Archivio mensile:giugno 2006

vizi privati e pubbliche virtù

Qualunque idea ognuno di noi abbia sull'opportunità delle intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura inquirente e sul loro costituire fonte di prova o indizio grave nel corso dei processi, converrà con me che é indubbia una loro utilità sociale poiché forniscono informazioni preziose su chi é chi, quale senso della moralità pubblica e privata lo animi e quale uso esso faccia della cosa pubblica -nel caso di persone che hanno voce e ruolo in politica.
Che un tale Sottile, capo dell'ufficio dei portavoce dell'onorevole Fini, abbia indotto una soubrette al meretricio col fine di aprirle una luminosa carriera televisiva é storia antica, storiaccia di piccolissime virtù private e pubbliche che si ripete uguale nei secoli, ma non é -non dovrebbe essere- meno sconvolgente per i cittadini sapere che quei tali hanno consumato il loro turpe commercio anche dentro gli uffici della Farnesina, una delle case pubbliche degli italiani, la sede del ministero degli esteri.
L'indegno funzionario, il suo capo e il governo tutto -il governo degli affari privati del signor Berlusconi Silvio- sono stati dimessi dal voto democratico, evviva! ma siamo ben lontani dalla certezza che sta per cominciare una stagione di nuova e diversa moralità pubblica e privata (le due cose sono una, evidentemente: non si é galantuomini in privato e farabutti in pubblico e viceversa).
Dovremmo mandare a dire al ministro Mastella, tutti noi cittadini di questa repubblica, che il solo provvedimento 'bipartisan' che si dovrebbe assumere é quello di escludere dalla competizione elettorale chiunque sia stato condannato per reati di qualsivoglia natura, dimissionando per decreto legge coloro che siedono in Parlamento o hanno ruolo di governo con uguale curriculum penale.
L'idea di mandare in Parlamento i Barabba di destra, sinistra o centro, perché sia prolungata l'immunità garantita fin lì dai loro avvocati é idea tragica, tragicamente italiota.
A nord della Alpi, coloro che sono stati solo indagati per un qualche reato abbandonano l'attività pubblica per rispetto degli elettori e per meglio difendersi dalle accuse in pubblico processo; da noi si compra la politica coi soldi e si dà vita a un populismo mediatico al fine di mettere sotto scacco la magistratura inquirente e l'idea stessa di giustizia uguale per tutti.

di codici e passioni

Ho visto al cinema il ‘Codice da Vinci', versione Indiana Jones del libro di Dan Brown. Non capisco il senso e il perché delle polemiche che l'hanno preceduto e seguito. Si tratta di un fumettone cinematograficamente riuscito, la storia cattura, ha la giusta suspense e molti colpi di scena, come d'obbligo di questi tempi; quanto alla verità storica Dan Brown se la ride sotto i baffi, dall'alto dei milioni di dollari che ha guadagnato e continua a guadagnare per aver messo il naso dietro le quinte della storia ecclesiastica e della struttura di potere che l'ha sostenuta e la sostiene.
Il ‘Codice da Vinci' è l'altra faccia, il lato oscuro della luna nella storia della Chiesa cosi come  ‘La Passione' di Gibson ne è la traduzione pulp e splat, pellicola per palati abituati ai gusti forti che segue pedissequamente  il copione della storia ufficiale, quella tracciata nei molti concilii e difesa a spada tratta fino ad oggi: Cristo è figlio di Dio ed é morto sulla croce per espiare i peccati dell'umanità.
Le malefatte storiche di chi ha affermato nei secoli una verità assoluta, indiscutibile -sia essa  profezia e rivelazione islamica o induista o cattolica- sono note a tutti, è verbo comune del ventesimo secolo; solo i cattolici ciechi e sordi e gli islamici e gli induisti fondamentalisti non le vedono o, se costretti a vederle e udirle,  le respingono con furore e immenso sdegno.
Seguono le fatwe: le condanne a morte degli empi e degli infedeli, così come in occidente, qualche secolo fa, si bruciavano le streghe e gli eretici e si esiliavano ed espropriavano gli ebrei.
Se un difetto può esservi nel resoconto storico su cui è basata la fiction de ‘Il Codice da Vinci' è nella lunghezza dell'excursus e nella feroce sintesi che, inevitabilmente, ne fa.
Ogni momento storico evocato della lunga storia della Chiesa meritava un approfondimento, un film a parte, cito solo il concilio di Nicea e il regno di Costantino, durante il quale la religione cattolica assurse al rango di religione di stato e cominciarono le dolenti note dell'intolleranza contro gli dei pagani, la distruzione dei templi e la persecuzione a rovescio, nei luoghi dove i convertiti alla religione del dio unico diventavano maggioranza vociante, intollerante  e rabbiosa.
A differenza di quanto fanno i cattolici ferventi, e i loro vescovi, consiglio a tutti di andarlo a vedere. Vi appassionerete alla storia e ai profani sarà detto di che lacrime gronda e di che sangue la storia delle verità ufficiali, indiscutibili, ‘rivelate'. Non è cosa da poco.
Chi poi intendesse approfondire questo aspetto o quello, questo o quel momento storico ha a disposizione molti libri sull'argomento custoditi nelle biblioteche pubbliche e private. Buona lettura.

