Piglia, pesa, incarta e porta a casa

Se il governo italiano ha sentito la necessità e l’urgenza di mandare in onda una ‘pubblicità progresso’ contro il dilagare su internet delle supposte ‘fake news’, (le notizie false per chi aborrisce l’uso e l’abuso della lingua di Albione e dice ‘location’ invece che ‘luogo’) vuol dire che queste dilagano irresistibilmente e hanno un loro vasto pubblico – e non basta a contrastarle la puzza al naso dei colti trinariciuti che si lamentano dei troppi cretini che dicono la loro sui ‘social’ e dei ‘leoni della tastiera’ che impazzano e magari raccolgono decine o centinaia di ‘mi piace’.
E, forse, questa pubblicità progresso è campagna europea che denuncia la perdita di peso politico e il deficit di autorevolezza dei presenti s-governanti da tre palle un soldo che hanno sulla coscienza le nostre vite blindate e la responsabilità di aver lasciato crescere smisuratamente dentro le nostre città le maledette enclaves delle periferie da cui partono e trovano tana i troppi ‘radicalizzati sul web’ assassini di importazione.
Ma ciò che non capiscono i trinariciuti con la puzza al naso (non vogliono capire – il loro è un mondo a parte, una località di residenza esclusiva, l’asettico regno delle menti elette) è che ‘il medium è il messaggio’ – come ben affermava il Mc Luhan buonanima, e internet, per la sua struttura ed essenza di veicolo di ogni cosa conoscibile è, si, un medium ‘sporco’ – dove trovi di tutto e di più: le stelle e le stalle, – ma, a differenza di quell’altro medium oltremodo sporco e corrotto dal dominio dei partiti di s-governo che è la televisione, è un luogo di libertà; anche della libertà di veicolare le bufale del malessere ‘populista’ e i suoi diarroici e logorroici ‘maldipancia’ sociali e politici- e se ne ferisci il midollo con i vani e trucidi desideri di censura governativa lo uccidi.
E chi di censura uccide sarà pesantemente castigato nelle urne, finché durerà il sistema democratico – anch’esso parecchio ‘sporco’ e sovente veicolo di falsità e di vane e menzognere promesse elettorali e misfatti e cattive politiche immigratorie e corruzioni stellari.
E risulta perfino patetica l’implorazione finale dello speaker della ‘pubblicità progresso’ contro le ‘fake news’ di riappropriarsi della ‘verità’.
La verità, già. Che è quell’araba fenice (che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa) che invano noi cittadini – gente ‘sporca’ e di basso ceto – cerchiamo nei tribunali insieme alla fantasmatica giustizia e nelle assise della politica e in televisione e sui quei giornaloni un tempo autorevoli e oggi veicolo e strame di ogni ‘Passator scortese’ – re dei partiti di s-governo e principe degli imbonitori della peggior risma a cui avanza di rimproverarci le supposte ‘fake news’.
Tu vedi da che pulpito vengono certe prediche. Fanc…

Cosa vuol dire “Il medium è il messaggio”?
A cento anni dalla nascita, il sociologo canadese McLuhan è ancora oggi uno dei massimi riferimenti nel campo degli studi sulla comunicazione.
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Pretesi fascismi e disastri naturali

Pretesi fascismi e disastri naturali.

La riflessione sui mali del mondo – troppi e tutti gravi – e sul fascismo che rinasce quale ‘malattia dell’anima’, come afferma affranto taluno, includerà anche quella figura di santa laica che è stata Aung san suu kyi prima di essere tolta d’imperio dall’altare della prigionia domiciliare e sbattuta viva nel groviglio di serpi che è ogni agire di governo in ogni paese, da est ad ovest e da nord a sud?

