Stai sereno. Non fa poi così male.

 

Nel giorno in cui un tramonto particolarmente infuocato e che ha colorato il mondo di tutte le gradazioni del rosso ci racconta la meraviglia del vivere sul pianeta Terra registriamo una comune insofferenza verso quel maledetto imbonitore che da mesi ci propina il suo set di pentole referendarie e riforme magistrali che cucinerebbero il paese al fuoco della sua megalomania di ‘un uomo solo al comando’.
E un corale ‘Basta!’ e ‘Fatela finita! e ‘Toglietecelo dagli zebedei!’ si leva alto da ogni angolo del paese e non si vede l’ora che arrivi domenica sera per godere della lieta novella della sua riduzione a ragazzotto di provincia arrogante e arruffone che si è gonfiato come un aerostato durante i due anni della sua occupazione abusiva del potere (Il colpo di palazzo de: ‘Enrico stai sereno.’) e si sgonfierà di botto nel corso delle prime proiezioni. E speriamo nell’eleganza del gesto che lo appaierà al suo emulo Hollande-il Nulla-che cammina: ‘Non mi ricandido.’ Grazie, apprezziamo.

E ci strapperemo i capelli se, invece, una maledetta iattura e il corto circuito neuronale del paese dovesse consacrarlo (Dio non voglia) nel gonfiore dell’elio che lo gonfia tutto e lo fa straparlare di cose che solo nella sua mente fanno ‘l’interesse del paese.’ Tocchiamoci di sotto e leviamo alti gli auspici.
‘Matteo stai sereno. Non fa poi così male.’ Un semplice pffffff e ti afflosci e ti accartocci con dolcezza. E riporremo l’involucro nel sacrario della Leopolda, promesso.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

Le post verità. (Verità vo’ cercando ch’è si cara al mio core)

 

‘Siamo nell’era delle post verità.’, convengono molti notisti politici e giornalisti di rango – orfani immedicati del loro pomposo ruolo di ‘maestri di pensiero’ in un’era, quella di internet, in cui mille blog fioriscono e illustri sconosciuti ottengono migliaia di clic e di ‘followers’.

E alcuni di coloro – gli ex maestri di pensiero e giornalisti osannati e di grido – fanno mostra di un vero e proprio astio e parlano con disprezzo di questa nuova esplosione di libertà dove, è vero, troviamo anche le discariche degli insulti rabbiosi e la bava velenosa di chi non sopporta l’esistenza di pensieri e persone diverse e tuttavia la città virtuale di internet è cresciuta in fretta e possiamo trovare al suo interno musei e gallerie d’arte e auditorium di buona musica e incontrare belle persone e leggere articoli interessanti. Che poi vi siano anche i quartieri periferici del disagio sociale, quello dei ‘radicalizzati sul web’ che inneggiano alla jihad e quello dei rabbiosi di varia risma, di destra e di sinistra o di centro, è il nostro inferno quotidiano e tocca tollerarlo, come facciamo nelle città vere della vita reale dove evitiamo di mettere piede nelle avvilenti periferie urbane e scansiamo per strada i marginali aggressivi ed evitiamo di girare di notte indifesi se le cronache ci informano di possibili aggressioni e rapine.

Perché, vedete, cari i miei sinistri e giornalisti di grido orfani immedicati e rabbiosetti di notorietà esclusive, l’aver inneggiato fino a l’altro ieri alla libertà e alla democrazia ha come prezzo post moderno l’emersione delle ‘post verità’ – che, spesso, sono ‘bufale’, ma esprimono, a loro modo, a volte con l’insulto, quel disagio sociale che, ad esempio, viene ampiamente tollerato dal vostro pensiero buonista nelle periferie urbane stipate di migliaia di ospiti mal integrati e che vivacchiano nelle discariche sociali del non lavoro e della micro criminalità.

Nell’era delle post verità tocca tollerare l’entropia del caos urbano che voi stessi avete incrementato, Faust improvvisati e malaccorti che avete scambiato le provette del buon governo e delle ragionevoli misure di legge e ordine e di controllo stretto delle frontiere con una attitudine dell’animo disposta alla bontà e alla pietas che ha altri e limitati ambiti di intervento e mal si accorda coi numeri di milioni di pretesi profughi e/o clandestini che premono alle frontiere dell’Occidente e ne minano i fondamenti di buon governo e di ordinato sviluppo economico e urbano.

