza rai che va bene a lui perchè lo vuole morbido e soffice (con sospetto di preventivo accordo sottobanco), ecc. ecc.

Così è per i sindacati che piacciono a lui, ricevuti a casa in cena privata -come ha precisato in tivù. Da sbellicarsi dalle risa.

Ti (vi) basta?

Ti sembrano, quelle suesposte, premesse di un dialogo civile, di una tregua delle armi possibile e praticabile in questo paese di infami (che non lasciano fama)?

O non siamo, piuttosto, seguendo questa china fatale, alla vigilia di una nuova ‘critica delle armi’ perchè le ‘armi della critica’ sono spuntate di fronte a tanta arroganza di potere e di governo?

Dopo il naufragio di Mani Pulite e la nobile illusione che in politica ci va solo chi ha la fedina penale pulita ed è animato da civismo e desiderio di fare il bene della nazione restava l’ultima spiaggia che il ‘popolo del disincanto’ che si era radunato qui nel forum -con Eulogos quale suo padre nobile e capointesta- avesse convinto tutti, anche a destra, a non votare i puzzoni al parlamento della repubblica, ma così non è stato.

Elezioni blindate e senza preferenze e gli avvocati del premier sempre in prima fila a votare le leggi ad personam e soubrettes graziose fatte ministre di ‘pari opportunità’. Hai letto bene? ‘Pari opportunità’. Non è abbastanza beffarda la definizione per quella valente ‘signorina’ in carriera?

Tutto ciò ti pare premessa di un dialogo più civile, secondo i tuoi di intendimenti, caro il mio Stilicone?

Niente Veltroni e niente Di Pietro perchè con quelli non si ragiona e non sono l’opposizione che piace a sua maestà. Va bene così? L’opposizione ve la scegliete voi -dopo esservi comprata la politica e aver piazzato i vostri servi sciocchi in tutti i centri nevralgici? Ma ci faccia il piacere!!!

E -grande finale!- ti pare premessa di dialogo civile l’aver scelto come nickname ‘il Vandalo’, nomen omen?

crisi e pestilenze

 

Le grandi catastrofi mi affascinano. Da sopra le alte vette mi piace osservare le cime delle montagne e immagino i cataclismi che le hanno generate: i cozzi spaventosi delle zolle tettoniche, il fondo dei mari che emerge dalle acque e si fa vetta aguzza a toccare il cielo, i terremoti, le eruzioni vulcaniche sanguinose di lapilli e ceneri arroventate.

Così potete immaginare quanto mi affascini la presente e viva crisi del capitalismo globale colle eruzioni già avvenute e quelle annunciate, le miserie incombenti, le merci invendute, la fabbriche che rallentano la produzione o la smettono del tutto, le famiglie che a Natale si regaleranno focacce di pincia (pane vecchio intriso di latte) con le uvette (o forse senza uvette: troppo care).

 

Insomma è un cataclisma bello e buono quello che abbiamo sotto gli occhi e se ancora non andiamo mendichi di valle in valle e lungo le strade di città oscurate (perchè non ci sono soldi per illuminarle) è perchè ci avanza ancora qualche risparmio (sotto i cuscini, non più nei conti correnti bancari) e le materie prime, vivaddio, sono calate di prezzo (a parte la pasta) e non tutto il male vien per nuocere – se pensiamo che l’ambiente tutto ringrazia per l’insperata diminuzione delle polluzioni relative alle fabbriche iperattive, ci sono meno macchine per le strade e i cervelli di tutti sono impegnati a scrutare il futuro e a ridisegnarlo secondo scienza e coscienza.

 

Già perchè non tutto il male vien per nuocere e le fabbriche si disfano di manovalanza inoperosa e si rilanciano chissà che investimenti di nuove tecnologie future e già si ascoltano artigiani e piccoli imprenditori esigere che si rivedano gli studi di settore – che, lo ricordiamo per chi si fosse messo solo ora in ascolto, fanno si che i bravi imprenditori paghino sovente meno dei pensionati al minimo.

Insomma, ce n’è da osservare di roba interessante in quest’autunno che incede e annuncia un inverno di stenti e tormenti ( e forse armenti di gente che tornerà al paese nel loro sud di origine e si occuperà di pastorizia).

 

Ma la crisi mondiale non ci fa paura. La attendiamo a piè fermo e coscienze tranquille di aver tutti operato per il meglio e se non sappiamo come fermarla e governarla è perchè ancora non abbiamo dimestichezza colle magiche bacchette da apprendisti maghetti e semidei ordinatori.

Ma in fondo, via! abbiamo visto guerre interminabili e attraversato pestilenze che dimezzavano le popolazioni. Questo provvisorio ritorno alle origini del disordine sociale non ci deve spaventare.

Ne usciremo rinvigoriti e pronti a un altro cinquantennio di magnifiche sorti e progressive.

Tutto sta tener duro e il timone sempre fisso sulla stella polare.

Le terre nuove di noi baldi esploratori del futuro ci aspettano e qualche continente nuovo, chissà, forse non è ancora stato scoperto, in barba agli occhiuti satelliti.

Buona crisi a tutti.