Il caso controverso delle popolazioni Rohingya, – di provenienza bengalese, dicono coloro che li cacciano e li respingono oltre confine, ma più di maledetta religione musulmana – mette a dura prova la tenuta dell’aureola sempre più sbiadita che ancora pencola a lato della testa della santa e ci dice che le migrazioni di massa dei popoli, all over the world, sono iattura e catastrofe di tsunami e vanno energicamente arginate, contenute, governate secondo le compatibilità economiche di ogni paese e gli equilibri sociali che vanno a minacciare e a scardinare. Europa docet al riguardo e ha ben ragione Aung san suu kyi a respingere gli attacchi politici internazionali al mittente e a rintuzzare stizzita il ‘ da dove viene la predica’ di chi le rimprovera il mancato rispetto dei diritti umani e si dice deluso del suo agire di governo. Chi ha viaggiato nel suo paese sa bene quanto sia potente la lobby dei monaci buddisti e quanto la religione musulmana sia vista dagli indigeni come il fumo negli occhi e foriera di conflitti futuri anche maggiori.

Il fatto è che i ‘diritti umani’ non sono un imperativo categorico assoluto, come sanno tutti coloro che se li vedono negare quotidianamente, bensì vanno considerati nella loro praticabilità storica – e i numeri sempre crescenti dei pretesi ‘aventi diritto’, siano essi profughi di ogni guerra o ‘migranti economici’ di siccità, carestie e disastri naturali fanno argine e barriera alla possibilità di accogliere e integrare nei modi che le popolazioni indigene considerano accettabili.
Malattia dell’anima, i fascismi risorgenti? Parliamone. Ma senza mai dimenticare che anche le migrazioni umane di massa sono ‘disastri naturali’ a cui si dovrebbe porre rimedio più con gli strumenti della protezione civile che con quello spirito missionario savonaroliano di chi paventa una irresistibile discesa agli inferi della presente generazione di ‘fascisti di ritorno’.

I Rohingya sono un gruppo etnico, di religione islamica, che parla il rohingya, una lingua indoeuropea[11] del ramo delle lingue indoarie, strettamente legata alla lingua chittagong e più alla lontana alla lingua bengalese. La loro origine è molto discussa: alcuni ritengono indigeni dello stato di R…
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A differenza delle migrazioni del Mediterraneo, dal volto…
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Le ragioni delle critiche e quelle delle cronache.

 

Quando si avanza una critica pesante, pesantissima, quale quella avanzata dal valente medico Gino Strada e dalla meno valente Emma Bonino sulla annosa questione dei migranti e della politica che l’Europa dovrebbe attuare e non attua, bisognerebbe avere chiare in testa le implicazioni che quella critica trascina seco ed essere preparati alla risposta nel caso qualche giornalista (raro) obbiettasse che non possiamo farci carico degli immensi problemi di un intero continente lungo il quale – fino all’ultimo, sperduto villaggio del deserto subsahariano e oltre – l’Italia ha diffuso il devastante messaggio che ‘ce la potete fare’ a violare le frontiere liquide dell’Europa col grimaldello della pietas e della ‘legge del mare’ che prescrive i salvataggi.
Salvataggi che le navi delle o.n.g – compresa quella di Gino Strada – hanno trasformato in comodo servizio navetta con prelievi giornalieri alla fonte libica e il beneplacito e la ola degli organizzatori di quel vero e proprio traffico di esseri umani – vedi le ultime cronache in merito e il deciso cambio di rotta politica di Minniti e del pd di fronte agli spaventosi numeri giornalieri degli sbarchi.

Bisognerebbe che i nostri amatissimi buonisti indignati avessero chiara in testa la conseguenza che avrebbe il riaprire la maledetta frontiera liquida di un’Italia in gravissimo affanno politico nei convegni e ‘summit’ di una Europa che aveva chiuso tutte le frontiere a nord, e l’esercito austriaco allertato al Brennero a causa della nostra cronica incapacità a chiudere e ad arginare lo tsunami africano degli sbarchi giornalieri, ong in testa nei numeri e nell’impegno profuso e degno di miglior causa.
E dovrebbero, quei Savonarola redivivi, responsabilmente considerare l’incidenza statistica che ha l’accoglienza di tutte quelle persone sul ‘dopo’ della loro presenza in Europa e sui conflitti che inevitabilmente insorgono nel confronto, a volte rabbioso, delle diverse civiltà e religioni.
Quei migranti fuori controllo, infatti, confluiscono, inevitabilmente, negli anni a seguire della loro clandestinità e difficile integrazione e mancanza di lavoro e valide prospettive di inserimento, nelle enclaves delle periferie urbane a maggioranza islamica dove trovano rifugio e tana gli assassini jiahdisti ‘radicalizzati sul web’ del disagio sociale e culturale.
Ne conseguono le farneticazioni pseudo religiose e gli ‘allah u akbar’ che leggiamo e ascoltiamo sui tiggi della sera, a campate di tre/sei mesi, in occasione di una qualche strage coi tir o coi van e i frequenti accoltellamenti di malcapitati inermi sui treni e per le strade. E’ chiedere troppo di considerare il quadro immigratorio nel suo insieme dei fatti e degli eventi che riempiono le tristi cronache di una Europa frastornata e priva di identità?