Così, giusto per incrementare il numero delle post verità che dilagano in rete e per farvi notare con un certo compiacimento che prenderete molte altre colossali cantonate e bastonate elettorali, – dopo la Brexit e Donald Trump – chiusi come siete nelle torri d’avorio delle vostre convinzioni ferree e i brillanti articoli che non servono più a nessuno: semi che si disseccano al vento del deserto di emozioni in cui avete segregato tutti coloro che ‘votano di pancia’ indicandoli al disprezzo.
E se votiamo ‘di pancia’ è perchè non tolleriamo più il disordine e l’entropia del Caos globale che voi avete dimostrato di non saper/voler governare.

‘Chiedono legge per ciò che risulta eccessivo.’ scriveva in una sua mirabile poesia Gabriel Celaya, uomo di sinistra. Altri tempi e milioni di voti di gente di sinistra, nel frattempo, persi nel vento del deserto dello s-governo mondiale delle sinistre arruffone e burocratizzate e incollate alle cadreghe.

Io voto no e per mille buonissime ragioni e rabbiose post verità.

foto di Enaz Ocnarf.
foto di Enaz Ocnarf.

 

Andate al cinema o rileggetevi il Faust

 

Sarà un caso che il film ‘Snowden’ di Oliver Stone sia uscito nelle sale solo dopo la conclusione della ferocissima campagna elettorale che ha premiato Donald Trump e condannato all’infamia la campionessa di tutto e di nulla Hillary Clinton – da troppi americani (si, anche gli arrabbiati sostenitori di Bernie Sanders) percepita come una ‘fintona’, una donna di colla e cadreghe, interna e complice delle schifezze segrete dell’apparato amministrativo e governativo, da troppo tempo in mano ai cinici professionisti della politica e agli spioni della Nsa e della Cia che condannano Snowden all’esilio di Mosca?

Nel film, durante i titoli di coda, si ascoltano le imbarazzate e/o sdegnate dichiarazioni degli apparatniki sedicenti ‘democratici’ – la Clinton e quella scialba figura del presidente Obama in primis – che condannano senza ombra di vergogna l’operato di Edward Snowden, ex agente Cia di primo livello, di aver tutto rivelato delle attività di spionaggio a tutto campo e senza distinzione di parte politica di ogni e qualsivoglia espressione di dissenso politico operate dalla Nsa e dalla Cia e dalle organizzazioni satelliti.
E l’elezione di Trump, su questo versante, confermerà tutti i programmi di spionaggio governativo e dirà l’America ‘un grande paese’ macchiato, tuttavia, dall’onta secolare di infrangere sistematicamente quelle stesse leggi e regole di piena democrazia e rispetto delle libertà individuali che la dicono retoricamente ‘grande’ ma, in realtà, schiava delle sue ossessioni di voler tutto controllare e tutto dominare al suo interno e nelle aree del pianeta di sua influenza geo strategica.

E nel film si mostra, con dovizia di particolari tratti dalle cronache recenti, tutto l’incessante (e costosissimo) lavorio degli esperti informatici e degli hacker che piratano hacker rivali di quel mondo virtuale che è la realtà agghiacciante dei penosi e infami decenni che viviamo/vremo perché chi dominerà le reti di informazione nel prossimo futuro sarà (ma già è) il Grande Fratello che legge queste mie righe e le vostre, richiamandone le parole-chiave di ricerca e, se siete pericolosi per gli interessi geo strategici dell’America aspettatevi che uno sconosciuto vi chieda, appena fuori casa: ‘Lei è il signor tal dei tali?’ e vi inietti nel collo un liquido letale come si mostra nei migliori film sull’America malata degli spioni di stato, a partire dal mitico : ‘ I tre giorni del Condor’, che tanto influenzò il nostro sentire politico da giovinetti e fummo subito, per un rimbalzo di sdegno estremistico, ‘maoisti’ e ‘cubani’, que siempre viva Fidel.

