Archivio mensile:ottobre 2004

e la nave va

La visione é di quelle che attrae inevitabilmente gli sguardi: due sode masse carnose in lento movimento, separate da un filo nero che scompare al centro e segna il punto di cesura delle due sfere e nasconde quella che Monet chiamò 'l'origine della vita', effigiandola da par suo in tempi non sospetti di tolleranza. Se ne vergognano ancora di quel quadro, per la verità, dal momento che l'hanno chiuso in uno spazio separato della grande sala d'esposizione, un separè simile a quello che, nei negozi di noleggio video, pudicamente isola il reparto del porno. La ragazza non sembra per niente a disagio nel suo muoversi da un punto all'altro dello spazio comune al cui centro é la vasca della piscina -poco più che vasca da bagno dove si tuffano i bambini che strillano impuniti- né sembrano esserlo tutti gli altri: una trentina di persone, tutte variamente discinte, chi sdraiato sul bordo della vasca, chi seduto in prossimità degli oblò che mostrano il blu increspato di onde spumeggianti del mare Adriatico che attraversiamo con esasperante lentezza.


E' ben vero: la nudità é uno schiaffo al torpore del desiderio, ma lo choc dura poco; una volta metabolizzato lo scandalo delle prime rivelazioni un culo nudo (tale é quello che un 'tanga' non copre) diventa solo una forma tra le tante di quelle che si offrono indifferenti allo sguardo. Costumi da bagno neri, turchese, giallo paglierino, ricoprono carni flaccide, cellulitiche.


Vecchie signore sessantenni e oltre hanno a fianco i mariti altrettanto sformati, entrambi intenti alla lettura di un libro, rivista, dépliant che informa di un aumento dei costi delle cabine e del trasporto delle vetture a causa del vertiginoso aumento dei prezzi del barile di petrolio. La guerra in Iraq é finita da un pezzo, ma dura lo stillicidio dei morti e dei feriti negli attentati che si susseguono alle caserme e agli oleodotti. Certe guerre non finiscono mai, a scuola, da bambino, ero impressionato dalla 'guerra dei trent'anni' che si combatté in Europa secoli fa.


La massa carnosa in lento movimento va dal bancone del bar verso la sua postazione ai bordi della piscina. Non ha più di vent'anni, ad occhio. La ragazza si siede allato di un uomo che si intuisce essere alto di statura e gonfio nel torace. Il suo compagno si guarda attorno e mostra un viso fiero, maschio, di quelli che 'non devono chiedere mai'. Mi ricorda un gallo quando sbatte le ali e si drizza tutto coi bargigli gonfi e lancia attorno il suo chiricchichi. Stavolta, nel lento passaggio della fanciulla in fiore, qualche sguardo di troppo si é alzato dai libri: occhi curiosi hanno sbirciato il muoversi lento, (studiato?) delle masse carnose sode, perfette, fino al momento in cui la sedia di plastica si é mangiata il culo ignudo.


Ora la fanciulla mostra ai curiosi il bel ventre, peraltro coperto fino all'ombelico. Una sorta di legge del contrappasso si applica alla moda del momento: per una superficie impudicamente esposta, un'altra deve essere coperta, abbiamo visto sfilare in passerella modelle ignude, vestite solo di una collana o di un paio di scarpe, ma erano provocazioni.


Qualcosa di perverso deve allignare nella mente degli stilisti che coprono e scoprono gambe e inguini a loro piacimento, costringendo legioni di giovani donne ad allinearsi.


La nave va, lenta e sussultante come un grosso condominio in preda agli scotimenti di un ricorrente terremoto di bassa intensità. Dal grande camino dipinto di verde marcio escono venature di fumo delle macchine che pulsano obbedienti. Grossi pistoni allineati si alzano e si abbassano con regolarità cronometrica. Nella sala macchina non ci sono più i visi coperti di fuliggine dei transatlantici di inizio secolo, al massimo mani sporche d'olio, capaci di regolare il minimo o di far andare al massimo i prodigiosi motori. Sul pavimento, lungo la scia del fumo, si disegna uno strato scuro di molecole della combustione. I mozzi hanno dipinto il pavimento di recente, mano su mano, senza mai scrostare e allisciare e l'effetto si vede. I grassi ufficiali li osservano lavorare distratti. Il servizio lascia a desiderare, a volte, ma delle poche lamentele non tiene conto nessuno. Finché si parte e si torna pieni di gente i profitti sono garantiti e gli armatori sono tolleranti. Certe navi invecchiano male, come le persone, esiste un cimitero delle navi mitico come quello degli elefanti?


Una giovane madre coi capelli stopposi, corti, apostrofa il figlioletto esuberante che si tuffa ripetutamente, schizzando l'acqua sui bordi della piscina e sui corpi distesi al sole, tolleranti. La maggior parte sono maschi villosi nel petto, muscolosi, tozzi, chissà perché madre matura li ha voluti così, i maschi, e le femmine, invece, leggiadre, aggraziate, tonde e lisce, non tutte, naturalmente. Nuvole di terra riempiono l'orizzonte lontano e spariscono, lasciando spazio ai colori diversi del cielo e del mare dell'ora che volge al disio.


'Gli dei torneranno', ha scritto qualcuno sul muro di una palazzina in disarmo che affaccia sul molo di Patrasso, sarà vero?


Il dubbio che mi attanaglia é che siano mai apparsi, che ce li siamo sognati, descrivendone le epopee nelle leggende che ci tramandiamo di generazione in generazione, li abbiamo vestiti con corpi di uomini e donne bellissimi, splendenti di eterna giovinezza, idealizzazioni di questi che osservo seduti o distesi nel solarium affocato per il sole non temperato dagli aliti del vento.


E' la metà di giugno, ad Olimpia hanno dato fuoco ai crateri, le città sono state abbellite quanto si poteva, miracoli non ne fa nessuno, la viabilità di Atene e del Pireo é sensibilmente migliorata, la Grecia é in Europa a pieno titolo, il secolo del suo  e del nostro tormento si é chiuso, il futuro si avvia a incominciare, il futuro ricomincia ogni volta.


Un bambino biondissimo, ignudo, mi corre tra i piedi inseguendo il suo giocattolo, é lui il futuro della nostra umanità che si rinnova, lui non ha memoria degli orrori del secolo che si é chiuso. Era il 1935 che le camicie brune dell'imbianchino austriaco levavano il braccio nel caricaturale saluto al Fuehrer e lo imponevano ai passanti, il padre di questo frugolo aveva dieci anni quando il nonno perse la vita in combattimento e la madre fu stuprata dai soldati russi occupanti le città tedesche, la nostra storia é anche questo, il frugolo biondo mi parla nella sua lingua, sorride, é una lingua che é stata lugubre, terribile a udirsi, eco stupida di un caporale folle che ha allineato un'intero continente ai suoi deliri e ucciso milioni di persone, la ragazza dalle belle masse carnose torna a ripassare col bicchiere vuoto in mano, stilla desideri il suo muoversi aggraziato, va a gettare il bicchiere nel bidone riservato alla plastica, anche in nave si fa la raccolta differenziata, carta e vetro in altri bidoni, la nave va, i bagnanti si annoiano, il bambino tedesco ruzzola sul pavimento bagnato e si rialza frignando, qualcuno gli lancia la sua palla, torna a ridere e a correre, l'orizzonte di cielo si oscura nuovamente di un'altra nuvola di terra, la storia é cambiata, forse é vero che gli dei torneranno.