Sagunto espugnata dal politicamente corretto

Mi è capitato di ascoltare le dichiarazioni di un medico di alto livello professionale, ieri sera su rai2. Riguardavano il plasmodio di una zanzara Anopheles – e il bravo professionista era visibilmente in affanno mediatico nel tentare che faceva di smussare, negare e mezzo-affermare (qui lo dico e qui lo nego) il come e il perché il plasmodio assassino sia transitato dal corpo di una, o tutte e due, le bimbe di colore ammalate di malaria che condividevano il reparto ospedaliero al corpo della povera bimba poi defunta.
Non so, non ho visto, se c’ero dormivo.
Evito di entrare nella querelle medico/scientifica, ma sottolineo il fatto che i genitori della bimba si dicono insoddisfatti e indignati delle mancate risposte e mezze verità che su questa tristissima vicenda ci consegnano, ancora una volta, le immagini e le voci di una scienza medica e di valenti professionisti vassalli e succubi del ‘politicamente corretto’ e del terrore politico diffuso (particolarmente negli ambienti della ‘sinistra’) di dover ammettere che si, la zanzara Anopheles svolazzante in quel reparto ha fatto il suo sporco lavoro di diffusione e trasmissione del plasmodio-killer.
Che dovrebbe essere questione di scienza medica e di correre subito ai ripari e trovare le soluzioni immediate di intervento medico per evitare altri casi e una diffusione rapida della malattia, ma è, invece, un avvilente e colpevole servaggio politico che si preoccupa, in primis, degli effetti e dei riflessi mediatici e sociali e politici dum Saguntum expugnatur.
E qui Saguntum sta per la salute dei cittadini e degli ospiti di quell’ospedale.

COME SI TRASMETTE LA MALARIA ALL’UOMOLa malaria è trasmessa all’uomo dalla puntura di una zanzara Anopheles; la malattia infettiva è causata da un parassita chiamato plasmodio che la zanzara trasmet
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Il bene, il male e la fisiognomica del delinquente.

 

‘Lombroso osa sfidare il senso comune proponendo una visione della realtà del delitto che investe anche uomini di governo, parlamentari, che agiscono attraverso la menzogna, la truffa, il segno del vizio, dell’amoralità, della delinquenza (spesso legalizzata con leggi e norme fatte da loro stessi).
Oggi nessuno potrebbe sostenere la validità scientifica delle teorie lombrosiane, ma è doveroso mettere in evidenza lo sforzo e la novità del lavoro di Lombroso che, partendo dal dato bio-antropologico, ha aperto la strada ad un approccio multifattoriale che comprende anche gli aspetti sociali, su cui lavoreranno i suoi allievi Ferri e Garofalo.’