vite e viti

Sempre mi hanno affascinato le viti. Non gli alberi da cui prendiamo l'uva, che pure hanno il fascino di paesaggi idilliaci e di sapori sapienti e millenari, bensì quelle piccole cose di metallo tornite a spirale che supportano mensole, armadi, attaccapanni e altri oggetti nelle nostre abitazioni.
La spirale di metallo che si scava tana nel legno o nella plastica dei tasselli ha lo stesso disegno delle rotazioni dell'universo: galassie e altri oggetti celesti si avvitano a spirale, spiraliformi sono certune conchiglie marine di cui si é scritto che rispondono a uguali rapporti matematici delle consorelle gassose che formeranno le stelle.
Anche le nostre vite sovente si avvitano in una concatenazione di eventi che ci trasportano inesorabilmente altrove, lontano da ciò che avevamo desiderato prima che un certo movimento delle vite nostre iniziasse. Fermare la spirale negativa é il proposito che ci sorregge, a volte, e una vite senza fine di circostanze avverse può indurci a commettere azioni malvage, se ci lasciamo trascinare in ambienti e storie di passione e dolore, come ben racconta il bellissimo film di Woody Allen che trovate in questi giorni nelle sale.
Anche gli eventi della politica nostrana si avvitano a spirale e sfociano altrove, negli universi nuovi e diversi del futuro prossimo.
Riuscirà Silvio Berlusconi, amatissimo premier della repubblica delle banane a lui titolata, a sottrarsi al suo destino di sconfitta elettorale prossima ventura?
E che farà dipoi, ormai salvo dai processi avversi per procurata prescrizione e leggi ad hoc che lo hanno mandato assolto?
Farà il pensionato ricco e omaggiato dalla folta corte dei servi che gli ha dato fama e maggiore ricchezza? O un nuovo processo per corruzione o falso in bilancio commesso in Spagna lo costringerà ad andare esule nei Caraibi, emulo dell'amico e sodale Craxi Bettino che gli ha garantito soldi e ricchezza sporca di tangenti all'epoca della costruzione dei quartieri Milano 1 e 2?
Vite e viti hanno disegni uguali e i destini si avvitano a spirale nei muri della Storia, disegnano il bene e il male, lo stolto e il saggio, l'orrendo e ciò che chiamiamo il poetico delle esistenze. Una grande poetessa nostra contemporanea, Patrizia Valduga, dedica una sua raccolta di poesie a 'tutti coloro che combattono i Berlusconi della terra', per dire di un genere d'uomo abominevole, spregiudicato, mentitore professionale, com'é d'altronde Bush e prima di lui Pinochet e ogni altro politico che abbia noncurato la nobiltà del servizio che ogni cittadino deve alla polis, alla comunità dei cittadini di ogni luogo della terra che abitiamo e tempo.

In Cile hanno eletto presidentessa una signora che é stata torturata ed esiliata dai militari idioti servi di Pinochet. Suo padre, generale dell'esercito cileno, é stato ucciso in carcere. La madre é stata torturata assieme a lei e il fidanzato, costretto dalle torture, é diventato un delatore, consentendo arresti e gli omicidi degli oppositori politici.
Da quelle sue vite lontane di tragedia cupa, la signora Bachelet emerge oggi nel trionfo della vita nuova del suo paese.
Lula in Brasile e Morales in Bolivia affiancano Chavez nel Venezuela, senza che la Cia americana riesca a dar vita a nuovi golpe e governi favorevoli a una politica estera asservita agli interessi degli Usa.
Se é il segno di un'epoca nuova per l'America latina ce ne rallegriamo e uguale segno auspichiamo per il paese che abitiamo. Italia forza, ce la possiamo fare.

^  inizio, con questo mio post, a ripubblicare  post già editi che, nel confronto coi tempi mutati, acquistano un particolare sapore.