E lo ricordate, vero, quello sguardo sgomento del bravo Redford-il Condor, nel film, che si chiedeva e chiedeva alla sua prigioniera innamorata perché avessero sterminato tutti i suoi compagni di lavoro in quella sede distaccata dove svolgeva innocue ricerche da topo di biblioteca e vi si classificavano le notizie apparentemente varie e neutre di giornali e riviste di ogni genere e appartenenza – e la causa della morte di quegli innocenti impiegati era il maledetto ‘petrolio’ della voracissima fame di energia delle industrie americane che armavano il loro governo di tutti gli strumenti di dominio diretto e indiretto sui ‘paesi del golfo’, soggetti a improvvisi golpe e cambi di regime per l’azione combinata degli aiuti e/o del traffico di armi diretto ai ‘ribelli’ – come è avvenuto nella Siria in cui si voleva pretestuosamente introdurre la democrazia e la si è consegnata, invece, al caos sanguinoso del Califfato islamico e della guerra di tutti contro tutti .
Tu vedi l’intelligenza acutissima delle azioni mirate della Cia – e segretario di Stato allora era la Clinton che ha recentemente concorso per la presidenza degli Stati Uniti d’America. Una ‘grande democrazia’ zoppa e vistosamente claudicante e un Grande Fratello orbo e stupido che non sa, mai ha saputo fermare ‘quegli spiriti malefici che esso stesso ha suscitato’ coi suoi alambicchi e i sofisticatissimi programmi di spionaggio a tutto campo di Snowden.

Andate al cinema o rileggetevi il Faust di Goethe.

 

Dio ci scampi – S.p.q.r. Sono pencolanti sui picciuoli questi renziani

 

Il 4 di dicembre non ci giocheremo i destini dell’umanità bensì di un pugno di parvenus della politica – imbonitori da tre palle un soldo che hanno illuso una discreta fetta di italiani di tutto cambiare per non cambiar nulla. E davvero, rivedendo nei trailers dei telegiornali degli ultimi due anni quelle facce da leopoldini allo sbaraglio che recitavano le veline renziane con l’aria dei secchioni d’antan che mandavano a memoria le poesie della vispa Teresa ci vien da sorridere al pensiero di quanto poco basti agli esseri umani per nutrire le illusioni del ‘nuovo che avanza’ e oggi già ‘lungamente ci dice addio’ – come le foglie ormai gialle che il vento distacca una a una e ci racconta della prossima primavera che chiuderà l’inverno del nostro scontento.
E un’altra stagione delle nostre vite avrà inizio e, forse, ci chiederemo fra qualche anno, inseguendo un pensiero marginale: ‘Ma quel Renzi fiorentino e la sua amica Leopolda chissà dove sono andati a finire.’
O forse no. Forse toccherà armarci della stessa pazienza che abbiamo coltivato nei tre lustri del fescennino berlusconiano e magari ‘morire renziani’. Dio ci scampi.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Arroganti sulla linea del fuoco. Domani accadrà.

Sbaglia Berlusconi a dire che se vincesse il “No” Renzi dovrebbe continuare, visto che dispone della maggioranza parlamentare per farlo. Oltretutto così facendo il Cavaliere sbaglia due volte, la p…
OPINIONE.IT

 

Torniamo umani (S.p.q.r. Sono pericolosamente orwelliani questi renziani)

 

E basterebbe prendere a prestito le metafore e le similitudini de ‘La fattoria degli animali’ di Orwell per capire che giriamo sempre intorno alla stessa questione del potere e di chi lo gestisce (male) e chi vi si oppone con scarsi risultati perché il potere sempre si perpetua e ha percorsi circolari ad ogni cambiar di stagione e di uomini (o maiali, per restare nella simpatica metafora orwelliana).

E che Renzi, – in questa straordinaria narrazione del 4 di dicembre p.v. che dovrebbe dare forma e viso nuovi all’Italia (tragica e melting pot) che ha in mente – venga definito una ‘scrofa ferita’ in corso di campagna è parte coerente dell’antica metafora del libro in questione e del dramma che si scatena quando qualcuno prende il potere con un ‘colpo di palazzo’ (‘Enrico stai sereno’) e pretende di fare una sua rivoluzione rizzandosi sulle gambe posteriori come i maiali di Orwell e dicendo buona anche la schifezza della riforma bicameralista che sostituisce gli eletti coi nominati e cambia tutto per non cambiar niente – com’è nella tradizione delle tagliatelle Barilla ‘più corpose’.

Alla via così e disfiamoci del porco orwelliano bramoso di potere e del suo costosissimo ‘Air force-Renzi’ (sic) col voto.
No alla fattoria dei maiali e delle scrofe. Torniamo umani.