http://cronologia.leonardo.it/lombroso/lombroso.htm

Peccato per la fisiognomica del delinquente, la nota teoria di Lombroso che si è provato, generosamente, ad aiutarci nell’identificare – e, si suppone, sterilizzare preventivamente – il criminale potenziale e/o geneticamente vocato al crimine. L’ambizioso medico, infatti, estendeva la sua ricerca anche ai personaggi della vita pubblica proponendo un’interpretazione della società e del delitto, riferito non più soltanto al criminale atavico, ma a settori della vita pubblica e politica, dove nuovi reati “nuovi rami di truffa o di intrigo politico, o di peculato” crescono “quanto più la civiltà si va avanzando”.
Ve l’immaginate la rivoluzione di costume che ne sarebbe derivata e l’impatto sulla legislazione e la giurisprudenza? Senza troppo indulgere nel sogno di una società senza delitti e senza criminali – preventivamente individuati e messi in sicurezza – e surfando bravamente sopra le obiezioni e gli alti lai e le geremiadi dei talibani de noantri che griderebbero scompostamente ai nipotini di Goebbels e all’eugenetica, la mia riflessione va a una trasmissione televisiva recente che mi mostrava il viso bonario e insospettabile di Pol pot – del quale conosciamo le gesta criminali ideologicamente composte in un disegno di riforma della società di impianto demenzial-marxista covato durante gli studi universitari a Parigi ed esportato e pienamente realizzato in patria.
E pensavo a quel tale congolese, Butungu, il profugo stupratore (presunto, presunto, vabbuò), l’immigrato pietosamente accolto nel nostro paese e rifocillato e che vestiva di lusso e aveva tutto per potersi integrare e fare il bene suo e pagarci le pensioni – e, nelle foto, mostra un viso rotondo e nessun bernoccolo o protuberanza assassina; un viso che avrebbe depistato perfino il bravo Lombroso.

E pensavo alle foto e ai visi degli autori di accoltellamenti e di stragi coi tir e coi van a Nizza, Berlino e Londra e a quelli coi kalashnikov di Parigi i cui visi normali e tranquilli sarebbero sfuggiti del pari alle analisi preventive dei tecnici di laboratorio di Lombroso – e giungevo alla conclusione che davvero viviamo nel migliore dei mondi possibili descritto da Voltaire nel suo racconto filosofico ‘Candido’.
Un mondo dove il male è necessario e sempre in agguato in ogni angolo e luogo delle nostre fragili vite e la quotidiana nostra lotta di fautori del bene sociale e dell’ordine costituito e garantito è destinata a fallire mille volte – e piangiamo ricorrentemente le vittime indifese e inermi di assassini seriali e di assoluti imbecilli ‘radicalizzati sul web’ che dicono di agire in nome di un ‘dio grande’ per nascondere la loro personale pusillanimità e l’incapacità di agire per il bene comune della patria europea che ha loro riconosciuto lo ‘ius soli’.

Genio e follia”Uno studio antropologico sull’uomo delinquente, e particolarmente di quella sua varietà che chiamiamo delinquente – nato, deve di necessità prendere le mosse dai primi caratteri fisici…
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Le defaillances della memoria.

 

Fortuna che c’è la bomba. Che già da quel mò si era detto e mostrato cinematograficamente di ‘come imparai ad amare la bomba e a vivere felice’.https://filosofiaimmagini.files.wordpress.com/…/ragione-str…

E il paranoico protagonista, oggi, mutatis mutandi, è quel personaggio vagamente ridicolo e ridevole chiamato Kim il sung, – che sembra felice come un bambino che fa centro in un videogioco di guerre stellari e, invece, ha appena sdoganato una bomba all’idrogeno cinque volte più potente di quella che ha distrutto Nagasaki: tu vedi la molteplicità di visi strani e gli incastri storici di cervelli malati che assume il Cretino nella storia del mondo.

Però Kim ha il merito di averci distratto dalla querelle martirizzante sui profughi/migranti stupratori (non tutti, non sempre, va da sé) e dalla torturante tesi dei troppi talibani de noantri che, se fai tanto di rivelare lo status di immigrato del protagonista dei misfatti, ti indicano quale nipote di Goebbels di quarta generazione nostalgica e apologeta di fascismi redivivi.

Non è così e la Storia non si ripete. Al massimo si somiglia e causa gli abbagli di cui sopra, ma basta un briciolo di riflessione in più ed è facile redimersi e capire che nessun novello Hitler è alle porte e viviamo, invece, una stagione di travaglio sociale e sofferenze (e morti e feriti a centinaia sulle strade e le piazze ) che ci saremmo potuti risparmiare adottando una più accorta politica immigratoria già decenni fa che non creasse le spaventose enclaves delle ‘banlieues’ parigine e del Belgistan – e l’Australia ci aveva magistralmente indicato la via e la lotta al traffico di esseri umani e agli scafisti assassini avrebbe surrogato le ‘accoglienze’ indebite e posto un freno alle delinquenze e al ‘disagio sociale’ delle periferie urbane che ne è conseguito.