L'immagine può contenere: sMS e una o più persone

Tardive resipiscenze e clamori mediatici

C’è da dire, a scanso di equivoci, che io ero misericordioso ben prima della nouvelle vague mediatica di Bergoglio e del suo giubileo – che tanto somiglia alla storica ‘vendita delle indulgenze’ ferocemente avversata da Lutero e da tutti gli altri rigoristi della Riforma.
Ed ero ragazzo quando Fabrizio cantava la canzone dei suicidi – quella ‘Preghiera in Gennaio’ che faceva venire i brividi, tanto bene descriveva la condizione umana della sofferenza spinta verso il suo limite estremo di sopportazione del dolore e della perdita. E mi commuoveva il pensare a quel gesto magnifico e umanissimo di un Dio che tutti li baciava in fronte, quegli addolorati e sconfitti dal dolore di vivere che avevano guardato in faccia la morte e le erano corsi incontro perché liberava l’orizzonte loro personale da uno stato di vita indegna di esser vissuta a quel modo e con quel diapason di sofferenza.

E la chiesa di allora, la Chiesa delle scomuniche e dell’avversione cieca e feroce verso ogni autogestione del rapporto personalissimo che tutti noi intratteniamo con la vita e con la malattia e la morte, mandava, invece, quel corteo di addolorati e vinti, in ‘terra sconsacrata’. Reietti e maledetti dalla comunità dei pretesi e arroganti ‘credenti’ – come se i cimiteri fossero regno loro, dei preti che celebrano i funerali, e solo la loro benedizione possa aprire le porte di un supposto aldilà della consolazione e del riscatto.
E abbiamo ancora in memoria le fragorose battaglie mediatiche dei cari vescovi e cardinali contro tutti noi che indicavamo alcuni casi di eutanasia come pietosi e misericordiosi e ragionevoli, a fronte del dolore estremo della loro malattia – e loro, invece, ferocemente schierati a favore di accanimenti terapeutici davvero degni di miglior causa; e si facevano forti della loro insensata ‘verità rivelata’ e del monopolio della ‘parola di Dio’ da chissà chi e perché consegnato nelle loro mani.

E prima di me e dei resipiscenti e tardivi preti e vescovi e papi che finalmente predicano la misericordia quale ‘via di salvezza’ altre religioni e altri monaci e sacerdoti e filosofi dei templi buddisti e induisti hanno considerato la via della compassione universale la ‘via maestra’ di un ‘Risveglio’ ad una condizione di migliore e più saggia vita – e migliore condizione di relazione con il nostro prossimo.
E il confronto tra quelle religioni antichissime e la nostra sembra indicare che nessuna verità esclusiva si possa consegnare ad alcuno – meno che meno a coloro che hanno combattuto crociate e/o jihad per affermare la sola e unica ‘Via, Verità e Vita’ e hanno seminato terrore e morte in quella loro folle predicazione lungo i secoli.

Non sarebbe male se, alla luce di tutto ciò esposto, si chiudesse il sipario mediatico e la piaggeria dei mezzi di comunicazione di massa verso il Vaticano e i loro esponenti. Davvero non hanno molto da insegnarci, a parte l’indicarci le loro molte stoltezze storiche e le tardive resipiscenze.

 

Bodhisattva (devanāgarī बोधिसत्त्व) è un sostantivo maschile sanscrito che significa “Essere (sattva) ‘illuminazione’ (bodhi)”. È un termine proprio del Buddhismo.
IT.WIKIPEDIA.ORG

 

Del governo futuro delle cose

 

Mettiamoci il cuore e i pensieri in pace: le cose non vanno – quasi mai – nel senso da noi desiderato. Che siate di sinistra, destra o centro avete buoni e diversi motivi per essere insoddisfatti del corso del mondo in questi anni di conflitti annunciati o già deflagrati – vedi la guerra intestina che ci hanno dichiarato le ‘serpi in seno’ e i morti per le strade di quel terrorismo islamico dei ‘radicalizzati sul web’, figli e nipoti dei troppi immigrati mai integrati che abbiamo stipato nelle periferie urbane in decenni di s-governo delle sinistre europee.

E i pervicaci soloni del giornalismo ‘embedded’ di sinistra/centro che non ne hanno azzeccato uno dei sondaggi cruciali della ‘brexit’ e dell’elezione di Trump oggi si sono riciclati in Cassandre e menagrami e paventano sfracelli anche maggiori di quelli del biennio orribile 2015/16 con Trump alla presidenza – e gli si è bloccata la digestione, poverini, e girano con il Maalox e la Biochetasi in tasca e si consolano con le vignette rancide di Ellekappa e di Vauro, ma non si vive di sola satira, cari, bensì di sogni che si inverano e/o di incubi che abbuiano il nostro orizzonte di futuro ed è il vostro turno, fatevene una ragione.