Ricordiamocene alle prossime elezioni. Le defaillances della memoria partoriscono mostri.

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I ciechi e i sordi e i pazzi

Si dice che ‘gli dei accecano chi vuol perdere’ e la miglior dimostrazione che si dà in politica oggi è quella di un pd lacerato tra chi vorrebbe tornare ai cento e cento ‘barconi’ quotidiani che arrembano sulle nostre coste e solo sulle nostre coste e chi – come l’isolato Minniti – teme per la tenuta democratica di un paese che oggi ci racconta in cronaca le storie maledette di una quantità di aggressioni sessuali.
E quelli del pd e la folla degli stolti buonisti al seguito vorrebbero che non si dicesse che sono magrebini e immigrati di prima o seconda ondata immigratoria e la ragione elettorale di questa loro pretesa di censura è chiara ed evidente ma non si può tacere l’evidenza di un dramma sociale innescato dalla follia di una politica immigratoria a sei cifre e la riflessione di Anna Bono che potete leggere più sotto spiega molto bene il perché.
Si vada al più presto a nuove elezioni perché davvero ‘sono pazzi questi renziani’ – ciechi e sordi e che annaspano e brancolano pietosamente sulla scena politica ‘dum Saguntum expugnatur’ nelle periferie urbane del troppo che stroppia e del degrado e delle occupazioni fuorilegge di case e palazzi.

Le violenze commesse dagli immigrati in proporzione…
ILGIORNALE.IT

Il troppo che stroppia. La riflessione
di Anna Bono.
Un esercito di uomini giovani e soli.
Una bomba pronta a esplodere