Perché il redde rationem della Storia è sempre dietro l’angolo e i Greci lo chiamavano Nemesi e ne avevano fatto una divinità terribile del destino cattivo che fa seguito alle nostre male azioni e ai pensieri sbagliati che abbiamo permesso ci intridessero i neuroni malati di buonismo: una clamorosa, sinistra abdicazione al governo delle cose e della nazione e un pessimo modo di gestire la realtà e di governarla ai fini ragionevoli di una vita vivibile e di un progresso che sarebbe stato possibile anche in tempi di crisi globale, se non ci avessimo buttato dentro il caos dei barconi alla deriva nel Mare Nostrum e l’immigrazione selvaggia a sei cifre.

E speriamo che la ‘brexit 3′ del referendum voluto dall’imbonitore fiorentino mandi finalmente a casa tutti gli alfieri dello s-governo immigratorio e cominci un vero governo degli eventi rispettoso delle leggi e delle frontiere e dei fragili equilibri delle economie europee ancora in rotta e con cifre da zero virgola. Dipende da voi, cari e-lettori. Votate assennatamente e liberatevi/ci degli imbonitori che così tanti conflitti presenti e futuri hanno stipato in questo povero paese.

L'immagine può contenere: 1 persona

Tempo di traslochi

 

Sarà perché sto mentalmente preparando un trasloco che il governo delle cose e ‘ogni cosa al suo posto’ mi stanno così a cuore? E quando mi prende il panico per l’immane quantità di lavoro che un trasloco comporta mi tornano a mente i vecchi adagi tipo ‘una cosa alla volta’ – che è sempre buona regola e percorso obbligato per sbrogliare le matasse della nostra vita quotidiana e riordinare il troppo di tutto che abbiamo stipato nelle nostre case lungo i decenni delle nostre vite.

E dal micro al macro: gran fermento sta provocando il ridisegno del mondo che ha in mente Donald-l’intruso, secondo i manifestanti della fazione sconfitta che ‘non se la mettono via’ e pretendono di ‘mandarlo a casa’ prima ancora che si insedi nello studio ovale.
Ma già si fanno i nomi dei prossimi governanti e dei segretari di stato e dei consiglieri più autorevoli che decideranno la politica americana dei prossimi quattro anni ed è bene che questo genere di cose vadano per la ‘diritta via’ e non conoscano impacci e conflitti troppo accesi perché i desideri folli degli sconfitti causerebbero lo sconquasso della fragile democrazia americana più di quanto faranno le reboanti dichiarazioni di Trump di restituire al mittente milioni di clandestini e ‘sin papeles’ che vivono di espedienti nelle avvilenti periferie urbane delle metropoli americane.

C’è un gran bisogno di governo in questo mondo rotto e milioni di schegge impazzite schizzate per ogni dove che le sinistre europee hanno portato al collasso – in primis per non aver saputo gestire e governare la catastrofe umanitaria dell’immigrazione clandestina a sei cifre e le conseguenti ‘giungle di Calais’ e di Ventimiglia e i bivacchi dei pretesi profughi nelle stazioni delle principali città europee e i disordini e le molestie di Capodanno alle donne di Colonia, Zurigo, Helsinki quali ci hanno consegnato le cronache 2015/16: anni orribili di morti per le strade e nei ristoranti e teatri e aeroporti per mano dei ‘radicalizzati sul web’ assassini prodotti dalla disoccupazione e dalla mancata integrazione degli immigrati che abbiamo stipato a milioni nelle orribili ‘banlieues’ dove la polizia non si azzarda a mettere piede. Enclaves di miseria e di un rancore sordo contro l’Occidente incapace di vera accoglienza e di integrazione e polveriere dei futuri conflitti annunciati.

E tutto il discutere che si fa di ‘populismo’ e tutto il fracasso che è conseguito all’evidenza della rabbia degli elettori che hanno votato per la brexit e per Trump e, forse, speriamo, contro Renzi e le sue ridicole ‘riforme costituzionali’ finalmente approda a tardivi ‘mea culpa’ e angosciate domande su ‘dove abbiamo sbagliato’.

Avete sbagliato a spacciare facile misericordia benedicente e l’avvilente retorica dell’accoglienza buonista quando i sindaci vi dicevano, uno via l’altro, che i loro cittadini non ci stavano a trasformare le loro città e paesi in bivacchi di nuovi poveri e nullafacenti e mendichi.
Avete sbagliato nel non voler considerare che il troppo dell’immigrazione a sei cifre mal si concilia con un paese che non conosce crescita economica da oltre dieci anni.
Avete sbagliato nel cercare di imporre all’Europa le ‘quote’ che nessuno ragionevolmente vuole al di là delle Alpi perché le elezioni li castigano e se gli elettori vi castigano vuol dire che vedono le cose sbagliate nelle strade e nei parchi cittadini che voi vi ostinate a non vedere e/o a dirle governabili ad onta delle mille evidenze contrarie – vedi, oggi, il sindaco Sala, buonista per partito preso (il disastrato PD di Renzi) che chiama l’esercito a sedare la guerra per bande delle sue periferie fitte di immigrati che non trovano lavoro e si dedicano al suo surrogato criminale dello spaccio e dello sfruttamento della prostituzione.

Davvero c’è bisogno di vero governo e di un radicale cambio di politiche nell’Europa sconvolta dalla brexit e dall’elezione di Trump.
Buongiorno, cari e-lettori, è tempo di traslochi. Il futuro è incominciato.

Tristi anniversari – Ieri accadeva

La ‘drole de guerre’ si è combattuta anche sui social forum per tutto quest’anno 2015 – anno orribile più di altri che si è aperto con la strage alla redazione di ‘Charlie Hebdo’ e si chiude (si chiuderà?) con la battaglia delle Midway di Parigi ‘strada per strada’ e teatro per teatro e ristorante per ristorante e perfino allo stadio dove si giocava Francia-Germania: luogo perfetto per dire la sfida islamico-terroristica all’Europa che conta e che ha amabilmente aperto tutte le porte e tutte le frontiere ai ‘migranti’ – i terroristi di oggi e di domani inclusi.

E quella ‘drole de guerre’ l’hanno combattuta accanitamente su facebook i malati sostenitori dell’accoglienza indiscriminata e ‘no borders’ e ‘poveri i profughi migranti’ contro gli allarmati sostenitori di un maggiore controllo dell’accoglienza e severità contro i clandestini (mai o pochissimo identificati e rispediti al mittente) e i terroristi in pectore spediti dall’isis sui ‘barconi’ – che invano predicevamo e paventavamo e scrivevamo della probabilità statistica di quanto è successo ieri a Parigi ed ha superato le nostre peggiori paure.

E i più malati ed esagitati buonisti ci pensavano/dicevano ‘razzisti’, che cari! – e chissà come la pensano oggi che la ‘drole de guerre’ li riguarda tutti, nessuno escluso, e devono guardarsi le spalle in ogni luogo pubblico che frequenteranno: teatro, ristorante, piazza, stadio, chiesa, ufficio.

Manca solo che la guerra si trasferisca – presto, e trovi echi rabbiosi e inutili su questi nostri stanchi schermi feisbuchiani – anche ‘casa per casa’. Magari con un finto postino che suona e dice con un sorriso impeccabile di voler consegnare un pacco-bomba o che nasconde un kalashnikov sotto il giubbotto e ti stende l’intera famiglia con una sola raffica e la ‘drole de guerre’ degli islamici fanatici – i figli di islamici moderati accasati nelle ‘banlieues’ che incubano il terrore -, chiuderà il cerchio e chi sopravviverà vedrà e narrerà.
E i cocci dell’Europa del futuro prossimo del terrore diffuso e del guardarsi le spalle sono i suoi, i nostri, maledizione!
Era meglio morire da piccoli.

Nulla sarà come prima? La tristezza mortale dell’averlo detto e gridato per mesi inutilmente.

 

Potremmo dire siamo tutti francesi, ma non basterebbe. Potremmo dire siamo tutti europei, ma dovremmo subito prendere atto che nessuno ha…
ILSOLE24ORE.COM
http://www.repubblica.it/esteri/2015/11/13/news/parigi-127311282/

 

God bless America 2

God bless America 2

Ci vorrà del tempo prima che si possa vedere un primo scenario di nuovo governo del caos globale che Trump eredita dalla pessima amministrazione Obama, ma già sul fronte caldissimo della Siria l’aver abbandonato alla loro sorte quel confuso fronte di non meglio precisati ‘ribelli’ che fronteggiano con nessuna speranza di vittoria Assad e la Russia sua alleata fa ben sperare che si possa tornare a un fronte comune decisivo per la vittoria contro il mostro dell’Isis.

Ed è il ‘fronte interno’, invece, quello che preoccupa di più: quella guerra insensata di piazza che gli hanno dichiarato i suoi oppositori e rischia di travolgere la fragile democrazia americana con scontri e violenze e arresti in crescita esponenziale – e magari, prossimamente, delle contro manifestazioni a favore di Trump, Dio ce ne scampi, che prefigurerebbero scenari sud americani.
God bless America.