In Italia sono arrivati 153.842 immigrati nel 2015 e 181.045 nel 2016. Dall’inizio del 2017 al 10 agosto se ne sono aggiunti altri 98.266. Circa l’87% degli immigrati sono di età compresa tra 18 e 34 anni e sono maschi. Quasi tutti sono arrivati da soli. Le coppie, le famiglie sono poche, a meno che si tratti di profughi in fuga da teatri di guerra.
Quindi adesso in Italia ci sono alcune centinaia di migliaia di uomini nel pieno del loro vigore sessuale che sono single oppure hanno la moglie, la fidanzata lontane e vivono in condizioni che non favoriscono la nascita di legami stabili con persone dell’altro sesso: senza un tessuto famigliare, senza una occupazione, tra estranei con cui hanno difficoltà a relazionarsi a partire dai problemi linguistici, ospiti in strutture che complicano la socializzazione.
Non ci voleva molto a capire che sarebbe diventato un problema. E così è stato.
Come tutti ricordano, a Colonia e in altre città della Germania la notte di capodanno del 2015 centinaia di donne hanno denunciato molestie sessuali e le persone fermate dalla polizia erano quasi tutte richiedenti asilo e immigrati illegali. Già nel 2015 le organizzazioni non governative impiegate nei centri di accoglienza tedeschi denunciavano ripetuti casi di molestie e violenze su adolescenti e donne adulte immigrate sole, in viaggio senza parenti o conoscenti maschi.
In Svezia dal 1975 al 2014 i casi di stupro sono aumentati del 1.472%, con una impennata negli ultimi anni attribuita dalle autorità alla presenza di centinaia di migliaia di giovani immigrati. In un clip diffuso nel marzo del 2016 e di nuovo nel gennaio del 2017 il capo della polizia di Ostersund, una cittadina circa 600 chilometri a nord ovest di Stoccolma, visto il moltiplicarsi delle aggressioni sessuali nel territorio di sua competenza consiglia alle donne di farsi accompagnare da qualcuno o di spostarsi in gruppo di sera, non restare isolate. Inoltre raccomanda di fare attenzione anche lontano dai bar perché, mentre in passato le aggressioni a carattere sessuale erano quasi sempre opera di ubriachi, gli autori di quelle più recenti sono uomini sobri.
Qualunque fosse la loro nazionalità, così tanti giovani soli sarebbero comunque un problema. Lo sono ancora di più perchè provengono quasi tutti da paesi africani e asiatici in cui donne, e bambini, non hanno vita facile, per effetto di tradizioni tribali tuttora influenti.
Sono tradizioni pensate per regolamentare la vita sessuale dei componenti di ogni comunità per garantirle prole, quindi forza lavoro e continuità. Le regole variano, ma un carattere comune è che a tal fine le donne sono asservite, sottomesse, usate senza riguardo. Quel che vogliono non conta. In società in cui è lo status a determinare i diritti, quello delle donne autorizza padri, fratelli, mariti, cognati e figli a decidere di loro e per loro senza considerarle soggetti, persone, bensì alla stregua di proprietà, di risorse.
Che questa sia la condizione della donna nei paesi da cui provengono gli immigrati in Italia non è un’opinione e neanche una teoria antropologica, è un fatto provato dall’esistenza di istituzioni che autorizzano e prescrivono di disporre delle facoltà riproduttive delle donne e del loro lavoro, nell’interesse di chi le possiede e della sua comunità. A questo servono il matrimonio combinato e quello infantile, il prezzo della sposa, le mutilazioni genitali femminili, il ripudio, l’harem e il velo islamici, per citare solo le istituzioni più diffuse.
In India e in altri paesi le donne islamiche ancora lottano contro il divorzio rapido, così detto perchè un marito per ottenerlo basta che dica per tre volte “ti ripudio”. Ormai il divorzio si considera valido anche se la formula è scritta e comunicata alla moglie via e mail e messaggi telefonici (ma si discute se debbano essere tre messaggi distinti oppure sia sufficiente scrivere per tre volte “ti ripudio” nella stessa e mail o nello stesso messaggio).
Il prezzo della sposa consiste nei beni e nel denaro che un uomo deve corrispondere alla famiglia della donna che intende sposare e che diventa sua dal momento in cui ne ha completato la consegna. Le mutilazioni genitali femminili – infibulazione ed escissione sono le più diffuse, inflitte ogni anno a circa tre milioni di bambine – consentono di controllare la vita sessuale delle donne al prezzo di sofferenze e menomazioni permanenti: lo scopo è garantire che diano figli solo agli uomini ai quali appartengono.
Donne sole, donne di nessuno, donne senza uomini al fianco, donne che i loro uomini lasciano andare in giro senza curarsi di quel che fanno: dunque si possono trattare come “selvaggina”, si leggeva nel documento scritto dalle Ong tedesche nel 2015, pubblicato dal Gatestone Institute.
Ma a Rimini è successo qualcosa di diverso. Una donna è stata violentata da quattro nordafricani sotto gli occhi del fidanzato; non era una donna sola, una donna di nessuno. Questo in Africa si fa solo in guerra, come estremo oltraggio e atto di disprezzo nei confronti del nemico.”

http://www.ilgazzettino.it/italia/cronaca_nera/nigeriani_sequestrano_ragazzina_15_giorni_di_violenze_arrestati-3209731.html

http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/08/31/stupri-e-immigrati/

Ieri accadeva (31 agosto 2014)

Chissà se anche il Tirolo italiano partecipa dell’infelice divisione dei centomila e passa ‘rifugiati’ dei barconi e dove sono e cosa fanno. Se li ha accolti – obtorto collo, suppongo -, li trovi nelle città più grandi. Bolzano, di certo, dove il melting pot del bilinguismo italo-tedesco ha aperto varchi storici di ‘ospitalità’ in futuro più estese e variate, ma più perché è nelle città che si trovano nicchie di sopravvivenza provvisoria e coatta prima di prendere il largo verso le babilonie europee del nord.

Nelle cittadine come Brunico e nei paesuoli acquattati nelle valli limitrofe proprio non li vedi i mutanti dell’Europa futura che non riusciamo a immaginare – e ci spaventa per le identità irrimediabilmente perdute. Qui trionfa l’etnia unica tirolese contadina e, d’altronde, che ci vivrebbero a fare, africani e siriani e palestinesi, in un’economia alpina e dell’alpeggio che presume la proprietà dei terreni o la mezzadria e origina dalle solitudini dei grandi masi multi familiari (oggi quasi tutti ‘gasthof’ o agriturismo, grazie alle generose elargizioni italiote alla tanto contestata ‘Autonomie’) e grandi cristi appesi lungo i sentieri?

E gli unici ‘marocchini’ di vecchia immigrazione che ho incontrato sul trenino multicolore della Pusteria parlavano un misto di tedesco e residua lingua delle origini e a voce bassa, educatamente, proprio come gli indigeni che affollavano il vagone – segno che il ‘clima sociale’ che ti integra e ti condiziona a dovere funziona, ma tu vallo a raccontare a quegli sbracati cittadini coi telefonini incollati all’orecchio e i toni altissimi delle private conversazioni e il collo delle t-shirt in erezione che incontri a decine nel corso del mesto rientro.

E l’ammirazione che provi per questa gente che ha addomesticato le solitudini alpestri e delle valli silenziose e ha saputo creare ricchezza e benessere pur nell’assoggettamento al nemico storico di ben due guerre è anche per le architetture delle nuove case – sempre eleganti e funzionali e ‘pulite’ e per quei veri e propri templi e cattedrali che sono i fienili e i capanni per il ricovero degli attrezzi, dove trovano spazio perfino i decori e le geometrie delle assi e travi di abete e ne respiri gli olezzi resinosi. Chapeau.

Come recriminava la statua di Garibaldi nel film ‘Il Comandante e la cicogna’: ‘Se lo sapevo vi lasciavo agli austriaci.’ Già.

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Nel migliore dei mondi possibili

 

Nel migliore dei mondi possibili Bulgari e Russi e Avari si combattono tra loro e stuprano, sventrano, fanno a pezzi donne e bambini e riducono i castelli in macerie.
Nel migliore dei mondi possibili della beata convivenza tra genti diverse e accoglienze santificate dai moderni filosofi di un ottimismo sinistro, richiedenti asilo ceceni amorevolmente accolti in Francia uccidono a calci e pugni un nostrano Candido in una discoteca di Barcellona e, di lì a poco, un magrebino con espressione divertita e ridevole sterza a destra e a manca lungo una ramblas affollatissima di persone per buttar giù e uccidere più birilli possibili.
Ma è il migliore dei mondi possibili, affermano i nostrani Pangloss, filosofi sinistri e di sinistra e quel che paghiamo oggi di morti ammazzati sulle strade e le piazze e i teatri di Europa prelude a un mondo futuro pacificato di genti affratellate e felici di una convivenza multietnica.

E davvero così? E’ davvero il migliore dei mondi possibili, questo delle stragi ricorrenti e prevedibili e attese dagli s-governi imbelli di un Europa che dice ai suoi cittadini che dobbiamo pagare quel prezzo atroce di morti e feriti (perché!?!) e di gente pacifica accoltellata sui treni e sugli autobus indicata stolidamente dagli imbecilli jiahdisti quali ‘crociati’ – neanche fossimo in Israele, roccaforte occidentale in un mare di arabi palestinesi demograficamente fuori controllo e inferociti ogni giorno di più e tutti assassini potenziali di una convivenza feroce?
Oppure esiste, può esistere un mondo migliore di questo – governato con pugno di ferro e le intelligence di ogni paese capaci di intercettare il momento scatenante della follia omicida dei ‘radicalizzati sul web’ e capaci i governi futuri di disciplinare le ‘accoglienze’ delle genti diverse con il necessario rigore e severa valutazione dei numeri e degli ingressi che non facciano aggio sulla capacità di controllare il territorio metropolitano da parte delle polizie urbane?

E chissà che cosa scriverebbe Voltaire oggi, in un suo saggio rinnovato sui ‘costumi e lo spirito delle nazioni’ posto di fronte a questa ennesima guerra tra islamici rincoglioniti dallo jiahdismo importato dal web in franchising e gli s-governanti europei che, dopo ogni prevedibile strage, continuano a dirci che ‘non dobbiamo modificare le nostre abitudini di vita’ e accettare di essere, un bel giorno, tutti travolti da un tir lanciato sulla folla o accoltellati a bordo di un treno o mentre visitiamo un museo.
Il migliore dei mondi possibili, già.